TUTTO PER BENE


MASCHERE NUDE


LUIGI PIRANDELLO

TUTTO PER BENE

COMMEDIA IN 3 ATTI

R. BEMPORAD & F. — Editori — FIRENZE
Librerie a Firenze, Milano, Roma, Pisa, Napoli, Palermo, Trieste
Torino e Genova: S. Lattes & C.


PROPRIETÀ LETTERARIA RISERVATA

per tutti i paesi compresi la Svezia, la Norvegia e l’Olanda

Copyright 1920 by R. Bemporad e Figlio

1920 — Tipografia Luigi Parma — Bologna — Via Tre Novembre, 7


PERSONAGGI

  • MARTINO LORI, consigliere di Stato.
  • Il senatore SALVO MANFRONI.
  • PALMA LORI.
  • Il marchese FLAVIO GUALDI.
  • LA BARBETTI, vedova Agliani, vedova Clarino.
  • CARLO CLARINO, suo figlio.
  • La signorina CEI.
  • Il conte VENIERO BONGIANI.
  • GIOVANNI, cameriere di casa Gualdi.
  • Un vecchio cameriere del Manfroni.

A Roma — Oggi.

ATTO PRIMO

SCENA

Salotto di passaggio, in casa Lori, tra la sala di ricevimento e la camera di Palma. Arredo signorile, ma non dovizioso. Usci laterali a destra e a sinistra: quello a sinistra dà nella sala di ricevimento; quello a destra, nella camera di Palma. Nella parete di fondo, verso destra, s’apre un altro uscio, che dà su un corridojo. È il giorno delle nozze di Palma, e anche qui nella saletta son ricchi mazzi e ceste di fiori.

Al levarsi del sipario la scena è vuota. Poco dopo, dall’uscio a sinistra entra, col cappello in capo, la BARBETTI seguita dal figlio CARLO CLARINO.

La Barbetti ha sessantatre anni, ma è tutta tinta e goffamente parata, come una ricca provinciale. È imperiosa e sguajata, in fondo però non antipatica. Il figlio Cadetto, sui trent’anni, veste all’ultima moda, con un’aria affettata di stanco vizioso, annojato di tutto, trascinato dalla madre ricca e bisbetica a far quello che non vorrebbe.

Entrano in iscena, come in cerca di qualcuno; la madre con una certa risolutezza; il figlio, titubante.

LA BARBETTI

(dalla soglia) Permesso? Non c’è nessuno? Vieni, vieni, Carletto.

CARLETTO

(col tono di chi avverte che può finir male) Mammà, prudenza!

LA BARBETTI

Non mi seccare! Ci hanno piantato lì in salotto come due piuoli...

CARLETTO

Ma introdurci così...

LA BARBETTI

Bisogna ch’io sappia; che parli con qualcuno... (Si guarda attorno) Ma non c’è un campanello in questa stanza?

CARLETTO

(rassegnato, sospirando) Vogliamo fare per forza una pessima figura, facciamola!

LA BARBETTI

(picchiando all’uscio a destra) Permesso?... (Attende un po’ e ripicchia) Permesso? (Nuova attesa; si prova ad aprir l’uscio e guarda dentro) Neanche qua, nessuno... (Al figlio, irata) Perchè una pessima figura, imbecille? Porto in regalo una «broche» di tremila e settecento lire! (Torna a guardarsi intorno) Vorrei sapere dov’è andato a ficcarsi quell’idiota di cameriere! (Si fa all’altro uscio in fondo e chiama) Cameriere!... Cameriere!

CARLETTO

(dopo una pausa) Sarà andato in chiesa anche lui con tutta la servitù per assistere allo sposalizio.

LA BARBETTI

E lasciano la casa sola?

CARLETTO

(col tono di prima) Forse è una fortuna, mammà! Svigniamocela! Siamo ancora in tempo!

LA BARBETTI

Tu starai qua con me, perchè voglio così! Ti costringerò io a imparare a vivere tra la gente per bene!

CARLETTO

Figuriamoci che allegria!

LA BARBETTI

Ah, tu hai finito di scialacquarti i miei denari, te lo dico io!

CARLETTO

Mammà! Ma Dio mio!

LA BARBETTI

D’ora in poi, vedrai!

CARLETTO

Perchè speri davvero che ci faranno una buona accoglienza?

LA BARBETTI

No, comunque! comunque! Son venuta via da Perugia per questo. Ti metterai qua sulla buona strada, e con l’ajuto di tuo cognato...

