The Project Gutenberg eBook, La promessa sposa di Lammermoor, Tomo I (of 3), by Sir Walter Scott, Translated by Gaetano Barbieri
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La Promessa Sposa di Lammermoor Pag. 67. Tom. 1
F. Tozzi dis. I. Salucci
La Vita del padre, e quella della figlia pareano sul punto di essere sagrificate al furore del Toro.
LA PROMESSA SPOSA
DI
LAMMERMOOR
O NUOVI RACCONTI DEL MIO OSTIERE
RACCOLTI E PUBBLICATI
DA JEDEDIAH CLEISHBOTHAM
MAESTRO DI SCUOLA, E SAGRESTANO
DELLA PARROCCHIA DI GANDERCLEUGH
VOLGARIZZATI
DAL PROFESSORE
GAETANO BARBIERI
TOMO I.
FIRENZE
TIPOGRAFIA COEN E COMP.
MDCCCXXVI.
INDICE
[Gli Editori]
[Capitolo Primo.]
[Capitolo II.]
[Capitolo III.]
[Capitolo IV.]
[Capitolo V.]
[Capitolo VI.]
[Capitolo VII.]
[Capitolo VIII.]
[Capitolo IX.]
GLI EDITORI
Il generale entusiasmo con cui vennero accolti gli scritti del celebre romanziere della Scozia mostrano bene che s'ingannavan coloro che proscriveano i romanzi indistintamente.
Questa voce romanzo, che suonava nella sua origine, scritto leggiadro e sensibile degenerata pe' mali scrittori in significato di sentimentale esagerazione divenne sotto Walter Scott quello di descrizione vera e caratteristica delle comuni passioni, ed ecco la cagione unica dell'incontro che ebbero le opere di questo scrittore.
Varii sono i buoni romanzi, pochi i mediocri; ma niuno ve ne ha che esser possa come romanzo anteposto a quelli di cui ora siamo per dare la completa edizione.
Modellò Walter Scott i suoi personaggi dalla natura medesima; le loro avventure suonano tutte del naturale andamento delle loro operazioni, le loro angustie sono le vere figlie delle passioni, onde sono commentati, i piaceri; le pene, le traversie, le ansietà vestono tutte il vero carattere della natura, ed ogni lettore è costretto a dire, io pure in pari caso avrei fatto lo stesso; se in qualche parte si discostò dalla storica verità è questa una licenza ad ogni poeta permessa, molto più al romanziere.
Ma la verità de' caratteri, la viva pittura delle passioni, la naturalezza degli avvenimenti tutto costituisce questo autore pel primo nel suo genere, e forse per l'ultimo, giacchè può agl'ingegni peregrini ed originali applicarci quel celebre detto del Ghibellino.
Natura il fece e poi ruppe la stampa.
Affidati a questa opinione ci siamo prefissi di dare un'edizione completa delle opere dell'autore medesimo da colta penna in italiano tradotte, avvisandoci non senza ragione che ci sapranno i nostri compatriotti buon grado di aver loro facilitato la lettura di opere che portano al tempo stesso ad appagare lo spirito e il cuore.
LA PROMESSA SPOSA
DI
LAMMERMOOR
CAPITOLO PRIMO.
„ Sol per metade trionfossi. — A terra
„ Cadde il nemico, è ver; ma più feroce,
„ Se di risorger dalla polve il destro
„ Gli concediam, rinoverà l'assalto. „
Shakespeare.
In una gola delle montagne che fiancheggiano le fertili pianure del Lothian orientale, innalzavasi nell'età scorsa un ragguardevole castello, del quale oggidì non si scorgono che le rovine, ed è chiamato Ravenswood; nome che era pur quello della famiglia de' proprietarj del luogo, antichissimi e bellicosi, e un dì possenti baroni, congiunti per parentela ai Douglas, agli Hume, agli Swinton, agli Hays, e alle famiglie più distinte di quelle vicinanze. La storia de' ridetti baroni e delle illustri lor geste, commemorata negli Annali della Scozia, si confondea spesse volte colla storia medesima di questo reame. Il castello di Ravenswood tenea, e può dirsi quasi, signoreggiava una valle che disgiunge la contea di Berwick, o il paese di Merse, come chiamavasi un giorno la parte di Scozia situata a scilocco, ed il Lothian; onde essendo fra le piazze rilevanti in tempo così di guerre cogli stranieri, come di civili discordie, fu spesse volte soggetto a vigorosi assedj e ostinatamente difeso, per lo che assicurò una sede onorevole nella storia ai suoi possessori.
Ma non essendovi in questo sublunare globo cosa che sia immune da cambiamenti, le proprie vicende ancora avea sofferte la casa di Ravenswood, che scese in singolar modo dall'antico splendore verso la metà del secolo decimosettimo; epoca di quella politica vicissitudine, per cui Giacomo II perdè il trono della Gran Brettagna. Allora l'ultimo proprietario del castello di Ravenswood si vide costretto ad alienare l'antica signoria de' suoi maggiori per ritirarsi in una solitaria torre, che, sorgendo sulla sterile costa situata fra Saint-Abs-Head e il villaggio di Eyemouth, dominava l'Oceano germanico, i cui flutti così sovente agitati dalle tempeste, andavano contro le mura di questa torre ad infrangersi. I dominj che ricigneano il nuovo soggiorno del Lord caduto in bassa fortuna, stavansi in alcuni pascoli di scadente qualità, ed era pur quanto di tutto l'avito patrimonio gli rimanea.
Il ridetto lord non seppe piegar lo spirito alla cambiata sua condizione, e nella guerra civile del 1689, avendo parteggiato per la fazione più debole, benchè non venissero pronunziate contr'esso nè sentenza capitale, nè confiscazione di beni, fu però privato delle prerogative e de' titoli di nobiltà, onde, sol per un riguardo di cortesia, continuava a chiamarlo milord chi in colloquj col medesimo s'intertenea.
S'ei non era l'erede de' possedimenti dei suoi maggiori, ne avea del certo mantenuto tutto l'orgoglio, e l'indole turbolenta; e nudriva mortale astio contra un certo tale da cui credea derivategli tutte le sventure di sua famiglia. Era questi l'uomo medesimo divenuto in quei giorni proprietario del castello di Ravenswood e delle sue pertenenze, che il vero rappresentante della famiglia Ravenswood dovè, costretto dal bisogno, cedere ad altri. Il novello possessore non contando aviti fasti, quanti i possessori antichi potean vantarne, dovea solamente alle ultime guerre civili la propria fortuna e la prevalenza di cui nelle cose dello Stato godea. Incamminatosi nella via forense sin dalla prima giovinezza, s'innalzò ad eminenti cariche nella magistratura, e avea fama d'uom tale che sapesse pescare assai bene in acqua torbida profittando delle fazioni che teneano il regno in trambusto; nella qual cosa potea meglio riuscire in un paese, come la Scozia, posto sotto il governo di una autorità delegata. Gli si attribuiva parimente tutta l'accortezza necessaria ad ammassare considerabili ricchezze in mezzo alle rovine degli altri, e ad aumentare per tutte le possibili vie il nuovo retaggio di cui sapeva apprezzar l'importanza, e valersene per dilatare l'acquistata preponderanza politica.
Un personaggio fornito di tali abilità, a cui non mancavano vie per porle in opera, era un formidabil nemico per un uomo impetuoso e imprudente qual mostravasi Ravenswood. Se avesse, o no, prestati legittimi motivi ad una tal nimistà, era un punto tuttavia contestato. Chi sostenea che la mala intelligenza tra esso e l'antico padrone del feudo avesse per sola cagione l'animo vendicativo e astioso dello stesso Ravenswood, il quale non sapesse comportare che i dominj e il castello de' suoi maggiori fossero passati fra le mani d'un altro, benchè, i fautori di tale opinione aggiugneano, una vendita giusta e legittima avesse dato luogo a tal cambiamento di possessori. Ma la maggior parte del pubblico, composta di gente altrettanto proclive a denigrar la fama del ricco lontano, quanto ad adularlo presente, portava un giudizio assai più favorevole al vecchio Ravenswood. Dicevano che il lord Cancelliere (ser Guglielmo Asthon a questa distintissima dignità era pervenuto) diceano che il lord Cancelliere, prima di divenire assoluto padrone del dominio di Ravenswood, aveva avuto vistosi negozj d'interesse coll'antico feudatario; poi metteano in problema (ma all'orecchio un dell'altro, e non attentandosi a scioglierlo) a qual delle due parti, trattandosi di affari d'interesse tanto implicati, dovessero aver fruttato meglio i negozj, se all'abile politico e giureconsulto, cui inoltre la natura aveva fatto dono di un imperturbabile sangue freddo, o se all'uomo impetuoso e imprudente che parea nato fatto per correre a chius'occhi in quanti trabocchelli la malizia avesse stimato bene di preparargli.
Lo stato de' pubblici affari rendeva anche meno inverisimili tali sospetti. In illo tempore non erat rex super Israel. Dopo che Giacomo VI per aggiugnere al suo capo la più ricca e potente corona dell'Inghilterra, avea in questo regno trasferita la sua dimora, si erano manifestate diverse opposte fazioni fra i primarj Nobili della Scozia, che a vicenda dominavano da sovrani il lor paese; e questa vicenda di sovranità dipendea dal buon esito delle sorde pratiche, or dall'uno, or dall'altro di loro adoperate presso la corte di S. James per farsi delegare l'autorità del monarca. I mali derivanti da un tale sistema di governo poteano assomigliarsi a quelli che affliggono i contadini d'Irlanda, coltivatori di fondi, ove non soggiornano i proprietarj, e soggetti quindi all'arbitrio d'interessati fattori. Laonde fra le persone a mano a mano depositarie dell'autorità generale, non se ne vedea mai una, i cui interessi colla popolazione le fossero comuni, o alla quale l'uomo oppresso da una tirannide subalterna potesse appellarsi per ottenere grazia, o giustizia. Comunque indolente e parziale a se stesso, comunque proclive ad atti arbitrarj possa dimostrarsi il principe in una temperata monarchia, i vantaggi di lui sono sì evidentemente collegati con quelli dei sudditi, e le sinistre conseguenze che deriverebbero da un abuso di autorità, sì chiare ed inevitabili, che non abbisogna di trascendente politica, o di straordinario ingegno per avvedersi, come un'eguale distribuzione della giustizia sia ad un tempo il più saldo sostegno del trono. Per tal motivo, quegli stessi principi che tirannicamente si comportarono e tutti i diritti arrogaronsi, generalmente parlando, furono rigidissimi nell'amministrar la giustizia, tutte le volte che o le private passioni, o la necessità di mantenersi in quella possanza, dal cammin retto non li distolsero.
Ma altrimenti è la cosa là dove i poteri della sovranità vengono delegati al capo di una fazione aristocratica, che vede, nel capo della fazione opposta alla sua, un rivale sollecito ad ogn'istante d'impacciarlo e superarlo nell'arringo dell'ambizione. Quasi per necessità, questi adopera il tempo dei suoi labili e pericolosi godimenti a farsi partigiani, a dilatare la sua preponderanza, ad opprimere e mettere fuor di battaglia i nemici. Persino Aboul-Hassan[1], il più disinteressato di tutti i vicerè, non dimenticò, nel suo califfato di un giorno, d'inviare alla propria famiglia un donativo di mille piastre d'oro. Delle stesse vie per ricompensare i lor partigiani si valsero, nei tempi di cui favelliamo, i governanti della Scozia, debitori della propria possanza a quella della fazione alla quale servivano.
Soprattutto l'amministrazione della giustizia da questa schifosa parzialità vedeasi viziata. Eravi appena un affare di qualche entità, nel definire il quale i giudici non sentissero il predominio di personali riguardi; e sapean sì poco resistere alla tentazione di far servire a questi riguardi i proprj impieghi, che a que' giorni correa, generalmente, quanto scandalosamente in proverbio Dimmi chi move la lite, e io ti dirò chi ha ragione. Questo genere di prevaricazione ne conduceva un altro d'indole ancora più odievole. Quel giudice, che in più circostanze, avea date prove di valersi della carica o per favorire un amico, o per nuocere ad un avversario, e che le sentenze fondava unicamente sulla base delle sue massime politiche e de' suoi vincoli di amicizia, o di parentela, potea, senza commettersi un giudizio troppo temerario, essere creduto non inaccessibile a motivi di un interesse più sordido; laonde si pensò che la borsa dell'uomo facoltoso, cadendo più d'una volta sulla bilancia della giustizia, facesse pesar meno le ragioni del povero, dalla nuda equità invigorite soltanto: e a questa opinione aggiugnevano fondamento i cherci del tempio di Temi, che al certo non mostravano faccia tosta a chi cercava corromperli. E sacchetti di danaro, e vasellami d'argento venivano spediti agl'impiegati regj a fine di ottenere le conclusioni che si desideravano, nè si avea tampoco il pudore, osserva uno scrittore contemporaneo, di coprire col velo del mistero pratiche così indegne.
In simili tempi, non potea dirsi un mancare affatto alla carità il supporre che un uomo di Stato, vissuto sempre fra i tribunali, membro possente di una fazione vittoriosa, avesse immaginati e posti in uso diversi stratagemmi opportuni a sopraffare un avversario men abile e caduto in disgrazia. E que' medesimi ancora, i quali, giudicando più indulgentemente ser Guglielmo Asthon, ne avessero supposta la coscienza così timorata da sentire avversione a vantaggi venutigli per tal via, non si mostravano ritrosi a credere che l'ambizione del medesimo e la sete, in esso continua, di aumentare il suo credito e il suo patrimonio, trovassero fortissimi stimoli nelle giornaliere esortazioni di una moglie, indubitatamente meno scrupolosa di lui.
Lady Asthon discendeva da una famiglia più distinta di quella del nostro lord Cancelliere, circostanza che ella non mai trascurò, all'uopo di mantenere e di accrescere il predominio del marito sugli altri, e il proprio sopra il marito; tal era almeno l'opinione generale, e, a quanto credesi, ben fondata. Cotesta donna, già stata bella, conservava tuttavia un portamento nobile e dignitoso. Avendo sortito e ingegno, e violente passioni dalla natura, imparò dall'esperienza a giovarsi di quello per nascondere queste, poichè moderare non le sapea. Scrupolosa e severa nell'osservare le forme, almeno esterne, della religione; splendida, ed anche ostentatamente, nell'adempire gli atti di ospitalità; con un tuono e modi gravi, nobilmente imponenti, e sottomessi alle più strette regole dell'etichetta, si conformava ai modelli più usitati in quei dì nella Scozia; e quanto alla fama del suo pudor matronale, nemmeno un alito di calunnia avea tentato appannarla. Pure, a malgrado di tante belle prerogative atte a conciliarle rispetto, rare volte parlavasi con sentimento d'affezione di lady Asthon. L'interesse per la sua famiglia, se non era per lei medesima, si manifestava con troppa evidenza qual motivo impellente delle sue azioni, perchè il pubblico, inclinato anzichè no a malignare, non se ne accorgesse, o si lasciasse abbagliare da esterne apparenze. Ognun vedeva, ognun capiva, che in tutti i complimenti, in mezzo agli atti della più gentile urbanità, la nostra matrona non si distogliea dal suo scopo più di quanto se ne distolga il falco che, adocchiata la preda, le va girando intorno pel vano dell'aere; d'onde avveniva che le persone eguali a lei ne riceveano le cortesie con un sentimento di esitazione confinante assai col sospetto, e gl'inferiori, non meno incerti de' primi, sentivano inoltre una tal quale impressione di timore; impressione utilissima per vero dire ai fini della Milady, siccome un mallevadore della compiacenza servile con cui queste persone sarebbero state pronte a secondarla nelle sue brame, o, a dir meglio, della implicita obbedienza che ad ogni suo comando avrebbero prestata. Ma questa impressione medesima ch'ella destava, le era sott'altro aspetto pregiudicevole, perchè inconciliabile co' sentimenti della stima e dell'amicizia.
