ARCHEOLOGIA E STORIA DELL'ARTE
ITALICA, ETRUSCA E ROMANA
MANUALI HOEPLI
I. GENTILE — S. RICCI
ARCHEOLOGIA E STORIA DELL'ARTE
ITALICA, ETRUSCA E ROMANA
TESTO
Con 96 Tavole Illustrative
ULRICO HOEPLI EDITORE LIBRAIO DELLA REAL CASA MILANO
MANUALI HOEPLI
TRATTATO GENERALE
DI
Archeologia e Storia dell'Arte
ITALICA, ETRUSCA E ROMANA
3ª edizione interamente rifatta
SULLA 2ª DEL PROFESSORE
IGINIO GENTILE
con introduzioni bibliografiche ed appendici sulle ultime scoperte e questioni archeologiche illustrata da novantasei tavole aggiunte ed inserite nel testo
PER CURA DEL PROF. DOTT.
SERAFINO RICCI
Conservatore Aggiunto al R. Gabinetto Numismatico di Brera in Milano, Libero docente di Antichità ed Epigrafie classiche presso la R. Accademia Scientifico-Letteraria di Milano, e di Archeologia presso la R. Università di Pavia.
ULRICO HOEPLI EDITORE-LIBRAIO DELLA REAL CASA MILANO — 1901
PROPRIETÀ LETTERARIA
TIP. A. LOMBARDI di V. BELLINZAGHI MILANO — 7. FIORI OSCURI 7. — MILANO
A VOI
GIOVANI ALUNNI DEI LICEI DELLE ACCADEMIE, DELLE ALTRE SCUOLE SUPERIORI E SECONDARIE DI MILANO CHE VOLONTEROSI E DILIGENTI SEGUISTE IL PRIMO CORSO PUBBLICO
DI
ARCHEOLOGIA E STORIA DELL'ARTE
CONCESSO DALL'EX-MINISTRO BACCELLI per Voi CONFERMATO DAL MINISTRO GALLO PER TUTTI I LICEI D'ITALIA AUSPICE ENRICO PANZACCHI
INTERPRETE DEL PENSIERO, DEL DESIDERIO
DI
IGINIO GENTILE
QUESTA TERZA EDIZIONE DEL SUO MANUALE BENE AUGURANDO DEGLI STUDI CLASSICI DELL'ARTE ITALIANA OFFRE IL VOSTRO PROFESSORE ED AMICO
PREFAZIONE
Questo volume, secondo i criterî dell'illustre e compianto prof. Gentile, non dovrebbe avere introduzione, perchè questa sta dinanzi al II volume per l'archeologia e per l'arte greca. Ma ragioni di opportunità indussero l'editore comm. Hoepli a far precedere nella stampa questo volume, quantunque anche l'altro sia già consegnato manoscritto e pronto per la stampa, anzi possa dirsi ormai in lavoro.
Occorre quindi che, se non una introduzione, qualche parola di prefazione si premetta per presentare questo secondo volume al lettore prima del primo, e sotto una veste, come ognun vede, alquanto diversa da quella della precedente edizione.
Il fine dell'editore fu di supplire alla lacuna di una terza edizione del testo esaurito, lasciando l'Atlante relativo com'era al tempo della seconda edizione. Quindi non si doveva mutare il criterio generale di disposizione del lavoro del Gentile, ma d'altra parte bisognava completare le lacune e del testo e dell'Atlante. Ricevendo io pertanto il delicato incarico dalla fiducia dell'editore, ebbi costante scrupolo di mantenere del Gentile quanto potevasi mantenere, e, pur adattandone il testo alla nuova edizione, alterarlo solo per quel tanto ch'era necessario per metterlo in luce maggiore.
