MARCO PRAGA
La moglie ideale
COMMEDIA IN TRE ATTI
MILANO
Fratelli Treves, Editori
Secondo migliaio.
PROPRIETÀ LETTERARIA.
Riservati tutti i diritti. — La rappresentazione e la riproduzione per la stampa sono vietate a termine e sotto le comminatorie delle vigenti leggi. — Per ottenere il diritto di rappresentazione, rivolgersi esclusivamente alla Società Italiana degli Autori per la tutela della proprietà artistica e letteraria (Milano, Corso Venezia, 6).
Si riterrà contraffatto qualunque esemplare di quest'opera che non porti il timbro a secco della Società Italiana degli Autori.
Milano, Tip. Treves — 1920.
INDICE
[ATTO PRIMO]
[ATTO SECONDO]
[ATTO TERZO]
[BIBLIOTECA TEATRALE italiana e straniera]
a ELEONORA DUSE
Questa commedia venne rappresentata per la prima volta dalla signora Eleonora Duse e dai signori F. Andò, V. Zampieri e A. Galliani al Teatro Gerbino di Torino l'11 novembre 1890.
«.... les plus hardis problèmes de psycologie personnelle et sociale peuvent être traités en pleine scène. Seulement, trop peu de personnes travaillent aujourd'hui dans cette direction.»
Paul Bourget.
PERSONAGGI.
- Andrea Campiani, agente di cambio.
- Giulia, sua moglie.
- Giannino, loro figlio di 7 anni.
- Gustavo Velati, avvocato.
- Costanzo Monticelli, avvocato.
- Teresa, cameriera.
- Ettore, servo.
Milano, epoca attuale.
ATTO PRIMO.
Nella casa di Andrea Campiani. Salotto da pranzo. Una porta al fondo, e porte ai lati. Sul davanti, a sinistra, la tavola apparecchiata. Vi si nota il disordine che è sul finire del pranzo. A destra, prima della porta, il caminetto acceso. Tre poltrone vi sono disposte dinanzi, e una sedia a sdrajo. Sul camino, contro la parete, un grande specchio. Al fondo, a sinistra della porta, la credenza, e su di essa piatti, bottiglie, fiale, ecc. Tutto l'arredo è elegante, di buon gusto. Sera. Dal soffitto pende, sopra la tavola, la lampada accesa.
SCENA I.
Giulia, Andrea, Giannino, poi Teresa
Giulia è adagiata sulla poltrona a sdrajo, con molti giornali illustrati e di mode d'attorno. Giannino è seduto alla tavola da pranzo verso la parete di sinistra. È su di una sedia comune, ma con un cuscino che lo rialza. Andrea di contro a lui, verso il mezzo della scena. Di contro al pubblico è la sedia vuota, prima occupata da Giulia. Entra Teresa dal fondo col servizio del caffè, ne versa una tazza e la porge a Giulia.
Giulia
Non ne prendo, adesso. Più tardi. Tienlo al caldo.
Teresa porge la tazza ad Andrea, che stava leggendo il giornale.
Giulia
a Giannino che, dal principio, batte il coltello sul piatto come a suonare il tamburo.
Giannino, piccolo mio, se seguiti, mammà va in collera.
Giannino
mettendosi in ginocchio sulla sedia.
Andrea
Che vuoi?
Giannino
Una mela.
Andrea
Ancòra?
Giulia
No, Giannino, ài già mangiato abbastanza frutta.
Giannino
Una sola.
Andrea
Be', una piccolina ancòra.
Gliela dà. Giannino si accinge a toglierle la buccia col coltello.
Bada a non tagliarti. Vieni qui.
Giannino scende a terra, gli dà la mela e Andrea gliela sbuccia.
Ecco.
Giannino la prende e si avvia per uscire.
Vai a giocare? Ma un bacino, prima.
Lo bacia.
E mammà?
Giulia
abbracciandolo
Tesoro! E il còmpito l'ài fatto? Ma la lezione non l'ài imparata ancòra! Vai a giocare un poco, e poi la studi per bene, nevvero?
Giannino esce dal fondo con Teresa.
Come è bello quest'ultimo numero del Figaro illustrato. L'ài veduto?... Che fai? Leggi?
Andrea
Dò un'occhiata alla borsa.
Giulia
Lascia! Lavori sino alle sette: mi fai pranzare alle otto, poi torni fuori. Neppure l'oretta che stai in casa mi fai un po' di compagnia. Vieni qui.
Andrea
leggendo
Adesso.
Giulia
Vieni qui!
Andrea
Bevo il caffè.
Giulia
Vieni qui a berlo. Guarda, ti faccio un po' di posto qui.
Andrea
viene a sederle accanto.
Così?
Giulia
Dov'è l'Art et la Mode? Bada, ti ci sei seduto sopra. Aspetta.
Lo toglie.