Lo stesso marito, sull'animo del quale per ingegno e accortezza ella si era acquistato tanto potere, la vedea un po' più, dicesi, coll'occhio di chi rispetta e paventa che di marito affezionato per tenerezza. Evvi pur taluno che pretende esservi stati certi momenti in cui gli sembrò che l'onore di un tal parentado, acquistato a prezzo di domestica schiavitù, fosse troppo caramente pagato. Questo però era meramente un sospetto, anche difficile da verificarsi, perchè lady Asthon, gelosa delle convenienze del marito, quanto delle proprie, non ignorava ch'egli avrebbe fatto cattiva comparsa agli occhi del pubblico col farsi vedere lo schiavo della moglie. Quindi in tutte le circostanze, citava l'opinione del consorte, siccome infallibile, e portava al giudizio di lui ogni appellazione, e lo ascoltava con quell'aria di deferenza addicevole ad una sommessa moglie verso un marito insigne per grado e carattere, qual si era il lord Cancelliere. Ma in mezzo a tutta questa armonia, eravi qualche cantino che sonava falso e scordato; onde a coloro che esaminavano la felice coppia con occhi più attenti, e fors'anche maligni, parea cosa chiara, che la moglie, altera per indole, superba della sua nascita, e nonostante divorata da una sete insaziabile di maggiore ingrandimento, guardasse il marito alquanto dall'alto al basso; e che nel marito maggiori dell'amore e dell'ammirazione fossero il timore e il rispetto verso la moglie.
Nondimeno, lo scopo delle brame di ser Guglielmo e di lady Asthon essendo il medesimo, non mancavano di adoperarsi, di concerto, se affettuosamente non era, per giungervi, e di mostrarsi scambievolmente quei riguardi ch'entrambi vedeano necessarj a cattivarsi il rispetto del pubblico.
Di molta prole che aveano avuta, rimaneano loro solamente tre figli. Il primogenito, nel tempo di cui scriviamo, viaggiava sul Continente. Veniva indi una giovine pervenuta al diciassettesimo anno, e per ultimo un giovinetto di quattordici anni, che rimanea co' suoi parenti a Edimburgo nel tempo dell'adunata del Parlamento e del Consiglio privato, e il resto dell'anno nel castello gotico di Ravenswood, che ser Guglielmo aveva arricchito di nuovi edifizj fabbricati secondo il gusto architettonico del secolo decimosettimo.
Allano, lord Ravenswood, antico proprietario di questo antico edifizio e dei dominj considerabili che ne dipendeano, durò a lungo nel fare una inutile guerra al suo successore, traendolo a mano a mano con varie liti dinanzi a tutti i tribunali della Scozia, ove furono ventilati e tornati a ventilare tutti i punti di contestazione dipendenti dai lunghi e implicati negozj che le due parti avevano avuti insieme, e sempre giudicati, secondo il costume d'allora, a favore del litigante più ricco e più accreditato. La morte sola, citando al supremo di tutti quanti i tribunali lord Ravenswood, pose termine a tal sequela di liti. Aveva Allano trascorsa fra continue inquietudini la sua vita, quando improvvisamente ne ruppe il filo un impeto d'impotente furore, cui si abbandonò nell'udire il cattivo successo dell'ultima fra le liti mosse al suo potente avversario, raccomandata forse meglio ai principj di equità naturale, che ad un chiaro testo di legge. Il figlio unico di Allano Ravenswood accolse gli estremi aneliti del padre moribondo e gli ultimi accenti, che furono maledizioni mandate all'avversario, e quasi trasmesse qual legato di vendetta all'erede, in cui la sete di ottenerla (oltrechè questa passione può dirsi vizio dominante del carattere scozzese) da diverse altre circostanze venne aumentata.
In una mattina di novembre, nell'ora in cui le rocce sovrastanti all'Oceano appaiono tuttavia di vapori folti coperte, le porte della vecchia torre cadente in rovina, ove lord Ravenswood avea passati gli ultimi anni della sua vita si spalancarono per dare uscita alle spoglie mortali del defunto, che venivano trasportate al luogo ultimo di lor dimora, dimora ancor più tetra e squallida dell'antica. Le pompe cui da tanto tempo era divenuto peregrino quel Lord nell'atto di congedarlo per sempre all'obblio, ricomparvero, ma a guisa di lampo.
Un grande numero di bandiere, su cui stavano effigiate le armi e le imprese di quest'antica famiglia, e di tant'altre alle quali era congiunta di sangue, vedeansi dispiegate, e si seguivano in funebre processione passando sotto l'arco della porta che conducea fuor della torre. Tutta la Nobiltà del paese, imparentatasi da più secoli co' Ravenswood, vi si era assembrata per prestare gli estremi onori al defunto; vestiti di gramaglia e in lunga cavalcata, marciavano lentamente, siccome è l'uso in una cerimonia tanto solenne, e ne regolavano il passo i lenti e lugubri squilli delle trombe che di velo nero parimente eran coperte. Immensa folla d'abitanti dei dintorni, di ogni età e sesso, formavano il retroguardo, e sì lunga era la fila, che appena gli ultimi uscivano dalla porta della torre, quando i primi trovavansi all'ingresso della cappella, entro cui i defunti della casa di Ravenswood solevano esser sepolti.
Contro l'uso, ed anche contro il testo della legge, stava a ricevere la comitiva un ecclesiastico inglese in cotta, e preparavasi a celebrare le esequie al defunto giusta il rito anglicano. Tale brama negli estremi del viver suo aveva manifestata lord Ravenswood, e la fazione de' Tori o Cavalieri, come ostentatamente nomavansi, composta in gran parte di amici e partigiani del Lord, erasi di tutto buon grado prestata a secondarla, anche per fare uno sfregio alla parte degli antagonisti. Ma la Chiesa presbiteriana avvertita della cerimonia che stava per celebrarsi, e riguardandola come insulto alla propria autorità, si era volta al lord cancelliere perchè a ciò mettesse l'ostacolo d'un suo comando. Laonde, quando il prete apriva il suo rituale, un ufiziale di giustizia seguito da alcuni armigeri gl'intimò la proibizione di procedere oltre.
Il quale insulto commosse ad indegnazione tutta quella assemblea, e soprattutto il figlio del defunto, Edgardo, giovine di circa venti anni, comunemente nomato il Sere di Ravenswood. Portata la mano all'elsa della sciabola, disse all'ecclesiastico di continuare ad ufiziare senza scompigliarsi, e al messo della Giustizia di badar bene che non gli tornasse una seconda volta il prurito d'interrompere quella funzione. Volea insister l'altro adducendo l'obbligazione sua di adempiere gli ordini ricevuti; ma cento sciabole che, sguainate nel medesimo tempo gli scintillarono agli occhi, lo fecero accorto della necessità di limitare ogni suo atto ad una protesta contro l'atto di violenza, per cui gli era impedito eseguire le proprie incumbenze; e rimase spettatore della cerimonia funebre che era venuto quivi per disturbare; ma il contegno cupo e minaccevole che egli mantenne, sembrava dire: „ incauti, maledirete il giorno che usaste meco in tal guisa! „
Perchè questa scena non ebbe ella il pennello di un abile artista che la ritraesse? Sotto le volte di quella casa della morte, il prete spaventato dallo spettacolo che gli stava dinanzi gli occhi, e tremebondo per la propria sicurezza, leggeva, in fretta e di mala voglia, le solenni preci della Chiesa. Schierati intorno di esso e silenziosi i parenti del morto, davano a divedere più disdegno che duolo, e quelle loro sciabole sollevate faceano un bizzarro chiaroscuro alle gramaglie che le coprivano. Unicamente ne' lineamenti del giovane scorgeasi che il risentimento cedeva alcun poco all'intenso affanno di vedere il più prossimo di tutti i congiunti, quasi il solo degli amici che avesse, in atto di entrar nella tomba de' suoi maggiori.
Anzi un de' parenti lo vide impallidire oltre misura, quando finita la cerimonia, fu ora di calar entro la fossa la bara, di cui Edgardo, come più prossimo consanguineo, dovea sostenere un canto, giusta l'uso che prevalea nella Scozia. Avvicinatosi al giovane questo parente, gli si offerse per adempiere invece di lui un uffizio così penoso e lagrimevole. Ma con un tacito gesto avendolo Ravenswood ringraziato, compì con fermezza l'estremo dovere che il filial rispetto imponeagli. Collocata sul sepolcro la lapide, venne chiusa la porta della mortuaria cappella, e consegnatane la pesante chiave ad Edgardo.
Nell'uscirne questi, si fermò sui gradini, volgendo tali detti agli amici: „ Signori, voi avete tributati gli ultimi ufizj al morto vostro parente in una guisa poco ordinaria. Que' funebri onori che in tutti gli altri paesi concedonsi al più oscuro fra i cittadini, sarebbero stati negati quest'oggi al cadavere del vostro congiunto, non uscito certamente da una delle ultime famiglie scozzesi, se il vostro coraggio non gli avesse al medesimo assicurati. Gli altri seppelliscono i loro morti in un silenzio rispettoso, e nei loro volti scorgonsi soltanto il cordoglio e le lagrime; noi invece, noi abbiamo veduto i nostri funerei riti disturbati dalla presenza degli ufiziali di giustizia e della forza armata. Il dolore che dovevamo alla memoria del personaggio compianto, ha fatto luogo al sentimento di un giusto sdegno. Ma io so bene da qual turcasso venne la freccia che ne ha trafitti. L'uomo solo che scavò la tomba a mio padre, ha potuto volerne disturbare le esequie; e Dio mi gastighi, se io non vendico, sopra questo uomo e sopra la sua casa, le persecuzioni e le calamità che sopra la mia famiglia ha condotte! „
La maggior parte de' circostanti applaudirono questo discorso, come la verace espressione di un giusto risentimento; ma alcuni altri di più fredda indole, e più avvezzi a calcolare, si dolsero perfino che l'erede di Ravenswood avesse parlato in tal guisa. Essendo egli troppo debole per affrontare palesemente ser Guglielmo, temettero che tali inconsiderate parole cambiassero il segreto rancore del secondo in un'aperta nimistà. Ciò nonostante gli effetti, almeno immediati, non giustificarono i lor timori.
Tornò alla torre il corteggio, per bere copiosamente ad onore del morto; costume sol da poco in qua abolito nella Scozia. La casa del dolore divenne teatro di gioie convivali, e rintronò dello strepito dell'ebbrezza per ogni banda; laonde l'erede dell'uomo le cui ceneri si onoravano in modo sì stravagante, spese a ciò oltre a due anni di rendita del suo misero patrimonio. Ma tale era l'uso; e il non uniformarvisi sarebbe stato un contrassegno di poco rispetto alla memoria del defunto, e di poco riguardo agli amici che gli sopravvivevano.
Erasi adunque apparecchiato un banchetto splendido più di quanto lo comportasse lo stato del nuovo rappresentante dei Ravenswood. Dispensavasi senza parsimonia il vino sulla mensa, che nel salone della torre fu imbandita pei parenti e per gli amici del morto. L'ala e il porter si traccanavano in cucina dai contadini del fondo; intanto che in mezzo al cortile sgorgava dalle botti la mezza birra per contentare il rimanente del volgo. Non andò guari che tutte quelle teste entrarono in effervescenza, tranne quella del Sere di Ravenswood, che così persistevasi a nominarlo ad onta del decreto che come reo di Stato digradò il padre suo. Avendo egli solo serbata la calma della ragione, inumidiva appena il labbro alla tazza del convito nel passarla in giro agli altri che la votavano e riempievano prestamente, pronunziando mille imprecazioni contra il lord Cancelliere, e mille proteste di affezione al giovine Sere e alla sua famiglia. Egli le ascoltò taciturno e con cupo e pensieroso contegno, riguardandole giudiziosamente come figlie dell'entusiasmo, nè fatte per durare più lungamente di quelle leggieri bolle che s'innalzano all'orlo del nappo, quando vi si versa un liquore spiritoso, o permanenti tutt'al più quanto il fervor delle menti che i fumi del vino aveano prodotto.
Votato l'ultimo fiasco, i convitati salutarono il nuovo proprietario della torre, rinovandogli vive proteste d'amicizia che alla domane avrebbero dimenticate: se pur non vi fu taluno tra coloro che ne largheggiarono, il quale trovasse necessario alla propria sicurezza il ritrattarle in solennissima forma il dì successivo.
Ravenswood, dopo aver ricevuti tali congedi con un sentimento di sprezzo che potè appena nascondere, vide finalmente la sua torre liberata da questa turba di ospiti, la maggior parte allettati dalla speranza d'un buon banchetto, anzichè da desiderio di dar prova del loro riguardo verso il defunto, e ritornando nel salone del convito, gli parve doppiamente deserto, a motivo del silenzio che era succeduto al tumulto regnatovi fino allora. Ma si empiè invece di fantasmi che l'immaginazione di Ravenswood non fu tarda a crearsi. Lo splendore della casa, offuscato dalla sentenza disonorante di cui favellammo poc'anzi, un retaggio splendido altre volte, or ridotto al nulla, tante belle speranze distrutte; il trionfo della famiglia che aveva perduta quella dei Ravenswood: tutto ciò doveva offerire un vasto campo di meditazioni ad una mente cogitabonda, e per natura disposta alla tetraggine; e di fatto il nostro giovane si abbandonò a queste meditazioni tanto più facilmente, perchè non v'erano oggetti che nol potesser distogliere.
Stanno tuttavia le rovine di questa torre in sulla cima della roccia, cui fanno continua ed impotente guerra l'onde del mare, e diventa ora soltanto abitazione della civetta e del mergo; e il contadino additandole ai passeggieri, narra che in quella notte fatale il sere di Ravenswood, vinto dalla disperazione evocò qualche spirito maligno, il cui pernicioso influsso regolò il rimanente corso della vita di questo infelice. Ma oimè! qual maligno spirito è più da temersi delle nostre passioni, se incautamente ad esse ci abbandoniamo?