Certe divisioni in periodi, certi paragrafi sottolineati ed ampliati con le dovute note bibliografiche, non tutte riunite, come usava il Gentile, alla fine di un intero periodo, ma a fine pagina, secondo che suggerisce il testo o la necessità di ricerche più profonde, erano modificazioni divenute ormai necessarie per far meglio conoscere il lavoro coscienzioso e sotto ogni rapporto lodevole di quella mente colta e veramente gentile, che scriveva bene italiano e sentiva quel che scriveva, senza lasciarsi sopraffare dalla troppa erudizione, troppo spesso straniera.
Per questa parte del lavoro non voglio paternità, ma la riconosco dal Gentile, essendo quasi totalmente formali le mie modificazioni. Ciò che posso dire mio sta nelle aggiunte, non col fine di migliorare il testo, perchè non sento di arrogarmi questa abilità, ma con quello di aggiungervi quei particolari che il Gentile non poteva conoscere, perchè furono il risultato di scavi e di ricerche posteriori alla sua seconda edizione. Non sono dunque queste aggiunte un biasimo o uno sfregio alla memoria del Gentile, ma un complemento doveroso, che il Gentile stesso avrebbe aggiunto, in modo più completo e perfetto di me, se non fosse stato tolto troppo presto alla stima e all'affetto dei colleghi e dei discepoli.
Sono quindi mie molte delle note a pie' pagina, le appendici, e tutte le tavole scelte, compilate e fatte riprodurre non solo a schiarimento del testo, ma a complemento indispensabile di un atlante che, così com'è oggi, non risponderebbe neanche debolmente allo scopo. Per agevolare la consultazione dell'Atlante e i confronti con le tavole aggiunte ho unito un indice di queste ultime e, per quelle dell'Atlante, un elenco comparativo tra le citazioni del Manuale della seconda edizione e quelle del testo riveduto e corretto di questa terza, che ora presento ai lettori. Così aggiunsi nella nuova edizione i riferimenti alle tavole vecchie e nuove; testo e atlante formano nell'ultima edizione un tutto più organico ed omogeneo, che non può non giovare maggiormente alla coltura e alla pronta consultazione di chi legge.
La parte da me rifatta ed ampliata, sulla quale desidero di richiamare soprattutto l'attenzione degli studiosi, è quella paletnologica, o più propriamente preromana, che, anche dopo la pubblicazione del Bullettino di paletnologia italiana e dell'opera magistrale del Montelius, era rimasta monca e insufficiente, nè poteva ricevere luce dal lavoro speciale del Regazzoni sulla Paleoetnologia (Milano, Hoepli, 1885), poichè quest'opera è quasi totalmente priva di quelle illustrazioni che sono indispensabili a ben distinguere e a ritenere le differenze fra età ed età, fra tecnica e tecnica; per questa parte presi appunto a modello le belle tavole del Montelius.
Un altro contributo non meno utile e forse più interessante è dato dai ritrovamenti sul Foro Romano e a Pompei. Tanto per la parte preistorica, quanto per quest'ultima dell'Impero Romano mi aiutò efficacemente l'intelligente ed opportuna liberalità del comm. Hoepli, che sa conciliare sempre bene l'interesse del pubblico e proprio con le esigenze più moderne della scienza e dell'arte, non indietreggiando mai, qui, nella sua patria d'adozione, dinanzi a lavori che, nel dare lustro alla sua Casa, siano opera italiana e meglio riuscita. A lui noi italiani dobbiamo, più che a molti altri, il rispetto che gli stranieri hanno ancora per buona parte della nostra produttività scientifica e letteraria.
Ben novantasei tavole furono aggiunte, quali inserite nel testo, quali doppie fuori testo, a questo volume dell'archeologia e della storia dell'arte italica, etrusca e romana, e sono appena sufficienti — ognuno dei competenti lo può riconoscere — a rendere una idea approssimativa della grande epoca e della grande arte che vi si tratta.
