The Project Gutenberg eBook, La promessa sposa di Lammermoor, Tomo II (of 3), by Sir Walter Scott, Translated by Gaetano Barbieri
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ROMANZI STORICI
DI
WALTER SCOTT
TOMO SECONDO
LA PROMESSA SPOSA
DI
LAMMERMOOR
O NUOVI RACCONTI DEL MIO OSTIERE
RACCOLTI E PUBBLICATI
DA JEDEDIAH CLEISHBOTHAM
MAESTRO DI SCUOLA, E SAGRESTANO
DELLA PARROCCHIA DI GANDERCLEUGH
VOLGARIZZATI
DAL PROFESSORE
GAETANO BARBIERI
TOMO II.
FIRENZE
TIPOGRAFIA COEN E COMP.
MDCCCXXVI.
INDICE
[Capitolo Primo.]
[Capitolo II.]
[Capitolo III.]
[Capitolo IV.]
[Capitolo V.]
[Capitolo VI.]
[Capitolo VII.]
[Capitolo VIII.]
[Capitolo IX.]
[Capitolo X.]
[Capitolo XI.]
[Capitolo XII.]
LA PROMESSA SPOSA
DI
LAMMERMOOR
CAPITOLO PRIMO.
„ S'apparecchi una mensa, ove a ribocco
„ Stian le vivande; un mezzo pollastrello
„ Ier ne rimase, da coltel non tocco,
„ Avanzò ancor di pesce un bel piattello,
„ Sabbbato scorso; puzzerà un pochino.
„ Ma che non fan l'aceto e il ramerino? „
Il Pellegrinaggio d'Amore.
Lo scroscio della folgore da cui derivò tanto scompiglio tra gli abitanti della torre, divenne un incentivo a nuovi trovati per l'ingegno ardimentoso e inventivo di colui che era il fiore de' maggiordomi. Non ne fu appena cessato il romore, non appena ebbesi la certezza che la torre non era rovinata da cima a fondo, sorse come uomo rapito in estasi Caleb: „ Sia lodato Dio! questo fulmine è capitato a proposito, come un turacciolo ad un fiasco di birra quando trabocca. „ Vedendo in quel momento l'intendente del lord Cancelliere che prendea la volta della cucina, ove Caleb stavasi allora, corse a chiuderne l'uscio a chiave, borbottando fra i denti — „ Come diavolo ha fatto ad entrare in casa? Ma ciò poco importa! devo ora pensare ad altro. Ebbene, Misia! che state a far lì gemendo e tremando a canto del fuoco? Fate presto, venite qui; ovvero anche restate al vostro posto, e datevi a strillare quanto forte potete; in sostanza poi, non siete buona da altro; in somma, mi avete capito, vecchia strega? Gridate! più forte! anche più forte! Bisogna che i padroni vi odano da stare in sala. Diamine! avete perduta la voce? Vi ho inteso strillar più forte, quando non v'era tanta ragione di farlo. — A me! Conviene ora ch'io faccia ballare queste masserizie. „
Così dicendo, incominciò a gettare in mezzo alla cucina e piatti, e piattelli, e pentole, e tutti gli arnesi di ferro, di rame, d'ottone, di latta che gli capitarono fra le mani, risparmiando però con giudiziosa attenzione la maiolica e tutto quanto poteva rompersi. Mandava ad un tempo tali grida, o piuttosto urla, che Misia incominciò a propria volta ad urlare da vero, pensando che il suo vecchio collega fosse impazzito.