CAPITOLO II.
„ Se nel tirare a segno è sì perfetto,
„ All'erta! disse il Re. Non me la sento
„ D'aspettar che gli venga un dì il talento
„ Di far bersaglio ai dardi il nostro petto. „
William Bell.
Nella mattina successiva, l'ufiziale di giustizia, di cui vedemmo essere tornata vana l'autorità per impedire la celebrazione de' funerali, si trasferì, senza perder tempo, alla casa del lord Cancelliere per ragguagliarlo de' motivi, pe' quali egli non potè eseguire la commissione statagli affidata.
In quell'ora, il nostro uomo di Stato era nella vasta sala che servì un giorno ai conviti nel castello di Ravenswood, e divenutane, sotto il nuovo proprietario, biblioteca. Gli stemmi feudali dell'antico signore vedeansi tuttavia scolpiti sulla soffitta e sui fregi di essa, che erano di castagno di Spagna, e dipinti sulle lastre delle finestre, per traverso alle quali il sole levandosi vibrava i raggi contro i lunghi ordini delle assi della scanzia che inarcavansi sotto il peso delle collezioni di codici e di comenti intorno alle leggi; a questi si univano alcune storie scritte per mano di frati; e consisteva in esse la parte più copiosa e apprezzata della biblioteca di uno storico scozzese: sulla grande tavola a cui stava seduto scorgeasi un affastellato miscuglio di lettere, di istanze, di rapporti, nell'esame de' quali le delizie e le molestie della vita di ser Guglielmo Asthon erano poste.
Di grave ed anche nobile fisonomia, avea contegno quale addicevasi ad uomo insignito di una fra le più rilevanti cariche dello Stato, talchè i suoi difetti a primo aspetto non apparivano. Facea mestieri ad un estraneo l'avere seco lui un colloquio, e lungo, ed intrinseco, e sopra argomenti incalzanti che immediatamente ferissero personali interessi, per discoprire quanto ei fosse vacillante ed incerto nelle sue deliberazioni, irresoluto nelle massime: quanto pauroso sempre di mancar di prudenza e riguardi: quanto dissimulato per principio d'orgoglio, ed anche di politica, perchè sapendo in propria coscienza come si lasciasse spesse volte vincere da motivi che non dovrebbero essere ad un magistrato di verun peso, avea continuo timore che gli altri se ne accorgessero.
Ascoltò, dando a dividere il massimo sangue freddo, l'esagerata narrazione che il messo di giudicatura gli fece sulla scena accaduta in ordine alle esequie di lord Ravenswood e al disprezzo che mostrato erasi per l'autorità del gran Cancelliere, e per quella della Chiesa e dello Stato. Ma non parve che molto il commovesse un tale racconto, e nemmeno, comunque con tutta fedeltà ripetute, le espressioni ingiuriose e minaccevoli contro la persona del gran Cancelliere, usate dal giovine Edgardo e da alcuni amici di questo. Serbò la medesima tranquillità, quando questo ministro gli ridisse tutto ciò che avea potuto raccogliere sulla natura de' brindisi fatti durante il convito, e de' patti di lega che lo terminarono. Ciò non pertanto notò esattamente tutte le ascoltate cose, non dimenticando farsi indicare i nomi di tutti coloro che avrebbero potuto utilmente essere citati per testimonj, sempre che egli avesse trovato opportuno il tener dietro a questa bisogna. Rimandò poscia il delatore, rimanendo pago in suo animo di trovarsi fin d'allora padrone e del poco retaggio che restava al giovine Ravenswood, e, all'uopo, della libertà del medesimo.
Partito costui, il lord Cancelliere si stette per alcuni istanti immerso in profonde meditazioni. Levandosi poi d'improvviso, incominciò a far grandi passi lungo la sala com'uomo in procinto di prendere serie risoluzioni. „ Il giovine Ravenswood è mio! finalmente egli disse: è mio! mi si è dato fra le mani, e converrà che il ramo pieghi, o si rompa. Oh! non ho mica dimenticato con quale ostinazione ferma e continua il padre di costui mi abbia disputato palmo a palmo il terreno dinanzi a tutti i tribunali di Scozia. Non ho mica dimenticato con quale arroganza disdegnò tutti i partiti d'accomodamento che gli feci, o come tentasse di rovinarmi nella riputazione, quando vide che, in via giuridica, io stava dietro a una torre. Questo figlio rimasto dopo di lui, questo giovine Edgardo, questo pazzo insensato ha fatto naufragio prima di uscire del porto. Convien dunque impedire che qualche ritorno di grosso fiotto non lo aiuti a rimettersi in mare. Sì; la scenetta accaduta, purchè la si dipinga come va agli occhi del Consiglio privato, può essere definita un atto di sommossa, di vera ribellione contro le autorità civili ed ecclesiastiche. Può multarsi con forte ammenda chi ne è stato il capo; vi è anche luogo a farlo custodire nella rocca di Edimburgo, o nel castello di Blackness. Chi sa che sopra qualcuna delle espressioni sfuggitegli non si potesse anche fondare un'accusa di alto tradimento?...... Però, Dio mi guardi dallo spingere le cose sì in là! No, non ne farò nulla; voglio rispettare i suoi giorni, quando anche fossero nelle mie mani......... ma, pensiamoci anche un momento; s'egli vive, e se gli affari pubblici prendessero mai un andamento diverso, che cosa succederebbe? Non potrei io trovarmi alla necessità di restituire..... o fors'anche essere vittima della sua vendetta? Già so che il vecchio Ravenswood era giunto a farsi promettere protezione dal marchese di Athol; ed ecco adesso il figlio, che, solo e con quella tenuissima prevalenza che ha, cerca suscitarmi contro una fazione. Oh! non v'ha dubbio; se costui vivesse sarebbe uno stromento opportunissimo nelle mani di coloro che vorrebbero un cambiamento politico di amministrazione. „
Agitato da queste idee il politico mestatore, e cercando persuadere a se stesso che era necessario alla propria sicurezza e a quella de' suoi amici l'approfittarsi, per perdere il giovine Ravenswood, dell'occasione dallo stesso giovine somministratagli, corse al suo studio, e si accinse a comporre il rapporto con cui doveano essere notificati al Consiglio tutti gl'inconvenienti accaduti alle esequie di lord Ravenswood. Ei sapea che il fatto di sua natura accenderebbe di sdegno i suoi colleghi nel Consiglio, e sperava che essendo odiosi ai medesimi anche i nomi degli altri colpevoli, si sarebbero risoluti a dare un esempio sul figlio del morto Ravenswood, almeno in terrorem.
Gli era d'uopo ciò non pertanto usar di molta accortezza nella scelta delle espressioni, affinchè la reità degli accusati apparisse con evidenza agli occhi di ognuno, senza che paresse il suo rapporto una formale denunzia; la qual cosa potea rendere sospette ed odiose le asserzioni di ser Guglielmo Asthon, antico antagonista del padre di Edgardo. Intanto che in questo suo componimento s'infervorava cercando accuratamente i termini più acconci a diffamare, salvo le indicate cautele, il povero Edgardo gli accadde, nel meditare una frase, di alzare gli occhi verso gli stemmi della famiglia, contro l'erede della quale stava allora arrotando il ferro della legge. Già abbiam detto poc'anzi che questi stemmi erano scolpiti in molte parti della soffitta di quella sala. Presentavano essi una testa di bue nero colla impresa: Aspetto il momento. Il motivo per cui la famiglia di Ravenswood adottò questa impresa è singolare sì, che merita quivi esser narrato, anche per la corrispondenza direttissima che esso aveva colle attuali meditazioni del lord Cancelliere.
Una tradizione generalmente ammessa volea che un certo Malisio di Ravenswood, a cui un possente usurpatore avea tolto il castello e i dominj, fosse stato costretto per qualche tempo a lasciargli godere in pace i frutti del suo ladroneccio. Finalmente, un giorno in cui il padrone intruso doveva celebrare splendida festa entro il castello, Ravenswood trovò modo d'introdurvisi con un picciolo drappello di amici valorosi e fedeli, cosa riuscitagli tanto più agevole attesa la confusione che regnava allora per ogni banda. Tardando le vivande a comparir sulla mensa, l'usurpatore ne rimproverò i servi ordinando che s'imbandisse sull'istante: „ Aspetto il momento „ sclamò Ravenswood mescolatosi coi convitati, e nel momento medesimo gettò sulla tavola una testa di bue nero, simbolo di morte a que' giorni tra gli Scozzesi. Essendo queste parole il segnale inteso tra i congiurati, sguainò ciascun d'essi le sciabole, e uccisi e l'usurpatore, e tutti coloro che ne vollero prendere la difesa, restituirono l'antico possessore ne' suoi dominj. O fossevi in questo avvenimento, allora notissimo, e spesse volte ripetuto, qualche cosa che metteva in agitazione la coscienza di ser Guglielmo, o per qual altra ragione non sapremmo assegnare, certamente ei si alzò d'improvviso, e chiuso accuratamente nella sua cartella e quel poco di scritto che avea composto, e le note che preso avea poco prima, uscì della biblioteca con intenzione di passeggiare, come uomo che volesse nuovamente raccogliere le idee, e meditare sulle conseguenze dell'atto che divisava, per non dover poi pentirsene troppo tardi.
Attraversando una grande anticamera, ser Guglielmo Asthon udì i tuoni del liuto che la figlia di lui arpeggiava. L'armonia ne produce doppio diletto e un sentimento misto di sorpresa, tutte le volte che la persona per opera di cui si fa udire, non è ai nostri occhi visibile; e ne rimembra allora il concento degli augelletti nascosti fra i rami di folta boscaglia. Comunque il cancelliere non fosse avvezzo ad aprire il cuore a commozioni così semplici e naturali, era però uomo e padre; onde si fermò ascoltando la figlia sua che adattava collo stromento e colla voce alla musica di una antica ballata le seguenti parole:
„ Ad inviti lusinghieri
Cedi parco e con cautela.
Temi il tosco che si cela
Entro il nappo de' piaceri.
Quando i re snudan lo stocco
Resta in casa, fa l'allocco.
Come tuoi, gli altrui contenti
Mira in pace, e di lor godi.
Periglioso suon di lodi
La ragion non t'addormenti.
Di timor scarso e d'affanni,
Sfida allor la morte e gli anni. „
Appena la figlia del lord Cancelliere si stette dal canto, egli entrò nella stanza della medesima. Le parole che ella avea scelte sembravano fatte all'uopo di dipingere l'indole stessa della cantante; perchè i lineamenti di Lucia Asthon, vezzosi, ma alquanto infantili, erano i più convenevoli ad esprimere la pace dell'animo, la serenità e l'indifferenza ai vani piaceri delle società rumorose. I suoi capelli di un bel color biondo, vedeansi bipartiti sopra una fronte splendida per bianchezza; e tutte le esterne forme della donzella indicavano soavità e straordinaria timidezza, che somme erano in lei. L'avvenenza di lei apparteneva a quella onde ammiriamo le Madonne di Rafaello; e le qualità morali da noi indicate le derivavano forse da gracil salute e dall'uso di convivere con persone di indole altera, imperiosa, e soggette ad impeti che ella era ben lontana dal provare in se stessa.
Non quindi credasi che la passiva tranquillità di Lucia fosse l'effetto di un'anima indifferente, o sorda alle voci della passione. Lucia Asthon avea non so che di romanzesco nelle sue inclinazioni e nei suoi sentimenti; onde secondandone l'impulso, dilettavasi di leggere in segreto quelle antiche storie cavalleresche, ove trovansi così luminosi esempli d'inalterabile affetto e di servitù prestata senza limiti all'amore; nè di tali studj la faceano schifa le inverisimiglianze e gli avvenimenti soprannaturali di cui cotesti racconti si veggono sparsi, e può dirsi che la immaginazione della giovine fabbricava castelli in aria in mezzo ai dominj della magia. Ma solamente in segreto, il dicemmo, abbandonavasi a tal sua inclinazione favorita; ed ora nella solitudine del suo appartamento, ora nel silenzio d'ameno boschetto, che ella chiamava il suo giardino, distribuiva premj al vincitor di un torneo, animava coll'influsso de' suoi sguardi i combattenti, errava in compagnia di Una per mezzo ai deserti, e credeva essere ella in persona la ingenua e nobil Miranda nell'isola delle Maraviglie o degl'Incanti.
Ma nelle sue corrispondenze reali col nostro mondo, Lucia riceveva facilmente gli impulsi dal premeditato volere di quelli che le stavano intorno: indifferente per lo più all'alternativa delle cose, non nasceva in lei nemmen l'idea di resistere. Nè spiacevale di trovare nell'opinione dei suoi genitori, un motivo per risolversi; motivo che forse avrebbe cercato invano nel proprio cuore. Ciascuno de' nostri leggitori può avere osservato, in qualche famiglia di sua conoscenza, alcuna di tali persone, mansuete e pieghevoli per indole, che trovandosi fra individui d'indole inflessibile ed impetuosa, si lasciano condurre dalla volontà altrui, non pensando ad opporsi, più del fiore alla corrente ove è caduto. Accade per l'ordinario che le persone fornite d'indole cotanto docile ed arrendevole, e avvezze a seguire senza querelarsi il cammino che viene loro additato, si acquistino la tenerezza di coloro cui mostrano sagrificare le proprie inclinazioni, benchè tal sagrifizio non costi ad esse nè molestia, nè sforzo.
Tanto rispetto a Lucia Asthon era avvenuto. Il padre di lei, ad onta della sua politica, della sua prudenza, e de' suoi fini affatto mondani, provava per essa un affetto cotanto forte, che, quasi per sorpresa, eccitavagli straordinarie commozioni nell'animo. Il fratello primogenito che nel correre le vie dell'ambizione si prefiggea mire ancor più orgogliose che il padre suo, amava parimente con tenerezza la propria sorella; e benchè militare e dedito a secondar tutte le proprie passioni, la anteponeva all'uopo ai passatempi, alle cure del fasto, agli onori. Anche il più giovine dei fratelli, benchè in quella età non avesse volto l'animo che ad inezie fanciullesche, la volea confidente di ogni suo desiderio, di ogni sua angustia, de' suoi buoni successi nelle dispute che avea col suo mentore o cogli altri maestri; e Lucia dal canto suo ascoltava pazientemente, e mostrandone persin vaghezza, tutte queste particolarità, come se cose inconcludenti non fossero. Sapea di far piacere con tal contegno ad Enrico, e ciò bastava perchè ne provasse piacere ella stessa.