* * *
Ed ora una parola non al pubblico degli studiosi e dei dilettanti, che apprezzano la divulgazione scientifica ed artistica in qualsiasi modo sia fatta, purchè sia divulgazione utile al maggior numero di persone, ma una parola a quelli fra gli specialisti che, pel solo fatto che trattasi di un Manuale Hoepli, non fanno buon viso anche a lavori fatti con ottimi intendimenti e con novità e serietà di trattazione. Gran bella cosa senza dubbio è la scienza pura, ma non meno bella e forse più utile è la scienza applicata alle cognizioni pratiche, e che diventa pel gran pubblico mezzo potente di istruzione e di educazione intellettuale e morale. Un Manuale utile deve saper conciliare i progressi della scienza e dell'arte con la loro funzione sociale. Ora, nella difficoltà di raggiungere insieme i due fini, io cercai di presentare un Manuale il più possibile facile, esatto, completo per il maggior numero dei lettori, che possono leggerlo d'un fiato, come si suol dire, prescindendo da tutte, o quasi le osservazioni e le critiche; ma collocai nelle note, nelle appendici, nella bibliografia tutto quel repertorio scientifico, che è indispensabile per attingere da fonti maggiori e dirette una preparazione più estesa e più profonda intorno ad ogni singolo argomento. Per questo appunto ho diviso gli indici bibliografici in generali e particolari, sicchè lo studioso già iniziato nelle discipline archeologiche trovi nell'uno o nell'altro ciò che più gli conviene per le sue ricerche.
E per questo ho bisogno — il lettore se lo imagina da sè — di tutta la benevolenza del pubblico dotto, se in citazioni così minuziose e talora di difficile controllo per la mancanza della pronta consultazione siano sfuggite inesattezze e anche errori di lingua e di stampa; a tutto sarà rimediato nella revisione più calma e più agevole di un'altra edizione. Per conto mio, per quanto io abbia cercato di usare quella scrupolosa esattezza che in lavori di tal genere non è mai troppa, preferisco, per mio carattere personale, di aggiungere qualche nota, o qualche nome d'autore di più, il quale schiuda alle menti giovanili nuovo campo di ricerche, che non poche notizie troppo speciali, o vagliate allo staccio di una ipercritica talora più dannosa che utile.
Che se alcuno trovasse eccessiva la bibliografia premessa alla parte romana, pensi alla vastità e quantità dei temi proposti, e alla imprescindibile necessità, col progresso odierno degli studî, di tener calcolo di tutti i lavori dei dotti, specialmente stranieri, prima di accingersi alla trattazione di un argomento qualsiasi. La bibliografia, in questo caso, è come la face indispensabile al metodo storico, perchè questo irradii nuova luce di verità e di bellezza sulle questioni archeologiche e artistiche dei nostri tempi.
Di questo Manuale vorrei soprattutto facessero tesoro i giovani studenti dei licei d'Italia, come già ne fecero in parte tesoro, con la guida delle mie lezioni di storia dell'arte, quelli de' licei di Milano, ai quali dedico il lavoro, augurandomi che il loro buon senso e buon gusto, il loro amor patrio per i tesori d'arte italiani facciano riconoscere meglio delle circolari ministeriali e degli insegnamenti complementari la necessità dello studio dell'archeologia e dell'arte come complemento agli studî classici, che solo alla luce dei ritrovamenti archeologici e dei capilavori d'arte potranno far rifluire nuova vena feconda di produzioni letterarie ed artistiche in questo antico sangue latino, occupato nelle cure più urgenti della patria e della società, e troppo dimentico, in quest'ultimo periodo, delle nobili tradizioni classiche italiane e dell'intatto patrimonio di tesori artistici che gli avi ci consegnarono.
A voi, giovani, tocca non solo il conservare questo patrimonio, ma il farlo rifiorire. Possano gli sforzi dell'autore e l'infaticabile attività dell'editore riuscire in questo intento, che certo desidera pure dal suo meritato soggiorno di riposo l'anima candida e virtuosa di Iginio Gentile!
Milano, Febbraio 1901.
Serafino Ricci.
Indice del Testo
Pag.
