IL RE BURLONE


GEROLAMO ROVETTA

Il Re
burlone

Dramma in 4 atti

MILANO
Casa Editrice BALDINI, CASTOLDI & C.º
Galleria Vittorio Emanuele, 17 e 80

1906


PROPRIETÀ LETTERARIA

Tutti i diritti di traduzione e di riproduzione riservati all'Autore

MILANO — TIP. PIROLA & CELLA di P. CELLA


❀ ❀ ❀ ❀ ❀ ❀ ❀ A ORESTE CALABRESI
CON AMICIZIA RICONOSCENTE ❀ ❀ ❀
❀ ❀ ❀ ❀ ❀ ❀ ❀ GEROLAMO ROVETTA

Milano, Teatro Manzoni, la sera del 14 Gennaio 1905.

PERSONAGGI

  • FERDINANDO II, re di Napoli
  • FRANCESCO, principe ereditario, ragazzo di 11 anni
  • MARIA ANNUNZIATA, MARIA IMMACOLATA, MARIA DELLE GRAZIE, bambine, figliuole di Ferdinando II e di Maria Teresa d'Austria
  • Monsignor COCLE dell'ordine di S. Alfonso, confessore del re
  • Il Conte ALBERTO SOLARIS DI VEROLENGO
  • Il Capitano ALLIANA, istruttore del Principe ereditario
  • Il Cavaliere ANDREA del CASTELLUCCIO, gentiluomo di camera
  • Il Barone di BATTIFARNO
  • Il Colonnello MÜLLER del 2º Regg. degli Svizzeri
  • Il Tenente HOLTMANN del 2º Regg. degli Svizzeri
  • CARMINE, giardiniere
  • AGNESE, sua moglie
  • Il Cameriere di Ferdinando
  • Un Ufficiale del 2º Reggimento degli Svizzeri
  • ROSALIA MIRABELLA
  • FANNYA
  • Il Malestro SAVOLDI
  • BARBAJA, impresario teatrale
  • NICOLINO TADDEI, critico del Poliorama
  • NINA, cameriera di Rosalia
  • PETRUCCIO, cameriere del Giglio d'Oro

Epoca 1846 1847

Il 1º atto a Napoli, nell'Albergo del Giglio d'Oro.

Il 2º, 3º e 4º atto a Caserta nel Palazzo Reale.

ATTO PRIMO.

Al Giglio d'Oro. — La scena rappresenta il salotto di Rosalia. Nel mezzo — sulla strada — balcone e finestra; di là dalla strada, il mare. A destra l'anticamera e la scala; a sinistra la camera di Fannya.

SCENA PRIMA.

Il salotto è bujo; appena il chiaro della luna che entra dai vetri chiusi. La Nina dorme sdraiata sul canapè. Qualche istante di silenzio, poi, da lontano, si cominciano a sentire gli accordi delle chitarre e dei mandolini e un frastuono di grida allegre e di evviva. La musica e le grida si avvicinano sempre più e risuonano sotto le finestre dell'Albergo. Entra Petruccio. In fine anche la voce di Rosalia e di Barbaja.

Grida c. s.

Evviva la Rosalia! Evviva la Mirabella!

Rosalia di dentro.

Evviva a voi! A voi tutti! Un bacio a Napoli! Alla dolce Napoli!

Grida c. s.

Evviva la Mirabella! Evviva la Linda!

La voce di Barbaja.

Evviva Venezia e la bella Veneziana!

Voce dei Suonatori.

Eccellenza! La vostra grazia! Signurì! Eccellenza! 'A grazia vostra!

Petruccio entrando con la candela accesa.

Donna Nannì! Donna Nannì! 'A padrona!

Nina svegliandosi ancora sonnacchiosa.

La padrona?... Così presto?

Petruccio.

'A Linda è n'opera corta!

Nina.

E la cesta? E la roba? Devo andare a teatro a prender la roba!

Petruccio.

Eh! Eh! Ce sta ancora tutto 'o ballo.

Nina.

E per fortuna dura un'eternità.

Petruccio e la Nina, mentre parlano, corrono per la scena, cercano i fiammiferi e accendono due lucerne grandi a olio.

Nina quando le grida sono più vicine.

Senti! Senti! Più matti del solito!

Petruccio.

Serata d'addio!

Intanto la musica ha ripreso sotto il balcone; poi i suoni e le voci si allontanano e smuoiono lentamente.

SCENA SECONDA.

Si spalanca l'uscio di destra: entrano Barbaja, Taddei, il Cavaliere del Castelluccio e il Maestro Savoldi. Precedono e illuminano la via a Rosalia con lunghe candeline di cera; infilate nel braccio portano tutti delle corone di alloro e camelie, con nastri che depongono qua e là con i soprabiti, i mantelli, i cappelli. Rosalia ha in mano delle camelie e degli altri fiorì.

Barbaja investendo Petruccio.

Non è un albergo, questo! È un fondaco!

Castelluccio.

Una cantina!

Savoldi.

A Milano si chiamerebbe uno stallazzo!

Taddei.

E a Napoli si chiama alla moda francese Grand Hôtel!

La musica non si ode più.

Rosalia ridendo con il Castelluccio, mentre questi l'aiuta a svestirsi.

Vedete, cavaliere? Il lume delle mie pupille, il sole della mia bellezza, l'astro della mia gloria... non basta a rischiarare le scale!

Taddei gettando la candelina

Ma in compenso, accendete i cuori senza scottar le dita!

Castelluccio a Petruccio con impeto, poi solennemente.

Impara dalla Sacra Maestà del nostro gran Re!

Savoldi comincia a intorbidarsi.

Castelluccio sempre continuando.

Come già non bastasse la sua propria luce a illuminare il mondo, egli ha voluto, per soprappiù, largire ai napoletani anche l'illuminazione a gaz! Tu invece, fumido tizzone, sopprimi al Giglio d'Oro l'olio e anche il sego.

Rosalia.

E la cena? Don Petruccio mio, non voler sopprimere anche la cena!

Petruccio.

Cinque minuti, eccellenza, e po' ve servo!

Fa per andare a prendere, sopra un cassettone, tovaglia e piatti.

Rosalia opponendosi.

In cucina! Di volo!

pestando i piedi.

Ho fame!

Nina fa per togliergli dalle mani la tovaglia.

Don Pedro, in cucina!

Rosalia alla Nina.

Tu no! Va subito in teatro a prendere la roba e a chiudere il camerino!

Taddei subito.

Ci siamo noi!

chiamando.

Impresario Barbaja, Maestro Savoldi!

Barbaja.

Eccomi!

Savoldi.

Pronto!

Taddei.