La sola madre di Lucia non avea per essa quell'affetto singolare e dominante che tutti gli altri della famiglia davano a divedere. Ella riguardava la pusillanimità (che così la dicea) della figlia, come una prova del men nobile sangue del padre che nelle vene della medesima prevalea, usando nomarla per derisione la pastorella di Lammermoor. Parea nondimeno cosa impossibile il non sentire inclinazione verso una creatura così docile e manierosa; ma lady Asthon preferiva il primogenito, erede in gran parte dell'indole di lei ambiziosa ed altera, ad una figlia, la cui ineffabile piacevolezza, per picciolezza d'animo dall'ingiusta madre venia definita. Questa parzialità a favore del primogenito aveva ancora un'altra origine nel nome dell'avo materno, che gli era stato imposto contro l'uso delle grandi famiglie della Scozia.
„ Il mio Sholto, soleva dire costei, serberà senza macchia l'onore della famiglia materna e procurerà lustro a quella del padre; la povera Lucia non è fatta nè per la Corte, nè pel gran mondo; sarà ventura per lei, se le tocca in marito un gentiluomo campagnuolo, abbastanza ricco per non lasciarla mancare di cosa veruna, e che non le dia motivi di piangere, se non fosse per timor panico che lo sposo si rompesse il collo andando a caccia della volpe. Non con questi principj si è innalzata la nostra casa; non con questi può conservarsi nell'antico splendore e salire anche a maggiore altezza: la dignità del lord Cancelliere è cosa affatto nuova per mio marito; tanto più fa di mestieri il provare che questo peso a noi non par tale, che siamo degni d'un grado così sublime, e che sappiamo farne valere tutte le prerogative. Gli uomini s'inchinano per abito, per una specie di deferenza ereditaria innanzi ad un magistrato splendente per lunga serie di antenati; ma cammineranno colla testa alta passandoci da fianco, se non gli avvezziamo a prostrarsi. Una giovine nata per vivere in una fattoria di campagna, o in un chiostro, non è quanto vuolsi a riscotere un rispetto tributato con ripugnanza: e poi che il Cielo di tre figlie che avevamo, ci ha lasciata solamente Lucia, dovea infonderle un animo degno del posto che ella avrebbe potuto occupare in mezzo della società. Saran paghi i miei voti, se potrò vederla moglie di un uomo che non abbia nè più energia, nè più ambizione di lei. „
Così ragionava una madre, ad avviso della quale le prerogative del cuore, e la speranza della felicità domestica de' suoi figli, erano un nulla a petto del grado e della grandezza cui poteano aspirare; ma simile in ciò a molt'altri genitori che aveano sortito dalla natura questo impetuoso ed impaziente carattere, ella s'ingannava nell'attribuire alla propria figlia il carattere di una estrema indifferenza. Lucia nudriva il germe di quelle passioni, che crescendo qualche volta in una notte, come la zucca del Profeta, ne rendono attoniti per la lor forza e vigoria subitanea. Quella specie di apatia che sembrava dominar nel cuore di questa giovane; derivava dal non essersi offerto ad essa alcun oggetto capace di inspirarle commozioni. In una guisa dolce e uniforme avea sino allora trascorsa la vita; e lei felice se questo placido corso non si fosse rassomigliato a quello di un fiume le cui acque, tranquille sulle prime, si precipitano spumeggianti dall'altezza di una cateratta insino al fondo di una voragine!
„ Dunque, mia cara Lucia, le disse il padre entrando nella stanza, quando ella ebbe terminato di cantare, il poeta filosofo che ha composti questi versi, v'insegna a disprezzare il mondo prima di averlo potuto conoscere? É troppo presto; ma forse voi non siete in ciò diversa dalla maggior parte delle giovinette che ostentano indifferenza pei piaceri del mondo, sintanto che qualche gentil cavaliere le invogli di parteciparne in sua compagnia. „
La donzella, fattasi rossa, assicurò il padre di avere scelta a ventura quella canzone, nè potersene dedurre veruna conseguenza sul modo suo di pensare. Indi il padre avendole chiesto se volea secolui passeggiare, ella abbandonando lo stromento, si preparò a seguitarlo.
Un grande parco ombreggiato da belle piante mostravasi su quella parte di montagna situata dietro al castello, che, giacente, come dicemmo, in una gola, parea quivi fabbricato, perchè ne fosse meglio munito l'ingresso. Quivi il padre e la figlia tenendosi per braccio, si diportavano lungo un bel viale d'olmi, i cui rami superni incrocicchiandosi scambievolmente, offerivano un rezzo sotto cui ripararsi dai raggi del sole, e d'onde era piacevole il vedere di tempo in tempo saltellar leggieri i caprioli e le damme. Le pesanti faccende giornaliere di ser Guglielmo Asthon non avendo scemato a' suoi occhi il vezzo delle bellezze della natura, ei stava additando alla figlia alcuni bei punti di vista che scorgeansi per mezzo alle brecce della boscaglia, allorquando li raggiunse il boscaiuolo, che coll'archibuso in sulla spalla, e tenendo un cane al guinzaglio, avviavasi ad un sentiero per cui si arrivava alla parte più folta della foresta.
„ Ebbene, Normanno, si volse ad esso il padrone, voi v'incamminate ora per procurare qualche buona salvaggina alla nostra mensa? „
„ Questo appunto era il mio disegno. Vostro Onore desidera di esser presente alla caccia? „
„ No, no „ rispose ser Guglielmo dopo aver volta un'occhiata alla figlia, cui la sola idea di veder morto un capriuolo facea impallidire, e che nondimeno, se il padre le avesse mostrato desiderio di seguire Normanno, non avrebbe forse manifestato ripugnanza veruna.
Il boscaiuolo fece un moto molto simile allo stringersi nelle spalle.
„ Là è davvero una cosa che scoraggia, il servir padroni che non amano di assistere alla caccia. Spero che il signor Sholto non tarderà a ritornare, e allora troverò con chi barattare parola; perchè, quanto al sig. Enrico, è ben vero che vorrebbe far la vita ne' boschi dalla mattina alla sera; ma gli stan sempre attorno con quel benedetto latino, sicchè può dirsi un giovine perduto; non diventerà mai quel che si dice un uomo. Oh! la cosa non andava così ai tempi del defunto lord Ravenswood; tutta la casa era sossopra quando si dovea ammazzare una damma; il Lord seguiva i cacciatori; atterrato l'animale, gli si presentava il coltello da caccia, e non dava mai meno d'un dollaro per ricompensa. Oh! in questo genere ha il suo gran merito anche Edgardo Ravenswood, quel che chiamano il sere di Ravenswood; sfido chi mi trovi il miglior cacciatore di lui nel paese, e povero quel cervo ch'ei si prefigge atterrare! Ma pur troppo da questa parte di montagna non si sa più che cosa sia caccia. „
Nè l'argomento, nè lo stile di tale arringa erano fatti per dar gusto al lord Cancelliere; il quale dovette comprendere che il boscaiuolo quasi apertamente lo disprezzava, e gli facea un delitto di non dilettarsi della caccia; diletto che, in quei tempi e in quella contrada, consideravasi come naturale, e presso che indispensabile ad ogni vero gentiluomo. Ma il boscaiuolo in capo, essendo persona tenuta in certo conto, e godendo in tutti i castelli il privilegio di una tal qual franchezza di parlare, ser Guglielmo non fece altra cosa che sorridere rispondendo che in quel giorno dovea pensare ad affari, diversi assai dalla caccia. Nondimeno, traendo fuori la borsa, regalò a titolo d'incoraggiamento un dollaro al suo boscaiuolo. Lo scaltro, nel prenderlo, diè a divedere quell'aria con cui il cameriere d'un grande albergo riceve da un uom di provincia una mancia doppia di quella che avea sperato; vale a dire, con un sorriso in cui scorgeansi, la soddisfazione pel dono ricevuto, e il dileggio alla stupidezza del donatore.
„ Vostro Onore non sa il viver del mondo, gli disse; quando si è mai veduto pagare il servigio prima di averlo ricevuto? Come vi regolereste adesso se mi sfuggisse il cervo, dopo aver buscata la mancia? „
„ Suppongo, rispose sorridendo il Cancelliere, che non m'intendereste, e perderei il fiato, se volessi parlarvi della conditio indebiti. „
„ No, in coscienza che non intenderei; sarà, non ne dubito, qualche frase legale; ma
Al mondo non v'è re, per quanto vaglia,
Che sappia cavar sangue a una muraglia.
Vostro Onore conosce il proverbio. Però io sarò giusto con voi, e se il fucile fa fuoco, e se la polvere è buona, vi porterò un pezzo di salvaggina che avrà il lardo alto due pollici sulle coste. „
Intanto che il boscaiuolo si allontanava, il padrone lo richiamò, chiedendogli se veramente il sere di Ravenswood fosse così bravo e buon cacciatore come veniva decantato.
„ Se è bravo! rispose Normanno, non ve l'ho detto? Poi, ascoltatemi. Io era nel bosco di Tyningham, un dì che il vecchio lord Ravenswood andava alla caccia; avea fatto uscire un cervo di tre anni che egli credeva già sfinito, quando l'animale arrabbiato si rivoltò correndogli addosso, e l'avrebbe, penso, sventrato, se Edgardo, che compiva appena i sedici anni, non si fosse spinto avanti, e con un colpo del suo coltello da caccia tagliato il garetto alla bestia. „
„ Ma tira bene a segno, come odo che adopera bene il coltello? „
„ A una distanza di ottanta passi colpirebbe un dollaro posto fra il mio pollice e il mio indice, e per un marco d'oro mi prendo l'assunto di tenercelo contro. Che cosa si può pretendere di più, da un occhio e da una mano, dalla polvere e dalle palle? „
„ Sì, sì è molto; ma noi vi facciamo perdere il tempo; addio, buon Normanno. „
Il boscaiuolo allora si addentrò nella foresta, sicchè ser Guglielmo e la figlia più nol vedevano, ma l'udivano a quando a quando cantare, con voce, forte da prima, e i cui suoni s'indebolivano a proporzione dell'allontanarsi, le seguenti ottave, cui forse altre ne vennero dopo, non giunte a nostra notizia.
„ Appena batte la claustral dïana,
Povero fraticel sorgi dal letto,
Ma vi resti il prïor; per lui campana,
Per lui non v'è di regole precetto.
Così, o spiri scilocco, o tramontana,
Quand'odo il gallo, imbraccio il mio giubbetto,
E corro alla campagna a più non posso;
Ma il mio padrone dorme ancor di grosso.
„ Così soggetto alla medesma legge
Vedi per gioghi carchi di spavento,
Non men tapino del pastore il gregge,
Cercar fra i rovi scarso cibo a stento;
Ma un bel frascato del giardin protegge
Dal raggio estivo e dal furor del vento
La capriola che mertò favore
Da lei che vinse il cor del mio signore. „
„ Che questo mariuolo (disse il lord Cancelliere, poichè la voce di Normanno non si faceva più udire) abbia servito la famiglia di Ravenswood? Alla premura con cui ne parla, si direbbe di sì. Tu, Lucia, dovresti saperlo, perchè non v'è contadino nelle vicinanze di cui tu non abbia voluto conoscer la storia, come se fossi obbligata da qualche legge di onore a cercarla. „
„ Non sono sì abile, quanto il pensate voi padre mio, nelle cronache del paese; credo però che Normanno in sua giovinezza abbia servito il vecchio Lord, e che dalla sua casa, siasi trasferito ad Edrington, donde il prendeste al vostro servigio. Se volete sapere maggiori particolarità, intorno ai Ravenswood, non potete volgervi meglio che alla vecchia Alisa. „
„ E che importa a me la storia di costoro? Ho forse io affari con questa gente? „
„ Vi dico ciò, padre mio, perchè poco anzi facevate interrogazioni a Normanno, intorno al giovine Ravenswood. „
„ Perchè non aveva altro da chiedergli, figlia mia. E chi è questa Alisa di cui mi parli? tu conosci tutte le vecchie del contado. „
„ Sicuramente, padre, che le conosco. Altrimenti, come potrei soccorrerle nei loro bisogni? Quanto poi ad Alisa ella è veramente la regina delle vecchie; non vi è leggenda, o storia del paese che questa donna non sappia a memoria. É cieca la povera creatura, ma quando vi parla, si direbbe che legge in fondo del vostro cuore. Standomi con essa, mi è accaduto spesse volte di voltarmi in là e nascondermi il viso, come se mi vedesse cambiar di colore, benchè orba come vi ho detto, e lo è da vent'anni. Voi dovreste farle meco una visita; non fosse altro che per poter dire che avete veduta una vecchia povera, cieca, paralitica, e che nondimeno ha il tuono, i modi, il linguaggio superiori al suo stato, e che debbono far maraviglia agli altri, come la producono in me, ogni qualvolta la vedo. Andiamo a trovare Alisa, padre mio; non siam lontani dalla sua capanna, che un quarto di miglio. „
„ Ma tu non rispondi alla mia interrogazione, Lucia; chi è questa donna, ti chiedo, e che razza d'affari ha coi Ravenswood? „
„ É quanto io non so. Credo abbia ricevuto il vitto in quella famiglia, e che, se rimane qui, sia perchè ha due nipoti al vostro servigio. Ma vi sta a suo dispetto, perchè la povera creatura sospira sempre i giorni che ha passati vicino ai suoi vecchi padroni. „
„ Gliene sono ben tanto obbligato! Mentre i suoi nipoti mangiano il mio pane, ella sospira una famiglia, che non potrebbe più essere di alcun vantaggio nè a lei, nè a chicchessia d'altri. „
„ Padre mio, voi fate ad Alisa un torto che ella non merita. Non la credeste già mercenaria; morirebbe di fame piuttosto che accettare un soldo per carità. É un poco ciarliera, come il sono, generalmente parlando, i vecchi quando si mettono a contare le storie della lor gioventù, e parla dei Ravenswood, perchè è vissuta lungo tempo nei lor poderi. Ma ella vi è grata, ne son certa, della vostra bontà, e s'interterrebbe più volentieri con voi che con qualunque altra persona. Venitela a vedere, padre mio, ve ne prego, veniteci. „
E traendosi dietro il padre colla libertà propria ad una figlia che sa di essere molto amata, lo fece incamminar sul sentiero che alla capanna della vecchia Alisa guidava.
CAPITOLO III.
„ Più vortici di fumo sovrastanti
„ Alle cime degli alberi conserti,
„ Fecero alfine accorti i vïandanti
„ D'uomini abitator di que' deserti. „
Spencer.
Lucia serviva di guida al padre, che ben ne avea d'uopo, perchè, tutto inteso alle sue meditazioni politiche, e alle cure della società, non sapea camminare pei proprj dominj, tanto più che i doveri del gran cancellierato lo teneano a Edimburgo la maggior parte dell'anno. Lucia invece, passava quivi le intere stati, e, o fosse inclinazione, o fosse perchè non avea meglio che farsi, non eravi in que' dintorni un viottolo, un'altura, una macchia che la donzella non conoscesse perfettamente.
