MANFREDO CAGNI


EGITTO

Antico Egitto—Egitto ai giorni nostri—Cairo
Alessandria—Ordinamento militare—Scuole italiane in Egitto
Corso del Nilo—Canale di Suez
Sistema d'irrigazione—Stabilimenti Scientifici ed industriali, ecc.
Con 25 fototipie riunite in 12 tavole

1897


Torino—CARLO CLAUSEN—Torino


Asti—Tipografia Brignolo—Asti


S. A. ABBAS II—VICERÈ D'EGITTO

Altezza,

A Vostra Altezza dedico questo mio studio sull'Egitto, da Voi tanto amato.

Sono lieto, che abbiate voluto gradirlo, quale espressione sincera della mia viva riconoscenza per le cortesie, di cui mi avete onorato durante il mio soggiorno di parecchi mesi nella Vostra simpatica Capitale, centro di studi e di rapido progresso.

Manfredo Cagni.

Asti Ottobre 1896.

INDICE


Dedica—Proemio
CapitoloAntico Egitto—DinastiePag.[1]
»IIºEgitto ai giorni nostri—Cairo—Alessandria—Recenti scavi nei dintorni di Alessandria»[9]
»IIIºDella Flora e della Fauna—Della Caccia e della Pesca»[35]
»IVºOrdinamento militare in Egitto—Istituzioni scientifiche—Musei e Biblioteca Khédiviale»[57]
»Delle scuole italiane in Egitto e della Missione cattolica dell'Africa centrale»[67]
»VIºDescrizione del Nilo dalle sue sorgenti alle sue foci»[81]
»VIIºViaggio sul Nilo dal Cairo alla prima Cateratta»[127]
»VIIIºBarraggio del Nilo (Barrage)—Pompe del Mex»[147]
»IXºCanale di Suez»[159]
»Mezzi di comunicazione in Egitto»[195]
»XIºConsiderazioni sull'aumentata irrigazione in Egitto e costumanze dei contadini»[207]
»XIIºStamperia governativa di Boulac—Stabilimento Parvis—Raffineria zuccheri di El-Hawandieh»[215]
Epilogo»[223]


PROEMIO

L'aver dimorato per alcuni mesi in Egitto, e più specialmente al Cairo e nella valle del Nilo, non mi conferisce nè l'autorità nè l'attitudine di convenientemente discorrere di una regione così meravigliosa, tanto più che scrittori chiarissimi trattarono già lo stesso argomento sotto diversi aspetti.

Tuttavia il buon volere di presentare al pubblico un lavoro, che si allontani, nella sua forma, da quanto si scrisse finora su quella classica terra, nelle cui viscere stanno ancora sepolti preziosi avanzi della passata sua grandezza, non sembrami censurabile, e quindi mi affido alla benevolenza dei lettori.

CAPITOLO I.


Antico Egitto.—Dinastie.

L'indole di questo libro non consente di parlare, neppure per sommi capi, della Storia antica e moderna dell'Egitto; perciò mi limito a trascrivere il quadro cronologico delle Dinastie egiziane da Mene, primo Re (anno 5004 avanti Cristo), sino al Khédive attuale Abbas II—Hélmi.

ANTICO IMPERO.
(dalla 1ª all'11ª dinastia)

1ª Dinastia (Tinite)
dal 5004 al 4751 avanti Cristo—Durata 253 anni.
2ª Dinastia (Tinite)
dal 4751 al 4449—Durata 302 anni.
3ª Dinastia (Menfite)
dal 4449 al 4235—Durata 214 anni.
4ª Dinastia (Menfite)
dal 4235 al 3951—Durata 284 anni.
5ª Dinastia (Menfite)
dal 3951 al 3703—Durata 248 anni.
6ª Dinastia (Elefantina)
dal 3703 al 3500—Durata 203 anni.
7ª Dinastia (Menfite)
Durata 70 giorni.
8ª Dinastia (Menfite)
dal 3500 al 3358—Durata 142 anni.
9ª Dinastia (Eracleopolita)
dal 3358 al 3249—Durata 109 anni.
10ª Dinastia (Eracleopolita)
dal 3249 al 3064—Durata 185 anni.

MEDIO IMPERO.
(dall'11ª alla 18ª Dinastia)

11ª e 12ª Dinastia (Diospolita)
dal 3064 al 2851—Durata 213 anni per le due dinastie.

Il secondo Re dell'11ª Dinastia fu Sesostri che regnò 46 anni.

13ª Dinastia (Diospolita)
dal 2851 al 2398—Durata 453 anni.
14ª Dinastia (Zaïta)
dal 2398 al 2214—Durata 184 anni.

15ª 16ª 17ª Dinastia (Pastori)
dal 2214 al 1703—Durata 511 anni.

NUOVO IMPERO.
(dalla 18ª alla 32ª Dinastia)

18ª Dinastia (Diospolita)
dal 1703 al 1462—Durata 241 anni.

Il re Ammon o Amhès I fu il capo stipite. Regnò per 25 anni, dal 1703 al 1678 a.C.

19ª Dinastia (Diospolita)
dal 1462 al 1288—Durata 174 anni.

Il primo Re di questa dinastia fu Ràmses I che regnò soltanto sei anni. Seti I, secondo Re, regnò 51 anni.

20ª Dinastia (Diospolita)
dal 1288 al 1110—Durata 178 anni.

Questa dinastia ebbe tutti i suoi Re, in numero di 11, denominati Ràmses, da Ràmses III primo re a Ràmses XIII.

21ª Dinastia (Tanite)
dal 1110 al 980—Durata 130 anni.
22ª Dinastia (Bubastite)
dal 980 all'810—Durata 170 anni.
23ª Dinastia (Tanite)
dall'810 al 721—Durata 89 anni.
24ª Dinastia (Saïta)
(in parte collaterale)
dal 721 al 715—Durata 6 anni.
25ª Dinastia (Etiopica)
dal 715 al 665—Durata 50 anni.
26ª Dinastia (Saïta)
dal 665 al 527—Durata 138 anni.
27ª Dinastia (Persiana)
dal 527 al 406—Durata 121 anni.