Apparecchiamo la tavola!

Barbaja, Savoldi, Taddei eseguiscono.

Petruccio ritorna: va ad aprire una credenza.

Le posate...

Castelluccio pavoneggiandosi.

A me pure: la musica divina di Donizetti mi fa piangere e mi mette appetito!

Savoldi borbottando.

Coccodrillo!

Rosalia lancia un'occhiata al Savoldi per frenarlo: poi togliendo le posate a Petruccio.

Io ho fame e non appetito.

Spingendolo verso l'uscio:

Fame! fame!

Savoldi dando un pugno per scherzo a Petruccio e spingendolo c. s.

Fame!

Barbaja c. s. dandogli uno scappellotto.

Fame!

Petruccio via a destra.

Rosalia alla Nina che sta infilandosi una mantelletta.

E Fannya?...

Nina.

Allegrissima! È andata a letto dopo aver suonato e cantato!

La Nina va via.

Rosalia con un impeto di tenerezza e di gioia, lanciando un bacio verso la camera di Fannya.

Cara! Sorellina cara!

Castelluccio fingendo di pigliare il bacio a volo, con la mano.

Questo per me! Ah!

mettendosi la mano alla bocca e baciucchiandola.

«Qual voluttà trascorrere... Sento di vena in vena»...

Savoldi sottovoce

Vecchio cane... Da catena!

Savoldi, Barbaja e Taddei, puliscono i bicchieri e le posate con i tovagliuoli.

Castelluccio al Savoldi, serio.

A me?

Rosalia intromettendosi e vezzeggiandolo.

Caro, caarrone!... Simpaticone!

Castelluccio scrollando il capo e indicando il Savoldi.

No, voi; lui!

Savoldi avanzandosi ironico.

Cavalier Andreo?

Castelluccio gira attorno alla scena, per riuscire a frenarsi.

Rosalia interrogando il Barbaja e il Taddei, sorridendo.

Andreo?

Barbaja piano a Rosalia.

Se lo si chiama Andrea, si offende!

Taddei.

Re Ferdinando, lo ha persuaso che Andrea, con la desinenza in a, è un nome di donna!

Petruccio entrando con un piatto di maccheroni e un piatto di carne.

Ecco servita 'a eccellenza!

Rosalia allegramente, per troncare la scena.

A tavola! A tavola!

siede, mangia: Barbaja e Taddei la servono: Rosalia con la bocca piena.

Neh! Cavaliè! Versatemi da bere!

Castelluccio fatto il giro, è rimasto vicino al Savoldi: piano.

Nella sua paterna bontà, il nostro sovrano, benché degno eroe dei tempi omerici, ha sancito una legge severissima per frenare l'abuso dei duelli: i miei amici, il Marchese del Vasto e Francesco Carrano, furono condannati a sette anni di ferri...

Rosalia più forte, imitando l'accento napoletano.

Cavaliè!... Mo' aggio sete!

Castelluccio sempre sottovoce al Savoldi, ma con ira.

Se siete davvero, come si dice in teatro, un gentiluomo proscritto che fa il direttore d'orchestra per inclinazione... politica, vi dirò... insolente...

sospirando

e andiamo in galera!

Savoldi.

Come volete e quando volete.

Rosalia balzando in piedi: al Savoldi, con un'occhiata severa.

Matto! Proprio matto!

corre carezzevole dal Castelluccio.

Cattivo! Crudele! Dite di volermi bene e mi amareggiate i maccheroni!

Savoldi tra il Barbaja e il Taddei piano, con ira.

Cortigiano! Parassita!

Taddei scrollando il capo, al Savoldi.

Una povera vittima di Ferdinando!

Barbaja pure al Savoldi.

Ignorante! Ma non farà mai la spia, con tutto il suo amore per il Re!

Rosalia che sta calmando il Castelluccio.

Il maestro è lunatico e...

sorridendo, vezzeggiandolo.

Gelosissimo!

Castelluccio soddisfatto.

Di me?

Rosalia al Savoldi con un'occhiata di comando.

Datemi la mano!

gliela prende mentre il Savoldi vorrebbe ritirarla e sorridendo al Castelluccio.

E anche voi... la vostra...

Castelluccio vorrebbe resistere.

Se mi volete bene!

Castelluccio porge subito la mano.

Il maestro riconosce il suo torto, voi gli perdonate, e si fa la pace!

fa per unire le due mani: tutti e due le ritirano istintivamente.

No?

al Castelluccio sempre più tenera.

Proprio no?... Nemmeno al patto di suggellare la pace con un bacio?

al Savoldi accigliata indicando la guancia.

Uno qui...

volgendosi al Castelluccio e avvicinandogli la guancia, sorridendo.

... E uno qui?

Castelluccio fa per dare il bacio.

Rosalia si ritira.

Niente! Insieme, la pace o niente!

Savoldi e Castelluccio danno il bacio insieme, uno per guancia.

Rosalia respingendoli subito, con le due mani.

Adesso lasciatemi cenare.

siede e torna a mangiare.

Barbaja fingendo di infuriarsi contro Taddei.

Critico venale!

Taddei c. s. contro Barbaja.

Impresario... imbroglione!...

Barbaja.

A me?... Al nipote di Domenico Barbaja? Un duello!

Taddei.

All'ultimo sangue!

Rosalia continuando a mangiare.

Bravi!... Bravi! Coraggio!

Taddei.

Ingrata! Mi vendicherò sul Poliorama!

Rosalia ridendo.

Maramèo!

Barbaja.

Vi farò fischiare!

Rosalia.

Maramèo! Fra quindici giorni sono a Milano!... Canto alla Scala! Nel Barbiere.

Cantarellando a mezza voce.

«... Ma se mi toccano dov'è il mio debole...»

Nina di dentro.

Signora!

Castelluccio guardando verso l'uscio.

La bella Nannì!

Rosalia.

Hai fatto presto!

SCENA TERZA.

Detti, la Nina, in fine Alliana.

Nina entrando sconvolta.

Signora! Signora! Peggio dei croati!

Rosalia ridendo.

I croati?... A Napoli?

Nina.

Peggio! E poi almeno i croati sono tedeschi, ma questi...

Rosalia.

Cos'è successo? Che ti hanno fatto?

Nina.

A me?... A lei! Tutto sossopra!

Barbaja vivamente.

In teatro?

Taddei.

Al San Carlo?

Nina.

Nel camerino!

Rosalia vivamente.

Nel mio camerino?...

Nina.

Sequestrati i costumi della Linda e lei messa in contravvenzione!

Rosalia.

Sequestrati i miei vestiti? Ma come?

Barbaja.

L'ultima sera?...

Nina al Barbaja.