Dicemmo che agli occhi del lord Cancelliere non erano indifferenti le bellezze della natura, ma, per rendergli giustizia, dobbiamo aggiungere ch'ei le vedea con nuovo diletto, quando gli era spositrice nel contemplarle l'amabile Lucia, che appoggiandosi al braccio del padre, con soavi ed affettuosi modi, lo sollecitava ad ammirare, ora una quercia gigantesca che avea disfidato il poter de' secoli, or belle lontananze portate all'occhio da un foro aperto in linea retta per mezzo alla serie delle siepi che ricigneano i tortuosi viali di quelle specie di labirinti, or vaghe pianure, or ricchi poggi, talvolta il mare, che colle sue onde, allora tranquille, allo specchio d'un placido lago rassomigliava.
Nel fermarsi a godere una di queste prospettive, Lucia avvertì il padre che mancavano appena due passi per giungere alla capanna della vecchia da lei protetta. Di fatto, tenendo un sentieruolo che girava attorno di una collinetta, giunsero in una capanna situata in oscura e profonda valle, e priva di luce come gli occhi di colei che vi soggiornava.
Pendea al di sopra di questa capanna una discoscesa rupe, la cui sommità minacciava di seppellire, cadendo, sotto le proprie rovine il misero edifizio che sotto di essa ascondevasi. Fabbricate di terra ne erano le muraglie, e il tetto coperto di stoppia, trovavasi in tale stato che additava necessità d'istantanea riparazione. Solo una lieve colonna di fumo che saliva lungo l'altezza della roccia, dimostrava abitato quell'edifizio, e additava in uno l'economia prodotta da povertà di chi entro vi si riparava. Entro un orto cinto da una siepe di sambuco, che solo imperfettamente ne muniva l'ingresso, vedeasi la vecchia, seduta in poca distanza da alcuni alveari, da cui ritraeva i principali modi della sua sussistenza.
Per quanto gravi disastri ella avesse sofferti, per quanto miserabile un tal soggiorno si dimostrasse, si scorgea subito al primo vedere questa singolar donna, che la forza degli anni, o delle sciagure, o l'indigenza e le infermità, non ne aveano invilito in guisa alcuna il coraggio.
La trovarono seduta sopra uno scanno di legno, cui sovrastava un salice piangente di non ordinaria grandezza. La statura di lei alta e dignitosa, sol lievemente incurvavano gli anni. Vestita da contadina, osservavasi in questi abiti una singolare mondezza, ed erano aggiustati con tal qual gusto ed eleganza, rari a scorgersi per mezzo a quella classe di società. Ma soprattutto gli atteggiamenti della fisonomia di questa donna faceano impressione in quelli che la vedeano, costringendoli ad aver per essa quella deferenza e quel rispetto che la miseria del tugurio non ispirava, e che ella accoglieva con disinvoltura, come chi sente di meritare siffatto omaggio. Stata in altri tempi bella, fu però la sua bellezza piuttosto maschile che dilicata, nè tale da sopravanzare alla freschezza della gioventù. Ciò nulla meno da que' lineamenti credeasi scorgere mente assennata ed usa a meditare, e una non disdicevole alterezza, che, non meno delle sue vesti, dava a divedere come ella si giudicasse superiore alle persone colle quali era costretta a convivere. Parea fino incredibile, che un volto privo de' vantaggi che dagli occhi riceve, potesse avere un'espressione tanto significante; pur que' suoi occhi chiusi nulla presentavano che da lei allontanasse gli sguardi, e sarebbesi detta addormentata, se del contrario non avesse persuaso la vivacità dei lineamenti che la sembianza di lei animavano.
Lucia dopo avere alzato il saliscendi che chiudeva la porta dell'orticello, si volse con questi detti alla vecchia: „ mia buona Alisa, vi conduco mio padre che ha desiderato vedervi. „
„ Siate entrambi i ben venuti, miss Asthon! „ rispose Alisa, voltasi per chinare il capo verso la banda ove la voce di Lucia indicavagli essere lo straniero.
„ Buona madre, questa mattinata è bella per le vostr'api, „ le disse il Cancelliere, sorpreso dall'esterno di Alisa, e curioso di conoscere se a queste apparenze i discorsi di essa risponderebbero.
„ Lo credo anch'io, Milord, perchè l'aria mi sembra men rigida degli scorsi giorni. „
„ Ma voi non potete da voi medesima prendervi cura di questa picciola popolazione: come la governate voi? „
„ Come i re governano i loro sudditi; per via di delegati, e son capitata bene nello scegliere il mio primo ministro. „
Nel medesimo tempo portò la mano ad uno zufoletto d'argento che le pendeva dal collo, strumento che anche in que' tempi adoperavasi a chiamare i servi; al qual segno uscì della capanna una giovinetta di circa quindici anni, vestita assai meglio di quanto avrebbe potuto aspettarsi, e non quindi forse con tutta quella aggiustatezza che sarebbesi scorta, se la padrona di lei avesse avuto l'uso de' proprj occhi.
„ Barbara, le disse la vecchia, porgete pane e mele a Milord, e a miss Asthon, e serviteli con prontezza e buona grazia; così mi perdoneranno più facilmente, se non posso offrir loro nulla di meglio. „
Barbara eseguì il comando con tutta la gentilezza di cui sentivasi capace; e volgea i piedi e le gambe da una banda, intanto che la sua testa prendea una linea opposta per la curiosità nata in essa di guardar ben bene la faccia del Lord, più spesse volte rammemorato che veduto dai suoi vassalli. Il pane e il mele vennero collocati sopra piattelli di legno ben mondi, sicchè i due stranieri non disdegnarono gustarne.
Il lord Cancelliere, seduto sempre sopra un tronco d'albero ove si era collocato arrivando, mostrava desiderio di prolungare il colloquio, ma non sapea troppo sopra quale argomento condurlo.
„ Certamente è molto tempo che voi abitate in questo paese? „ Domandò egli alla vecchia dopo alcuni istanti di silenzio.
„ Sessant'anni circa, „ rispose Alisa, la quale, comunque con modi urbani e rispettosi parlasse al Lord, sembrava risoluta a contenere il suo dialogo fra i limiti delle risposte indispensabili alle interrogazioni che le verrebbero fatte.
„ Giudicandone dal vostro accento, continuò ser Guglielmo, voi non siete qui nata? „
„ Nacqui in Inghilterra, Milord. „
„ E ciò nonostante sembrate affezzionata a questi luoghi, come se fossero la vostra patria. „
„ In questi luoghi, Milord, ho bevuta la tazza delle consolazioni e delle tristezze che il Cielo mi avea predestinate. Qui ho vissuto venti anni col più tenero e meritevole di tutti i mariti; qui son divenuta madre di sei fanciulli, che mi furono soavi oggetti di sollecitudine, qui gli ho veduti morire, un dopo l'altro. Le loro ceneri stanno in quella cappella diroccata che potete vedere là in fondo. Non ho avuta altra patria sintanto che vissero. Non voglio averne altra dopo la loro morte. „
„ Ma la vostra casa è in uno stato ben tristo, disse il lord Cancelliere volgendo gli occhi alla capanna. Darò i miei ordini perchè sia risarcita. „
„ Oh! fatelo, padre mio, esclamò Lucia; quanto ve ne sarò grata! „
„ Quella capanna durerà sempre più di me, mia cara miss Asthon, disse la vecchia cieca, onde sarebbe fatica perduta il ripararla. „
„ Ma io so che avete alloggiato meglio altra volta, soggiunse Lucia; so che siete vissuta nell'agiatezza; e in questa età, vedervi ridotta a passare i giorni entro quella miserabil casupola!....... „
„ Per me è abbastanza buona, miss Asthon. Se ho potuto resistere a tutti i patimenti che ho sofferti io, a tutti quelli che ho veduti soffrire dagli altri, è segno che il Cielo mi ha conceduto forza di spirito e di corpo, oltre a quanta si potrebbe supporne in me, giunta a questi anni. „
„ Voi avrete veduto grandi cambiamenti su questo mondo, disse ser Guglielmo, ma la vostra esperienza vi avrà insegnato a starci preparata. „
„ Mi ha insegnato a starci rassegnata, Milord. „
„ Vi avrà anche fatto comprendere che il volger degli anni conduce per necessità le mutazioni. „
„ Oh sì! come comprendo che quel tronco d'albero, sul quale, o vicino al quale, vi state ora, andrà un giorno in polvere, o per una cagione, o per l'altra. Io però sperava che le mie orecchie non avrebbero udita la caduta dell'antico albero, dalla cui ombra era protetta la mia dimora. „
„ Non mi spiace l'udirvi tributare alcuni sospiri alla famiglia che possedea questo dominio prima di me. Certamente, avrete avute ragioni per esserle affezionata, e rispetto tale espansione di gratitudine. Farò dunque riparare convenevolmente la vostra casa, e spero che quando ci conosceremo meglio, saremo amici. „
„ In questa mia età non si fanno più nuovi amici, Milord; nondimeno vi ringrazio della vostra bontà; non me ne dimenticherò. Ma non manco di nulla, e non accetto benefizj da nessuno. „
„ Spero almeno che non ricuserete di passar qui il rimanente de' vostri giorni senza pagarmi verun affitto. „
„ Lo spero anch'io, disse la vecchia; perchè questo entra nei patti della vendita che vi ha fatta lord Ravenswood, benchè una circostanza di sì lieve conto possa esservi uscita della memoria. „
„ Di fatto, disse il lord Cancelliere, un po' scompigliato, credo di ricordarmene. Ah! lo vedo bene, siete troppo affezionata ai vostri vecchi amici per voler avere alcuna obbligazione al lor successore. „
„ Se non accetto le vostre offerte, o Milord, non vi sono per questo men grata, e vorrei provarvi questa mia gratitudine in tutt'altro modo che colla necessità in cui mi trovo di dirvi alcune cose che non vi ho dette ancora. „
Ser Guglielmo la guardò in aria attonita, ma senza interromperla.
„ Milord, continuò ella, pensate bene ai casi vostri, voi siete sull'orlo di un gran precipizio. „
„ Veramente? (sclamò il lord Cancelliere immaginandosi che la vecchia parlasse dello stato politico del paese). Avreste scoperto qualche cosa? Avreste udito discorrere di trame, di cospirazioni? „
„ No, Milord. Chi pensa a queste faccende, non chiama ne' suoi consigli i vecchi, i ciechi, o gl'infermi. Il suggerimento che devo darvi, è d'altra natura. Voi siete andato fuori dei limiti nella condotta che rispetto ai Ravenswood avete tenuta, o Milord: credetelo a me. Con questa famiglia, omai non potete avere bel giuoco, ed è sempre cosa pericolosa il cimentarsi cogli uomini dopo averli ridotti alla disperazione. „
„ Niente, niente! Disse ser Guglielmo: fra i Ravenswood e me ha deciso la legge, e se credono aver motivi di querelarsi contro di me, si volgano alla giustizia. „
„ Ma potrebbero pensare in un'altra maniera, e vedendo che questa giustizia non la possono ottenere, farsela da se medesimi. „
„ Che cosa intendete voi dire? sclamò il lord Cancelliere. Pensate forse il giovine Ravenswood capace di venire a qualche atto di personale violenza? „
„ Tolga Dio ch'io pensi così! egli è franco e leale. Non si contano di lui cose che gli facciano disonore. Egli è nobile e generoso, potrei aggiugnere; ma è sempre un Ravenswood, e potrebbe aspettare e ritrovare l'istante. Ricordatevi del destino di ser Giorgio Lockart[2]. „
Non potè starsi dall'abbrividire il lord Cancelliere in udendo citarsi questo tragico avvenimento; ma di ciò non potendo accorgersi la vecchia cieca, continuò il suo discorso sul tuono medesimo.
„ Chiesley che commise quell'atto di violenza, era parente di lord Ravenswood. Io lo udii in una sala del castello, ove voi attualmente abitate, manifestare alla presenza di più testimonj, la risoluzione di vendicarsi del Presidente, come lo fece in appresso. Non potei in quell'istante tacere, benchè nel mio grado non mi convenisse il parlare. Voi divisate un'abbominazione, gli dissi, una abbominazione di cui renderete conto il dì del giudizio. Non dimenticherò mai l'occhiata che egli mi volse in rispondere: — ho anche altri conti da rendere, e gli unirò tutti insieme —. Con questo esempio adunque io posso ripetervi: guardatevi dal gravar troppo la mano sopra un uom disperato. Il sangue dei Chiesley scorre per le vene dei Ravenswood, e ne basta una stilla per accendere quello di Edgardo nello stato a cui l'avete condotto. Vel ripeto, pensate bene ai casi vostri. „
La vecchia cieca, o il facesse avvisatamente, o a caso, avea toccata la corda a proposito per suscitare spavento nel lord Cancelliere. L'espediente infame e tenebroso dell'assassinio, sì famigliare altre volte ai baroni scozzesi, era stato adoperato frequentemente anche nel secolo corrispondente a questo racconto, e la sete della vendetta si era tanto impadronita degli animi, che avea scemato l'orrore di un tale delitto; la qual cosa ser Guglielmo Asthon non ignorava, intantochè la coscienza dicevagli aver egli cagionati troppi mali alla famiglia di Ravenswood, per dover tutto paventare da un giovine impetuoso, massimamente in un paese ove, parzialmente amministrandosi la giustizia, le vie legittime per ottenerla, alla parte offesa divenivano inutili.
Si sforzava nondimeno per nascondere ad Alisa la tema che il comprendea, ma con sì poco buon esito, che la vecchia cieca non avea bisogno della sua accortezza per avvedersi della commozione in esso destatasi. Il suono della voce del gran Cancelliere era del tutto cambiato, allorchè le rispose, per pur rispondere qualche cosa, essere il sere di Ravenswood un uomo d'onore, e che per altra parte la punizione cui soggiacque Chiesley, poteva servire di avvertimento a chiunque sentisse la tentazione di erigersi da se medesimo in vendicatore d'ingiurie fantastiche. Dopo di che, surto in piedi prese per braccio la figlia ritirandosi senza aspettare risposta.
CAPITOLO IV.
„ Sorte! al nemico mio dovrei la vita? „
Shakespeare.
Il lord Cancelliere camminò per circa un quarto di miglio senza articolare parola, e Lucia, timida per natura, ed educata in quelle idee di rispetto filiale, e d'assoluta obbedienza che instillate venivano a que' giorni negli animi della gioventù, non si facea lecito d'interrompere il corso delle meditazioni del padre.
„ Oh come sei pallida, o Lucia! „ le disse volgendosi a lei d'improvviso.
Seguendo sempre le idee di que' tempi che non permettevano ad una giovinetta il manifestare la propria opinione sopra una cosa di qualche entità, a meno che non le venisse richiesta, era obbligo di Lucia di non mostrarsi intesa del colloquio accaduto fra Alisa ed il padre; laonde diede per motivo della sua pallidezza il timore inspiratole da alcuni tori selvaggi che si vedeano in lontananza pascolare nel parco.