Prefazione
VII
Indice del testo
XIII
Indice delle tavole inserite nel testo
XXI
Indice generale delle tavole contenute nell'Atlante del
Gentile per l'Archeologia e la Storia dell'Arte italiana, etrusca e romana
, con le citazioni delle pagine di testo corrispondenti alle tavole della II edizione, confrontate con quelle della III edizione
XXVII
Indice dei periodici principali di archeologia
XXXI
I. ARTE ITALICA
1-102
Bibliografia
1-9
Opere di carattere generale
1-4
Antichità preistoriche dell'Italia Settentrionale. Civiltà transpadana
4-5
Terremare e abitazioni lacustri
5-6
La civiltà di Felsina e di Villanova, e, in genere, del Bolognese e dell'Etruria
6-7
Il Lazio e le sue necropoli — Corneto-Tarquinia
7
Este e le necropoli euganeo-atestine
7-8
Civiltà paleo-etrusca — Antichità di Marzabotto, di periodo etrusco
8
Antichità preistoriche dell'Italia Meridionale e delle isole
8
Osservazioni generali intorno lo stile italico
9
I. Introduzione
10-14
Appendice I.
Le varie età preistoriche e i loro periodi
14-17
II. L'arte italica nelle terremare
17-27
III. La civiltà e l'arte a Felsina
28-41
Appendice II.
Dell'importanza delle fibule come dato archeologico nelle età preistoriche, e loro cronologia
41-45
Appendice III.
Confronto tra la situla della Certosa e lo scudo d'Achille
45-47
IV. La civiltà e l'arte a Villanova
49-52
V. La civiltà e l'arte nelle necropoli del Lazio
52-56
VI. La civiltà e l'arte nelle necropoli euganee-atestine
56-66
Appendice IV.
Diffusione delle situle italiche di bronzo e di terracotta in Italia
66-67
Appendice V.
Elenco delle ciste a cordoni e delle situle istoriate, e loro distribuzione geografica.
67-70
1. Ciste a cordoni
67-69
2. Situle istoriate
69-70
Appendice VI.
La distribuzione dei periodi di civiltà nelle necropoli atestine
70-71
VII. La civiltà e l'arte nell'Agro Chiusino e a Corneto-Tarquinia
71-76
VIII. Conclusione sulla civiltà e sull'arte umbro-felsinea, e prisca latina
77-78
IX. Civiltà ed arte etrusca alla Certosa e a Marzabotto
78-88
1. Antichità della Certosa
78-82
2. Antichità di Marzabotto
82-88
X. Osservazioni generali intorno allo stile italico
89-99
Appendice VII.
Della decorazione geometrica, degli altri motivi e delle varie tecniche artistiche importate in Italia nel periodo protoitalico
99-101
Appendice VIII
: Osservazioni intorno ai Pelasgi e ai loro monumenti
101-102
II. ARTE ETRUSCA
103-168
Bibliografia
105-108
Opere generali e speciali sulla topografia, sui monumenti e sull'origine degli Etruschi
105-107
Architettura e scultura etrusca
107
Pittura etrusca
108
Ceramica, specchi e arti minori presso gli Etruschi
108
I. Origine e carattere dell'arte etrusca. — Suoi rapporti con l'arte italica
109-113
Appendice I.
Sulla provenienza degli Etruschi
114-119
Le tre grandi divisioni dell'arte etrusca
120-168
A.
Architettura degli Etruschi
120-131
I. Architettura civile e militare
120
II. Architettura privata
122
III. Architettura religiosa
123
IV. Costruzioni di forma singolare
130-131
B.
Plastica degli Etruschi
131-143
I. Arte figurativa
132
Appendice II.
Osservazioni intorno all'arte plastica degli Etruschi
143-146
II. Toreutica etrusca
146
1. Osservazioni generali
146
2. Candelabri
147
3. Specchi
148
4. Le ciste a cordoni
149-154
C.
