L'INVASORE
Questo dramma che qui è pubblicato nel testo integrale[1] fu rappresentato per la prima volta a Milano dalla Compagnia Talli-Melato al Teatro Olympia nell'estate del 1915.
Interpreti principali: Maria Melato, Wera Podrecca, Pina Camera, Febo Mari.
ANNIE VIVANTI
L'INVASORE
DRAMMA IN TRE ATTI
MILANO
Dott. RICCARDO QUINTIERI — Editore
Corso Vitt. Emanuele, 26
Opere di ANNIE VIVANTI
LIRICA L. 4.—
I DIVORATORI (Romanzo) 3.50
CIRCE (Il romanzo di Maria Tarnowska) 3.50
L'INVASORE (Dramma in tre atti) 3.—
PROPRIETÀ LETTERARIA.
I diritti di riproduzione, di traduzione, di rappresentazione e di esecuzione sono riservati per tutti i paesi, compresi la Svezia, la Norvegia, l'Olanda.
Copyright by Annie Vivanti Chartres 1915.
Per ottenere il diritto di rappresentazione rivolgersi alla Società Italiana degli Autori, Corso Venezia, 6 — Milano.
Tipografia «MINERVA» — Via Fontana, 16 — Milano — Luglio 1915
PERSONAGGI.
- FLORIAN AUDET — Tenente di Cavalleria.
- IL CAPITANO FISCHER — Ufficiale dell'armata nemica.
- IL TENENTE VON WEDEL — Ufficiale dell'armata nemica.
- IL CAPITANO GLOTZ — Ufficiale dell'armata nemica.
- IL TENENTE FELDMANN — Ufficiale dell'armata nemica.
- IL REVERENDO FRANK — Pastore Anglicano.
- IL DOTTOR BELL.
- DELIO AUSTIN — Tenente in un reggimento scozzese.
- FRITZ — Cameriere.
- CHÉRIE BRANDES.
- LUISA BRANDES — sua cognata.
- MIRELLA BRANDES — figlia di Luisa.
- LA SIGNORA FRANK.
- ANNA — sua figlia.
- MARY — sua figlia.
- JANE — Una infermiera della Croce Rossa.
- NELLY — Giovinetta amica di Chérie.
- LUCILLA — Giovinetta amica di Chérie.
- GIOVANNA — Giovinetta amica di Chérie.
- FANNY — Giovinetta amica di Chérie.
- LINA — Cameriera.
Il primo atto si svolge nella casa del Dottor Brandes in un villaggio di un paese belligerante. — Il secondo atto in casa del Reverendo Frank, in Inghilterra. — Il terzo atto di nuovo in casa Brandes.
ATTO PRIMO
È sera.
Una sala d'entrata nella casa del Dottor Giorgio Brandes. Stile fiammingo.
A sinistra al primo piano tre scalini coperti di tappeto rosso conducono a un largo pianerottolo adorno di lampade elettriche e di piante.
In fondo a sinistra la porta d'ingresso. Nel centro un largo caminetto.
A destra verso il fondo una porta a due battenti con una tenda drappeggiata e rialzata.
Al primo piano a destra una finestra.
Luisa Brandes, una bella e giovine donna, siede in atteggiamento d'abbandono su una poltroncina. Con le mani intrecciate e tese davanti a sè essa guarda nel vuoto; un'espressione d'abbattimento e di tristezza è sul suo volto.
Nel fondo Mirella — una fanciulletta di quattordici anni, in corta veste chiara — s'affaccenda intorno a una tavola carica di fiori e di dolci.
ATTO PRIMO.
Mirella
chiamando.
Lina! Lina! Dove sono i marrons glacés?
Lina
Una domestica dal viso duro e inamabile appare sulla porta.
Sono lì.
Addita un piatto sulla tavola.
Mirella
Ma dove?
alzando il piatto.
Questi quattro miseri marroni, che paiono già rosicchiati?
Lina
Li avrà rosicchiati Lei. È tutto il giorno che li mangia.
Volta le spalle ed esce.
Mirella
Ma guarda un po' che impertinente!
Rivolgendosi a Luisa.
Mamma! Hai sentito come mi risponde Lina?
Luisa
con un sospiro distratto.
Che cosa c'è, cara?
Mirella
avanzandosi verso la madre col piatto in mano.
Ha detto che i marrons glacés li ho mangiati io.
Luisa
sorridendo.
Sarà anche vero; no, cara?