„ Che cosa fa dunque costui? Oh dio! Ha ribaltata la fricassea di castrato, che io avea preparata con quel pezzetto di coscia avanzata l'altr'ieri al desinar d'oggi del padrone. Povera me! anche il mezzo boccale di latte che dovea servir domani per la sua colezione! Farà colezione il gatto. — Ma il fulmine vi ha fatto dar volta al cervello, Caleb! „
„ Tacete, vecchia pazza, tacete, le diceva a mezza voce Balderston, fregandosi in aria di trionfo le mani. Adesso tutto è a dovere. Il pranzo è pronto, e il fulmine lo ha apparecchiato in un attimo. „
„ Il poveretto è divenuto matto davvero (soggiugnea Misia guardandolo con occhio di compassione, e non senza qualche paura). Temo che non torni più in se. „
„ La pazza siete voi; ma ascoltatemi bene (dicea Caleb, giubilante di potere, mercè la fertilità della sua immaginazione, sciogliersi con onore da un impaccio che sembrato eragli insuperabile). Prima di tutto abbiate cura di non lasciar entrare in cucina quel forestiere. Poi giurate che il fulmine tenendo la via del cammino, è caduto qui, e ha rovinato il miglior desinare che aveste apprestato mai in vita vostra; manzo, lodole, vitella, salvaggina, prosciutto, lepri, pollami, quel che vorrete voi; non badate a spesa, e mettete insieme un pasto squisito. Io intanto vado nel salone a raccontare la storia di questa disgrazia. Ma soprattutto che non entri in cucina quel servo straniero! „ Dopo avere in tal modo istruita la sua confederata, Caleb corse verso il salone; ma prima di entrarvi, volle fare, come abile generale, una scoperta. A tal fine, pose l'occhio ad una fenditura che il tempo, per atto di compiacenza ai servi curiosi, avea fatta nella porta; e vedendo in quale stato trovavasi miss Asthon, ebbe la prudenza di aspettare alcuni istanti per non accrescere colla sua fisonomia spaventata i nostri timori, e perchè la desiderava ben riavuta, e in istato di ascoltare attentamente la storia che ei si accingeva a narrare intorno alle conseguenze disastrose del fulmine.
Ma quando la vide tornata perfettamente in se stessa, e udì che i discorsi aggiravansi sullo stato di desolazione cui ridotta era la torre di Wolfcrag, pensò esser quello l'istante di mostrarsi, e si introdusse nel modo che abbiam descritto sul finire del capitolo precedente.
„ Oh che disgrazia! oh che disgrazia! esclamava. Simile inconveniente adunque dovea accadere nel castello di Ravenswood, ed io viver tanto per esserne spettatore! „
„ Che cos'è stato, Caleb? Domandò il padrone, preso veramente da un po' di timore. Qualche parte del castello sarebbe rovinata? „
„ Rovine grandi, no, non ve ne sono; ma il fulmine è venuto giù pel cammin di cucina, ha rovesciate tutte le casserole, gettata fuliggine per ogni dove, e dovea succeder questo, quando voi state ricevendo personaggi distinti, ospiti così rispettabili! aggiunse inchinando profondamente il lord Cancelliere e la figlia di esso. Non dico altro; in tutto il castello, non rimane più cosa che possa servire pel pasto del pranzo o della cena, come poi vi piace chiamarlo. „
„ Vi credo facilmente, Caleb; „ gli disse in tuono corrucciato il padrone.
Caleb si volse con un guardo, metà di preghiera, e metà di rimprovero, e continuò in tal guisa la sua allocuzione: „ Non dirò già che si fossero fatti apparecchi rilevantissimi. Avevamo solamente aggiunto qualche bagattella al vostro pasto ordinario di tutti i giorni, ossia, come lo chiamano a Versailles, Petit couvert; tre portate e le frutta, ecco tutto. „
„ Tenetevi per voi le vostre sciocchezze, vecchio pazzo; „ sclamò Ravenswood, scorgendo la goffaggine di queste ufiziose premure dell'intendente, e arrabbiato al sommo; pure non ardiva contraddirgli apertamente, per non dare occasione a qualche scena ancor più ridicola.
Caleb, avvedendosi di tal momentaneo vantaggio, risolvè profittarne. Ma in quell'istante, avendo osservato che il servo del lord Cancelliere entrava in sala, e parlava sotto voce al suo padrone, trattosi verso il vano d'una finestra, si giovò di una tal congiuntura per dire egli pure alcune cose all'orecchio del sere di Ravenswood. „ Per amor del Cielo, Signore, frenate la vostra lingua! Se io son contento di arrischiare l'anima mia dicendo bugie per l'onore della famiglia, questi non debbono essere i vostri pensieri. Se mi lascerete tranquillamente seguire il corso delle mie idee, non vi farò pazze spese, ma se vorrete interrompermi, non son chi sono, se non v'improvviso un pranzo da sovrano. „
Di fatto Ravenswood pensò che il più saggio partito sarebbe stato lasciar andar l'acqua a seconda della corrente, e permettere che il suo uffizioso maggiordomo dicesse quanto gli veniva alla bocca. Quindi Caleb, sollevando in aria una mano e facendo i conti sulle dita, in tal modo ripigliò la parola.