CARLETTO

(con uno scatto) Ma che cognato, per carità! Non dire cognato, mammà, in nome di Dio! Mi fai sudar freddo!

LA BARBETTI

Ma sì, che è tuo cognato! Che storie!

CARLETTO

Mammà, non dire cognato, sai, o io me ne scappo!

LA BARBETTI

Come vuoi che dica?

CARLETTO

Non voglio esser preso per le spalle e cacciato via con un calcio da nessuno, io!

LA BARBETTI

(risoluta, ponendoglisi davanti) Scusa, sei figlio mio?

CARLETTO

Ma lascia andare, mammà!

LA BARBETTI

Non sei figlio mio?

CARLETTO

Ti dico di lasciare andare, mammà! Sai bene che non si tratta di te!

LA BARBETTI

(adirandosi fieramente) Che credi di dire, imbecille?

CARLETTO

Vuoi litigare qua, scusa?

LA BARBETTI

No! Tu devi parlare con rispetto!

CARLETTO

Ma io ti parlo con rispetto, mammà! E perchè vorrei che tutti ti parlassero con rispetto, torno a ripeterti: andiamocene!

LA BARBETTI

No, no e no! Sei un povero di spirito, ecco quello che sei! Uno sciocco! Perchè son tutte fisime! Se con tuo padre — posso ammettere — ci fu in prima qualche irregolarità, poi ci sposammo.

CARLETTO

Va bene: poi.

LA BARBETTI

O prima o poi, diventasti anche tu legittimo, tale e quale come fu la buon’anima di Silvia. Sorellastra, sì, sorellastra, va bene. Ma ciò non toglie che questo signor Martino Lori, marito della povera Silvia e perciò mio genero, non debba considerar te — almeno in qualche modo — come suo cognato. Mi par chiaro!

CARLETTO

Già! Bello! Abolendo il prima!

LA BARBETTI

Che vuol dire abolendo?

CARLETTO

Ma sì! Tu abolisti il prima, mammà! Quella irregolarità di prima.

LA BARBETTI

Fisime! Chi vuoi che ci pensi più? Il mio primo marito è morto da vent’anni.

CARLETTO

E io, che non sono suo figlio, ne ho trentadue mamma! È una grave irregolarità questa, a danno del tuo primo marito. Talmente grave che, t’assicuro, non avresti avuto il coraggio di presentarti qua, con tua figlia Silvia ancor viva!

LA BARBETTI

È morta, sì o no? E sono, sì o no, sedici anni che è morta? Sedici, ohè, non sono un giorno!... Ora c’è qua la figlia di mia figlia che sposa, e io me le presento con un bel regalo per le sue nozze.

CARLETTO

Ah, va bene! Così. Come nonna. Presentati come nonna! Nonna sei; nessuno può metterlo in dubbio. Silvia era tua figlia; questa è la figlia di Silvia; dunque c’è poco da dire: tu sei la nonna. Non immischiarci gli uomini, mammà, la cui parentela, neanche tra padre e figlio, santo Dio, può esser sicura; figùrati poi tra cognati!

Dall’uscio di fondo, attirata dal rumore delle voci, si presenta la SIGNORINA CEI. Bionda, magra, alta, sulla trentina, veste, per l’occasione, con sobria eleganza. Usa a nascondere tutta la sua intima vita sotto una composta apparenza, parla e guarda attenta, e dimostra in tutti i modi una finezza naturalmente signorile.

SIGNORINA CEI

Chi è qua?

LA BARBETTI

(voltandosi alla voce) Ah, ecco... Abbiamo chiesto...

SIGNORINA CEI

Ma chi è lei, scusi?

LA BARBETTI

Sono la nonna della sposa; e questi, lo zio. (Indica il figlio, che fa un gesto di stizza).

SIGNORINA CEI

(notandolo e restando perplessa) Ah... la nonna?

LA BARBETTI

(come a farlo apposta) E lo zio. Veniamo da Perugia.

SIGNORINA CEI

Ma la signora non era attesa, ch’io sappia...

LA BARBETTI

No no: arriviamo di sorpresa.

SIGNORINA CEI

(all’una e all’altro) Prego... prego: s’accomodino.

LA BARBETTI

(sedendo) Grazie. E lei, scusi... sarebbe?

SIGNORINA CEI

Sono... — come vuol dire? — sono qua per tener compagnia alla signorina.

LA BARBETTI

Ah, la dama di compagnia?

SIGNORINA CEI

Se vuole... Ma sono piuttosto un’amica di Palma.

LA BARBETTI

Ah, bene, bene... di Palma (ripete il nome, come una che lo apprenda per la prima volta).