Mirella
Quand'anche; Lina non deve permettersi di dirlo. Del resto io ne avrò mangiato forse tre o quattro... o dodici... o così, ma non tutti.
Luisa
sorridendo.
Vedo difatti che ne restano quattro.
Mirella
contando sulle dita.
Uno per Chérie, uno per me, uno per te, poi vi sono le nostre invitate, uno per Fanny... E per Giovanna, Lucilla e Nelly, niente! Sarà meglio addirittura che non ce ne siano. Ti pare?
Li mangia.
Mamma! Cos'hai? Come sei triste!
L'abbraccia.
Luisa
Ah bimba mia! Come potrei non esserlo? Tuo padre lontano... le notizie sempre più gravi....
Mirella
Mamma! stasera non pensare a malinconie. È la festa di Chérie e vogliamo essere allegre. Anche papà se fosse qui avrebbe voluto che si festeggiasse il compleanno di sua sorella, che adora tanto!... Ricordi? L'anno scorso ha voluto che si ballasse. Vogliamo ballare anche stasera.
Luisa
scattando.
No! Non si balla col nemico in casa.
Mirella
Nemico?
Sbigottita, guardandosi intorno.
In casa? Dov'è questo nemico?
Luisa
È vicino, Mirella! è vicino! Tu non sai che cosa ci sovrasta.
Mirella
Non pensarci stasera, mamma! Non rattristare Chérie! Vedrai come s'è fatta bella. Mette il vestito nuovo, tutto bianco! Sembra una sposa....
Carezzevole.
Tieni, mangia questo marron. È l'ultimo.
Luisa
No, cara, no. Chiama qui Fritz. Ho bisogno di parlargli.
Mirella
Vado.
Mettendo in bocca l'ultimo marron.
Sai che anche Fritz mi fa uno strano effetto in questi giorni. È scortese, quasi villano. Non risponde quando gli si parla...
Luisa
Sarà preoccupato anche lui, poveretto.
Mirella
E lo trovo sempre a sussurrare con Lina...
Luisa
indulgente.
Forse si vogliono bene. Avranno idea di sposarsi.
Mirella
ridendo.
Oh Dio!... Così brutti! Tutt'e due!
Corre alla porta.
Fritz... Fritz!
Al domestico che entra.
Andate dalla mamma.
Fritz, un giovane servitore, dall'aria fosca, quasi truce, s'avvicina a Luisa mentre Mirella aiutata da Lina s'affaccenda ancora per poco intorno alla tavola ch'è in fondo alla scena. Indi Mirella esce, seguita da Lina.
Luisa
un po' timida, a Fritz.
Avete notizie? Vi sono novità?
Fritz
Secco.
Nossignora.
Luisa
Non sapete nulla di nuovo?
Fritz
Nossignora.
Ironico.
Eccetto quello che c'è nel giornale della sera.
Spiega un giornale e legge ad alta voce.
«Si crede che il primo contatto tra i belligeranti avrà luogo nelle vicinanze di Fléron. Il nemico s'avanza dal Sud Est numerosissimo.»
Appoggia con tono soddisfatto sull'ultima frase.
Luisa
Disperata.
Ah, ho letto, ho letto!... Ma credevo che voi forse...
esitante.
... avreste avuto occasione di udire qualche cosa di più.
Fritz
Io? Oh, nossignora.
Quando Luisa non lo guarda un sorriso di scherno si disegna sulle labbra di Fritz.
Luisa
Ditemi ancora, ditemi — che cosa vi ha detto il signor dottore iernotte quando partiva? L'avete lasciato nel treno, non è vero?
Fritz
Sissignora.
Luisa
E che cosa ha detto?
Fritz
freddo.
Che salutassi tutti.
Luisa
No, no! Ripetetemi le sue precise parole...
Fritz
Ironico.
Ha detto: «Fritz, tu sei un servitore devoto e fedele...»
Luisa
Un poco timida e dubbiosa, guardandolo.
È vero... è vero! Buon Fritz!
Fritz
Sempre con un sorriso ironico e sinistro.
Ha detto: «Lascio qui tutto ciò che ho di più caro.»
Luisa
commossa, congiungendo le mani.
Ciò che ha di più caro!...
Fritz
«Mia moglie, mia figlia e mia sorella.»
Luisa
Sì... sì... e poi?
Fritz
M'ha detto: «Difendile, Fritz, se vengono quelle belve». Ha proprio detto così: «quelle belve!».
Gli fiammeggiano gli occhi.
Luisa
ansante.
Sì!