„ Come io vi diceva, non si erano fatte grandi cerimonie, ma vi era abbastanza perchè tre ragguardevoli personaggi non restassero mal contenti. Prima portata, due capponi colla salsa bianca, vitella e porco, salvo il rispetto dovuto alle Signorie loro. Seconda, un lepre allo spiedo, un piatto di gamberi, e un rifreddo. Terza, un fagiano d'un candore che abbarbagliava la vista, adesso nero di fuliggine, come se fosse stato due anni sotto al cammino; una torta di prune e un flan. Frutta, si sa, alcune galanterie, giulebbi e... e nient'altro, (soggiunse, accorgendosi che il padrone non era più capace di frenar la pazienza). Nient'altro, salvo due conserve di pera e pome. „
Miss Asthon, ben riavutasi allora dal primo spavento, avea attentamente ascoltato il discorso del vecchio Caleb. L'imperturbabile serietà da costui serbata nel porgere la minuta descrizione del suo pasto immaginario, e gli sforzi di Edgardo per nascondere agli ospiti l'impazienza e la rabbia, offerivano un'antitesi sì leggiadra, che la giovinetta non potè a suo malgrado starsi dal prorompere in un grande scoppio di riso; e inutile fu in questo momento la gravità connaturale del padre di lei, il quale si trovò costretto ad imitarla, benchè più moderatamente il facesse. Che più? Fin Ravenswood, il quale s'accorgea certamente che questo riso era un poco a sue spese, partecipò alla generale giocondità; tant'è vero che il riso è un mal contagioso. Risonò di questi scoppi di risa in comune la soffitta del vecchio salone; e vi sono tali scene, delle quali leggiamo talvolta, senza esserne molto commossi il racconto, e delle quali nonostante, si divertirono assai quelli che ne furono spettatori. Uno cessava dal ridere, l'altro ricominciava, comune prurito che durò per alcuni minuti. Aggiungasi che la silenziosa gravità di Caleb, e l'aria di sorpresa e quasi di dispetto da esso manifestata, rendeano più ridicola la scena, e rincalzava negli altri la voglia di ridere.
„ Vedo che cos'è (soggiunse non si scompigliando Caleb, quando questa parve acchetata), le Signorie loro sono avvezze a sì buone colezioni, che la perdita del migliore fra quanti pranzi un cuoco possa apprestare, loro sembra cosa da ridere. Ma se i vostri Onori avessero lo stomaco vôto, come Caleb Balderston, non troverebbero tanto motivo di ridere su di un argomento seriissimo di sua natura. „
Il qual discorso eccitò nuove risa, che parvero a Caleb non solamente un attentato contro la dignità della famiglia, ma un atto speciale di disprezzo usato alla eloquenza con cui avea recapitolati i pretesi danni prodotti dal fulmine, e descritto un pasto, che come egli dappoi si espresse con Misia, avrebbe infuso l'appetito ad un morto, e a quei signori inspirò solamente voglia di ridere.
„ Ma (soggiunse miss Asthon, con quanta serietà le era possibile di ostentare) tutte queste buone cose sono esse guaste per modo, che nessuna, nessuna possa comparire in tavola? „
„ Nemmeno una briciola, Milady; tutto è pieno di cenere, di fuliggine, roba buona unicamente per gettarla ai cani. Vorrei che poteste solo scendere in cucina; vedreste che vaga confusione; le porcellane in pezzi; le cassarole rovesciate, la cuciniera andata fuor di se nel voler riordinare un poco le cose; le pietanze non riconoscibili, in somma andate a male del tutto. Vi era per le frutta un bianco-mangiare, che sarebbe stato squisito; il fulmine lo ha trattato, come le altre vivande, in mezzo alla cucina; vi ho intinto un dito per assaggiarne, si direbbe che era fatto di latte acido. Non so quanto mi pagassi che i loro Onori venissero abbasso a contemplare questo guasto, semprechè però (aggiugnea per prudenza, e per timore di essere preso in parola) semprechè però a quest'ora la cuciniera non abbia, come sarebbe suo dovere, spazzato via tutto. Mi pare impossibile, Milord (e in questa volgevasi a ser Guglielmo), che il vostro servo non abbia udito lo strepito delle porcellane nell'atto che il fulmine ribaltò ogni cosa. „
Il servo del lord Cancelliere, benchè, com'uomo che stava a servire un gran signore, fosse avvezzo a comporre il volto a seconda di tutte le circostanze, si trovò alquanto scompigliato da questa inaspettata appellazione, e per tenersi alla più sicura, si contentò di chinare urbanamente il capo.
