MOMENTI LIRICHE
SIBILLA ALERAMO
MOMENTI
LIRICHE
FIRENZE
R. BEMPORAD & FIGLIO, EDITORI
MCMXXI
proprietà letteraria degli editori R. Bemporad & Figlio
I diritti di riproduzione e traduzione son riservati per tutti i paesi, compresi la Svezia, la Norvegia e l'Olanda
Copyright 1920 by R. Bemporad & F.o
279.920 — Firenze, Tipografia “L'Arte della Stampa”, Successori Landi
AL MITO DI LIBERTÀ
DEVE
QUESTI MOMENTI DI CANTO
LA SUA FEDELE
❋
RITMO
Ritrovata adolescenza,
gioia del colore,
occhi verdi di sole sul greto,
scheggiato turchese immenso de l'onde,
biondezza di cirri e di rupi,
rosea gioia di tetti,
colore, ritmo,
come una bianconera rondine
l'anima ti solca.
❦
O FIORE....
Sul mare tanto azzurro che par bianco,
che par questo mio bianco stellato vestito,
tu viaggi verso l'isola, viaggi verso me,
giungerai che ancor non sarà sera,
o fiore, o colore, o ardore,
sul mare ancor tutto soave mi protenderò,
e t'avrò fra le braccia
che crederai proseguire con la dolce nave
ancora ancora in eternità d'azzurro.
❦
SALIRÀ PER L'ORTO.
Salirà per l'orto,
spiccherà passando un boccio di granato,
entrerà,
il mare dalla terrazza negli occhi gli vedrò,
le sue pupille alla stanza si volgeranno,
un altro sguardo d'acqua e di cielo
presso un fascio di fior di mirto scorgeranno,
alle sue e alle mie un altro specchio,
oh Shelley che sarai con noi,
effigie tutelare alla nostra ricchezza,
alle ricche vene delle nostre giornate,
al gaudio candido al pianto chiaro....
❦
LA ROSA.
Eccoci!
Facci posto,
oh sole!
A noi due
e ad una rosa.
Fra il mio seno
e il petto forte che amo,
sta una rosa,
sola.
Oh sole,
la rosa vuol morire,
e noi
vogliam la sua agonia
tutta con nostra gioia
consacrare.
Facci posto!
Ecco,
insieme avvinti,
che la rosa non cada,
guizziamo nella tua zona,
nudilunghi,
a terra,
avvinghiati,
e la rosa
non ti sente,
ma noi
ma noi
da te percorsi
meravigliamo
come una lunga landa
che il tuo raggio
mai prima
conosciuto avesse.
Interi ci percorri,
solo la rosa
non ti sente,
fra il madore del mio seno
e il calore dolce
del petto che amo.
Grande aperta rosea,
si sente morire,
si sente felice,
si sfoglia,
ogni foglia
rorida molle,
vagola,
ci bacia,
premuta,
bruciata,
oh sole che ci accogli!
❦
IL TUO SORRISO.
Il tuo sorriso....
Vibrazione che aduna la vita
e la sconfina.
C'è il tuo genio nel tuo sorriso.
Sapienza implacabile,
dominio e sdegno,
a fiore d'un occulto vortice
ritmo di fantasia iridescente....
Il tuo sorriso....
Sottile soffusa ombra canora
su la chiarezza silenziosa
del fermo volto.
O gagliardo,
amo il tuo sorriso,
che ti esprime oltre il tuo stesso volere,
balenante segno
della vita che in visione trascendi,
amo il tuo sorriso,
malizia di fanciulla
e magia d'eroe,
il tuo sorriso dove
a fiore d'un occulto vortice
smaglia e canta,
soffusa di danzante ombra,
la tua forza....
La tua forza.
Vibri, e altro non chiedi.
Attingi e varchi la vita
col tuo sorriso,
fantasticamente vi dissolvi
il dolore noto e la gioia ignota,
in un brivido che t'allaccia
al cuor del mondo.
C'è il tuo genio nel tuo sorriso.
❦
FAUNO.
Lontane dal mondo,
quercie,
rade nel sole d'agosto
acque fra sassi,
lontane dal tempo,
e tu
dorato ridi,
tu alla bianca mia spalla,
tu alla verginea sua musica,
gioia dagli occhi ridi.
❦
NUDA NEL SOLE.
