SABATINO LOPEZ
LA DISTANZA
COMMEDIA IN TRE ATTI
MILANO
Fratelli Treves, Editori
1922
—
Secondo migliaio.
PROPRIETÀ LETTERARIA.
I diritti di riproduzione e di traduzione sono riservati per tutti i paesi, compresi la Svezia, la Norvegia e l'Olanda.
Copyright by Sabatino Lopez, 1922.
È assolutamente proibito di rappresentare questa commedia senza il consenso della Società Italiana degli Autori, Via Sant'Andrea, 9, Milano. (Articolo 14 del Testo unico, 17 settembre 1882).
Milano, Tip. Treves.
A
FERDINANDO MARTINI.
PERSONAGGI.
- Marino Serralunga.
- Emilio Serralunga.
- Il marchese Andrea di Primasco.
- Il principe Michele di Melisangro.
- Piero Cappelli.
- Il professor Del Basso.
- Il professor Diodato.
- La marchesa Dianora di Primasco.
- Teresa Giliardi.
- Isolina.
- Il Bidello del Ginnasio
- Camerieri e Cameriere di Casa Primasco.
- A Salduggio, in Piemonte. — Oggi.
Questa commedia fu rappresentata la prima volta al teatro Manzoni di Milano, dalla Compagnia diretta da Dario Niccodemi la sera del 28 ottobre 1921.
ATTO PRIMO.
Ottobre. — La modesta sala dei Professori del Ginnasio di Salduggio. Alla parete di fondo il ritratto giovanile in litografia di Vittorio Emanuele III. A quella di destra una scansia a vetri che contiene i pochi libri della povera biblioteca del Ginnasio.
A quella di sinistra, in quadro, il calendario scolastico approvato dal Provveditore agli studi della Provincia di Novara.
Nel centro della sala un tavolone coi cassetti chiusi — intorno alla tavola sette, otto sedie di legno ricurvo, una più alta, di poco diversa, per il Direttore.
A un capo della tavola, quando comincia l'azione, sta il professor Del Basso, miope, barbuto, zazzeruto, pepe e sale nei capelli e nell'abito, con tutt'un'aria di polvere addosso dalla testa alle scarpe; a metà della tavola la Giliardi, bruna, ventottenne, accurata nell'abito semplice e unito di colore; all'altro capo Cappelli, lindo, elegante, ben pettinato, ben rasato. Del Basso si muove sempre, grida sempre, agita sempre le mani e le gambe.
SCENA PRIMA.
Del Basso — Cappelli — La Giliardi.
Del Basso
accalorato, alla Giliardi.
No, no, no. E no. Non ci siamo. Io, cara lei, ragiono, discuto, combatto con argomenti. Delle circolari del Ministro io me ne stropiccio. Sissignora, perchè il Ministro della Pubblica Istruzione è un ciuco.
La Giliardi e Cappelli protestano.
Sissignori: è un ciuco. E ve lo dimostro.
La Giliardi
Per lei tutti i Ministri son ciuchi.
Del Basso
Si capisce: i Ministri cambiano.... ma io non cambio. E più professoroni erano, più ciuchi diventano quando montano sul cadreghino. Nessuno di loro capisce più niente.
La Giliardi
Solo lei capisce qualcosa.
Del Basso
disorientato per un momento.
Come dice?
Riprende fiato e non molla più.
Solo io. Lei no, per lo meno.
Ride la Giliardi e ride anche lui.
In materia di pubblico insegnamento bisogna sfrondare. Sfrondare. La matematica?
Col gesto, come se desse un colpo trasversale di accetta, accompagna la minaccia fragorosa.
Via. Non serve che a confonder la testa. La filosofia? via: appanna i cervelli. La storia naturale?
Terribile.
Viaaaa: che te ne fai di sapere come digeriscono i pesci o come le talpe si liberano l'intestino? Bisogna sostituire a coteste buggerate l'insegnamento delle lingue. Lingue, lingue, lingue.
La Giliardi
Allevare cocorite e pappagalli.