Il Capo di questa dinastia fu Cambise cui successe Dario I; in seguito vennero al trono Serse I, Artaserse, Serse II. L'ultimo Re di questa dinastia fu Dario II.

28ª Dinastia (Saïta)
(collaterale)
dal 406 al 399—Durata 7 anni.
29ª Dinastia (Mendesiana)
dal 399 al 378—Durata 21 anni.
30ª Dinastia (Sebenitica)
dal 378 al 340—Durata 38 anni.
31ª Dinastia (Persiana)
dal 340 al 332—Durata 8 anni.

EPOCA GRECA.
(32ª e 33ª Dinastia).

32ª Dinastia (Macedone)
dal 332 al 306—Durata 26 anni.

Capo della dinastia Alessandro il Grande.

33ª Dinastia (Greca)
dal 306 al 30—Durata 276 anni.

Tolomeo I capo-stipite, regnò 21 anni. I suoi discendenti, in numero di 11, che gli successero nel regno, aggiunsero tutti quanti al proprio nome quello di Tolomeo. Ultima della stirpe fu la celebre Cleopatra, che in nome suo ed in quello del figlio Cesarione regnò 19 anni.

EPOCA ROMANA.

34ª Dinastia—Primo periodo.

L'Egitto, ridotto a provincia romana, fu amministrato da funzionari direttamente dipendenti dagli imperatori romani col nome di Prefetti dell'Egitto.

Secondo periodo (Cristiano).

Nel 381 dopo la venuta di Cristo Teodosio I ordinò, mediante un celebre editto, che il Culto cattolico sarebbe la religione ufficiale degli Stati romani.

Alla morte di Teodosio (anno 395 dell'êra volgare) essendosi attuata la divisione definitiva dell'impero, l'Egitto rimase annesso all'impero di Oriente o di Costantinopoli.

Nel 640 dopo Cristo l'Egitto fu conquistato da Amro, Luogotenente del Califfo Omar.

EPOCA MUSULMANA.

I primi Califfi.

Dal 640 (dopo la venuta di Cristo) sino al 661.
Durata 21 anni.

Califfi (Omiadi)
dal 661 al 750—Durata 89 anni.
Califfi (Abassidi)
dal 750 al 969—Durata 219 anni.
Califfi (Fatimiti).
dal 969 al 1171—Durata 202 anni.
Dinastia degli Ajubiti
dal 1171 al 1250—Durata 79 anni.
Prima dinastia dei Mamelucchi
dal 1250 al 1382—Durata 132 anni.
Seconda dinastia dei Mamelucchi
dal 1382 al 1517—Durata 135 anni.
Sultani Ottomani
dal 1517 al 1798—Durata 281 anni.
Nel 1798—Spedizione francese.

Dinastia di Mohammed-Alì.

Era volgare
Mohammed-Alì 1801
Ibrahim ben-Mohammed-Alì 1848
Abbas ben-Toussoum 1849
Saïd ben-Mohammed-Alì 1859
Ismail ben-Ibraim 1863
Tewfik ben-Ismail 1879
Abbas II—Hélmi attuale Khédive 1892

Nell'esporre il quadro cronologico delle dinastie egizie, si è osservato che nella XVIII dinastia figura pel primo il re Ammon o Ahmès I con 25 anni di regno, dal 1703 al 1678 avanti l'êra cristiana, vale a dire 3574 anni or sono.

Tuttavia, con questa data abbastanza remota, gli archeologi continuano a classificare, sotto la denominazione di Nuovo Impero la 18ª dinastia e le altre che vengono dietro; eppure mettendo a confronto la storia egizia con quella ebrea e greca risulta, che il passaggio del Mar Rosso, per parte degli Ebrei, si effettuò durante le dinastie egizie 18ª e 19ª e che la guerra di Troia si svolse durante la 20ª dinastia egiziana.

Su questa base gli scienziati continuano a chiamare Nuovo Impero il tempo trascorso sotto le due dinastie egizie 21ª e 22ª, mentre durante la 21ª gli Egiziani strinsero alleanza col Re Salomone e durante la 22ª dinastia assediarono in Gerusalemme il Re Roboamo.

Qui non so resistere al desiderio di trascrivere un brano di orazione funebre in onore di un gran Sacerdote di Ammon o Ahmès I, che visse 3574 anni or sono. I sentimenti espressi in quella Orazione dimostrano chiaramente il grado di civiltà di quei tempi.

Questo frammento si trova riportato in un libro inglese (The Land of Wonders), che il mio amico commendatore Salvatori, durante il nostro viaggio nell'alto Egitto mi tradusse, parola per parola, in italiano ed io, nel dargli forma, mi sono studiato di non alterare menomamente i concetti espressi dall'antico oratore.

Il grande non è più ed ora riposa;
L'opera sua è finita, l'ufficio suo è compiuto.
Perchè gli uomini se ne vanno fin da quando splende il Sole,
E la gioventù, che succede prende il posto di quelli.
Nella stessa guisa che Rà[1] riapparisce nel mattino di ogni giorno,
E giunta la sera se ne va in Occidente;
Così gli uomini continuano a mantenere la razza
Le donne a concepire ed i figliuoli a nascere.
Le narici di ogni vivente aspirano una volta soltanto
La brezza, che soffia dall'aurora al suo tramonto;
Perocchè quanti nacquero ed ebbero vita dalla donna
Devono tutti andare nel luogo a ciascuno di loro assegnato.
Un istante solo di tempo non può essere aggiunto alla vita,
Quando dall'alto ne sia fissato il termine e quando l'uomo
Sia chiamato ad intraprendere quel tenebroso viaggio,
Che prende le mosse da questa per la spiaggia dell'eternità.
Rammentati, o uomo! Non dimenticare mai
Che anche per te giungerà, forse inaspettato, il giorno,
In cui dovrai sloggiare e partire per quella terra,
Dalla quale, una volta raggiunta, non fu mai dato ad alcuno di ritornare.
Se la tua vita fu quella del giusto, sarai ricompensato
E sarà benedetta la tua memoria se ti serbasti onesto, caritatevole e buono;
Perchè il giusto sarà sempre e dappertutto benedetto
Da Iside[2] che gli concede vita lunga e felice.
Il giovane ed il vecchio, il ricco ed il povero,
Il prode ed il codardo, il fortunato e l'infelice,
Tutti tutti devono subire la sorte della tomba!