Ài veduta la nuova forma dei cappelli da signora? Tutte le piume e i nastri di dietro, altissimi. Sono carini!
Si solleva e guarda nella tazza nella quale Andrea beve il caffè.
Non me ne serbi un pochino?
Andrea
Non ne volevi!
Giulia
Ma il tuo è più buono. Un goccino... No, dammelo tu, nel cucchiaino.
Andrea
Poverina!... Ancòra?
Giulia
Uno per uno... È bellissimo così, no?
Andrea
Va a posar la tazza sulla tavola.
Proprio bellissimo.
Giulia dà un piccolo grido.
Che c'è?
Giulia
Graffiami, graffiami, in fretta!
Andrea
sedendo ancora accanto a lei.
Dove?
Giulia
Qui, la mano... Adagio!... No, no, il palmo no: porta disgrazia... Ahi! mi fai male. Sgarbato! Guarda che graffiatura. Un bacio, subito.
Andrea
le bacia la mano.
Così?
Si alza.
Giulia
Dove vai?
Andrea
Prendo il Corriere.
Giulia
Ò detto di no!
Andrea
Guardo i telegrammi.
Giulia
Ò detto di no! Che t'importa? I tuoi valori, sempre! Il tuo valore, l'unico tuo valore sono io. Ài capito? Stai qui, fatti più vicino. Ò freddo. Sono un po' malata, sai, oggi?
Andrea
Oh! che ài?
Giulia
E tu ài l'obbligo di curarmi. Devi uscire anche stasera?
Andrea
Dò una capatina in Borsa. Vuoi uscire anche tu?
Giulia
Per andar dove?
Andrea
Non so, dove vuoi. Ti accompagno, passo alla Borsa, e ti raggiungo.
Giulia
riprende il giornale.
Vediamo che c'è a teatro.
Leggendo.
«Scala, riposo. Manzoni, La moglie di Claudio». Uh! che orrore! «Dal Verme, Traviata, Sieba...» Abbiamo promesso a Giannino di portarlo a vedere il ballo. Ma oggi è tardi. E poi è meglio un sabato, perchè la domenica non à la scuola e può dormir tardi... Non c'è niente d'interessante... Poi, che ore sono? Otto e mezzo! Potrei vestirmi e andare dalla Viscardi. Ma tu dici di venirmi a prendere e poi non ci vieni. Ti conosco!... No, senti, io sto in casa, ma ad un patto: che vai alla Borsa e torni: mezz'ora, non di più. Alle nove e un quarto devi essere qui. Ti preparo il tè, qui accanto al fuoco, e alle dieci a letto, come due bravi figliuoli. Eh? Ma guai a te se tardi. Non venirmi poi a raccontar storie, d'amici che t'ànno tenuto attorno. Non ammetto scuse. Se qualcuno ti vuol tenere a zonzo, devi rispondere: amici miei, io ò una mogliettina a casa tanto carina, che mi aspetta; e vi saluto. Siamo intesi?
Andrea
sorridendo.
Siamo intesi.
Si alza e fa un gesto di dolore, rimanendo un momento colle gambe intirizzite.
Giulia
Vedi! vedi! Anche il tuo piede vuol riposo. Ti strapazzi troppo. È otto giorni soli che ài lasciato il letto e non ti ài già più nessuna cura. Il medico lo diceva ancora ieri: se l'è cavata bene ed in fretta, ma al minimo sforzo...
Andrea
Non mi sforzo affatto. Sai, quando rimango seduto un po' a lungo....
Giulia
Ànno suonato, mi pare. Chi sarà?
Andrea
Giacomo, probabilmente, coi dispacci.
Teresa
annunziando
Il signor avvocato Velati.
Andrea
Venga... Cioè, un momento. Lo facciamo passare in salotto?
Giulia
Ma no, si sta così bene, qui.
A Teresa
Andrea
C'è ancora la tavola apparecchiata...
Giulia
SCENA II.
Giulia, Andrea, Gustavo, Teresa
Gustavo
Buona sera, signora!
A Andrea
Come va? E il suo piede?
Andrea
Molto meglio, grazie.
Gustavo
Ma io sono giunto importuno. Erano ancora a tavola.
Andrea
No, no, si è finito da un pezzo. Piuttosto perdoni lei se la riceviamo...
Giulia
Già, mio marito voleva riceverla in salotto. Io invece la considero abbastanza nostro amico per non far complimenti.
Gustavo
Gliene sono grato.
Andrea
Una tazza di caffè?
Gustavo
Grazie.
Giulia
Grazie sì, o grazie no?
Fa un cenno a Teresa che s'era messa a sparecchiare, e questa esce
Sa, le cedo il mio, non può rifiutarlo.
Gustavo
Se le facessi la corte le direi che sarà anche migliore.
Giulia
Questo lo direbbe in faccia a mio marito.