Sicuro! Quello del primo atto era nuovo. La Polizia l'ha trovato troppo corto e poi non c'erano le mutandi...

correggendosi

i calzoncini verdi!

Rosalia maravigliata alla Nina e al Barbaja.

È uno scherzo?

Savoldi come una minaccia.

Della polizia!

Barbaja inquieto.

La celebre Goldberg, per una simile contravvenzione, ha dovuto scappare e rifugiarsi in casa del Ministro d'Austria!

Taddei.

Volevano arrestarla!

Rosalia spaventata.

Arrestarmi?

guardando verso l'uscio di Fannya.

E Fannya?...

si calma e scoppia in una risata.

Ma che!

Castelluccio.

Impossibile!

Savoldi a mezza voce.

Tutto è possibile sotto i Borboni!

Castelluccio facendo una giravolta per non sentire, si avvicina al Taddei.

Taddei.

Con una polizia canaglia, più ladra dei ladri!

Castelluccio fa un'altra giravolta e si avvicina alla Nina.

Barbaja.

Scommetto... è un altro trucco!

Nina.

E che furia!

con forza.

La mia Signora, ho detto, farà le sue rimostranze al Re!

imitando il parlare napoletano.

U Re nostro è u Marchese del Carretto! Isso è u vero re de Napole!

Castelluccio si allontana protestando scandolezzato con le due mani.

Barbaja alla Nina.

Per capire se si tratta di un...

indica danaro.

... affare della polizia, bisognerebbe conoscere l'agente.

Nina.

Io non l'ho mai vista quella grinta!

Rosalia alla Nina, con risolutezza.

Invece di aspettare qualche giorno, si parte subito.

Savoldi.

Se vi lascieranno partire!

Barbaja.

C'è la contravvenzione!

Rosalia fuori di sè.

Ma io.... parlo col Re!

Castelluccio.

Questo dovete fare!... La prima sera della Linda, il re vi applaudiva con entusiasmo dal suo palchetto!

Barbaja.

Se il regolamento in cui si stabilisce la lunghezza delle gonne, la larghezza delle maniche, il verde dei calzoncini, è tutto scritto di pugno del Re...

Savoldi.

Sotto dettatura della Regina...

Taddei.

Che è brutta e gobba!

Barbaja.

Perciò, proibito far vedere le spalle, quando sono belle! Proibito far vedere le gambe...

Savoldi.

Quando sono diritte!

Rosalia.

Non ne facevo vedere! Appena tanto così!

alzando le gonne.

Castelluccio guardando con l'occhialetto.

Alzate ancora: due dita di più!

Barbaja al Castelluccio, vivamente.

Voi che ne godete la confidenza, dovete parlar chiaro al Re! La corda è troppo tesa! Non si è più sicuri nemmeno del titolo delle opere. Lucrezia Borgia no, perchè la famiglia Borgia ha avuto due Papi... bisogna mettere Elisa Fosco!

Taddei al Castelluccio.

E con noi? La censura è addirittura idiota! Il revisore Giannatasio ci cancella persino gli... eziandio!

Castelluccio.

Al nostro buon Re, fa scrupolo vedere Dio messo in una congiunzione: io scrivo sempre ezian...diana!!

Rosalia preoccupata.

Per una parola più o meno...

Nina.

Poco male!

Rosalia.

Ma se invece...

impaurita

Ah mio Dio!

Barbaja per calmarla.

Corro a teatro; bisogna sapere il nome dell'agente!

Nina.

È inutile! Viene il capitano Alliana; lo dirà lui.

Rosalia.

Il barone Alliana?...

Barbaja.

Era in teatro?

Nina.

Ho mandato Zeffirino a cercarlo. Stava appunto per montare in carrozza!

Castelluccio quando sente che deve venire Alliana, si affretta ad andare a prendere il cappello e il soprabito per uscire.

Nina.

L'ho lasciato che gridava con quei satrapi e... gambe mie, ti raccomando!

al Taddei.

Non volevo, in quella confusione, che sequestrassero anche me!

Rosalia al Castelluccio.

Il capitano, vostro cugino, vi fa scappare?

Castelluccio.

Vi dirò... se domani... trovandoci a Caserta...

Barbaja.

Eccolo, il capitano!

Tutti, meno il Castelluccio, che si mostrerà sempre contrariato, gli vanno incontro.

SCENA QUARTA.

Detti, Alliana: poi Petruccio.

Rosalia tra l'inquietudine e lo scherzo, tendendo la mano ad Alliana.

Non mi lascierete imprigionare?

Alliana cerca di mostrarsi disinvolto, ma è inquieto.

Imprigionare... no; ma vi costerà cara!

indicando danaro.

Barbaja.

Chi ha eseguito il sequestro?

Alliana.

Il famoso don Camillo!

Barbaja.

Quella canaglia...

Taddei.

Sst!

Savoldi.

Sst!

interrompono Alliana perchè entra Petruccio.

Petruccio avvicinandosi al tavolino per sparecchiare.

Vulite u caffè, Eccellenza?

Rosalia.

No...

Nina forte.

No!

Petruccio verso destra.

Niente caffè!

Alliana a Rosalia, strizzando l'occhio e indicando Petruccio.

Quello lì...

Barbaja piano a Rosalia

Mandatelo via!

Nina che ha veduto il gesto di Barbaja, piano.

Ci penso io!

corre da Petruccio, lo aiuta in fretta a prender su tutta la roba e lo spinge fuori.

Via! Presto! Anche a me da cenare!

La Nina e Petruccio escono a destra.

Alliana chiamandosi tutti vicini, sottovoce.

Bisogna venire a patti con questo don Camillo.

Rosalia vivamente.

Ma chi è?

Barbaja c. s.

Un personaggio che ha la lingua corta, poche parole, e i denti lunghi.

Taddei.

È un bigotto di Monsignor Cocle...

Barbaja.

È un mezzano di Del Carretto!

Alliana.

Tutti così gli impiegati alti e bassi della polizia!

Castelluccio fa un cenno ad Alliana, perchè usi prudenza, e sospirando e scrollando il capo, torna a prendere il cappello e infila i guanti.

Barbaja.

E per tutto pagare, pagare, pagare...

Taddei.

E la polizia ha sempre ragione!

Alliana.

Sfido! Se ha il Del Carretto per capo visibile, l'invisibile è ancora più potente, è monsignor Cocle...

Savoldi.

Il confessore...?

Alliana.

Il padrone del Re!

Barbaja a Rosalia.

Voi avete dato scandalo? Pagate se non volete andare all'inferno, pagate se non volete andare in prigione.

Castelluccio avvicinandosi a Rosalia per congedarsi.