„ Penso, sig. maggiordomo, (così si volse a Caleb il lord Cancelliere, venuto in timore che il prolungar più a lungo sì fatta scena, dopo cessato il primo prurito di ridere, reiterasse unicamente mortificazioni a Ravenswood), penso che non fareste male consigliandovi a tale proposito con Lockart. Ha viaggiato assai; è avvezzo ad inconvenienti d'ogni specie e ad accidenti non prevenuti, spererei che intendendovi insieme tutt'a due, dovreste trovare qualche espediente per uscire d'imbarazzo. „
„ Suo Onore, il sere di Ravenswood, sa (rispose Caleb, il quale comunque non vedesse speranza di spacciarsi, piuttosto che ricorrere all'aiuto di uno straniero, sarebbe morto di stento, come il generoso elefante che volle ad ogni costo fare quanto il suo padrone aspettava da esso), suo Onore sa ch'io non abbisogno di consiglieri, quando si tratta del decoro della famiglia. „
„ Sarei ingiusto, se dicessi il contrario, o Caleb; il suo padrone rispose, ma il vostro ingegno consiste soprattutto nel trovare scuse; e queste non ci sazierebbero più della descrizione del vostro pranzo colpito dal fulmine. Bramo dunque che, in compagnia del sig. Lockart, cerchiate qualche via di supplire a quanto non vi è più, o forse non vi è mai stato. „
„ Vostro Onore ha sempre le sue facezie pronte. Certamente, non dovrei far altro che trasferirmi subito a Wolfhope, e troverei l'occorrevole per dar da desinare a quaranta persone. Ma quei paesani non meritano che un galantuomo si volga ad essi; ebbero l'inconsideratezza di servirci male nel burro e nelle uova. É cosa che non ho dimenticata. „
„ Non fa niente, Caleb; andate al villaggio, e ivi ingegnatevi come potete. Non conviene permettere che i nostri ospiti digiunino per l'onore, come siete solito dire, della famiglia. Prendete questa borsa, credo che sarà per voi il miglior consigliere. „
„ La vostra borsa! danaro! esclamò Caleb, facendo alcuni passi addietro in tuono d'indegnazione. Che cosa devo io farne? Non siamo sui vostri dominj? Chi è quello fra i vostri vassalli che volesse pagamento per prestarmi servigio? „
Ritiratisi i servi, e poichè la porta del salone fu chiusa, il lord Cancelliere si credè in obbligo di far qualche scusa coll'ospite sull'arbitrio che si era preso di ridere, e Lucia espresse il proprio desiderio di non avere colla sua giocondità nè offeso, nè mortificato il buon vecchio Caleb.