Pittura etrusca
154-166
I. Osservazioni generali
154-157
II. Le due scuole pittoriche principali
157-160
III. Ceramica etrusca
160-166
1. Osservazioni generali
160-161
2. Vasi toscanici
161
3. Vasi d'imitazione greca
161
4. Vasi detti
buccheri
162-164
5. Vasi aretini
164-166
Appendice III.
Le ultime ricerche sugli Etruschi e la fondazione del Museo topografico dell'Etruria a Firenze
166-168
III. ARTE ROMANA
169-331
Bibliografia.
I. Opere di carattere generale.
Architettura e Archeologia generale
171-172
Plastica
174-178
Pittura
178-179
II. Opere di carattere speciale.
Architettura, Archeologia e Topografia
179-182
Plastica
182-186
Pittura e Mosaico
186-187
I. Osservazioni generali
188-196
II. Storia dell'arte romana e greco-romana, e divisione nei suoi periodi
196-197
Primo Periodo dell'arte romana
I.
Architettura
A. Parte I del Primo Periodo
198-213
1. I monumenti di Roma monarchica
198-202
2. Il tempio di Giove Capitolino
202-206
3. Il tempio e i tre ordini architettonici secondo l'uso romano
206-209
4. Monumenti funerarî e di pubblica utilità in Roma
209-210
5. L'introduzione dell'arco e della vôlta nell'architettura romana
210-211
6. La derivazione delle acque: acquedotti, terme, fontane
211-213
7. La sistemazione delle strade e della viabilità
213
B. Parte II del Primo Periodo.
I. L'arte in Roma sotto l'influenza greca
213
1. Osservazioni generali
213-216
2. Colonne ed archi onorarî in Roma
216-217
3. Le basiliche
217
4. I teatri e i circhi
218
5. I monumenti sepolcrali
218-219
II.
Plastica.
1. Osservazioni generali
219-221
2. La plastica romana applicata alle ciste istoriate
221-224
III.
Pittura
224-226
Secondo Periodo dell'arte romana
Osservazioni generali
227
Le opere greche importate in Roma
227-230
A.
Architettura
230-310
I.
Le principali classi di monumenti
231-232
1. I teatri e gli anfiteatri in Roma
230-234
2. I circhi e gli anfiteatri. I ludi gladiatorî
234-235
II.
I monumenti degli imperatori della
“Gens Iulia„
235-238
1. Il Foro d'Augusto
238-242
2. Il Pantheon
242-248
3. Il Mausoleo D'Augusto
248-249
4. L'obelisco di Monte Citorio e altri monumenti di stile egizio
249-252
5. I monumenti sepolcrali: i “Columbaria„
252-253
6. Gli archi trionfali
253-254
III.
I monumenti degli imperatori della
“Gens Claudia„
254
1. L'“Aqua Claudia„ e l'“Anio Vetus„ a Roma
254-255
2. La “domus aurea„ di Nerone
255-256
IV.
I monumenti degli imperatori della
“Gens Flavia„
256-267
1. L'Anfiteatro Flavio, o “Colosseo„. — La sua struttura
256-259
2. Le terme di Tito
259-264
3. L'arco di Tito
264-265
4. Opere dell'imperatore Domiziano. I “Fora„ minori
266-267
V.
I monumenti degli imperatori Trajano ed Adriano
267-280
1. Il “Foro Trajano„ e i suoi monumenti
267-271
2. La “Colonna Trajana„
271-272
3. Opere dell'imperatore Trajano
272-274
4. Il gran tempio di Venere e Roma sotto Adriano, detto
templum Urbis
274-275
5. La Villa d'Adriano a Tivoli
275-277
6. La “Mole Adriana„, o Mausoleo dell'imperatore Adriano
277-278
7. Opere minori dell'imperatore Adriano
278-280
VI.
I monumenti degli Antonini e dopo gli Antonini
280-283
B.
Plastica.