Donna Rosalì...

Rosalia senza badare al Castelluccio, spaventata.

Pago! pago!

ad Alliana.

Correte subito da questo Don Camillo!

Alliana.

Nella mia condizione non posso offrire, nè l'altro vorrebbe accettare.

Castelluccio.

Buona notte, donna Rosal...

Rosalia c. s.

E allora?!...

Alliana rivolgendosi al Barbaja e al Savoldi, e accompagnandoli verso l'uscio.

Voi e voi!

a Rosalia.

L'impresario, e il maestro della prima donna. Tornate subito a teatro, troverete ancora Don Camillo, fissate per domattina un ritrovo in par... ti... colare...

Castelluccio sempre c. s. a Rosalia.

Vi auguro la buona notte!

Rosalia al Savoldi e al Barbaja.

Date, date, date, purché sia finito tutto, subito!

vedendo il Taddei che sta per uscire con il Barbaja e con il Savoldi.

Anche voi?

Taddei.

Li seguo alla lontana...

via.

Castelluccio che sta parlando con Alliana — al Taddei.

Don Niccolì, aspettate!

ad Alliana.

Domani, incontrandoci a Caserta...

Alliana.

Ho capito.

Castelluccio.

Sua Maestà, quando è di buon umore, si diverte a rendere gelosissima mia moglie che...

con un grosso sospiro

che di buon umore, non è mai!

Alliana.

Conosco mia cugina. Sta tranquillo!

si danno la mano.

Castelluccio tenendogli la mano stretta e avvicinandosi all'orecchio di Alliana con un atto di terrore.

Prudenza, prudenza, con Monsignor Cocle!

Alliana al Castelluccio.

Paura di un prete oggi?... Oggi, che abbiamo un Papa dalla nostra? A Ferdinando II, daremo Pio IX per confessore!

Castelluccio scappa via tappandosi le orecchie.

SCENA QUINTA.

Rosalia, Alliana poi la Nina.

Rosalia.

Quelli là, vi credono il mio amante!

prendendogli tutte e due le mani con trasporto.

Ma io per voi, mi lascio disonorare!

Alliana sorridendo.

Per me, e per... Fannya!

Rosalia.

Tutti e due, non siete... una cosa sola?

Alliana ha un lampo d'amore negli occhi, guardando verso l'uscio di Fannya, poi ritorna serio, agitato.

Quando uscivo dal teatro e stavo per montare in carrozza, ero col conte Alberto!

Rosalia maravigliata.

Alberto?... Al San Carlo?...

Alliana.

È venuto tardi, dopo avermi cercato al club dell'Accademia...

più sottovoce

sarà qui a momenti.

Rosalia.

Qui?... Stasera, non doveva trovarsi con il ministro d'Inghilterra?

Alliana.

A Corte, ci sono novità!

Rosalia vivamente.

Contro Alberto?... I suoi nemici?... La Regina?...

Alliana.

Novità, che riguardano... voi!

Rosalia.

Me?

Alliana.

Il Conte Alberto non ha voluto spiegarsi... ma per ora, non potete più partire.

Rosalia.

C'entra la contravvenzione?

Alliana.

No!... Credo di no!

Rosalia.

Com'era lui?.... Inquieto?.... Preoccupato?

Alliana.

Preoccupato...

Rosalia scrollando il capo.

Vi ricordate a Firenze?... Non volevo accettare la scrittura di Napoli. Ho fatto male a cedere alle preghiere vostre e di Fannya!... Vedete però?... So fingere!... A teatro e con tutta quella gente, io non sono più la donna, ma soltanto la... prima donna... che non fa che cantare e scherzare!

Alliana interrompendola.

Bisogna avvertire la Nina!

fa un passo verso l'uscio di Fannya.

Rosalia lo ferma facendogli cenno di parlar pianino perchè Fannya dorme: va verso l'uscio a destra e chiama sottovoce.

Nina!

Nina entrando.

Comandi?

Rosalia.

Sta attenta in anticamera.

Nina.

Aspetta la visita del solito impresario di Vienna?

Rosalia.

Sì, aspetto il signor conte.

Nina.

Andiamo bene! È appena finito il teatro, e il ristorante comincia ad essere pieno di gente.

Rosalia.

Bada al cameriere...

Nina.

Don Pedro è nelle mie mani!

via.

Alliana.

Fannya?... La farete chiamare?

Rosalia.

Dorme; lasciamola dormire. Quando canto, la mando a letto presto. Non la voglio con me in teatro. Qui, a Napoli, poi, la mia piccola sorellina, sempre sotto chiave!

verso l'uscio di Fannya.

Tesoro! Cara!

Alliana supplichevole.

Sono gli ultimi giorni; le ultime ore...

Rosalia fingendosi in collera.

L'avete veduta oggi; la vedrete domani!

sorridendo e stringendogli le mani con grande espansione.

Le volete proprio bene molto, molto?...

Alliana.

Molto?... Che cosa vuol dire, molto?... Tutto!... Tutto ciò che sento, che spero, che vivo, che respiro... è là!

Rosalia esitando: con grande tristezza.

E... le perdonerete sempre... sua madre?

Alliana.

I miei, li ho perduti, sono solo. Ma come ho ritrovato mio padre nel conte Alberto, ho ritrovata in voi la mia mamma... La mia mamma giovine, come ne ho il ricordo da bambino. Era tanto bella anche lei!

rimane triste, pensieroso.

Rosalia vincendo la commozione, con le lacrime nel viso e passandogli una mano dinanzi agli occhi.

Via! Via! Il sole di Fannya deve spazzare ogni nube! Lasciate i pensieri tristi a me che mi trovo sospesa tra la prigione... e la corte!... Che cosa sarà mai?...

con un sospiro.

Povero Alberto! Quante preoccupazioni! Quante inquietudini, e forse, quanti dolori per me! Oh, il mondo è molto severo con i buoni, con gli onesti e, soprattutto, con i sinceri. Al mio povero Alberto che ha la moglie chiusa in un manicomio, quasi da vent'anni,

con ironia

queste dame impeccabili, e questi cavalieri perfetti farebbero un delitto, non già di avere un'amante, ma di volerle bene e di adorare la figlia nata dal suo amore!

con inquietudine.

Nessuno sospetta, a Napoli, che Fannya sia mia figlia?

Alliana accenna di no.

Rosalia.

Ero così giovane!... Ed ero così povera!... La prima e l'unica bambola che ho avuto, è stata la mia figliuola!... E il solo che mi ha voluto bene è stato Alberto... Un bene fatto di pietà, di tenerezza e d'intelligenza!

sottovoce, quasi con astio.