Questi animali discendeano dalle antiche mandre selvagge che abitavano le caledonie foreste; e i Nobili scozzesi si faceano una legge d'onore di conservarne qualcuno ne' vasti lor parchi. Vive ancora chi può ricordarsi di averne veduti ne' tre principali castelli della Scozia, ad Hamilton, a Drumlanrick, e a Cumbernauld. Così per la statura, come per la forza aveano tralignato dalla primitiva razza, se dobbiamo giudicarlo dalle vecchie cronache e dagli ossami di questi animali, che andiamo tuttavia scoprendo, o nello scavare la terra, o nel seccar le paludi. Perduto avendo in molta parte gli onori della lor cornatura, erano piccioli, d'un bianco sucido, o per meglio dir giallopallido, con corna ed unghie nere. Aveano nondimeno ritenuto un non so che della ferocità degli animali loro progenitori, ed era impossibile l'addimesticarli affatto, perchè mostravano assoluta avversione alla stirpe umana; avversione spesse volte fatale a chi si accostava ad essi con poca cautela. Senza dubbio, per quest'ultimo motivo, ne fu decretato lo sterminio ne' tre ultimi asili che lor rimanevano; perchè altrimenti si sarebbero forse conservati, come degni abitanti delle foreste della Scozia, e vivi monumenti della antichità. Dicesi nondimeno che se ne trovino alcuni nel parco del castello di Chillingham, situato nella contea di Nortumberlandia, e spettante al conte di Tankarwille. „
Alla vicinanza adunque di tre o quattro di questi animali, Lucia diede la colpa della commozione che aveano eccitata nel suo animo gli uditi discorsi. Ma in sostanza, ella non atterriva all'aspetto di quelle bestie, essendosi assuefatta da lungo tempo a vederne diportarsi nel parco. Oltrechè, l'educazione delle donzelle tal non era in que' giorni che ad ogni menoma occasione provassero palpitazioni di cuore e assalti convulsivi. Nondimeno non istette molto ad accorgersi che legittima in quell'istante sarebbe stata la ragion del temere.
Non appena Lucia ebbe risposto in tal guisa al padre che incominciava già a motteggiarla per questa pusillanimità. Un di que' tori, o lo movesse il color di scarlatto delle vesti di miss Asthon, o forse per uno di quegl'impeti di feroce capriccio che assalgono talvolta cotesti animali, si disgiunse dal drappello de' suoi compagni che pascolavano in distanza considerabile, facendosi avanti come per iscoprire chi fossero que' temerarj che ardivano mostrarsi ne' suoi dominj. Camminò da prima lentamente, si fermava a quando a quando per muggire, buttava in su colle zampe davanti la terra, ne sterpava colle corna le pianticelle, quasi aizzando se stesso, e cercando di eccitarsi al furore.
Il lord Cancelliere che avea considerate queste fazioni dell'animale e ne prevedea conseguenze pericolose, stretto sotto il proprio braccio quel della figlia, raddoppiò il passo per raggiungere un vicino boschetto, fra le piante del quale sperava trovare tal nascondiglio, che il toro non pensasse più ad essi. Ma a peggior partito non potea appigliarsi; perchè la bestia, fatta più ardita da questa dimostrazione di fuga, si diede ad inseguirli di gran galoppo; pericolo sì imminente, che avrebbe sconcertato il coraggio di un uomo anche più intrepido di ser Guglielmo. Pure, l'amor di padre essendo più forte in esso dello spavento, continuò a sostenere e a trarsi con se la figlia verso il boschetto; ma finalmente l'eccessivo spavento avendo tolta ogni forza a Lucia, cadde questa e rimase priva di moto ai piedi del padre. Non potendo più aiutare la figlia a fuggire, deliberò affrontare il pericolo, postosi coraggiosamente fra lei e l'infuriato animale, che già pochi passi era lontano da essi; ma oimè! il Cancelliere non era provveduto d'alcun'arma, perchè i suoi anni e l'indole grave e pacifica del suo ministerio lo dispensavano fin dal portare un coltello da caccia; che per tutt'altri, in que' giorni, sarebbe stata una specie di vergogna il non andarne muniti.
La vita dunque di lui e quella forse anche della figlia pareano sul punto di essere sagrificate al furore del toro, quando una palla d'archibuso sparato nel boschetto, ove ser Guglielmo divisava cercar rifugio, arrestò in mezzo al suo correre l'animale, colpito con tanta giustezza fra la spina e il cranio, che mentre una ferita fattagli in qualunque altra parte del corpo ne avrebbe anzi stimolata la rabbia, questa gli diede morte istantanea. Fece ancora un salto in avanti, piuttosto per continuato effetto dell'antecedente slancio che per sua volontà; poi subito cadde morto, tre passi lontano dal lord Cancelliere, mandando un orribil muggito, e fra le convulsioni della agonia.
Stava intanto Lucia stesa sul suolo priva di sensi, ed ignorando tuttavia il soccorso miracoloso sopraggiunto così a lei come a suo padre, stupefatto al punto di perderne i sensi egli stesso; tanto rapido si fu il passaggio dal timore di una morte crudele, e che parea inevitabile, alla certezza di essere egli e la diletta figlia salvati. Ei contemplava questo animale che, anche morto, inspirava terrore, con una specie di maraviglia muta e confusa, sì che nemmeno gli era permesso il discernere la serie delle cose in poco tempo avvenute; e avrebbe potuto supporre che un fulmine avesse atterrato il toro, se all'orlo del boschetto, e per traverso ai rami, non gli si fosse offerto un uomo armato di moschetto.
La qual vista avendogli schiarito lo stato delle cose, volse immantinente uno sguardo alla figlia pensando alla necessità di procurarle immediati soccorsi. Chiamò l'uomo che avea veduto, e che credè essere una delle sue guardie, ordinandogli di vegliare alla sicurezza di miss Asthon, mentre andava egli stesso in traccia di quanto occorreva per far che prestamente ella si riavesse. Avvicinatosi il cacciatore, ser Guglielmo si accorse essere questi uno straniero; ma agitato ed inquieto come era, non avea tempo di fermarsi in considerazioni a tale proposito; e vedendo nello sconosciuto un giovine più vigoroso di lui, gli accennò una vicina fonte, pregandolo a trasportare in riva ad essa la donzella; e pronunziate in fretta le sole parole necessarie ad esprimere una tale preghiera, corse ver la capanna di Alisa colla speranza di trovarvi le cose che più abbisognavano in quel momento.
Lo straniero sì opportunamente sopraggiunto, mostravasi disposto a non lasciare questa buona azione imperfetta; laonde rialzando Lucia, e presala fra le braccia, la portò per traverso al bosco, seguendo sentieri, giusta quanto appariva, ad esso notissimi, nè si fermò che dopo averla posta in sicuro sulla riva di una limpida fonte, detta la fontana della Sirena; fontana altra volta coperta da un bell'edifizio, ornato di tutti i fregi della gotica architettura, allora dai rottami di quest'edifizio sol cinta. Caduto erane il tetto, rovinate le mura, e la sorgente che zampillava di sotterra si apriva il varco fra le pietre, o le macerie postele intorno, formando indi un ruscello.
La tradizione pronta sempre, almeno nella Scozia, ad abbellire con una leggenda qualunque luogo che offra di per se stesso qualche vaghezza, attribuiva una origine alla particolare venerazione in cui tenuta era questa fontana. Un lord di Ravenswood, andando alla caccia, erasi scontrato in una avvenente ninfa, che, siccome Egeria, del cuore di questo secondo Numa s'impadronì. Mostratasegli più di una volta nello stesso luogo, e sempre dopo il tramonto del sole, colle grazie del suo spirito compiè una conquista, che le sue leggiadre forme aveano incominciata; tresca galante cui nuovi vezzi aggiunse il mistero. Comparendo ella, e sparendo ciascuna volta in vicinanza della fontana, l'amante Lord giudicò che fra la ninfa e quell'acque vi fosse qualche inesplicabile corrispondenza. Oltrechè, ella avea poste alcune condizioni a que' segreti abboccamenti. Non si vedea che una volta la settimana, in giorno di venerdì, e il Lord dovea ritirarsi appena la campana di un monastero situato a qualche distanza nella foresta, e del quale oggidì non si vedono nemmen le rovine, annunziava ai frati la mezza notte, ora canonica del mattutino.
Il confessore del barone di Ravenswood era il padre Zaccaria, priore dell'indicato monastero; il quale, partecipatagli dal suo penitente la tresca straordinaria, ne dedusse la conseguenza che questo tapino, accalappiato nelle reti del demonio, si stava in grande pericolo e corporale, e spirituale; ed enumerati con tutta la forza della rettorica monacale i suoi rischi al barone, gli dipinse con colori spaventosi la seducente Sirena da cui lasciato erasi abbacinare, asseverantemente definendola un'abitatrice de' regni bui. Avendolo con incredula ostinazione ascoltato l'amante, piuttosto per ispacciarsi dalle importunità del priore, che per convincimento, gli promise sottomettere ad una certa prova l'indole e l'essenza della donna del proprio cuore. Fu quindi pattuito fra il confessore e il penitente, che nel successivo venerdì, la campana del monastero non sonerebbe i segni del mattutino, perchè il padre Zaccaria pretendeva che il demonio ingannato da questa gherminella, dimenticherebbe l'ora in cui era solito a sparire, e mostrandosi agli occhi del Lord sotto la sua vera forma di figlio dell'inferno, svanirebbe indi, lasciando dietro di se un odor di zolfo e una luce di fiamma turchiniccia. Citò a sostegno della propria opinione il Malleus maleficarum, lo Sprengero ed altri dotti demonologisti. Raimondo di Ravenswood, acconsentì, il dicemmo, a questa esperienza, non senza qualche inquietudine sugli effetti che avrebbe avuti, benchè convinto che non sarebbero tali, quali il priore gli avea ad esso annunziati. Nel successivo venerdì, i due amanti convennero al loro ritrovo in riva alla fontana, nella solita ora, vale a dire dopo il tramonto del sole. Era il mese di giugno che ha le notti assai corte; le ore corsero velocemente, e la campana del mattutino non essendosi fatta sentire, l'avvenente ninfa non pensò a rammentare a Raimondo essere giunto il momento di separarsi. Non per questo, videsi nulla di cambiato nelle forme esterne della nostra ninfa. Ma appena il primo raggio dell'aurora la fece comprendere che le ore permesse al diletto erano già trascorse, strapparsi dalle braccia dell'amante, dirgli per sempre addio, mettere un grido di disperazione, precipitarsi nella fontana, sparire, furono un solo istante.
Alcune gocce di sangue che sulla superficie dell'acqua allor si mostrarono, indussero lo sfortunato barone a pensare che la sua indiscreta curiosità avesse dato morte alla persona da lui amata, qualunque poi la natura dell'ente misterioso si fosse. Ben furono, due ore dopo, fatte per suo ordine accurate indagini sino al fondo di quella fontana, ma non apparve alcun'orma di colei che egli avea veduto co' proprj occhi lanciarsi lì dentro. I rimorsi prodotti in lui dall'avvenimento fatale, e la rimembranza de' pregi della donna che tanto amò, convertirono in inferno il rimanente della sua vita, che perdè, alcuni mesi dopo la battaglia di Flodden. Ma pensò prima della morte ad impedire che le acque di questa fontana venissero profanate o imbrattate, onde la fe' circondare dell'edificio di cui vedeansi ancora gli avanzi su quella riva. Da quel tempo, dicesi, incominciarono ad andar male le cose per la famiglia di Ravenswood.
Così era la leggenda generalmente adottata. Nondimeno alcuni, i quali voleano darsi aria di essere più saggi degli altri, pretendevano essere questa una lontana allusione al caso di una donna veramente amata da Raimondo di Ravenswood, e che questi preso da impeto di geloso furore trafisse in quel luogo; laonde non sarebbe stato maraviglia, se il sangue dell'uccisa si fosse mescolato all'acque della fontana. Altri volevano spiegare l'origine della novelletta, risalendo all'antica mitologia; certo è che generalmente credeasi fatale ai Ravenswood un tal sito, e per un discendente di questa famiglia il ber l'acque di quella fonte, o il solo avvicinarvisi erano cose di cattivo augurio, quanto il fossero per un Graham, il portar verdura, per un Bruce, l'ammazzare un ragno, per un Saint-Clair l'attraversare l'Ord in giorno di lunedì.
In questo sito adunque del mal augurio, Lucia, riacquistò i sensi dopo un lungo svenimento. Bella e pallida, quanto la naiade della leggenda avrà dovuto esserlo nel separarsi per sempre da Raimondo, si reggea contro un pezzo di quelle rovine, intanto che l'incognito cercava richiamarla ai sensi, spruzzandole il volto coll'acque della fontana.
Tornata in se medesima, si ricordò per prima cosa il pericolo in cui lasciato aveva, quando svenne, suo padre, e guardando spaventata attorno di se, e nol vedendo: „ Ove è egli? ov'è mio padre? „ esclamò, nè ebbe forza di articolare altre parole.
„ Ser Guglielmo è sano e salvo, le disse l'incognito. Non ha nulla da temere. Non vi angustiate. Fra pochi istanti lo rivedrete. „
„ Ne siete voi ben sicuro? disse Lucia; il toro non era lontano che dieci passi da noi. Non mi trattenete. Gli è d'uopo che cerchi mio padre. „
E si alzò pronunziando queste parole; ma tanto rifinite ne erano le forze, che lungi dal poter eseguire il suo divisamento, sarebbe ricaduta fra quelle rovine, a rischio di riportarne contusioni o ferite, se il vicino straniero non l'avesse sostenuta fra le sue braccia. Pur sembrava che nel prestarle tali soccorsi provasse una specie di ripugnanza, sentimento straordinario assai in un giovine, cui non par vero di trovarsi nell'occasione di rendere utili i suoi servigi ad un'avvenente donzella. In vece sarebbesi detto obbedir egli, a proprio malgrado, alle voci dell'umanità, e il lieve peso di una delicata giovinetta essere carico difficile da sopportarsi alle membra di lui, comunque robuste ed atletiche; perchè senza provar nè meno la tentazione di tenerla fra le sue braccia un istante di più di quanto era necessario, e non lasciarla cadere, la fe' adagiar sul murello da essa abbandonato dianzi, e arretrandosi alcuni passi, le disse:
„ Acchetatevi, madamigella; nulla di sinistro è accaduto a ser Guglielmo Asthon; lo vedrete qui fra un istante. Il destino lo ha salvato, in una guisa ben singolare. Ma voi siete molto debole; nè dovete pensare ad abbandonar questo luogo sinchè non abbiate chi vi assista meglio di me. „
Lucia, già riavutasi dal suo stordimento, guardò lo straniero con un poco più d'attenzione, e maravigliò in uno dei modi freddi e ritenuti che usava seco lei. Ella si conosceva abbastanza per sapere non esservi nel suo esterno alcuna cosa che potesse rendere esitante un uomo ad offerirle il braccio, in un momento che ella mostrava abbisognare di un tale soccorso; oltrechè, il giovane non dovea vedere in se stesso giusti motivi per paventare alla sua offerta un rifiuto. Un abito da caccia di panno verde, una parte del quale ascondeasi sotto grande mantello di colore oscuro, additava essere egli di un grado distinto. Benchè un largo cappello sormontato da una piuma nera, la cui cima veniva a ricadergli sul sopracciglio, non lasciasse vederne per intero i lineamenti, e quanto mostravasi d'essi fosse offuscato dalla malinconia, che il premeva, pur discerneasi che gentili erano e regolari. Lo stesso modo franco ed ingenuo di lui nel presentarsi, persuadea facilmente che la vivacità di cui mancava, doveva essere stata ammortita da qualche grave sventura o cordoglio; ma in sostanza, parea quasi impossibile il fisar gli sguardi sovr'esso senza provare un sentimento, misto di rispetto, di affezione ed anche di curiosità.