Del Basso
Lei è una cocorita!
E ci ride.
Alla mia maniera crescerebbero uomini liberi, uomini pratici, uomini fattivi perchè sarebbero prescritte soltanto le lingue vive: il francese — è contenta? — l'inglese, il tedesco, lo spagnolo.
Cappelli
placido continua.
L'arameo....
Del Basso
Come dici? Marameo?
Cappelli
L'arameo.
Del Basso
approva col capo e seguita.
.... l'arameo, magari il copto, il turco, il persiano.... E così potremmo girare il mondo, concludere affari, imbrogliare il prossimo....
Cappelli
Ma che stai dicendo? Tu che ti sei fatto imbrogliare tutta la vita.
Del Basso
testardo.
Cappelli
Perchè non sei nato imbroglione.
Del Basso
Perchè non sapevo le lingue. Ossia: sapevo il latino che serve soltanto ai preti e il greco antico che non serve a nessuno. Retorica.... Retorica. Accidenti alla retorica. Noi italiani siamo retori: cioè siamo citrulli. Citrullo uguale citriolo. Noi siamo citrioli.
La Giliardi
Lei compreso.
Del Basso
Come dice?... Me compreso. Pensi se voglio escludermi! Mio padre negoziava in formaggi: io ho voluto negoziare in declinazioni latine. Rosa, rosae.... per venir a crepare a Salduggio. Se vendessi pecorino o caciocavallo marcerei in automobile: e così vado a piedi. E si vede dalle scarpe.
La maledetta retorica che infradicia i cervelli!
Alla Giliardi d'un tratto.
Lei, vede, era nata per fare la bella ragazza.
La Giliardi
Perchè non dice addirittura la cocotte?
Del Basso
Be'! Si spaventa della parola? la cocotte. Che c'è di male? Avrebbe fatto la onesta cocotte.... che ce n'è tanto bisogno! Invece no, si è tirata su a professoressa.
A Cappelli che ride canzonatorio.
Il signor conte qui che ride come se io fossi il suo buffone, doveva fare il conte e basta. Nossignore, anche lui professore, professore filodrammatico, professore tenorino che canta tre volte la settimana le sue romanze per uno stipendio che a fin di mese non gli basta per le sigarette!
Cappelli
calmo.
Anche per il caffè.
Del Basso
Perchè li bevi al castello dei Primasco.
Riprende.
Come per esempio, mi dite perchè ci dev'essere un Ginnasio a Salduggio?
Ripete il gesto dell'accetta.
Viaa!
Cappelli
sempre tranquillo.
Il Ginnasio, via; il professor Del Basso via; le cinque figliole del professor Del Basso, via; Salduggio, via: l'Italia....
Del Basso
ora calmo anche lui.
Nooo. Salduggio, dal momento che c'è, resti.
Cappelli
Del Basso
man mano torna ad accalorarsi.
Ma il Ginnasio, no. Quello non serve che ai signori Marchesi di Primasco che di generazione in generazione vengono a scaldarsi il di dietro sulle panche. E allora i signorini marchesini e le signorine marchesine vadano a Novara o a Cuneo o a Torino e non gravino sul bilancio dello Stato. Ma io mi vendico: gli scolari li mando tutti avanti, li promuovo tutti. Come dice Dante? — «Non ti curar di lor ma guarda e passa». — Io li passo tutti.
Cappelli
Io invece ne ho bocciati due.
La Giliardi
Io cinque.
Del Basso
con le mani nei capelli.
La Giliardi
Domandi al professor Serralunga, se erano da promuovere!
Del Basso
Serralunga?
urla.
E chi è Serralunga?
Cappelli
calmissimo.
Un ciuco.
Del Basso
esita.
È probabile. Comunque è un novizio, un cappellone, dunque un fanatico.
SCENA II.
Diodati — Del Basso — La Giliardi.
Diodati
che funziona da direttore, sessantenne, veneto; entrando.
Del Basso che urla: miracolo!