Questa Maria Teresa d'Austria, questa seconda moglie di Ferdinando, lo odia, Alberto, non è vero?

Alliana si fa serio, accigliato.

Lo odia, perchè il conte Alberto di Verolengo è un piemontese! Perchè è venuto qui, appunto con la prima moglie del Re, e perchè è rimasto qui anche dopo la morte di Maria Cristina. Il conte Alberto è la memoria, l'influenza, la bontà di lei, che le sopravvive nella reggia!

Rosalia.

Maria Cristina di Savoia! La santa Regina! I napoletani, la chiamano ancora la santa Regina!

Alliana.

E lei viva, nessuna condanna di morte fu eseguita.

Rosalia.

Sangue, no, ella ripeteva al marito, — lo so da Alberto, — sangue no; con la morte voi potete perdere un'anima immortale, con la vita può venire il pentimento. E anche morendo furono le sue ultime parole rivolte al Re, la sua ultima preghiera: «sangue no, sangue no».

Alliana.

Questa invece, brutta, quanto l'altra era bella, cattiva quanto l'altra era buona, gli sta sempre cucita alle costole ripetendo sempre «Casticate, Fertinante! Casticate!»

Rosalia.

E il Re?... Alberto è odiato anche dal Re?

Alliana.

Chi può conoscere l'animo di Ferdinando? Avete detto benissimo. Il Conte Alberto, a corte, è la memoria di Maria Cristina. Se non lo odia, certo, non lo ama, perchè non si ama il rimorso, ma lo teme, come si teme la giustizia! Quest'uomo, per altro...

Rosalia.

Alberto?...

Alliana.

Quest'uomo forte in mezzo ai deboli, quest'uomo che dice la verità in mezzo al servidorume, che biascica rosari e bugie, se non è amato dal Re, se è odiato dalla Regina e da una corte ignorante, bigotta, ha con sè tutto un partito giovane che vuol far di lui il ministro del Re, — anche contro lo stesso Re; — il ministro non di Ferdinando II re di Napoli, ma, — voglia o non voglia Ferdinando, — il Ministro di Ferdinando Iº re d'Italia, re costituzionale, re indipendente dall'Austria e dalla Francia, e se ci vorrà... Se vorranno del sangue, vivaddio...

Rosalia fissandolo inquieta.

E Fannya? La mia Fannya? Che cosa volete fare? Che cosa vuoi fare?

Alliana.

No! No! V'ingannate! Giuro! V'ingannate!

Rosalia.

A Fannya! A Fannya, lo devi giurare!

Alliana vivamente.

Il Conte Alberto!... Non una parola.

Violento, ma più sottovoce.

Non una parola!

SCENA SESTA.

Detti, la Nina, il Conte di Verolengo, poi Fannya, in fine, e Voci.

Nina precede il Verolengo e l'aiuta a legarsi il ferrajolo. Verolengo si toglie i grandi occhiali d'oro: sottovoce a Rosalia.

Sono passato inosservato!

In questo momento si sentono avvicinarsi ed entrano nell'albergo, dove saranno accolti da uno scoppio di evviva e di battimani, due mandolini e una voce che canta la canzone: Te voglio bene assaie e tu non piensi a me! poi lo sbattere del portone dell'albergo, e silenzio.

Verolengo.

Travestito come un innamorato..... o come un cospiratore!

baciando la mano di Rosalia.

Innamorato.... sempre. Cospiratore.... mai!

Nina.

C'è giù un... pandemonio!... Si può andare e venire liberamente.

Rosalia

Sta attenta...

Nina.

Non dubiti!

via.

Rosalia uscita la Nina afferrando le mani al Verolengo.

Dunque?... Dunque?

Verolengo.

Alliana ti ha detto?

Rosalia.

Che a Caserta ci sono novità?...

Alliana.

Ma che il sequestro di questa sera, non ci ha a che fare!

Verolengo.

No?...

Fissando Alliana e scrollando il capo.

Anche ripensandoci, parrebbe assolutamente di no! Ma poi, chi lo sa? A corte, le bugie, hanno le gambe così lunghe!... E monsignor Cocle, stende i suoi ragnateli con tale arte invisibile, silenziosa...

Rosalia si avvicina al Verolengo, fissandolo.

Verolengo.

Se non fossero i miei soliti sospetti, dovrei anzi rallegrarmi con te! Domani riceverai un invito da parte di Sua Maestà!

Rosalia.

Un invito? A me?

Verolengo.

Per cantare alle feste del Presepio!

Alliana subito, assai stupito.

Voi? Una donna di teatro, invitata a Caserta?

Verolengo.

E per di più, durante la novena di Natale!

Alliana.

Con il bigottismo della Regina?

Rosalia.

E del Re!

Verolengo.

Appunto! Bisogna aver ottenuto, non soltanto l'assoluzione, ma anche l'approvazione di monsignor Cocle!

Rosalia impaurita.

Io non ci vado!

più forte

Non ci vado, e non ci vado!

Verolengo.

Vorresti invece andare in prigione?... Qui, si fa presto!

Rosalia.

Mettermi in prigione

parlando afona

perchè sono raffreddata e non posso cantare?

Verolengo.

Ma lo avrai preso il raffreddore, perchè le gonne della Linda erano troppo corte!

Alliana.

E in tal caso, non andando a Caserta, sareste punita, perchè avete dato scandalo! Questa potrebbe essere la relazione tra i due fatti.

Verolengo.

Precisamente: la tela del ragno!

Rosalia.

Io sono inquieta, inquietissima....

Verolengo prendendole le mani.

E forse ti ho spaventata, al solito, senza una ragione!

Alliana.

Certo, non bisogna nemmeno esagerare! La Regina è cattiva, la corte è pessima, ma il Re, in fondo, è buono. Ha della nobiltà, della grandezza....

Rosalia.

E la razza? La razza?... È il nipote di Ferdinando I, quello che faceva amministrare la giustizia dal cardinal Ruffo e da Fra Diavolo! Dei suoi fratelli, uno ha fatto sbranare dai mastini un povero padre disonorato nella figlia! Un altro, si diverte a gettare delle monete nelle vasche d'acqua bollente, per vedere i ragazzi nudi e affamati saltarvi dentro per raccoglierle, un altro...

Verolengo.

Ferdinando II è migliore dei suoi fratelli!

Alliana.

Ferdinando è il migliore di tutti i Borboni!

Rosalia.

Ma insomma? Migliore, o peggiore, che cosa può volere da me?

Verolengo riflettendo.

Ma... volere il Re... o volere monsignor Cocle? La tua confidenza, o qualche tua imprudenza per poter entrare nella mia vita...

con un'alzata di spalle.