Sentir questa impressione, per descriver la quale abbiam dovuto impiegar lungo tempo, fu al cuor di Lucia l'opera di un istante. Appena scontratasi collo sguardo negli occhi vivaci e neri dello sconosciuto, chinò i proprj al suolo con una specie di timoroso imbarazzo; pur trovavasi nella necessità di parlare, o almeno così credea. Somministrandogliene l'occasione il pericolo che avea corso, gli espresse con voce tremebonda la persuasione in cui stavasi che ei fosse stato, dopo Dio, l'unico salvatore della vita di lei e del padre suo.
Parve che queste manifestazioni di gratitudine non piacessero allo straniero, in cui si scorse l'aggrottar della fronte, a malgrado di sforzi che per palliare l'interno sentimento egli operasse. Salutò Lucia con modi che confinavano tra il mal umore e la rustichezza; „ É d'uopo che io vi lasci, madamigella; ser Guglielmo non può tardare; vi lascio sotto la protezione di quell'uomo che forse in quest'oggi dee riconoscere in voi il suo Angelo custode. „
Maravigliò Lucia di queste espressioni che le sembravano inintelligibili; onde cominciò persino a sospettare, che l'agitazione della paura in lei rimasta non le avesse permesso di palesare in assai convenevoli modi la sua gratitudine, nè volendo lasciar su di ciò alcun dubbio nell'animo dello straniero: „ Forse, gli disse, ho avuta la sfortuna di non sapervi spiegare, come doveasi, i sentimenti del grato mio animo; ma il turbamento in cui mi trovo tuttavia, mi serva di scusa, perchè, ve ne accerto, non mi ricordo nemmeno quel che io v'abbia detto. Deh! vi prego, aspettate l'arrivo del padre mio, del lord Cancelliere, affinchè egli possa farvi i suoi ringraziamenti e chiedervi il nome del nostro liberatore. „
„ Il mio nome è cosa inutile da sapersi. Quanto a vostro padre....... volli dire, quanto a ser Guglielmo Asthon, egli saprà sempre il mio nome più presto di quanto il desideri. „
„ Vi sbagliate! esclamò con forza Lucia. Vedo che non conoscete mio padre, e sarà oltremodo grato, e per se stesso e per me, ma forse..., oh dio! forse m'avete ingannato nel dirmi che egli è sano e salvo; forse è stato vittima della ferocia di quel furioso animale. „
Mostratasi appena questa nuova idea alla mente della donzella, surse di nuovo, accignendosi a ritornare nel viale, ove il caso era occorso; ma le piegarono le ginocchia sì che non avea forza di reggersi. Sembrò che lo sconosciuto titubasse un istante fra le inspirazioni contrarie di soccorrerla e di abbandonarla; ma prevalendo sul cuore di esso l'umanità, le si avvicinò colla speranza di persuaderla ad aspettare, in quel luogo dov'era, il ritorno del padre.
„ In parola d'uomo d'onore, madamigella, vi ho detta la verità. Ser Guglielmo è sano e salvo. Non vi cimentate a qualche nuovo pericolo tornando sola in un luogo, d'onde forse que' selvaggi animali non sono ancora partiti, o se persistete in questo disegno, accettate adunque il soccorso del mio braccio, benchè io non sia quel tale che potesse, che ragionevolmente dovesse offerirvelo. „
Lucia lo prese in parola senza badare all'ultima frase. „ Ebbene, gli diss'ella, conto sul vostro onore che mi aiuterete a ritrovare mio padre: non dovete abbandonarmi, è d'uopo che veniate con me; chi mi dice ch'egli non sia spirante, mentre sto qui ad ascoltarvi? „
Così parlando, gli afferrò il braccio che l'altro appena le aveva offerto: nè pensando che alla brama di rivedere il padre e al bisogno istantaneo di un sostegno per andarne in traccia, oltre a un segreto istinto di trattenere quello straniero, finchè ser Guglielmo arrivasse, correa con quanta velocità il suo stato attuale gliel permettea, traendosi come dietro lo sconosciuto, che parea seguirla di mala voglia. Finalmente vide il padre accompagnato da Barbara, che portava una pozione cordiale, e da due taglia legne che questi avea trovati vicino alla capanna di Alisa.
Il contento provato da ser Guglielmo ravvisando in buono stato la figlia, fu più forte della sorpresa che in tutt'altra occasione avrebbe destata in lui il vederla appoggiata al braccio d'uno sconosciuto, così famigliarmente, come sarebbesi sostenuta a quel di suo padre.
„ Lucia, mia cara Lucia, come ti senti? „ furon queste le prime parole che pronunciò teneramente abbracciandola.
„ Molto bene, grazie a Dio, caro padre, ed ora meglio, perchè ho la fortuna di rivedervi. Ma che cosa penserà questo signore per la libertà che mi son presa di costringerlo, può dirsi, ad accompagnarmi? „ Ciò detto, lasciò arrossendo, il braccio dello sconosciuto, e corse a prendere quello del padre.
„ Spero non si pentirà del servigio prestatomi, quando io lo avrò assicurato di tutta la gratitudine che professo ad un uomo, che con coraggio, prontezza d'animo e destrezza non ordinaria, ha salvata la vita al lord Cancelliere di Scozia e a sua figlia; mi permetterà, spero, di chiedergli.... „
„ Non mi chiedete nulla, o Milord, rispose in tuon fermo e perentorio quello straniero. Io sono il sere di Ravenswood. „
Lo stupore, unito ad altre sensazioni di un genere meno aggradevole tenne silenzioso per alcuni istanti il lord Cancelliere. In questo mezzo, Edgardo, avviluppandosi nel suo mantello, salutò Lucia con aria di dignità che sentia di alterezza, balbettando alcuni accenti cortesi che sembrarono pronunziati a stento, e che poterono appena essere intesi dalla donzella. Voltosi immantinente, raggiunse la foresta, dond'era uscito, e frettoloso si allontanò.
„ Il sere di Ravenswood! (sclamò il lord Cancelliere, rompendo il silenzio cui lo stupore lo aveva costretto). Corretegli dietro, fermatelo, ditegli che bramo subitamente parlargli. „
I due taglialegne si diedero a seguire Edgardo che non poteva essere molto lontano; e tornando di lì a pochi minuti, l'un di essi con tuono imbarazzato annunziò che il Sere avea ricusato di tornare addietro.
„ Ma che cosa ha detto? „ Chiese il lord Cancelliere.
„ Ha detto che non volea tornare addietro „ rispose il taglialegne colla prudenza d'uno Scozzese al quale non piace il portar cattive imbasciate.
„ Sicuramente non vi ha detto sol questo, riprese a dire ser Guglielmo; voglio sapere quel che vi ha detto. „
„ Ebbene, Milord, soggiunse sbassando gli occhi il taglialegne. Ha detto........ ha detto cose che voi non vi curerete di sapere, e che io non mi curo di ripetervi. „
„ Non importa, sclamò il Cancelliere, voglio che mi ripetiate le sue proprie parole. „
„ Quando volete così, mi ha detto. — Rispondete a ser Guglielmo Asthon, che si guardi dall'augurarsi il momento in cui dovrà rivedermi. „
„ Ah sì, sì! capisco adesso. Una scommessa corsa fra noi intorno ai nostri falchi; una inezia, una semplice inezia! „
Riprese indi la strada del castello insieme alla figlia, che vi arrivò senza avere molto sofferto. Ma ben sofferse il suo animo oltre modo aperto alle forti impressioni, e nel quale diverse ricordanze congiunte alla scena terribile dianzi accaduta, durarono più lungo tempo degli scotimenti che le sue fibre nervee aveano provate. Le considerazioni del giorno e i sogni della notte le mostravano di continuo il furioso toro, che sovra lei e il padre suo si lanciava; ne udiva gli spaventosi muggiti, e vedea allora il sere di Ravenswood, accorrere, siccome angelo proteggitore, e salvarli entrambi da una imminente morte. Forse in tutti i tempi, è cosa non priva di rischio per una giovane, il permettere alla propria immaginazione di arrestarsi troppo di frequente, e con compiacenza, sopra una medesima idea; ma nello stato in cui era Lucia, il pericolo sembrava pressochè inevitabile: ella non avea mai veduto alcun giovine, che avesse lineamenti nobili e parlanti al cuore, siccome Edgardo di Ravenswood; e quando anche si fosse trovata con altri, che in questi pregi il pareggiassero, o superassero, difficilmente avrebbero potute unirsi tante circostanze che gliene rendessero nell'animo sì durevole l'impressione. Il soprastante rischio, il soccorso ottenuto, la gratitudine, la sorpresa, la curiosità..... diciamo curiosità, perchè è probabile che i modi aspri anzi che no, ed evidentemente riservati, dei quali usò il suo liberatore, essendo cotanto opposti all'espressione naturale della sua fisonomia, e alle grazie del suo portamento, rendessero sempre più vogliosa Lucia di conoscere a fondo l'origine di una siffatta contraddizione, e con maggior forza stampassero nel cuore di lei l'immagine del giovinetto. Sol di sfuggita aveva udito rammentare le cause disputate fra il padre suo e quello di Edgardo; ma quando anche ne fosse stato meglio istrutta, non era della sua indole il concepire l'idea degli astj e delle violenti passioni che queste cause aveano prodotto. Aggiungasi, che ella il sapea di nobil legnaggio, povero, benchè sceso da una famiglia altra volta doviziosa; onde potea dargli qualche merito del sentimento di alterezza, per cui si sottrasse alla gratitudine del proprietario attuale dei dominj, e del castello de' suoi maggiori. „ Nondimeno, ella pensava fra se medesima, avrebbe egli ricusati del pari i nostri ringraziamenti, ci avrebbe egli lasciato in sì ruvida guisa, se mio padre gli avesse parlato con maggiore dolcezza, con men d'orgoglio, se avesse addolcite le manifestazioni della sua gratitudine, con quel tuono di gentilezza che le donne sanno usar sì a proposito per calmare le passioni impetuose degli uomini? „ Quistione pericolosa al cuor della giovine; pericolosa in se stessa, pericolosa nelle sue conseguenze.
Lucia Asthon, in una parola, smarrivasi in mezzo ad un labirinto d'idee, l'una più fatale dell'altra alla immaginazione di una giovinetta che abbia l'animo ai teneri sentimenti disposto. Il tempo e la lontananza, che in altri simili casi erano stati efficaci a cancellare impressioni morali di tal natura, poteano, sembrerà forse, prestare egual servigio al cuor di Lucia, ma la continua solitudine in cui viveva, e la mancanza di distrazioni, contribuivano a ritornarle alla mente le stesse immagini; e la cagione principale di questa solitudine, era che lady Asthon trovavasi ad Edimburgo, ove l'interteneano le cure di un maneggio politico. Il lord Cancelliere, d'indole non compagnevole per natura, non riceveva nessuno, se non se per ostentazione, o per meri fini politici; laonde fra quelli che visitavan suo padre, la giovinetta non avea potuto conoscere alcuno, che, a giudizio di lei, potesse stare a petto del sere di Ravenswood, o fornito de' meriti cavallereschi che in questo le parea ravvisare.
Intanto che Lucia a cotai sogni si abbandonava, facea frequenti visite alla vecchia Alisa, colla speranza di poter con essa condurre il discorso sopra un soggetto al quale incautamente avea lasciato il predominio assoluto de' suoi pensieri; ma si trovò ingannata in questa espettazione. Non che la vecchia non le parlasse volentieri, e con una specie di entusiasmo, della famiglia dei Ravenswood; ma parea evitasse con ogni studio qualunque particolarità che si riferisse all'erede attuale di questa illustre prosapia, o se pure alcuna rara volta lo rammentava nol facea per dire cose che potessero a Lucia riuscire aggradevoli; poichè il dipingea, come uomo d'indole cupa e disdegnosa, non fatto per perdonare un ricevuto affronto, e memore di esso fino al momento della vendetta. Però questi schiarimenti erano quanto bastava a Lucia per combinarli cogli avvisi dati dalla stessa Alisa al lord Cancelliere, perchè si guardasse dalla vendetta di Ravenswood.
Nondimeno questo Ravenswood, divenuto scopo a così odiosi sospetti, non gli avea egli stesso vittoriosamente combattuti colla nobile condotta che tenne, allorchè lord Asthon e la sua figlia si trovarono in pericolo di vita? Se avesse nudriti atroci divisamenti di vendetta, come i discorsi di Alisa davano a sospettarne, non gli facea mestieri commettere un delitto per disbramare compiutamente una sì orribile sete; gli bastava mantenersi inoperoso; avrebbe veduto l'uomo detestato perir d'una morte crudele, siccome certa, s'egli stesso generosamente non lo avesse soccorso. Dalle quali cose conchiuse la donzella, che soltanto alcune preoccupazioni di mente, e que' sospetti cui si abbandonano sì di leggieri i vecchi e gli sfortunati, aveano potuto condurre Alisa a giudicare con tanto disfavore il giovane Edgardo, e a dipingerlo con colori inconciliabili affatto colla nobiltà e colla generosità che questi avea dimostrate: convincimento in cui poneva tutte le sue speranze Lucia, che si fabbricava un tessuto d'illusioni splendente e fragile, come quelle sottili fila che vediamo tremolar per l'aere ai raggi del sol nascente in una bella mattina di primavera.