ROVINE DI KARNAK (antica TEBE) presso LUXOR

OBELISCO DEL TEMPIO D'AMENOFITE (LUXOR)


CAPITOLO II.


CAIRO—ALESSANDRIA—RECENTI SCAVI NEI DINTORNI DI ALESSANDRIA


L'Egitto ai giorni nostri.

L'Egitto è presentemente uno Stato tributario della Turchia con monarchia assoluta ed ereditaria per via di primogenitura nella dinastia fondata nel 1811 da Mohammed-Alì, i cui successori, dopo il 26 Giugno 1867, portano ufficialmente i titoli di Khédive (vice-re) e di Altezza.

La bandiera dell'Egitto è di colore rosso avente al centro la mezzaluna bianca ed una stella a sei raggi pure bianca.

L'attuale Khédive d'Egitto S. A. Abbas II Hélmi è pure Sovrano della Nubia, del Kordofan e del Darfour. Ma dopo la rivolta del Mahdi nel 1883 non ha più conservato che una parte della Nubia compresa fra la 1ª e la 2ª Cateratta, vale a dire tra Assouan e Wady-Halfa ed il porto di Souakin sul Mar Rosso.

S. A. Abbas II è nato il 14 Luglio 1874 ed è figlio del Khédive Mohammed-Tewfik (nato nel 1852, morto il 7 Gennaio 1892) e nel succedere al padre fu nominato Khédive col firmano del 26 Marzo 1892.

Notizie statistiche.

La superficie totale dell'Egitto (non compresi gli antichi possessi perduti nel 1883) è di 994,300 chilometri quadrati, dei quali soltanto la diciottesima parte è coltivata, cioè la parte che trovasi nella valle del Nilo.

Il terreno incolto e non coltivabile è rappresentato dai deserti, Arabico all'Est, Libico all'Ovest della valle del Nilo.

La popolazione, come risulta dall'ultimo censimento del 3 maggio 1882, era di:

Maschi
Femmine
3,401,498
3,415,767
Totale 6,817,265.

Dei sette milioni circa di abitanti, che forse risultano nello scorso anno 1895, una settima parte, cioè, un milione circa, è di religione cristiana, compresi i Copti, i quali professano il cristianesimo, ma con credenze e liturgie speciali, ed ottantamila stranieri, la maggior parte dei quali sono stabiliti al Cairo e ad Alessandria. Tutto il resto della popolazione è musulmana.

I deserti poc'anzi ricordati non sono interamente disabitati; vi si trovano circa duecentomila beduini nomadi, che trasportano le loro tende là dove trovano nutrimento, anche per gli animali, che conducono seco.

Città dell'Egitto che contano oltre ventimila abitanti tra indigeni ed esteri.

CITTÀ Abitanti Di cui
Stranieri
Cairo 374838 21650
Alessandria 227064 48672
Damietta 84044 108
Tantah 33750 1029
Assiout 31575 134
Méhallah-el Koubra 27823 252
Mansourah 26942 1094
Fayoum 25799 291
Damanhour 23353 309

La lista civile colle annesse spese, compresa quella del Gabinetto di S. A. il Khédive risulta di Lire egiziane 262,861, pari a Lire italiane 6,834,386.

Esercizio finanziario del 1893.

BILANCIOEFFETTIVO
Entrate Lire italiane 260,260,000268,859,598
Spese » » 238,300,000249,632,708
Eccedenza di Entrata 21,960,00018,726,890

Risulterebbero quindi 18 milioni, 726 mila, 890 lire italiane in eccedenza effettiva nell'anno 1893.

Notevoli differenze di bilancio non vi possono essere nei successivi quattro anni.

Clima dell'Egitto.

Il clima in Egitto, quantunque assai caldo in estate, è in complesso temperato e salubre. Ciò che lo caratterizza è l'assenza completa di pioggie per la maggior parte dell'anno; in alcune località (al Cairo per esempio) si può dire che non piove quasi mai.

In ciascun anno, come è noto, si produce una piena del Nilo, e questo fenomeno, che ha sempre esistito dacchè è formato l'Egitto, è causato dalle pioggie torrenziali che regolarmente cadono in primavera nella regione equatoriale dei fiumi e dei grandi laghi, in tutto il Soudan e nell'Abissinia.

La piena comincia al Cairo quasi sempre al 10 Giugno e raggiunge il suo maximum al 7 ottobre.

L'altezza della piena è d'ordinario ad Assouan (1ª Cateratta) dai 16 ai 17 metri, ed al Cairo dai 7 agli 8 metri.

Durante la piena l'alto Egitto è quasi intieramente coperto dalle acque, mentre che nel basso Egitto è in molte sue parti preservato da dighe ed il terreno viene in quel periodo coltivato a cotone ed a grano turco.

Numerosi canali, che prendono origine dal Nilo, diramano le acque loro in ogni parte del suolo egiziano.

Parecchi di questi canali conservano l'acqua durante tutto l'anno e servono tanto alla navigazione, quanto all'irrigazione; ma molti altri non rimangono provveduti d'acqua che nella piena del fiume, e successivamente per un periodo di tempo più o meno lungo.

Governo ed Amministrazioni diverse dell'Egitto.