O soltanto la tua celebrità, la tua virtuosità canora, per il santo Presepio, e le mie non sono che ombre!

Alliana.

Per altro state in guardia: anche a corte ci sono spie...

Verolengo.

Non dire di non conoscermi! Ci siamo veduti a Venezia, a Roma... E se non c'è un invito speciale per Fannya...

Rosalia e Alliana, guardano istintivamente verso la camera di Fannya.

Rosalia.

La voglio con me.

Verolengo.

Tutto al contrario! Non condurla a Caserta!

Alliana.

È troppo ingenua e troppo sincera! Resti a Napoli con la Nina!...

Verolengo.

E poi, al caso, anch'io ho molti amici...

Rosalia.

Al caso?... Che caso? Il caso di un tranello... contro di te?

rivolgendosi ad Alliana e fissandolo.

Pensiamoci un po'... freddamente. Per scoprire soltanto che io sono la sua amante, e che Fannya non è mia sorella, ma nostra figlia?...

Verolengo.

Certo... per questo, monsignor Cocle, non potrebbe farmi bandire, nè fucilare, ma tuttavia...

Alliana.

E se la macchina, invece che contro di voi... fosse montata contro di me?

Verolengo..

Contro di te?... Perchè contro di te?

Alliana. Anch'io non sono amato a corte. Sono istitutore del Principe ereditario, del figlio di Maria Cristina, per intercessione vostra! Anch'io sono sospettato!

Verolengo.

Sospettato?

Alliana.

Tutti noi, ufficiali napoletani! Non c'è fiducia a corte, altro che per gli Svizzeri!

Rosalia.

Sst!... Fannya, per amor del cielo!

Verolengofissando sempre Alliana.

Guardami bene in faccia!

Alliana.

Gli Alliana, sono fedeli. Sempre con Dio e per il Re.

Verolengo.

La parola d'ordine dei vecchi Murattiani...! Anche con Dio e per il Re, si può riuscire... a farsi fucilare, quando si è dei fanatici o dei pazzi.

A Rosalia.

Ma diglielo anche tu, nel nome di Fannya! Congiure, no! Pazzie, no!

abbracciando Alliana.

Pensa figliuolo, figliuolo! È finita l'epoca delle congiure, delle società segrete, delle sette!... Te lo dico io... vecchio carbonaro!... Tante congiure, tutte fallite per la mancanza di un concetto comune! Un po' di fumo, subito soffocato nel mare del più nobile sangue!

Rosaliaad Alliana con le lacrime nella voce.

Pensate a Fannya!... Pensate alla povera Fannya!

Verolengo.

Un concetto comune, bisogna avere! Invece... chi vuole la repubblica come

a Rosalia.

quel tuo maestro Savoldi! Chi esalta e vede la salute in un altro Re, e chi

ad Alliana.

con un buon colpo di mano, spera di poter cambiare la testa a Ferdinando, senza punto riflettere che in questo giuoco è assai più facile il perdere la propria!... Nessuno, intanto, pensa a volere ciò che tutti dobbiamo volere, un'Italia, l'Italia!...

Alliana accenna di si, col capo.

Verolengo afferrandogli una mano.

Allora... Hai fede in me? Tento anch'io con la persuasione... Preparando i fatti con le alleanze...

risoluto.

Ma non più pugnali e non ancora i fucili! Nel dar vita a una nazione, il pensatore dev'essere l'avanguardia del soldato! È il libro che prelude alla battaglia e alla vittoria, e oggi, il Primato del Gioberti, è letto, è divorato come un romanzo, anche a Napoli, anche a corte, non dal Re... il Re non legge niente, ma dalla stessa madre del Re!... Non più le piccole rivoluzioni, moti convulsi che denotano la debolezza di un infermo... invece... un'idea grande, sola, da rendere limpida, chiara, un'idea, che tutti devono comprendere, che tutti devono amare, non i fratelli nell'ombra, ma un popolo intero alla luce piena del giorno!

Alliana ironico.

Il popolo?... Quale? I sanculotti o i lazzaroni?

Verolengo.

Il popolo, del quale noi pure siamo parte e dobbiamo far parte! È soltanto quando è respinto, o respinge l'aristocrazia dell'intelligenza, che il popolo diventa plebe.

baciando Alliana sui capelli.

Ragazzo! Ragazzo!... Figliuolo! Dammi la tua parola... giura...

Fannyasull'uscio della sua camera: caccia fuori appena la testa, tenendosi nascosta fra le tende.

Bravo, papà! Bravo signor capitano!... E brava anche la mammà-sorellina! Bravissimi tutti!

Verolengocorrendo per abbracciarla.

Fannya!

Fannya.

No!... No! Impossibilissimo!

Rosalia.

L'ho detto che l'avreste svegliata!

Fannya.

Sono... impresentabile! Ho sentito la tua voce e quella del signor Capitano!... Credevo di sognare... invece, mi sono accorta dal lume che ero sveglia... Ho fatto un salto dal letto e sono qui

con una risatina.

così!

Rosaliasottovoce ad Alliana.

Per lei! Per lei! Promettete, giurate ad Alberto...

Fannya.

Mamma, anzi, signora madre, perchè non mi hai detto niente?

Rosalia.

Non sapevo...

Verolengo.

Non credevo, stasera, di poter essere libero!

Alliana.

Anch'io sono venuto tardi!

Fannya.

Al babbo soltanto perdono, e mando un bacio!

gli manda un bacio con lo schiocco delle labbra.

Con lei...

ad Alliana.

collera grande e prolungata!

a Rosalia.

Con te, poi... Non ti chiamerò più Rosalia, sorella, ma sempre mamma, mamma, mammà!

Rosalia.

Non volevo svegliarti!

Fannya.

To'!... Non mi son svegliata lo stesso?.. Uff!... Sono stufa di dormire, sempre dormire!...

Verolengoad Alliana, sottovoce.

Pensa che tanta felicità, quella vita tenera e delicata è nelle tue mani...

Allianasi avvicina a Fannya, vivamente.

Fannya.

Alt! Capitano! E indietro, front!

cantarellando e sorridendo.

Non si può! È arrivato tardi... Non mi ha fatto chiamare...

Alliana.

La mano, almeno...

Fannya.

Non si può!

sparisce dietro le tende.

Si odono le Voci che escono dalla locanda.

Voce Di Uomo.

Bonanotte, Don Antò! Jammo ca è tarde!

Voce Di Donna.

Bonanotte! Ce vedimmo domane.

Voce Di Uomo.

Bonanotte!

Rosalia.

Si chiude!

Verolengoad Alliana.

Andiamo!

Rosalia.

Fate presto!