SIGNORINA CEI

Mi dispiace che la signorina non m’abbia avvertita...

LA BARBETTI

Niente. Non si dia pena. Dev’essere una sorpresa.

SIGNORINA CEI

Già... ma, proprio sul punto...

CARLETTO

(che si è agitato alla battuta precedente della madre) Ecco! dicevo appunto questo a mia madre...

LA BARBETTI

Tu stai zitto lì! (Alla signorina Cei) C’è stato uno sbaglio, veda. Credevamo, per nostre informazioni, che il matrimonio dovesse celebrarsi domattina. Volevamo arrivare alla vigilia.

SIGNORINA CEI

Ma è stato celebrato jeri, veramente...

LA BARBETTI

Ah, come! Jeri?

SIGNORINA CEI

Il matrimonio civile, sì signora. Stamattina, la cerimonia religiosa.

LA BARBETTI

Ah, jeri il civile, e ora il religioso?... Guarda!

SIGNORINA CEI

Credo che a momenti saranno di ritorno!

LA BARBETTI

Un gran corteo, m’immagino! Un gran festino!

SIGNORINA CEI

No, signora. Niente...

LA BARBETTI

Come, niente? La sala, di là (indica a sinistra) tutta piena di fiori! (Si guarda attorno) Anche qua!

SIGNORINA CEI

Sì, ma nessuna pompa. Jeri sì, ricevimento, pranzo; proprio però nell’intimità...

CARLETTO

Ma sì, come usa adesso! In abito da viaggio...

SIGNORINA CEI

No, signore. Per questo, pochi amici, intimi; ma la sposa, come di rito, stamattina, in bianco e col suo velo e i suoi fiori d’arancio. La vedrà: una bellezza!

LA BARBETTI

Me l’immagino! Un amore! Ma, Dio mio, dico... sposando un marchese...

SIGNORINA CEI

Già, ma... forse per questo, veda... La signora Marchesa madre...

LA BARBETTI

Non avrebbe voluto questo matrimonio?

SIGNORINA CEI

No no, signora! Anzi! Vedesse che regali ha mandato! Ma... ecco... la salute un po’ malferma...

CARLETTO

(da uomo di mondo) Comprendiamo, comprendiamo...

SIGNORINA CEI

Riceverà con grande festa la sposa nel suo palazzo al ritorno dal viaggio di nozze.

LA BARBETTI

Cosicchè, ora, qua...

SIGNORINA CEI

Oh, tutto finito, ormai. Si fermeranno un po’, credo, per dar tempo alla sposa di rivestirsi per il viaggio. Vi saranno i testimoni, qualche amico del signor Marchese e del signor Senatore.

LA BARBETTI

Mio genero? (A Carletto) Ah senti! Lo hanno fatto anche senatore!

SIGNORINA CEI

(sorridendo impercettibilmente) No, signora. Dico del senator Manfroni.

LA BARBETTI

Ah, non è mio genero? E chi è questo Manfroni?

CARLETTO

Ma Salvo Manfroni, mammà!, che fu nostro deputato, e poi anche Ministro...

LA BARBETTI

Ah, lui? E come c’entra lui qua?

CARLETTO

Come c’entra! È quello che ha portato su tuo genero fino al Consiglio di Stato!

LA BARBETTI

Ah, sì?

CARLETTO

Quando fu Ministro lo prese come capo-gabinetto; non ti ricordi che te lo dissi a Perugia?

SIGNORINA CEI

E anch’io sono qua per il signor Senatore...

CARLETTO

Fu scolaro del tuo primo marito...

LA BARBETTI

Già, già! sì! Ora ricordo... Del mio primo marito!

SIGNORINA CEI

Il nonno della signorina?

LA BARBETTI

Un professorone, sa, il mio primo marito!

SIGNORINA CEI

(con maraviglia mal dissimulata) Ah, come... la signora... la moglie di Bernardo Agliani?

LA BARBETTI

Io, io, sì!

SIGNORINA CEI

Un’illustrazione della scienza!

LA BARBETTI

Glie n’ha parlato la mia nipotina?

SIGNORINA CEI

Oh, ma ne parlano tutti i libri di scuola, signora...

LA BARBETTI

E morì disgraziato, sa? nel suo... (a Carletto) come si chiama?

CARLETTO

Laboratorio, mammà!

LA BARBETTI

Laboratorio di... di...

CARLETTO

Di fisica, mammà!

LA BARBETTI

Di fisica, già... Fulminato! Ne parlarono tutti i giornali.