Per la configurazione del suo territorio l'Egitto si divide in due grandi regioni naturali: la prima comprende la valle del Nilo col Fayum da Wady-Halfa (2ª Cateratta) sino al Cairo, è l'alto Egitto; la seconda abbraccia il Delta, è il basso Egitto.

Le altre parti indipendenti dalla valle del Nilo formano tre regioni: il canale di Suez colle sue adiacenze, la quasi isola del Sinaï e le oasi del deserto.

Amministrativamente l'Egitto è diviso in Governatorati ed in Moudiriehs.

Il Governatorato è una circoscrizione territoriale, che abbraccia una delle città marittime coi suoi sobborghi ed è amministrata da un governatore dipendente dal Ministero degli interni. Il Cairo è la sola delle città interne retta da un governatore.

La Moudirieh è una provincia non retta da un Governatore, ma amministrata da un Prefetto.

Le Moudiriehs sono ripartite in Distretti, governate come presso noi da un Sotto-Prefetto dipendente dal Prefetto della rispettiva provincia, cioè dal Moudir.

In Egitto si contano nove Governatorati e quattordici Moudiriehs.

Governo dell'Egitto.

Come già si disse, l'Egitto è una monarchia vassalla della Sublime Porta. Il Sovrano porta il nome di Khédive, ed il suo governo, in virtù dei Firmani imperiali, gode di una autonomìa quasi assoluta, e si amministra con leggi proprie senza alcuna ingerenza dello Stato sovrano.

L'Egitto paga alla Turchia un leggero tributo.

Il potere è esercitato da S. A. il Khédive assistito da un determinato numero di Ministri risponsabili.

Una legge organica promulgata il 1º Maggio 1883 ha costituito in Egitto:

1º Un'Assemblea generale di Notabili;

2º Un Consiglio legislativo;

3º Un Consiglio provinciale in ciascuna provincia.

Per ciascuno di questi tre enti sono indicati gli incarichi e le attribuzioni.

Amministrazione dei Wakfs
(beni di mano morta)

I beni Wakfs o di mano morta sono destinati a provvedere alle spese del culto, alla conservazione degli Ospizi, degli Asili e delle Scuole di Moschea, che sono le Università Musulmane.

Questi beni derivano da private donazioni ed ammontano ad una cifra cospicua; sono inalienabili e l'Amministrazione loro è indipendente dalle altre Amministrazioni dello Stato e costituiva un tempo un Ministero speciale. Ora è affidata ad un Direttore generale detto dei Wakfs.

Organizzazione giudiziaria.

L'organizzazione giudiziaria in Egitto è piuttosto complicata.

Esistono tre specie di tribunali:

1º I tribunali della Riforma detti tribunali misti;

2º I tribunali indigeni;

3º I tribunali indigeni speciali (Mehkémehs) che giudicano secondo il diritto Musulmano.

Tribunali misti.—Si è fatta sentire la necessità di creare questi tribunali in vista dei numerosi stranieri che trovansi in Egitto, greci, italiani, francesi, inglesi, tedeschi, ecc., i quali in virtù delle Capitolazioni non sono sottomessi che alle leggi dei rispettivi loro paesi.

Questi tribunali giudicano gli affari civili e commerciali che riguardano indigeni e stranieri, o stranieri di nazionalità diverse.

Sono in numero di tre ed hanno sede al Cairo, ad Alessandria ed a Monsourah-Zagazig. Al disopra di questi tribunali di prima istanza havvi la Corte d'Appello mista in Alessandria.

I consiglieri ed i giudici sono parte indigeni e parte stranieri.

Tribunali indigeni.—La necessità di conciliare presso gli Egiziani le esigenze della vita moderna coi precetti della loro legge religiosa ha indotto a creare recentemente i Tribunali indigeni.

Questi Tribunali pronunciano in materia civile e commerciale sopra gli affari che riflettono soltanto gli indigeni e giudicano i loro reati e delitti.

Sono in numero di sette e di prima istanza, e la Corte di Appello che a loro sovrasta risiede al Cairo.

I consiglieri ed i giudici sono per la maggior parte indigeni. La provincia poi dalla frontiera verso la Nubia è posta provvisoriamente sotto la giurisdizione di un Tribunale speciale e di una Corte di Appello sedenti ad Assouan.

Mehkémehs o tribunali indigeni speciali.—Trattano tutto quanto concerne le relazioni private, matrimoni, divorzi, donazioni, legati, successioni, ecc.

Giudicano pure sulle contestazioni relative ai Wakfs (manimorte), nominano i tutori e curatori, registrano le vendite immobiliari e rilasciano i titoli di proprietà.

Altre giurisdizioni.—Gli indigeni che non sono di religione Musulmana vengono sottoposti per tutto quanto riflette gli affari dei Mehkémehs (tribunali indigeni speciali) alla giurisdizione dei tribunali creati dai capi dei diversi culti (Patriarchi).

Finalmente i Tribunali consolari istituiti in ciascun consolato pronunciano sopra gli affari civili e commerciali fra stranieri della stessa nazionalità, e ne puniscono i reati ed i delitti.

Istruzione pubblica.

L'istruzione pubblica comprende in Egitto l'insegnamento primario, l'insegnamento secondario o preparatorio e l'insegnamento superiore o speciale.

Il primario è impartito in 42 scuole di fanciulli ed una di ragazze. Diciotto di queste scuole si trovano al Cairo e lo venticinque altre nelle principali città dell'Egitto.

Tutte queste scuole sono poste sotto la direzione del Ministero dell'Istruzione Pubblica; ve ne sono pure altre speciali, ma sotto la diretta dipendenza dell'Amministrazione di manomorta (Wakfs).

Esistono inoltre in tutto l'Egitto 5400 case d'insegnamento (Kouttabs) annesse per la maggior parte alle Moschee od alle Sébilles (fontane pubbliche), e vi si insegna la lettura, la scrittura ed i principii di religione ad oltre 140 mila ragazzi.