„ Caleb ed io, miss Asthon, dobbiamo avvezzarci a sopportare con rassegnazione e pazienza tutto ciò che va unito di ridicolo alla povertà. „
„ Voi non siete giusto verso di voi medesimo, sere di Ravenswood, rispose il lord Cancelliere; sulla mia parola d'onore, credo di conoscere gli affari vostri meglio di voi medesimo, e spero provarvi che mi stanno a cuore, e che..... in una parola vi sta innanzi agli occhi una prospettiva migliore di quanto v'immaginate. Nonostante permettetemi di assicurarvi, ch'io non conosco al mondo cosa più rispettabile di un uomo, il cui carattere sollevisi al di sopra della fortuna, e che preferisca l'imporre a se stesso nobili privazioni, all'umiliazione di contrar debiti, o di sottomettersi ad uno stato di dipendenza. „
Fosse sollecitudine di non offendere il delicato animo dell'ospite, o timore di destarne soverchiamente l'orgoglio, il lord Cancelliere gli dicea queste cose con una specie di timida riservatezza; onde esitava, e parea che a ciascuna parola temesse di essersi spiegato di troppo su tale argomento, benchè l'occasione di trattarlo fosse stata somministrata dallo stesso sere di Ravenswood. In somma, lord Asthon sembrava, animato a parlare dal desiderio di offerire prove di amicizia, rattenuto dalla tema di arrecar dispiacere. Non dobbiamo pertanto maravigliare, se Edgardo, poco pratico ancora degli uomini, supponea in questo espertissimo cortigiano maggiore sincerità di quanta si durerebbe fatica a trovarne in venti persone di simil classe. Gli rispose nondimeno con molto sussiego, essere egli grato a tutti quelli che aveano la cortesia di tenerlo in buona opinione; rinovate indi e col Lord e colla figlia lo sue scuse sul non poterli ricevere in modo più convenevole, uscì tosto del salone per dare alcuni ordini che erano indispensabili.
Quanto al modo di far dormire gli ospiti, le cose vennero ben tosto concertate colla vecchia Misia; nè per vero, potea in ciò dar molestia la perplessità sulla scelta. Edgardo cedè il proprio appartamento a miss Asthon, ponendole a fianco, qual cameriera, la stessa Misia, che venne, perchè sostenesse più addicevolmente una tal parte, vestita di un abito di raso nero, portato dall'avola di Ravenswood, e che avea fatta la sua comparsa nelle feste di Corte di Enrichetta Maria. Domandò che cosa fosse avvenuto di Bucklaw, e poichè intese che era a Wolfhope cogli altri cacciatori, incaricò Caleb di andarlo a vedere, e fargli noto l'imbarazzo in cui si trovava, pregandolo a nome suo a procacciarsi per quella notte un letto nel villaggio, non ve n'essendo altri nel castello fuor quello della camera segreta, che in tale congiuntura non si poteva a meno di offrire a ser Guglielmo Asthon. Caleb si rassegnò a cedere il proprio letto al servo straniero, e a dormire coricato sulla paglia nel granaio, per non dare a divedere che nella torre di Wolfcrag vi fosse scarsezza di letti. Il sere di Ravenswood si preparò a passar la notte avviluppato in un gran ferraiuolo, entro il salone.
Del rimanente, Lockart avea ricevuto dal padrone l'ordine di trasferirsi all'osteria, ove convennero i cacciatori, per trarne alcun poco di salvaggina, e Caleb non disperava dell'efficacia de' suoi stratagemmi ordinarj, all'uopo di porre in salvo l'onore della famiglia. Edgardo avea voluto dargli una seconda volta la propria borsa, ma essendo presente il servo straniero, Caleb si pensò in dovere di non accettarla, comunque sentisse che gli sarebbe stata di massimo giovamento. — „ Perchè non mettermela di soppiatto fra le mani? (andava pensando fra se medesimo.) Ma già suo Onore non sa, non saprà mai il modo di contenersi nelle congiunture ardue e dilicate. „
In questo mezzo, Misia, giusta un uso ricevuto allor nella Scozia, e non ancora dismesso affatto, offerse agli ospiti il latte della sua picciola mandria, intantochè fosse all'ordine il desinare. Edgardo per guadagnar tempo, condusse Milord e la figlia a girare tutto il castello; ed essendosi rasserenato il cielo, li fece salire sino in cima della torre, d'onde ammirarono la vasta estensione del mare, abbellita dai raggi del sole che ogni nube avea dissipata.
CAPITOLO II.
„ A che sfoggiar di spiedi e di pignatte?
„ É per voi squisitissimo convito,
„ E troppo ancora a rustiche gargatte,
„ Mezzo il pollo che in casa fu nudrito,
„ E una testina di porcel di latte,
„ Che al sol vederla aguzza l'appetito. „
Chaucer.