SIGNORINA CEI

Eh, lo so bene, signora...

LA BARBETTI

Una disgrazia! E mi pentii tanto io, creda, quando avvenne, di non aver avuto pazienza con lui fino all’ultimo. Dotto! Studiava sempre! Stampava sempre! tanti libri!

CARLETTO

Ma sì, mammà! Non vedi che la signorina lo sa? E ne sa qualche cosa anche Salvo Manfroni, mi pare, che ne stampò l’ultimo, postumo...

LA BARBETTI

Già! Un’opera... come si dice?

CARLETTO

Postuma, postuma, mammà!

LA BARBETTI

No! Dico un’opera che questo Manfroni si prese, perchè mio marito l’aveva lasciata... come si dice?

CARLETTO

Ah, inedita!

LA BARBETTI

Come?

CARLETTO

Inedita, mammà!

LA BARBETTI

Ecco... così... Se la prese, e diventò celebre: senatore!

CARLETTO

Ma non dire così, che se la prese. Pare che l’abbia rubata! Erano tracce, appunti di un’opera nuova...

SIGNORINA CEI

Salvo Manfroni la riprese, la sviluppò, la compì...

CARLETTO

E n’ebbe grandissimi onori!

SIGNORINA CEI

Meritati, io credo. Senza detrarre nulla alla fama del suo maestro.

LA BARBETTI

A Perugia non lo credono! Ah, non lo credono! E sono capace di dirglielo io, sa!

CARLETTO

Ma no, mammà!

SIGNORINA CEI

Pare del resto, che sia stata una fortuna, questa, per la signorina; a quanto ho sentito dire.

LA BARBETTI

Che cosa, una fortuna?

SIGNORINA CEI

Ma che il senator Manfroni abbia trovato in casa del signor Lori queste carte inedite del suo maestro.

LA BARBETTI

Per lui, una fortuna!

SIGNORINA CEI

Sì, forse; ma anche per la signorina, bambina allora di pochi anni. Costretto a lavorar qui, perchè pare che la signora morta fosse tanto gelosa di queste carte del padre, le si affezionò fin d’allora; e quando poi la signora morì, prese lui a proteggerla, povera orfanella. Rimasto scapolo, ricco, se l’è cresciuta quasi come una figliuola; le ha trovato ora questo ricco partito...

LA BARBETTI

E va bene! S’è sdebitato di quel che prese al nonno! Qualche favore avrà fatto anche a mio genero....

SIGNORINA CEI

Ah, per il commendatore, l’abbiamo tutti veduto, proprio come un fratello!

LA BARBETTI

E lui, lui, dica, mio genero: com’è?

SIGNORINA CEI

Mah! La signora lo saprà...

LA BARBETTI

Ah no, veda... Mia figlia è morta da tanti anni... S’era data all’insegnamento. Venuta qua a Roma, dopo la morte del padre, conobbe questo Lori, ch’era allora al Ministero, e lo sposò senza neanche dirmene nulla. Sì... perchè, la povera Silvia, vittima anche lei, non creda, della troppa scienza di quel benedett’uomo, ebbe sempre però una vera adorazione per lui, e guaj a toccarglielo! Ora, capirà... una figlia può anche compatire; ma una moglie si stanca; e io — glielo dico chiaro — mi stancai. Separata dal padre, non ebbi più rapporti con mia figlia. Dopo sette anni di matrimonio ella morì. Cosicchè io, mio genero, non lo conosco.

SIGNORINA CEI

Ah, come! Non lo ha mai veduto?

LA BARBETTI

Mai!

SIGNORINA CEI

E neanche la signorina, dunque?

LA BARBETTI

No, neanche!

SIGNORINA CEI

Oh, ma allora...

CARLETTO

Il momento di presentarci non è scelto bene, è vero? Ho fatto notare anche questo a mammà...

SIGNORINA CEI

È che... capiranno...

CARLETTO

Nel trambusto, lei vuol dire, signorina?

SIGNORINA CEI

Già... E poi...

CARLETTO

L’imbarazzo d’una spiegazione...

LA BARBETTI

Ma nient’affatto! Ma che imbarazzo! Che spiegazione! La nonna che viene a portare il regalo di nozze alla sua nipotina! Sarebbe stato meglio, certo, arrivare alla vigilia. Ma dopo tutto, che vuoi che importi a lei la spiegazione di cose passate da tanto tempo; e anche a lui, a mio genero, vedovo da sedici anni, che vuoi che gl’importi di suo suocero che non ha conosciuto, dei rancori di sua moglie... Non ci penserà più neanche, alla moglie!