L'insegnamento secondario e preparatorio non è dato che in tre scuole governative: le scuole Tewfik e Khèdivieh al Cairo e la scuola Ras-el-Tin ad Alessandria.

Finalmente le scuole superiori e speciali sono:

La scuola politecnica, la scuola di diritto, la scuola di medicina e la Dar-el-Oloum, ossia scuola normale araba, con due corsi normali europei, cioè la scuola di arti e mestieri e la scuola di agricoltura.

Il Ministero della guerra mantiene al Cairo una grande scuola militare pel reclutamento degli ufficiali.

L'insegnamento superiore Musulmano è impartito in parecchie università collegate a moschee di primo ordine; la più importante è la grande università di El-Azhar, celebre in tutto il mondo, che conta oltre a 12 mila studenti.

L'insegnamento libero è largamente rappresentato in Egitto da numerose scuole primarie e secondarie mantenute da congregazioni religiose o da privati, e queste scuole danno l'istruzione a migliaia di Egiziani.

NB. Delle Istituzioni scientifiche e militari e della Sicurezza pubblica si terrà parola in capitoli speciali.

Debito pubblico.

L'Egitto, come la maggior parte degli Stati organizzati, è gravato da un debito pubblico. Questo debito fu contratto dai Governi dei precedenti Khédivi, per dotare il paese di grandi lavori di utilità pubblica, di cui era affatto sprovveduto quali sono ferrovie, canali, ponti ecc.

Una legge promulgata il 19 Luglio 1880, detta Legge di liquidazione, ha consolidato il debito egiziano ed ha rivolti alcuni cespiti di rendita dello Stato al pagamento degli interessi ed al progressivo ammortamento di questo debito.

Un imprestito posteriore a questa legge venne contratto nel 1885 per riparare ai disastri cagionati all'Egitto dagli avvenimenti del 1882 e dalla rivolta del Soudan.

Questo nuovo debito fu denominato Debito garantito.

Una speciale Amministrazione detta Cassa del debito pubblico, diretta da sei Commissari stranieri, rappresentanti le potenze più interessate, riceve i fondi destinati al servizio degli interessi e dell'ammortamento del debito garantito e di una parte del Debito pubblico e si assicura dell'equo riparto conforme alle leggi del paese ed alle convenzioni internazionali.

Produzioni.—Commercio.

Produzioni minerali.—I prodotti minerali dell'Egitto sono poco importanti per ora.

Esistono nulladimeno nelle colline, che fiancheggiano la valle del Nilo, come nel deserto arabico e nella penisola del Sinaï, cave di granito, di sienite rossa, di porfido, di pietra bigia fina, di alabastro trasparente, di marmo veneto, di mica, di breccia verde di Egitto molto apprezzata; vi sono pure giacimenti di smeraldi, di onici e di granati, con miniere d'oro e di rame; ma queste ricchezze minerali non sono usufruite. L'estrazione del petrolio venne abbandonata. La sola produzione importante è quella del sale, di alcali naturali e del salnitro.

Le saline sono principalmente situate nei dintorni di Rosetta e di Damietta.

Il sale ricavato è soltanto sufficiente alla consumazione del paese.

Produzioni agricole.—L'agricoltura in Egitto è la precipua occupazione degli abitanti ed è la sorgente più stabile delle loro ricchezze e della loro prosperità. Le coltivazioni in Egitto si dividono in tre distinte categorie: Sèfi, Nili, Chètui.

La coltura Sèfi, ossia di estate, è applicata alle regioni non tocche dall'inondazione al tempo della piena del Nilo.

Queste regioni sono il basso Egitto, il Fajoum, non che le provincie dell'alto Egitto irrigate da canali.

I prodotti principali che si ricavano sono il cotone, la canna di zucchero, il riso sultano, il sesamo, i pistacchi, il sorgo, i cocomeri ed i meloni.

La coltura Nili si effettua immediatamente prima della piena del Nilo e si semina il grano turco precipua base del nutrimento della popolazione agricola, non che il riso detto Sabaïni (di 70 giorni), ma questo si semina nelle vicinanze dei laghi.

Durante la piena del Nilo, il cotone, il riso e la canna da zucchero continuano a rimanere sotto acqua non facendosi il raccolto che nei mesi di ottobre e novembre.

Le colture Chétui, ossia d'inverno, si praticano in tutto l'Egitto, e sono il grano, l'orzo, le fave, le lenti, i finocchi ed i legumi; questi ultimi si raccolgono in Egitto durante tutto l'anno, ma specialmente nella stagione invernale.

Frutteti.—In Egitto numerosi giardini circondano le abitazioni e producono in abbondanza arancie, mandarini, cedri, granati, uva, fichi, albicocche e pesche.

Gli alberi fruttiferi di Europa, pomi, peri, prugni ecc., non danno che esili prodotti.

Le palme danno in tutto l'Egitto un abbondante raccolto di datteri.

Riepilogando si può stabilire che i principali prodotti del suolo egiziano sono:

1º Il cotone;

2º I grani di cotone;

3º Il grano;

4º Il grano turco;

5º La canna da zucchero;

6º Il bersim che serve al nutrimento degli animali.

In Egitto non esistono foreste.

Animali domestici.—Gli animali domestici in Egitto sono il cavallo, il mulo, l'asino, il camello, il bue, il bufalo, gli agnelli e le capre.

Essendovi scarsità di praterie, l'allevamento del bestiame è limitato; di modo che in ciascun anno l'Egitto deve importare dalla Siria e dalla Persia una quantità notevole di cavalli, di buoi e di altri animali.

Il pollame è molto abbondante e dappertutto, si pratica l'incubazione artificiale delle uova.

NB. È riservato un capitolo speciale per la caccia e per la pesca.

Produzioni industriali dell'Egitto.

L'Egitto, mancante di cadute d'acqua, di combustibile e di metalli non si può chiamare un paese industriale.