I. Osservazioni generali
284-287
II. Artisti greci in Roma
288-289
1. Pasitele, Stefano e Menelao
288
2. Arcesilao
288
3. Zenodoro
289
III. Artisti romani (Coponio e Decio)
289
IV. L'arte delle personificazioni nella plastica romana
290
V. L'arte del ritratto in Roma
290-295
1. I ritratti della Repubblica
292
2. I ritratti dell'Impero
292-293
3. I “simulacra iconica„ e le statue idealizzate
293-295
4. Statue equestri
295-296
VI. La scultura storica in Roma
296-302
1. Osservazioni generali
296-298
2. I bassirilievi della Colonna Trajana
208-300
3. Altri bassirilievi storici in Roma
300-302
VII. La scultura sepolcrale in Roma. I sarcofaghi
302-303
VIII. Arti minori
303-306
C.
Pittura.
I. Osservazioni generali. — Pittori greci
306-307
II. Pittori romani della Repubblica e dell'Impero
307-309
III. I dipinti celebri a noi rimasti
309-318
1. Le Nozze Aldobrandine
309
2. I dipinti delle terme di Tito
309-311
3. I dipinti della Villa di Livia a Prima Porta
311
4. Gli affreschi murali d'Ercolano e di Pompei
311-313
5. Dei quadri “di genere„
313-317
Terzo Periodo dell'arte romana
I.
Architettura
318-329
1. Il Settizonio
318-319
2. L'arco di Settimio Severo
319
3. L'Arco di Costantino
319-323
4. Le Terme di Caracalla e di Diocleziano e le loro opere d'arte
323-324
5. Le rovine di Palmira
324-326
6. Il palazzo imperiale a Spalato (o Spâlatron)
326-329
II.
Plastica
329-330
III.
Pittura
330-331
APPENDICE.
Degli scavi e delle scoperte recenti sul Foro Romano
332-346
Metodo ed estensione degli scavi recenti
332
La “Sacra Via„
332-334
Il “Comitium„ e il “Niger Lapis„
334-339
La stele inscritta del Comizio
336-340
Il tempio di Vesta e la “Domus„ delle Vestali, secondo le recenti esplorazioni
340-343
Altri centri minori d'escavo
343-346
La “Cloaca Maxima„
346
INDICE
delle Tavole inserite nel Testo
I. —
ARTE ITALICA.
Pag.
Tav. 1.
Torbiera di Mercurago (Arona)
13
Tav. 2.
Torbiera di Cazzago Brabbia (Varese)
16
Tav. 3.
Palafitta di Peschiera
19
Tav. 4.
Terramare di Castione de' Marchesi (Parma)
22
Tav. 5.
Oggetti vari provenienti dalle provincie al Nord del Po
23
Tav. 6.
Necropoli di Golasecca
26
Tav. 7.
Necropoli di Castelletto Ticino
27
Tav. 8.
Veduta generale della Porta detta
dei Leoni
a Micene
29
Tav. 9.
Pietra scolpita centrale della Porta detta
dei Leoni
a Micene
30
Tav. 10.
Porta antichissima di Bologna
31
Tav. 11.
Necropoli della Provincia di Milano (Bazzano)
34
Tav. 12.
Necropoli di Bologna (Periodo Benacci I)
35
Tav. 13.
Necropoli di Bologna (Periodo Benacci I)
38
Tav. 14.
Necropoli di Bologna (Periodo Benacci II)
39
Tav. 15.
(
doppia
). La fibula in bronzo lavorata a sbalzo dalla Certosa di Bologna
40-41
Tav. 16.
Necropoli di Bologna (Periodo Benacci II)
42
Tav. 17.
Necropoli di Bologna (Periodo Benacci III)
43
Tav. 18.
Necropoli a incinerazione di Bismantova
48
Tav. 19.
Necropoli di Villanova (Bologna)
51
Tav. 20.
(
doppia
). Suppellettile di due tombe atestine
58-59
Tav. 21.