Fritz
«Difendile», ha detto, «difendile colla vita.»
Luisa
Impetuosa.
Ah! so che lo farete.
Fritz
Sogghignando.
Eh, Signora, è facile a dirsi...
Un breve silenzio.
Luisa
sorridendo, con soavità.
Fortunatamente per il momento «le belve» non ci sono.
Fritz
con velato sarcasmo.
No, no. Per il momento le belve non ci sono.
Volge lo sguardo verso la finestra.
Luisa
Un poco impressionata dall'atteggiamento quasi minaccioso del servitore.
E poi... dicevate... il treno è partito...
Fritz
secco.
Ma sì!
Luisa
sorpresa.
Come parlate?
Fritz
Ho detto, sissignora, il treno è partito.
Luisa
sospirando.
Ah, mio Dio! Quale angoscia!... Chi l'avrebbe detto! Oggi è il 4 agosto. Dieci giorni fa nessuno pensava alla guerra.
Fritz
Fissandola.
V'era chi ci pensava.
Luisa
Incredula, indietreggiando un poco.
Da dieci giorni?
Fritz
lentamente, con ferocia.
No. Da dieci — anni.
Volta le spalle ed esce.
Luisa
smarrita, seguendolo con lo sguardo.
Non capisco...
La porta si apre bruscamente. Lina appare sulla soglia; anch'essa ha l'aria quasi insolente e il volto duro e ostile.
Lina
Il signor tenente Audet.
Entra Florian Audet in uniforme d'ufficiale di cavalleria.
Luisa
Andandogli incontro, lieta e sorpresa.
Florian! E come mai hai potuto venire?
Florian
salutandola affettuosamente.
Ufficialmente... non sono qui. Sono in giro a portare degli ordini urgenti... Devo tornar via subito. Giorgio dov'è?
Luisa
Angosciata.
È partito! Pensa, Florian, partito. Hanno mandato a chiamarlo d'urgenza iernotte.
Florian
Colpito.
E dove è andato?
Luisa
Preciso non lo sapeva neppur lui. Aveva ordine di recarsi al deposito centrale a Tourgain. E di là l'avrebbero diretto a un'ambulanza da campo.
Florian
Per Dio!... Sapevo che mancavano i medici. Ma non credevo che Giorgio partisse così presto.
Con inquietudine repressa.
Ma allora... siete sole voi altre tre? Voi, la piccola Mirella — e Chérie.
Luisa
Sì. Siamo sole.
Florian
Quasi parlando a sè stesso.
Per Dio!
Luisa
Paurosa.
Cosa c'è?
Florian
Niente.
Una pausa.
Luisa
Incalzando.
Ma sì... che cosa pensi?
Florian
parlando con lentezza grave.
Penso che dovrete avere coraggio.
Luisa
sconvolta.
Ah! Non dirmi di aver coraggio, che mi fai paura!
Florian
ripetendo lentamente e con enfasi significativa.
Luisa! Dovrete avere... molto coraggio.
Luisa
spaventata.
Che cosa vuol dire?
Florian
Vuol dire... che alle tre di questa mattina i nemici hanno passato la nostra frontiera.
Luisa
Esterrefatta.
Hanno passato la frontiera?!
Florian
Sì.
Luisa
Sono qui — nel nostro paese?
Florian
Sono nel nostro paese.
Luisa
Dove?!
Florian
A Verviers.
Luisa
A Verviers! A due ore di qui!...
Si copre il viso.
Mirella
Entra correndo con una scatola di dolci a sorpresa in mano.
Oh, guarda... c'è Lolò!
Pone la scatola sulla tavola e saluta Florian afferrandogli tutt'e due le mani e scotendole da parte a parte con gioia fanciullesca.
Florian
squadrando la figuretta leggiadra con occhi di disapprovazione.
Oh, che lusso, Mirella! Che cosa c'è?
Ironico.
Un ballo?
Mirella
Ma... la festa di Chérie! Non sei venuto apposta?
Florian
amaramente.
La festa di Chérie! È vero!... La festa di Chérie!
Si accascia su una seggiola.
Mirella
Ma che Lolò! L'avevi dimenticato? Adesso glielo vado a dire. Vedrai che cosa ti farà!
Florian
Passandosi la mano sulla fronte.
Dov'è?
La sua gravità contrasta coll'inconscia gaiezza della fanciulla.
Mirella
È disopra che si veste. Si fa una bellissima pettinatura, tutta a girigoggoli che pare una torta!
Fa per correre via.