Gli sforzi dei Vicerè e specialmente di Mohammed-Alì Pascià per sviluppare l'industria in Egitto sono rimasti infruttuosi.

Le sole industrie importanti sono quelle della lavorazione di alcuni prodotti agricoli, allo scopo di dar loro un maggior valore per la vendita.

L'industria dello zucchero occupa il primo posto.

Commercio dell'Egitto.

Commercio interno.—Il commercio interno consiste principalmente nella vendita dei prodotti del suolo, servendosi delle fiere e dei mercati che si tengono ad epoca fissa in tutte le provincie.

Le fiere più notevoli, dal punto di vista del movimento commerciale, sono le tre fiere di Tantah che durano parecchi giorni; quella che ricorre al principio del mese di agosto dura una settimana ed attira oltre un milione di persone.

Le tre fiere di Dessoîck sono anche assai importanti.

Oltre queste fiere, che hanno in pari tempo carattere commerciale e religioso, i principali mercati sono quelli che si tengono periodicamente a Benha, El-Alf, Zagazig, Touah, Damanhour, Giusch ed al Cairo.

Commercio esterno.—Prendendo per base il 1892, che fu un anno normale, il commercio esterno ascese in detto anno a 585 milioni di franchi, cioè:

per le importazioni L.236500000
per le esportazioni »348500000
TotaleL.585000000

Inoltre il valore delle mercanzie in transito ha toccata la cifra di 23400000 franchi.

Su questa cifra, i carboni in deposito a Port-Said per l'approvvigionamento dei battelli, che transitano pel Canale rappresentano un valore in L. 22100000 e pei diversi altri transiti di mercanzie L. 1300000.—Totale L. 23400000.

Come si è detto poc'anzi, i principali prodotti che formano oggetto d'importazione sono:

I tessuti e fili di cotone, i tessuti e fili di lana e di seta, biancheria ed abiti confezionati; il carbone, il legno per costruzioni, il ferro e l'acciaio, le macchine; le frutta, il riso, l'indaco, il petrolio, gli ammali viventi, il caffè, il tabacco, il sapone, gli olii e le farine.

La nazione che manda una maggiore quantità di mercanzie in Egitto è l'Inghilterra.

I principali prodotti che formano oggetto di esportazione dall'Egitto sono:

Il cotone, i grani di cotone, lo zucchero, le fave, il grano, il riso, il grano turco e le cipolle; ed è pure l'Inghilterra che accoglie la quantità maggiore di questi prodotti.

Del Cairo.

La città del Cairo, capitale dell'Egitto, è denominata dagli Arabi Misr-el-Kahira, la Vittoriosa, perchè nella notte di sua fondazione, verso il 970, dicesi splendesse fulgido in cielo il pianeta Marte.

Deve la sua origine al Generale arabo Gohar, ed appena sorta divenne la sede dei Califfi Fatimiti, verso la fine del decimo secolo dell'êra cristiana.

La sua popolazione si avvicina ai 400 mila abitanti.

La città, sulla riva destra del Nilo, giace ai piedi del monte Mokattam.

Ha bellissime piazze, delle quali quattro sono assai vaste. La cittadella che le sovrasta è piena di notevoli ricordi.

Quale centro del commercio dell'alto Egitto, il Cairo espande per tutto l'Egitto non solo i prodotti dell'industria locale, ma anche quelli dell'industria europea, che vi affluiscono in larga misura.

Cinquecento moschee si elevano in vari punti della città. Alcuni di questi monumenti sono veri capolavori dell'architettura araba.

Le moschee di primo ordine sono quelle di Touloun, di Sultan-Hassan, di El-Azhar, di Mohammed-Alì nell'interno della cittadella, di Kaboun e di Kait-Bey.

Il Cairo è la città che in tutto il continente africano primeggia per le sue istituzioni scientifiche, per i suoi Musei, per le scuole e per la sua biblioteca.

Il suo museo di antichità è visitato da migliaia di forestieri, che vi arrivano da ogni parte dell'Europa ed anche dell'America.

Alcuni sobborghi del Cairo hanno una notevole importanza: fra questi Boulac, che è il porto del Cairo sul Nilo; è importante per i suoi numerosi opifici, pei suoi depositi e per la sua stamperia governativa, della quale si parlerà in un altro capitolo; l'Abbassieh colle sue caserme, colle Scuole militari e col suo Osservatorio; Hélouan celebre per i suoi bagni solforosi, e finalmente il Vecchio Cairo conosciuto sotto il nome di Fostat.

Giace il Vecchio Cairo pure sulla riva destra del Nilo a due chilometri Nord-Est del Cairo. È fabbricato sulle ruine dell'antica Babilonia di Egitto. Il dolce ed invariato clima del Cairo durante il periodo invernale fa sì che una ragguardevole quantità di forestieri di ogni nazione viene a svernare in questa simpatica città ed ogni anno, ne va aumentando il numero.

Statistica dei viaggiatori che vennero in Egitto negli anni qui sotto indicati.

Nel 1890-91 forestieri 5300
» 1891-92 » 6200
» 1892-93 » 7600
» 1893-94 » 7500
» 1894-95 » 9400

Gli alberghi e le pensioni al Cairo sono numerose e si comprende come il forestiero sia allettato a recarsi nella Capitale di Egitto a passarvi l'inverno, perchè oltre al dolce e costante clima, all'aria salubre ed alle molteplici distrazioni sa pure di trovarvi una piacevole dimora.

Ma quante sono le regioni del mondo incivilito che posseggano un Palazzo-albergo quale è quello di Guezireh? Era prima la residenza estiva del fu Khèdive Ismail-Pascià, ed in mezzo al suo grandioso parco vi è il Casino, dove giornalmente una scelta orchestra suona vari pezzi di musica. Durante la stagione invernale vengono dati diversi balli con abbondante e distinto servizio, il tutto a spese della Società, che tiene l'albergo con tutte le relative dipendenze.