Intanto versa il caffè che Teresa à portato, rientrando.
A quattr'occhi troverebbe qualcosa di meno...
Gustavo
Di meno banale?
Giulia
Beva, e mi eviti di rispondere.
ad Andrea
E tu non stare in piedi. Ti affatichi! Oppure prendi il bastone. Dov'è?
Lo trova in un angolo e glielo dà.
Andrea
Mi tratti proprio come un invalido.
Giulia
Sieda, avvocato.
Gustavo
Grazie.
Siedono tutti. Teresa esce.
Sa, caro Campiani, sono venuto presto proprio per trovarla in casa. So che a quest'ora va alla Borsa, e volevo dirle due parole prima che uscisse.
Andrea
Eccomi a lei.
Giulia
Oh, ci siamo? Un discorso d'affari? Vi lascio.
Gustavo
Niente affatto. Anzi, la prego...
Giulia
Si rivolge all'amico o all'agente di cambio? Perchè in quest'ultimo caso posso servirla anch'io. Non comperi gli zuccheri. Càlano. L'ò saputo testè da mio marito, e dicono tutti che di lui ci si può fidare.
Andrea
Grazie.
Gustavo
Mi rivolgo invece all'amico,
a Giulia
agli amici e, francamente, ò più fede nella sua amicizia che nella sua scienza bancaria...
Giulia
Le perdono questa sfiducia in grazia della fiducia che à nella mia amicizia.
Andrea
Chiacchierona! Lascialo dire!
Giulia
Ah sì, perchè poi devi uscire; la piccola Borsa ti aspetta.
Gustavo
Ma allora non voglio disturbarla. Sarà per domani, verrò al suo ufficio.
Giulia
No, no, sa, dico così perchè tra di noi c'è un patto: deve uscire e tornare a casa sùbito.... e non vorrei trovasse delle scuse!
Andrea
Chiacchierona! chiacchierona!
A Gustavo
Mi dica, mi dica, avvocato: e non si lasci interrompere.
Gustavo
Ecco qua. Ella sa che mio fratello Adolfo è suo collega da tre mesi...
Andrea
E lo vedo attivo, lavoratore. Non manca un giorno alla Borsa.
Gustavo
Lei non sa niente degli affari che fa?
Andrea
Nulla di positivo. So che lavora molto per conto proprio.
Gustavo
Ed è quello che mi spaventa. Adolfo è sempre stato un po' un caposcarico. È giunto all'età di 25 anni senza concludere nulla. Alla fine, ò dovuto decidermi a seguire il proverbio «metà consigli e metà denaro» e gli ò dato il capitale necessario ad aprire un ufficio... Era stato in banca tre anni: a sentirlo discorrere, ci à pratica come Rotschild; ma io sono in pensiero, perchè mi ànno riferito che arrischia molto. Non vorrei succedesse qualche guaio.
Andrea
Che arrischia lo sapevo.
Gustavo
C'è pericolo?... Veda, mi rivolgo a lei come ad un vecchio amico. S'ella volesse informarsi e avvertirmi. Le chiedo troppo?
Andrea
S'immagini! Quello che potrò fare! Ma sa, non è tanto facile... Non c'è molta confidenza tra colleghi...
Gustavo
Ma lei à tanta autorità! È uno dei Nestori della Borsa...
Giulia
Oh! oh! non me lo invecchi tanto mio marito!
Gustavo
Parlo di pratica, di avvedutezza, di fama...
Andrea
Per carità!
Si alza
Gustavo
Tante e tante grazie.
Si alza
E perdoni la noia, sa? Ma la cosa mi dà tanto pensiero! Sono un po' il babbo di mio fratello.
Giulia
Te ne vai, Andrea? Proprio? Non puoi farne a meno?
Andrea
Tu lo sai: non posso mancare.
Giulia
Assolutamente?
Andrea
Purtroppo.
Giulia
E allora!... Ma, bada, sono le otto e mezzo: per le nove e un quarto ti voglio di ritorno!
Andrea
Farò il possibile.
Giulia
Non ammetto scuse!
Andrea
con bonomia
Giulia! Giulia!
A Gustavo
Non prenda moglie, sa?
Giulia
Che? che? che? Che ài detto? Oseresti pentirti, tu, di esserti ammogliato?
Andrea
ridendo
No, no! via!
Giulia
Chiedimi perdono, sùbito, con un bacio!
Andrea
baciandola in fronte
Bambina!
Giulia
al fondo
Teresa, Teresa? Il cappello e la pelliccia del signore. Dio, che freddo. Comincia a nevicare. Prendi una carrozza, sai?
Entra Teresa col cappello e la pelliccia. Giulia, premurosa, la fa indossare ad Andrea.
Lei, avvocato, rimane a tenermi compagnia sinchè Andrea ritorna, nevvero?
Andrea