Fannya

cacciando fuori la testa fra le tende: crucciata.

Adesso poi no, no, no...! Fermatevi!

SCENA SETTIMA.

La Nina e Detti.

Nina entra e fa cenno al Verolengo e all'Alliana di andarsene.

È il buon momento...

Fannya.

Cattivi!... Tutti!... Almeno... salutatemi bene! E domani?... Pensa, babbo, sono gli ultimi giorni!

Verolengoavvicinandosi a Fannya.

Te lo prometto, cara! Domani, di giorno e di sera!

Fannya.

E il signor Capitano, non promette niente?

Alliana.

Sì! sì! Domani! Sempre!

Fannyasporge il capo fra le tende verso il Verolengo che le dà un bacio: poi stende la mano all'Alliana.

A lei... la mano...

Allianagliela stringe, con grande affetto.

Fannya.

Anche da baciare!...

tenendo sempre stretta la mano dell'Alliana

No! Non ti lascio andare! No!...

Allianafa per baciarle i capelli.

Fannyasparisce di nuovo dietro le tende.

Si sente una sua allegra risatina.

Buona notte!

Verolengospingendo Alliana verso l'uscio.

Andiamo!

Fannyachiamando e, di nuovo, sporgendo il capo c. s.

Vincenzo!

Allianasi ferma: si volta.

Fannya.

«Te voglio bene assaie... E tu, — proprio tu! — non pienze a me!»

Alliana e Alberto via, seguiti dalla Nina.

SCENA OTTAVA.

Fannya e Rosalia.

Fannya in sottanino, con le spalle coperte da uno scialletto bianco. Corre alla finestra; l'apre... Prende due camelie, una bianca e una rossa, le lega insieme, prima con un filo, poi con due capelli che si strappa rapidamente, corre di nuovo alla finestra e aspetta.

Rosalia.

Che fai?

Fannyanon risponde: guarda dalla finestra: ad un tratto getta giù le due camelie.

Alliana d. d.

Ah!... Buona notte!

Fannyacorre a gettarsi tra le braccia di Rosalia, stringendola, baciandola appassionatamente.

Oh, mamma! Gli voglio tanto bene! Tanto, tanto da morirne!

Fine dell'atto primo.

ATTO SECONDO.

A Caserta nel palazzo reale. — Grande sala terrena, arredata con mobili, non ricchi, ma di vecchio stile. Un grande uscio dal quale — quando è aperto — si vedrà il giardino e due ufficiali del 2º reggimento degli Svizzeri, che vi stanno di guardia. Tutta la sala è piena di oggetti destinati al Presepio: ricchi pupazzi rappresentanti la Madonna e S. Giuseppe; una greppia; un bue e un asinello. Sopra una tavola, il pupazzo di Re Baldassare e un bambin Gesù nudo, che deve essere messo nella greppia come in una culla. Un mucchio di fieno. Sulla tavola un orologio, grande.

SCENA PRIMA.

Ferdinando II, è in maniche di camicia, con i pantaloni da Colonnello del reggimento Re e il berretto in testa; fuma mezzo sigaro napoletano, mentre sta accomodando il pupazzo che rappresenta Re Baldassare, ancora senza manto e senza corona. Carmine e Agnese sono intenti ad adornare la greppia di fiori, a riempirla di fieno; e a suo tempo, vi mettono dentro, come in una culla, il bambin Gesù.

Ferdinando all'Agnese.

Damme 'a corona e no chiovo!

Agnese prende una corona, una scatola di chiodini e li porge a Ferdinando, senza inchinarsi.

Ao comanno vuosto, Maestà...

Ferdinando mette la corona in testa al pupazzo e la ferma con un chiodino.

Così! Mo' sta corona nun t'a levano chiù da capa, né Piemontese, né Giacobine, né chillo prevetariello framassone di Pio IX.

ad Agnese che poi Io imita, facendosi il segno della Croce.

Sarvamoce l'anema

fa le corna.

e scansammo 'a jettatura!

ad Agnese con comica prosopopea.

Dammi il manto reale... e la mia tunica!

Agnese gli dà il mantello del pupazzo e l'aiuta a vestire la tunica.

Ferdinando.

Vattene alla tua greppia.

mentre Agnese si volta per andarsene, Ferdinando le dà un pizzicotto.

Agnese fa un piccolo grido.

Ferdinando voltandosi al giardiniere.

Hai sentito Don Carmine? Stu re Baldassare, tene na voce de femmena!

sghignazzata: fa dondolare la testa al pupazzo.

Movi 'a capa!... Benissimo!

si volta verso il giardino, e con piglio di comandare la manovra e facendo con le mani tromba alla bocca, si metta a gridare:

Comando ioo! Aavanti!

Ten. Holtmann e SECONDO UFFICIALE

aprono l'uscio del giardino e fanno il saluto militare.

Ferdinando all'Agnese e a Carmine.

Che bel timbro, forte!... E sti avvocati, sti paglietti pennaruli vanno dicenno che il Re Ferdinando «ha la voce chioccia!»

più forte c. s.

Coomando io!... Avanti!

SCENA SECONDA.

Il principino Francesco entra dal giardino passando in mezzo al tenente Holtmann e al SECONDO UFFICIALE seguìto dalle tre bambine, Maria Annunziata, Maria Immacolata e Maria delle Grazie. Francesco dà la mano alla più piccola e corrono tutti fra le gambe di Ferdinando, gridando allegramente. Il Tenente Holtmann e il SECONDO UFFICIALE richiudono l'uscio.

Francesco.

Papà!

Maria Immacolata.

Papà!

Maria Annunziata.

Papà!

Maria delle Grazie.

Papà!

Ferdinando ridendo.

Papà, papà, papà, papapapà!

prende una bimba fra le braccia e la bacia teneramente.

Nicchia, Nicchietta, vuoi fare Din Don?

la fa dondolare tenendola per le braccia.

Dinn... Donn!...

Tutti i Bambini insieme.

Dinn donn! Din don! Din don!

Francesco osservando il pupazzo.

Questo è un re?

Ferdinando.

Uno dei re Magi. Sua Maestà, Baldassare!

Francesco.

E allora, gli altri due?

Ferdinando.

Re Gaspare e 'o Re Melchiorre?

Francesco.

Dove sono?

Ferdinando.

In viaggio per il Santo Presepio! Re,

Baldassare, che è più vecchio, cammina più piano!

risata.

E adesso, attento Lasà.

a Francesco: poi alle bambine.

Attenta Nicchia, Pettita, Ciolla!

con piglio militare.

Attenti!

fa dondolare la testa del pupazzo.

Una delle Bimbe.

Dice sempre di sì!