La villa Guezireh, solito convegno delle passeggiate invernali della società elegante, siede mollemente sulla sponda sinistra del Nilo e quindi è separata dalla città dal corso del fiume (400 metri). Ma oltre ai mezzi ordinari per portarsi dal Cairo a Guezirah vi sono pure eleganti vetture a quattro cavalli a disposizione del pubblico, le quali, con poca spesa ed a breve intervallo, vanno e vengono dalla città a Guezireh.

Oltre a questo servizio speciale creato dalla Società che amministra la villa Guezireh, essa è pure provveduta di un piccolo vapore sul Nilo unicamente destinato a trasportare i passeggeri dall'una all'altra riva del fiume.

Si è detto che numerosi sono gli alberghi nell'interno del Cairo; fra questi primeggiano il Schepheard, il Continental, il New-Hôtel ecc.

Non posso passare sotto silenzio l'Albergo Metropoli, dove, con mia piena soddisfazione, ho soggiornato per oltre sette mesi. Esso è in posizione centralissima della città ed è tenuto da due nostri italiani, Moroni e Manusardi.

È un albergo non vasto, ma però possiede tutti i requisiti che desidera generalmente un forestiere, il quale non abbia la tasca riboccante di lire sterline.

Il Cairo è una delle città orientali che hanno maggiormente conservato il carattere che le distingue dalle nostre europee; sebbene si debba confessare come essa vada trasformandosi rapidamente.

Il Cairo gode tuttora la riputazione di essere la migliore scuola della letteratura araba. L'arabo parlato dalle persone educate del Cairo, quantunque sia inferiore a quello dei Beduini dell'Arabia, quanto ad esattezza grammaticale ed a pronuncia, è però superiore di molto a quello che si parla dagli arabi di Barberia.

Alessandria ed il suo Ramleh.

Alessandria è una delle più grandi città commerciali ed il primo porto dell'Egitto sul Mediterraneo. La città è situata sopra una lingua di terra, che si protende fra il mare e l'antico lago Mareotide a 182 Chilometri a Nord-Ovest del Cairo.

Ha due porti, il vecchio ed il nuovo, e comunica col Cairo sia per mezzo della ferrovia, sia per una strada carrozzabile, sia per mezzo di un canale importante di acqua dolce, il Mahmoudieh, derivante dal ramo più occidentale del Nilo (ramo di Rosetta).

Alessandria, fondata da Alessandro il Grande nel 332 avanti Gesù Cristo sulle rovine dell'antica Rhacotis, fu la Capitale dell'Egitto sotto ai Tolomei e sotto ai Romani, mentre all'epoca dei Faraoni non era che un piccolo villaggio. Nel tempo dei suoi splendori, durante il romano impero, raggiunse la cifra di 900 mila abitanti ed era, dopo Roma, la prima città del mondo.

Presentemente l'industria alessandrina contribuisce per una minima parte alla floridezza del suo commercio.

Si fabbricano tuttavia essenze di fiori, tessuti di cotone e di seta; vi sono alcune fonderie e fabbriche di non grande importanza. Sono ragguardevoli i depositi di legname, che viene da ogni parte del mondo e massime dall'impero di Austria-Ungheria, per far fronte alla quasi totale mancanza di legnami indigeni, specialmente per uso di costruzioni.

Alessandria co' suoi moderni fabbricati, massime dopo il bombardamento sostenuto nel 1882, è diventata una città cospicua, emula di quelle di Europa; ma essa possiede pochi monumenti, e del suo antico splendore, non vi rimane che la Colonna di Pompeo ed alcune ruine pagane, di cui discorreremo in seguito.

Ramleh.

«Heri solitudo.... mane civitas.» (Ieri solitudine... oggi città).

Il Ramleh non è altro che un quartiere suburbano di Alessandria, una specie di prolungamento esterno della città a Nord-Est e sull'area di Nicopolis.

L'etimologia del nome Ramleh deriva da Rame, e Ramleh significa la Sabbiosa.

Ma se questa denominazione era giustamente applicata nei tempi andati, ora non ha più ragione di esistere; poichè la Sabbiosa si è progressivamente convertita in una striscia di terreno incantevole seminata di ville e di giardini.

La borgata di Ramleh, situata in riva del Mediterraneo, è un complesso di otto o nove gruppi di abitazioni con otto mila abitanti di colonia fissa, senza contare nè i 2500 Beduini, nè i cinque o sei mila Alessandrini, famiglie del Cairo e forestieri, che durante l'estiva stagione vengono in questa deliziosa lingua di terra a godere le aure fresche, che di continuo spirano dalla parte del mare.

Vi sono lungo il Ramleh parecchie chiese e moschee; numerosi ed eleganti villini con ricca vegetazione scaglionati lungo il percorso di circa dieci chilometri.

Due ferrovie ed una linea di tramways serpeggiano quasi parallele attraverso a questo verdeggiante labirinto di case e giardini.

All'estremità di questa striscia di terreno ubertoso, cioè all'altezza del Ramleh, propriamente detto, siedono in loro maestosa mole il Casino, l'Albergo e lo Stabilimento balneario.

Le due stazioni estreme sono dunque Alessandria-Ramleh San Stefano, collegate fra loro da una delle due ferrovie poc'anzi menzionate, che ad ogni mezz'ora d'intervallo, dalle ore 6 del mattino alle 12 di sera, trasporta passeggieri avanti e indietro.

Il Casino di San Stefano fu costruito negli anni 1886 e 1887 sopra disegno di S. E. Boghos Pacha Nubar figlio dell'attuale Presidente dei Ministri al Cairo, laureato ingegnere alla Scuola centrale di Parigi.

Poco dopo vi si è aggiunto uno stabilimento di bagni di mare, che prese subito voga.