Intanto il padre di Lucia abbandonavasi a meditazioni non men frequenti di quelle che teneano l'animo della figlia, ma assai più fondate sulla singolarità del caso dianzi avvenuto. Giunto a casa, la prima cura suggeritagli da amore di padre, fu quella di chiamare un medico, per accertarsi, se nulla eravi da temere per la salute della figlia, dopo lo spavento e le angustie alle quali necessariamente fu in preda. Ottenute su di ciò soddisfacenti risposte, si chiuse nella sua biblioteca, ove dopo esaminate le annotazioni che avea fatte nel ricevere la relazione del messo incaricato d'interrompere le esequie di lord Ravenswood, si diede ad un lavoro affatto opposto a quello che da prima avea cominciato. Essendo in lui tutta la destrezza propria di un uomo del Foro, eragli cosa facilissima il presentare un fatto medesimo con que' colori che più gli andavano a grado: pertanto nel preparare il rapporto che dovea leggere al Consiglio privato, sul tumulto cui questi funerali diedero origine, ebbe altrettanta cura di attenuarne le tinte, quanta ne avea avuta per lo innanzi di caricarle. Insistea inoltre sulla necessità di tenersi alle vie della conciliazione colla gioventù, alla quale voleano perdonarsi un natural bollor di sangue, e la mancanza di quella esperienza, le cui lezioni vengono solo dal tempo. Nè si fece scrupolo di rinversar molta parte di colpa sul messo de' tribunali, che nell'adempiere il suo ministero avea mostrato assai più di zelo che di prudenza.
In questa guisa inteso era lo scritto ufiziale del lord Cancelliere; ma di una natura anche più favorevole al giovine Ravenswood, erano le lettere particolari spedite da ser Guglielmo a que' suoi amici, ne quali potea fidarsi, e che avrebbero avuto maggiore preponderanza nella decisione di questa bisogna. Non si stancava di dire ai medesimi che gli espedienti i più miti sarebbero anche stati i più politici e regolari in tal circostanza; grande essere il rispetto che si avea nella Scozia per tutto quanto alle cerimonie funebri appartenea; sarebbesi eccitato un mal umore nel pubblico, se si fosse usato aspramente col sere di Ravenswood, perchè impedì che le esequie di suo padre venissero frastornate. Finalmente assumendo carattere d'uom nobilissimo e generosissimo, chiedea che per riguardo a lui medesimo, venisse posta in silenzio una tale faccenda; frammettendo a questo luogo una dilicata allusione allo stato in cui trovavasi rispetto al giovine Ravenswood, dopo la necessità che lo costrinse sì lungo tempo, benchè per difesa de' proprj diritti legittimi ad essere in lite col padre di lui. Egli sarebbesi veduto disperato, aggiugnea, se qualche malevolo avesse profittato di una tal congiuntura per calunniarlo, come uomo che si fosse giovato di una lieve imprudenza del giovine Ravenswood, per dar l'ultimo crollo ad una famiglia nemica della propria; sarebbe inconsolabile oltre a ciò in veggendo rincalzate le sciagure di una nobile casa, e molto più, s'ei ne fosse, anche indirettamente, la cagione. Ben tutt'altro! Avrebbe anzi desiderato farsi un merito dell'indulgenza che venisse adoperata verso l'imputato, in virtù del suo rapporto favorevole e della sua intercessione. Conchiuse col protestare che avrebbe professata una obbligazione personale, e affatto speciale ai suoi nobili amici, quando che avessero condisceso a coprire col velo dell'obblio questa così perdonabile inconsideratezza dell'erede dei Ravenswood.
Qui è da notarsi una particolarità; ed è che scrivendo a lady Asthon, contro il suo costume ordinario ed uniforme, di tutte le precedenti cose non le motivò una parola. Ben le scrisse vagamente dello spavento che il correre d'un toro selvaggio avea cagionato alla figlia. Ma non accennò, nè manco per immaginazione, l'inaspettato soccorso venuto ad entrambi dal giovine Ravenswood, come non le parlò del tumulto accaduto nel celebrarsi i funerali del vecchio Milord.
Non fu poca la sorpresa degli amici e colleghi di ser Guglielmo, quando ne ricevettero le lettere, concepite in uno stile cui non si sarebbero mai aspettati. Ciascuno si mostrava all'altro la propria lettera, e vedendo finalmente che tutte collimavano al medesimo fine, l'un d'essi si metteva a ridere, l'altro aggrottava il sopracciglio, un terzo spalancava gli occhi e la bocca, e un quarto chiedeva se fosse cosa ben certa che il lord Cancelliere non avesse scritta qualche altra lettera segreta in un senso affatto opposto, ed aggiunse: „ Scommetterei quanto ho al mondo che nessuna di queste contiene il vero nodo dell'imbroglio. „
Ma niuno avea ricevute lettere di un tenore diverso, benchè la natura delle cose, e il carattere del personaggio facessero credere ad alcuno la possibilità della loro esistenza.
„ Eh! (Disse un uomo di Stato che avea fatto i capelli grigi, e che a furia di inchinarsi e di cambiar partito a seconda delle circostanze, avea sempre mantenuto il suo posto al governal della nave, ad onta che fosse andata per trenta anni ora a greco, ora a scilocco) non mi maraviglio. Il nostro ser Guglielmo ha verificato il vecchio proverbio scozzese: la pelle d'agnello si vende in mercato, come quella di pecora. „
„ Converrà fare quel che desidera, diceva un altro; ma io era lontanissimo dall'aspettare una tal domanda per parte sua. „
„ Il Cancelliere se ne pentirà da qui a un anno ed un giorno, diceva un terzo, perchè il sere di Ravenswood è quel tal giovinetto che gli darà lana da filare. „
„ Saprei però volentieri qual altro partito vorreste prendere, o Milordi, su di questo povero giovinetto? Chiese il marchese di Athol. Il lord Cancelliere possede tutti i beni di sua famiglia. Se pronunziaste anche un'ammenda contro di lui, non ha uno scellino per pagarla. „
„ Ha la pelle, se non ha la borsa, disse lord Turntippet. — Luitur cum persona, qui lucre non potest cum crumena. — Questo è buon latino, Milordi, eccellente latino di giurisprudenza. Che cosa ne dite voi? „
„ Io non vedo, Milordi, riprese a dire il Marchese, qual interesse possa avere nessun di voi altri nello spingere questo affare più in là. Lasciamo che il lord Cancelliere operi come crede meglio. „
„ Così sia, così sia! soggiunse quel consigliere più vecchio. Rimane deciso che questo affare è rimesso al Cancelliere; tutto al più gli daremo per aggiunto un di noi, tanto per salvare la formalità; per esempio, lord Hirplehooly, che non si può mover da letto. Su via! signor protocollista, notate questa deliberazione ne' vostri registri. Ora, Milordi, dobbiamo porre un partito sull'ammenda di lord Bucklaw, di quel giovine spensierato che si mangia tutto il suo patrimonio. Suppongo che verrà posta nelle mani del lord Tesoriere. „
„ Come? Come? sclamò lord Turntippet, io contava che questo boccone caderebbe nella mia bocca, e l'aveva aperta già per riceverlo. „
„ Voi correte un po' sollecito ne' vostri disegni, Milord, disse il Marchese; e mi fate ora ricordare d'una parabola che vi ho udito citare in un'altra circostanza, la parabola del can del mugnaio, che mette fuori la lingua prima che sia slegato il sacchetto ove sta il suo desinare. L'ammenda non è ancor decretata. „
„ Ma si fa presto; non ci vuole che un tratto di penna, disse lord Turntippet; nè credo che fra questi nobili Lordi, ve ne sia un solo, il quale s'immagini che dopo avere io mostrata tutta la possibile compiacenza dopo avere prestati quanti giuramenti mi sono stati chiesti, dopo avere abbandonate tutte le fazioni che hanno soggiaciuto; in una parola, dopo avere per tant'anni servito lo Stato, or per un verso, or per l'altro, io non debba, a quando a quando, conseguir qualche coserella per rinfrescarmi le fauci e mandar giù più speditamente la mia saliva. „
„ Ma ci volete così scimuniti, replicò il Marchese, per non esserci accorti, o Milord, che nulla vi può restar sul gorgozzuolo, e che sarebbe una speranza da matti, quella di voler estinguere la vostra sete? „
Ma gli è tempo di calar la cortina sopra le scene che il Consiglio di Scozia in que' malaugurosi giorni offeriva.
CAPITOLO V.
„ Va benissimo, compare.
„ Qui ci uniste per narrare
„ A uno stuol di gente eletta
„ Una vaga novelletta.
„ Siam ben noi, per tutti i Santi,
„ Quei che stian per smorfie, o pianti,
„ Dal far carne di salsiccia
„ D'uom che i nostri affari impiccia! „
D'un Anonimo.
Nella sera successiva a quel giorno in cui il lord Cancelliere e la figlia del medesimo, vennero salvati da sì imminente pericolo, due stranieri, stavan seduti nella stanza più remota di una piccola osteria, o per meglio dire d'un'oscura bettola la cui insegna era la Tana della Volpe, lontana tre o quattro miglia dal castello di Ravenswood, e altrettanto dalla torre mezzo diroccata di Wolfcrag, vale a dire a mezza strada in circa fra queste due feudali dimore.
Uno di tali stranieri che mostrava, poco più, poco meno, quarant'anni, alto di statura, magro, estenuato, avea due occhi neri e scaltriti, e sinistra fisonomia. L'altro che avrà avuti in circa quindici anni di meno, piccolo, ma ben fatto, vigoroso, piuttosto grasso, dimostrava all'aspetto umor gioviale, animo franco e risoluto, che in mezzo ad una certa aria di non curanza dava vivacità ed espressione a due occhi grigi coperti da grosse sopracciglia bionde, ma d'una biondezza, che come quella de' suoi capelli, al rosso inclinava. Vedeasi sulla tavola un boccale di vino, perchè in quei tempi invece di conservarlo in fiaschi, veniva spillato dalla botte e raccolto entro boccali di stagno. Ciascun de' due commensali avea dinanzi il suo quaigh[3]. A quanto parea, non regnava fra essi grande cordialità. Colle braccia incrocicchiate, si guardavano l'un l'altro tacendo con aria d'impazienza e ciascuno, immerso nelle proprie meditazioni, non pensava a comunicarle al compagno.
Il più giovane interruppe finalmente il silenzio: „ Che diavolo ci sarà perchè abbia a tardar tanto? Che gli fosse andata male la faccenda? E voi perchè impedirmi di accompagnarlo? „
„ Ciascuno dee pensare a vendicare da se le ingiurie che ha ricevute, rispose l'altro. É bene abbastanza se arrischiamo la nostra vita per rimaner qui ad aspettarlo. „
„ In fin de' conti, Craigengelt, voi siete un vigliacco, riprese a dire il più giovane e vi son ben molti che per pensare così di voi non hanno aspettato questo momento. „
„ Finora però non vi è stato ancora nessuno che ardisca di dirmelo (soggiunse Craigengelt portando la mano all'elsa della sciabola) e se non sapessi che i discorsi d'un inconsiderato non meritano più attenzione di quelli d'uno stolto, io....... „
„ Voi? Che cosa fareste voi? (rispose il giovane col massimo sangue freddo). E perchè non fate quel che volete fare? „
„ Perchè...... (rispose Craigengelt tirando per metà fuori del fodero la sciabola, e tornandola subito a parar dentro). Perchè questa lama dee servire a qualche cosa di meglio, che non sarebbe ferire una ventina d'uomini senza cervello pari vostri. „
„ E potreste anche aver ragione, perchè bisogna veramente esser privo affatto di cervello per fidarsi come, ho fatto io, alle vostre belle promesse di procurarmi un grado nella brigata irlandese. Ma che cosa poteva io fare? Non ho più nulla al mondo, nè men quanto ci vorrebbe a pagare quest'ultima ammenda che quel vecchio birbante di Turntippet si è fitto in capo di farmi pagare, senza dubbio, per mangiarsela egli; mi aspetto che a quest'ora la sentenza sia già pronunziata. Quando ci penso! Io in una brigata irlandese! Che cosa ho di comune io con una brigata irlandese? Io, patrizio della Scozia, come lo era mio padre prima di me! Infine poi la mia vecchia zia lady Girnington non può campare in eterno. „
„ Tutte cose belle e buone, o Bucklaw! ma ella può vivere ancora un bel pezzo. Vostro padre poi, vostro padre avea fondi, vivea sui proprj dominj, pagava i suoi debiti, e non aveva affari nè cogli ebrei, nè cogli usurai. „
„ E di chi è la colpa se ho dovuto mettermi con costoro? Andate al diavolo voi e tutti quelli che vi rassomigliano! Ecco quanto mi ha fatto vedere il fondo ad un tal patrimonio. E adesso, m'immagino, io dovrò darmi attorno per trovar modi di sussistenza simili ai vostri. Vivere una settimana sulla finzione di una notizia venuta dalla corte di S. Germano; un'altra sullo spaccio d'una sommossa di montanari; elemosinare la mia colezione da qualche vecchia giacobita, dandole ad intendere frottole e mostrandole nella stoppa di una vecchia parrucca i ricci di un cavaliere; far da secondo ad un amico in duello, fino al momento di sguainare la spada, e allora battere la ritirata col pretesto che non conviene ad un agente politico il cimentare la propria vita in una lite estranea alle sue commissioni. Lo vedo bene, dovrò appigliarmi a questo partito per guadagnarmi un tozzo di pane e pel piacere di udirmi chiamar capitano. „
„ In verità, il discorsetto è bello, e non dovreste essere malcontento di essere divenuto così spiritoso a mie spese. Ma domando; è meglio morir di fame, e ad un buon bisogno farsi appiccare, o vivere come son costretto ad adattarmi io in questo momento, perchè il nostro re Giacomo non ha modo di pagare convenientemente i suoi ambasciatori? „
„ Morir di fame sarebbe il partito men disonorante; quanto alla forca poi non ci siete così lontano. Ma per tornare a quel povero diavolo di Ravenswood, che cosa volete farvene? Danari non ne ha più di me, i pochi terreni che gli rimangono sono ipotecati per debiti, le rendite non bastano per pagare i frutti. Che cosa sperate frammettendovi ne' suoi affari? „
„ Non abbiate paura, Bucklaw; so quello che faccio; primieramente il nome di quest'uomo sona bene, e i servigi prestati dal padre suo nel 1689 daranno credito a questa recluta presso ai signori di S. Germano e di Versailles. Vorrei poi ancora pensaste che il sere di Ravenswood è qualche cosa di diverso da voi. Non gli mancano grazie, destrezza, coraggio ed ingegno; si presenterà come un giovine atto a prestare utili servigi e colla mente, e col braccio; le sue abilità non si riducono a maneggiare un cavallo, o a dare il volo a un falcone. Ho quasi perduto il mio credito col non mandare in Francia che ufiziali, buoni solamente da snidare un cervo, o da far la caccia col falco. Non corro questo pericolo con Ravenswood. Egli è istrutto, ingegnoso, ed accorto. „
„ E con tutte queste belle qualità è caduto nelle vostre reti! Non andate in collera Craigengelt, e lasciate dov'è l'elsa della vostra sciabola. Già lo sapete che non vi batterete. Raccontatemi piuttosto, come abbiate potuto cattivarvi la confidenza di Ravenswood. „