Ferdinando facendo la lezione.

E perchè dice sempre di sì? Ricordatevelo bene: dice sempre di sì, perchè è un re che ha la testa di legno!

ride rumorosamente.

Voce di Donna di dentro, dal piano superiore.

Annunziata! Maria!...

Ferdinando.

Mammà! Presto, mammà!

si avvicina all'uscio.

Mò vengono!

spinge dentro le tre bambine.

Jammo! Jammo!

ferma Francesco, siede, lo prende sulle ginocchia accarezzandolo affettuosamente.

Dunque, Ciccì, è stato buono il dejuné?

Francesco.

Sì, papà. Lasagne al pomodoro!

Ferdinando.

Ma prima, neh?... Tutte le orazioni?

Francesco.

Per te, per mammà, per il Papa...

Ferdinando correggendolo.

Per il povero Papa, che non sa quello che si fa...

Ferdinando bacia Francesco, poi si alza, e ammiccando dell'occhio gli indica il pupazzo.

E chillu llà... perchè dice sempre di sì?

Francesco.

Perchè...

guarda Ferdinando: non sa che rispondere.

Ferdinando.

Embè? Pecchè?... Pecchè a 'a capa?...

stizzito.

Perchè ha la testa di legno!

cacciandolo dentro l'uscio con una sculacciata.

Lasà, Lasagnone!

Francesco, via, scrollando il capo.

Neh! Carminiello!

Carmine voltandosi e inchinandosi.

Maestà?

Ferdinando strizzando l'occhio furbescamente.

N'à d'aspetta tiempo primma d'essere isso 'u re! Imparerà! Imparerà!

voltandosi.

Che c'è, don Taniello?

SCENA TERZA.

Gaetano poi il Castelluccio.

Gaetano inchinandosi profondamente.

Sua Eccellenza, il cavaliere Del Castelluccio domanda se Vostra Maestà...

Ferdinando interrompendolo.

Andreo? Viene 'nnanze! Buon giorno!

Gaetano, via.

Castelluccio con un profondo inchino.

Ringrazio umilmente Vostra Maestà! Posso osare di chiedere le notizie di Sua Maestà la nostra graziosa Regina?

Ferdinando

Sta... comm'una c'à da partori' da nu giorno all'altro. Nu figlio è sempe nu guaio anche pe' la Regina che ci ha fatto l'abitudine.

ridendo e battendogli sulle spalle.

Se avessi da fare nu figlio tu che nun nce hai l'abitudine, staresti molto peggio!

Agnese ride sguaiatamente.

ride anche Carmine.

Castelluccio si sente offeso.

Ferdinando.

Sei venuto in ferrovia?

Castelluccio.

Sempre! Sempre con la vostra ferrovia, Maestà!

Ferdinando.

Bravo, Don Andreo! La ferrovia l'ho fatta a spese mie, e m'è costata assai; l'utile è pure mio. Chi viene a Caserta in carrozza, mi fa torto e non vede il Presepio. Hai portato la prima donna?

Castelluccio accennando affermativamente con un inchino.

E anche sua sorella, Maestà.

Ferdinando.

Assèttate!

sedendo, si volta all'Agnese ammiccando con gli occhi.

Porta ccà na seggia!

Castelluccio fa per sedere.

Ferdinando gli leva di sotto la sedia.

Castelluccio che era già stato vittima di questo scherzo, resta sospeso, mezzo in piedi, mezzo seduto, e guarda Ferdinando con un'occhiata furba.

Ferdinando

indispettito lo raddrizza con una piccola pedata.

Tu sì troppo intelligente... ccà.

Carmine e Agnese ridono: il Castelluccio rimane imbronciato.

Ferdinando voltandosi.

Avete finito?

Carmine.

Faccio lesto lesto...

Ferdinando.

Porta 'a Madonna, 'i santi, 'u bambino, tutto 'o presepio, ca mo' vengo pur' io. Portate anche 'u bove e 'u ciucciariello

Indicando prima l'asino di legno, poi il Castelluccio.

Chillo là... No chisto ccà!

Agnese torna a ridere.

Castelluccio s'imbroncia sempre di più: Carmine e Agnese, durante la scena, portano via, a mano a mano, tutta la roba del Presepio.

Ferdinando

vedendo che il Castelluccio è accigliato, lo accarezza.

Ti sei offeso? Io ti voglio bene, e scherzo... Gnesella, viene ccà! Il cavaliere Andreo, si è preso collera!

Agnese baciando la mano al Castelluccio.

Cavaliere, Eccellenza...

Castelluccio guardandola sorridendo.

Ridi! Ridi!... Sei bella... ti perdono!

Agnese va via ammiccando a Ferdinando. Castelluccio piano a Ferdinando.

Era una bella donna anche la prima, ma questa seconda moglie del giardiniere, è ancora più...

fa il gesto come per indicare più grassa, più forte.

più bella!

Ferdinando per cambiar discorso.

La sorella della prima donna, canta essa pure?

siede e fa sedere il Castelluccio.

Assèttate.

Castelluccio.

No, Maestà. È ancora quasi una ragazzina! Non si vede mai: io non l'avevo mai veduta, e ho dovuto insistere molto per poterla condurre con noi. Ho dovuto far ben capire alla signora Mirabella che un invito di vostra Maestà, è un tale segnalato onore, che non è possibile il rifiutare.

Ferdinando.

E stata 'na penzata di Monsignore...

Castelluccio con grande ossequio.

Di monsignor Cocle?

Ferdinando accennando di sì col capo.

... Quella di fare intervenire la celebre prima donna del San Carlo alle feste del mio presepio.

si leva il berretto e lo tiene fra, le mani: parla con religiosa unzione, come se parlasse Monsignor Cocle; il Castelluccio ne segue le parole movendo devotamente il capo e le labbra.

Il fine imperscrutabile della infinita bontà di nostro Signore ci ha messi quest'anno a dura prova con i disastri del terremoto e dell'eruzione del Vesuvio. Sant'Alfonso De' Liguori, onde placare la collera del Cielo, e propiziarlo all'indulgenza ed al perdono, impone alla Maestà Vostra, valendosi della mia indegna persona, penitenze più severe nella santa ricorrenza del Natale, e feste più solenni e più grandiose, in onore del Santo Presepio!

torna a mettersi il berretto in testa e cambia tono.

Ho dato commissione al maestro Mercadante perchè scriva un'apposita cantata sacra con coro e con soli per voce di soprano.

Francesco e le tre bambine passano fuori dall'uscio del giardino, saltando e tenendosi per mano.

Jammo! Jammo! Jammo! Larà-larì-larela! Jammo! Jammo! Larì, larè, larà!