Nel 1893 si costrusse l'annesso Albergo a ponente del Casino, la cui direzione venne affidata al Cav. Luigi Steinschneider, il quale già godeva meritata fama di persona intelligente e capacissima.

La moda ha le sue esigenze inviolabili; tuttavia non so comprendere come molte agiate famiglie dimoranti in Egitto preferiscano recarsi, durante la stagione estiva, in Europa, con grave disagio e spesa, per installarsi in un qualche stabilimento di bagni marini, ove liquefanno dal caldo, piuttostochè godere della fresca brezza, che di continuo spira dal mare lungo il Ramleh!

Anche i forestieri che vanno a svernare al Cairo nei mesi propizi, cioè dal dicembre all'aprile dovrebbero, prima di abbandonare l'Egitto, portarsi al Ramleh, dove troverebbero una esilarante temperatura, salvo poi a recarsi in seguito nei siti alpestri del Continente europeo.

Sotto il Bonaparte si combattè la battaglia di Nicopolis, fra Chatby e l'attuale Sidi-Gabir, stazione della ferrovia.

A Sidi-Gabir, sino al 1871, si vedeva il Pretorio del Castello della 2ª Legione traiana, fortis germanica.

Risultato dei recenti scavi operati nei dintorni di Alessandria.

Per la nobile iniziativa di alcuni personaggi, che si interessano al glorioso passato della città di Alessandria, venne costituita nel 1893 la Società archeologica alessandrina.

Come lo stesso suo nome designa, essa ha per movente la ricerca delle antichità tuttora ivi sepolte. È d'uopo tuttavia considerare che queste ricerche non possono estendersi che per quanto lo consentono le nuove costruzioni, le quali si dilagano ogni giorno, adagiandosi sullo stesso terreno, su cui giaceva l'antica città.

Oltre la missione scientifica, la Società archeologica ha per obiettivo di venire in aiuto al recente Museo greco-romano sorto in Alessandria e di porlo in condizione di attuare quegli scavi che sono giudicati opportuni.

Per coloro, che conoscono la topografia dell'antica città, non può cadere in dubbio, che ove si potesse disporre di somme di qualche rilievo per intraprendere una serie di scavi già progettati, si otterrebbero risultati importanti e sicuri. Prova ne sia, che quantunque una gran parte dell'antica Alessandria sia coperta dalle moderne costruzioni, tuttavia il campo che rimane all'esplorazione è assai esteso, ed il terreno, sotto cui giaciono sepolti e il teatro e il ginnasio, l'Acropoli ed il Serapeum (tempio di Serapide) e il tribunale ecc., non è ancora al giorno d'oggi occupato.

Grandi e profondi lavori di scavo occorrerebbero, per esempio, a Ramleh, a levante di Alessandria e lungo il mare, per mettere allo scoperto il quartiere reale, altrimenti chiamato Bruchium, non che la Necropoli dell'Est.

Il punto dove giace il Bruchium è ben determinato, perchè compreso fra il terreno occupato un giorno dagli obelischi e la porta orientale dell'antica Alessandria (porta Rosetta). In quei dintorni sorgeva pure il Museo e non lontani la torre detta dei Romani ed il famoso Cæsareum. La torre sta crollando in mare; l'altra più al Nord è già crollata ed i guardacoste l'hanno rasa al suolo.

Si è detto poc'anzi, che fra i preziosi resti da disseppellirsi vi sarebbe l'Acropoli; ora credo opportuno il dire quale significato venisse dato a questa parola.

Acropoli, parola greca che significa città alta, si applicava alle parti delle città greche costruite sopra eminenze naturali. Forti per la loro posizione e circondate da mura solide, esse offrivano un asilo sicuro contro le invasioni.

Quivi, senza dubbio per la facilità della difesa, gli abitanti andarono a fissare le loro dimore. Le case, che si costruirono in seguito nella parte piana, formarono la città.

Nell'interno delle Acropoli si collocarono i principali edifizi, quali sono i templi, gli archivi, il pubblico tesoro ecc.

Eguale sistema tennero le colonie greche in Italia, e nell'epoca medioevale, per l'abituale stato di guerra, si imitò da noi l'esempio dato dai greci. L'Acropoli di Alessandria contava nei tempi andati fra le più importanti.

La borgata di Rachotis, già menzionata, fu la culla di Alessandria ed era un posto militare stabilito dai Faraoni per sorvegliare la costa contro le imprese libiche dal lato Ovest.

Al dire di Tacito, in questo posto militare esisteva un antico santuario d'Iside e di Osiride, che si tramutò in seguito nel celebre Serapeum.

L'antico posto militare dei Faraoni conservò ancora all'epoca Greco-Romana la sembianza della sua antica destinazione. Il Santuario fu ricostruito da Tolomeo II, detto per ironia Filadelfo (amico dei suoi fratelli), per le sanguinose persecuzioni, che esercitò contro tutti i principi della sua famiglia.

Il tempio venne riedificato con quella splendidezza principesca, alla quale Filadelfo aveva abituati gli Alessandrini.

Il posto militare crebbe per importanza e per estensione; dopo Costantino si conservava ancora come vera cittadella.

Dall'alto di questa fortezza l'imperatore Caracalla potè freddamente contemplare il massacro degli abitanti di Alessandria.

La cinta fortificata dell'Acropoli, o posto militare, ebbe a sostenere molti assedi; il più memorando fra tutti fu quello sotto Teodosio, quando gli Alessandrini, riuscendo a prendere di assalto la cinta, corsero a distruggere il Serapeum (il maschio della fortezza), collo stesso accanimento che più tardi i Parigini impiegarono alla presa della Bastiglia.

Il piano generale del Serapeum era il seguente. Aveva all'esterno l'aspetto di una fortezza; nessuna via di accesso, tranne una scala monumentale di cento gradini, che conduceva al propileo del tempio, chiuso da robuste inferriate. Questa lunga scala non aveva accessi laterali e continuava, non interrotta, per lo sviluppo dei cento gradini.