Saluti scambievoli. Diodati tocca, ma non si leva il cappello a cencio.
Buondì. Ho fissato lo scrutinio per domattina alle nove. Si va avanti più che si può, alle tre si riprende e si finisce in giornata.
A Cappelli.
Così, se tu vuoi andare a Torino.... Ci vai?
Cappelli
È probabile.
Si alza, e batte sulla spalla a Del Basso.
Ti porterò i gianduiotti. Per addolcirti la bocca.
Del Basso
Cioccolatini? Per me? Ci vuol altro! Non so: un taglio di arrosto per tutta la famiglia, una dozzina di calze per le bimbe, un ombrello per madama....
Diodati
Tu vuoi troppo, caro. E Serralunga?
La Giliardi
L'aspetto per classificare alcuni lavori.
Diodati
Simpatico giovane. È un buon acquisto per il nostro Ginnasio.
Del Basso
Quello lì? dura un anno scolastico.
Diodati
Non si può dire. Anche Cappelli, qui, credevo non sarebbe rimasto più d'un anno, e invece....
Del Basso
guardando prima Cappelli poi la Giliardi.
Bisognerebbe raccomandarsi alle donne.... Trovarne una disposta a fare all'amore col Serralunga....
Diodati
Che linguaccia!
Del Basso
Io?! Mettere un avviso che dicesse: «Cercasi bella giovane disposta concedersi professore scuole classiche, pelo nero, già combattente, decorato al valore: escludesi matrimonio».
Diodati
ridendo.
Che proprio si debba escludere....
Del Basso
Ah! senti. Non ce ne sono mica molti corbelli come me, che a Salduggio ci hanno fatto la cova! A meno che Serralunga non s'innamori qui della nostra giovane collega di francese....
La Giliardi
Lei si cheti.
Del Basso
Perchè? O che non ci starebbe a sposarlo? Dica la verità: non le parrebbe vero.
La Giliardi
enigmatica.
E se mai, che le importa?
Del Basso
O Dio, lo vorrei sapere per cominciare a mettere da parte i regali per il regalo di nozze.
La Giliardi
secca.
La dispenso. Lei è dispensato da tutto.
Diodati
No, sai; c'è prima il Burlandi.
Benevolo, quasi paterno alla Giliardi.
Vero, cara, che c'è prima il Burlandi?
Cappelli
interessandosi.
Quale Burlandi? Il padrone del Magazzino Americano?
Alla Giliardi.
Non mi aveva detto, non sapevo....
Diodati
Ma noi sappiamo. Abbiamo i nostri servizi segreti. Siamo o non siamo il capo dell'Istituto?
Cappelli
O senti: ho piacere.
Avvicinandosi alla Giliardi.
Si mangeranno questi confetti?
La Giliardi
Non si mangeranno.
Cappelli
Eppure! Farebbe male, sa. Il Burlandi è un uomo attivo, ha del suo, è senza impegni di famiglia....
Del Basso li guarda, si soffrega la barba e sogghigna.
La Giliardi
Lei è un bravo avvocato, ma la causa è già perduta. Gli ho già detto di no. E quando dico di no.... Lei lo sa.
Diodati
E si è rassegnato?
Sorridendo.
O.... o.... che un giorno o l'altro, quando lei passa per il corso lui non mi venga fuori.... pim.... pam.... prima a lei, poi a sè....
La Giliardi
ora ride.
Speriamo di no.
Diodati
Dovrei fare un lungo rapporto al Ministero....
Del Basso
Parli tu, Cappelli, sul feretro?...
La Giliardi
pronta.
Ma lei no, sa! Tutti meno che lei. Proibisco. Meglio un rospo.
Del Basso
sghignazza e si frega le mani.
To': ecco il Serralunga. Buon giorno.
SCENA III.
Detti — Serralunga — poi Il Bidello.
Marino Serralunga ha ventisette anni, figura diritta, capelli alti a spazzola, barbetta a punta, cappello e cravatta molli, vestito non a misura. Non segue la moda. Quando parla, anche per il modo, si avverte che è qualcuno, non del gregge. Sente di sè e non lo nasconde.