Antichità di Villa Benvenuti presso Este
60
Tav. 22.
Antichità del Fondo Baratela presso Este
62
Tav. 23.
Antichità del Fondo Baratela presso Este
63
Tav. 24.
(
doppia
). La situla lavorata a sbalzo di Watsch nella Carniola, e frammenti d'altre situle
64-65
Tav. 25.
(
doppia
) Motivi ornamentali di vasi fittili atestini ottenuti con le borchie di bronzo confitte nella loro terra ancor molle
66-67
Tav. 26.
Scavi della Certosa di Bologna (Periodo etrusco)
80
Tav. 27.
Scavi di Marzabotto (Provincia di Bologna. Periodo etrusco)
83
Tav. 28.
Scavi di Marzabotto (Provincia di Bologna. Periodo etrusco)
84
Tav. 29.
Scavi di Marzabotto (Provincia di Bologna. Periodo etrusco)
88
II. —
ARTE ETRUSCA.
Tav. 30.
(
doppia
). Maschere, canopi e seggi cinerarî in bronzo e in terra cotta d'uso funebre e di lavoro etrusco
132-133
Tav. 31.
Frammenti di una statua fittile di Apollo (dal frontone del tempio di
Luni
)
135
Tav. 32.
Chimera in bronzo, ritrovata ad Arezzo, nel 1554, di lavoro etrusco
140
Tav. 33.
Carro con cavalli alati (stile cipriota)
144
Tav. 34.
La celebre cista Ficoroni
150
Tav. 35.
Oreficeria etrusca (Museo del Louvre)
152
Tav. 36.
(
doppia
). Danza bacchica e caccia
154-155
Tav. 37.
(
doppia
). Pitture chiusine, rinvenute nell'anno 1833
154-155
Tav. 38.
Testa di un Citaredo (dalla tomba del Citaredo a Corneto)
156
Tav. 39.
Testa di una danzatrice (dalla tomba del Citaredo a Corneto)
156
Tav. 40.
(
a-b
). Danza bacchica
158
Tav. 41.
Dalla tomba dall'Orco a Corneto (Ritratto di
Arnth Velchas
)
159
Tav. 42.
Vasi etruschi in bucchero di varie forme (provenienti da Chiusi)
163
III. —
ARTE ROMANA.
Tav. 43.
(
doppia
). Pianta del Colle Palatino e dei suoi edifici con gli ampliamenti del periodo imperiale
198-199
Tav. 44.
Il tempio di Vesta al Foro Romano
200
Tav. 45.
Ruderi delle Mura Serviane
201
Tav. 46.
(
doppia
). Tempio della Fortuna Virile in Roma
202-203
Tav. 47.
La Cloaca Maxima al punto di confluenza nel Tevere
203
Tav. 48.
Il Teatro minore di Pompei
233
Tav. 49.
Il Circo Massimo a Roma (ricostruzione)
236
Tav. 50.
La
Aedes Concordiae Augustae
a Roma (ricostruz.)
237
Tav. 51.
I
Rostra
d'Augusto sul Foro Romano (ricostruz.)
239
Tav. 52.
Il Foro di Augusto a Roma
240
Tav. 53.
Il Foro di Augusto a Roma (ricostruzione)
241
Tav. 54.
Il Mausoleo di Augusto a Roma (ricostruzione)
247
Tav. 55.
La Piramide di C. Cestio a Roma, fuori di Porta San Paolo
250
Tav. 56.
L'Isola Tiberina a Roma
251
Tav. 57.
La casa dei
Vettii
a Pompei: il cortile
261
Tav. 58.
(
doppia
). La casa dei
Vettii
: il fregio degli amorini orafi
260-261
Tav. 59.
La casa dei
Vettii
a Pompei. Parete dipinta nel piccolo
oecus
262
Tav. 60.
(
doppia
). Vasi di metallo per diversi usi
262-263
Tav. 61.
Vasi in metallo ritrovati a Pompei e ad Ercolano
263