Nuda nel sole
per te che dipingi sto immobile,
il seno soltanto ritmando
la vita gagliarda del cuore.
Come un cielo soave d'aurora
è per te questa mia forma lucente,
un prato un'acqua una solitaria fiorita di petali,
tralci di vigna in festività.
E adori, e fervente le dolci dita
su la tela conduci.
Nuda nel sole ed immobile,
frammento di natura,
ti miro orante ed oprante.
Da te invasa da te riassorbita,
sei tu che mi divinizzi
o la mia divinità è che ti crea,
artista, arte, spirito?
Tacitamente il seno respira.
❦
❋ ❋
SON TANTO BRAVA.
Son tanto brava lungo il giorno.
Comprendo, accetto, non piango.
Quasi imparo ad aver orgoglio quasi fossi un uomo.
Ma, al primo brivido di viola in cielo
ogni diurno sostegno dispare.
Tu mi sospiri lontano: «Sera, sera dolce e mia!»
Sembrami d'aver fra le dita la stanchezza di tutta la terra.
Non son più che sguardo, sguardo sperduto, e vene.
❦
DOLCE SANGUE.
Dolce dolce sangue
ne le vene mi langue.
Oh vigor lontano,
se vieni di delizia vi gemi!
Se vieni e mi premi,
oh vigor lontano,
se il grembo m'irrori che langue,
dolce dolce sangue!
❦
DISTESA SU UN FIANCO.
Sono distesa su un fianco;
sotto la mia gola le mie mani congiunte,
le dita ardenti dell'una nel cavo ardente dell'altra,
gli occhi chiusi, i denti serrati.
Non c'è nella stanza un orecchio
a cui io possa dettare parole senza muovermi,
senza strapparmi da questo rogo?
Una mano ignara di bimba o di centenaria:
qualcuno che non conobbe mai questo tormento
o l'abbia per sempre dimenticato;
e possa scrivere senza tremare
le parole che mi gorgogliano nella gola
ardenti più delle mie mani congiunte;
e non sappia comprendere
e non soffra
non soffra per me, non soffra per sè.
❦
BRUCIO LA MIA VITA.
S'io mi muovo, s'io mi sollevo,
tutto svanisce, tutto s'aggela.
Ma s'io resto così distesa,
gli occhi chiusi, le labbra aureolate di brace,
l'ardore della mia palma sul battito della mia gola,
io brucio la mia vita, brucio la mia vita,
il mio sangue si consuma nelle mie vene,
io sento che si consuma
solo nel ricordo d'un altro sangue,
d'una voluttà data e provata,
dell'amore lontano
che forse non ritroverò.
❦
STO PER FRANGERMI.
Sto per frangermi —
tanta onda ho vinto! —
tu alla fatica enorme mi segni un limite
ma come uno scoglio —
tanta onda a te m'ha gettata!
Sto per frangermi,
tu lasci che m'afferri al limite che mi segni,
ma come alla morte....
Contro a te m'abbatto,
spezzami il cuore e la fronte,
sii la morte poi che sei così forte!
Ma se solo a svenire
solo per poi rinvenire
tanta onda a te m'ha gettata,
se la morte non sei,
amore, erto amore,
quali lontananze vedi, se ti volgi?
Mare aperto,
oro levante sul mare forse?
Sto per frangermi,
tanta onda ho vinto,
contro a te m'abbatto,
erto amore, contro a te.
❦
MORTE, M'HAI SENTITA?
Morte, m'hai sentita?
Nella notte ti ho invocata,
piangendo
e fors'anche ridendo
per sedurti t'ho chiamata,
ultima luce,
speranza di due braccia accoglienti,
un nome ancora da invocare,
morte, madre, sorella, amata,
una che mi prenda, una che mi voglia....
Ed eri lontana.
Bianca e bella s'io ti pensavo su altri reclina,
s'io t'imaginavo intenta a baciar altri,
altri certo non più di me dolenti,
oppur creature felici,
morte, m'hai sentita s'anche non sei accorsa?
Nessuno certo t'implorava quanto me,
o cara quanto fu cara la vita,
e tu chi sceglievi in vece mia?
Ma forse,
forse da lontano hai trasalito....
E ora non ti chiamo più.
Stormi mi ventano dietro la fronte,
aliante mondo inespresso del mio pensiero,
parole che furono visioni e ch'io ancora non dissi,
amore che tutti comprende i ruinati amori
e li risolleva....