Marino
guarda attorno e quando vede Diodati.
Direttore, cercavo proprio di lei.
Agli altri.
Buongiorno.
Diodati
Buon dì, professore. Cosa c'è?
Marino
Ho da riferire e da chiedere.
Diodati si leva.
No, preferisco parlare davanti ai colleghi.
Diodati
risiede.
E allora dica: ascolto. Siedi, caro.
Marino
Dunque: iersera quando stavo per rientrare in casa, mi si è accompagnato il professor Cerettoni....
Del Basso
.... detto Francesco Ferruccio.
Intorno si ride.
Marino
s'interrompe.
Non capisco.
Diodati
Il professor Cerettoni.... non è un eroe. Ecco spiegato. Va' avanti, caro.
Marino
Il professor Cerettoni mi chiese delle prove d'esame in generale e in particolare di quelli dell'alunno Di Primasco. Gli dissi che il Di Primasco era tra i respinti.
Breve silenzio.
Del Basso
Conseguente fifa del professor Cerettoni.
Marino
a Del Basso.
Starei per dire di sì.
Volgendosi ora all'uno, ora all'altro.
Perchè prima storse la bocca, poi venne fuori con mozziconi di frasi prudenti ed ambigue, poi espresse più chiaramente il suo pensiero. Il ragazzo è figlio di un fratello del marchese — che è poco meno che il padrone di Salduggio — ha strappato il punto sufficiente per il passaggio allo scritto, ha meritato un quattro all'orale. Dice il professor Cerettoni: «Sarebbe il caso di portare quel quattro al sei. Il ragazzo può esser timido.... si può anche esser confuso.... bestia più, bestia meno, il mondo non casca. Invece a volersi mantener rigidi c'è da procurar fastidi a lei, direttore, a me....»
Del Basso
con la voce e col gesto.
Fifa, fifa....
Marino
Perchè — dice sempre il Cerettoni — se i Primasco sono potenti, anche la marchesa, figlia di un senatore influentissimo, principe romano, è poco meno che una sovrana. Case di nobiltà di vecchia data, crociate, benemerenze patriottiche e civili, elargizioni munifiche, eccetera, eccetera.
Si ferma.
Ho finito. Riferivo.
Diodati
Lei, caro professore, ascolti la sua coscienza. E basta! Non si occupi d'altro.
Marino
Diodati
E guardi che non andremo incontro al martirio nè lei, nè io. Il professor Cerettoni è un buon uomo, tanto caro, ma.... mi aiuti lei....
Del Basso
Ma soffre di fifa....
A Diodati.
Non volevi l'aiuto?
Diodati
sorride.
Insomma, non ci stia a badare. Domani in Consiglio legga i voti che ha creduto di assegnare al ragazzo e noi metteremo la sabbia.
Volgendosi attorno.
Potete dir voi se ho mai fatto pressioni per favorire uno piuttosto che un altro....
Il Bidello
entrando.
Signor direttore, c'è il padre dell'alunno Lanfranchi.
Diodati
si alza di premura.
Vengo vengo.
Il bidello esce.
Addio cari, ci vediamo.
Ed esce. C'è un breve silenzio.
SCENA IV.
Marino — Del Basso — La Giliardi — Cappelli.
Del Basso
Bravo Serralunga! Io sono per passarli tutti — lo dicevo adesso — ma quello lì hai fatto bene.
Cappelli
Se lo meritava, hai fatto benissimo. Ma non era il caso che tu riferissi il discorso Cerettoni: pressioni da parte dei Primasco non ne hai avuto.
Del Basso
Verranno.
Cappelli
Se fossero venute, allora sì.
Marino
Ho voluto sùbito mettere in chiaro e a posto.
Cappelli
Per lo meno hai anticipato. Parevi San Giorgio che parte lancia in resta contro il drago. E il drago non c'è.
Del Basso
canzonatorio.