Non avea l'animo libero d'ogni inquietudine il nostro Caleb, quando partì per la sua spedizione; e di fatto si trovava a condizioni alquanto scabrose. Non osava raccontare al padrone, con qual garbo, in quella mattina, avesse chiusa in faccia a lord Bucklaw la porta del castello; non volea confessare di aver fatto male a non accettare, quando lo stesso padrone gliela offerse, la borsa; temea per ultimo qualche non piacevole conseguenza dal primo incontro che avrebbe con Bucklaw, e soprattutto in quel momento in cui era da supporsi che lo spettabile gentiluomo, colla testa piena dei fumi del vino e dell'acquavite, fosse meno che mai disposto a passarsela ridendo sull'affronto ricevuto poc'anzi.
Caleb, per rendergli la dovuta giustizia, non la cedea in coraggio ad un lione, ogni qual volta per l'onore della famiglia del suo signore operava; possedeva però un di quei coraggi, uniti a prudenza, per cui non gli piaceva esporsi fuor di bisogno ai pericoli. Ma questa era una considerazione solamente secondaria; il punto importante per lui consisteva in nascondere l'inopia assoluta e generale in cui si viveva a Wolfcrag, e di far prova di sua abilità nell'improvvisare un pranzo senza dipendere nè dal soccorso di Lockart, nè dalla borsa del suo padrone; la qual cosa divenne affare d'onore per Caleb, da noi dianzi paragonato, non affatto senza motivo, al generoso elefante, che gravato di un carico superiore alle sue forze, e vedendo condurre un ausiliare della sua razza, nel raddoppiare di sforzi per far di meno di tale aiuto, perdè la vita.
Il villaggio ver dove in quell'istante si incamminava, lo avea più d'una volta, trovandosi in eguali strettezze, levato di impaccio; ma da qualche tempo non vi godea più della medesima riputazione, e ne racconteremo or le cagioni.
Il ridetto villaggio, chiamato Wolfhope, era composto di alcune case sparse qua e là in riva ad una picciola caletta, formata da un fiumicello che ivi metteva foce nel mare. Fu altra volta appendice del feudo di Wolfcrag, dal quale lo disgiugnea una collinetta che presentava un picciolo promontorio all'Oceano. Gli abitanti vi guadagnavano in modo precario il lor vitto, dando opera alla pesca delle aringhe, quando n'era la stagione, e vivendo di contrabbandi il rimanente dell'anno. Conservavano una specie di rispetto ereditario ai lôrdi di Ravenswood; ma la maggior parte di essi avea, profittando del bisogno di danaro che incalzava questa famiglia, ricomperate a buon prezzo le onoranze cui soggette erano le case e i fondi loro; divenuti per conseguenza liberi da ogni catena di feudal dipendenza, nè costretti a temere le moltiplici esazioni, che, sotto tutti i pretesti possibili, e talvolta senza pretesto, i feudatari scozzesi, poveri eglino stessi, usavano senza misericordia sui lor vassalli, ancora più poveri.
Poteano in sostanza riguardarsi independenti, cosa mortificantissima per Caleb, avvezzo altra volta a riscotere queste contribuzioni, e a dispiegare su quei tapini un'autorità dispotica al pari di quella, che ne' tempi più remoti, possedeano nell'Inghilterra gl'intendenti reali. Ognuno sa, come costoro, uscendo fuori de' lor gotici castelli, e armati de' diritti e de' privilegi feudali, li sostituissero al danaro nel comperar le derrate, portando a casa loro, o rintanando in cento diverse caverne gli spogli di cento mercati, e quanto potevano portar via ad una tremebonda popolazione, che fuggiva a nascondersi appena li vedea comparire[1].
Soave era la ricordanza di que' bei tempi a Caleb, il quale deplorava lo scadimento di un'autorità, che in una minor proporzione, andava sulle tracce del dispotismo dei sovrani feudali, usi a riscotere più gravosi tributi. Egli si lusingava che cotesta legge, immutabile a suo parere, questo diritto di supremazia, che dovea rendere i baroni di Ravenswood i primarj padroni, i proprietarj nati di tutte le produzioni della natura sorgenti qualche miglia all'intorno del loro castello, questa deliziosa prerogativa sonnecchiasse soltanto, e si confortava aspettando di vederla risvegliata un giorno, robusta e fiorente in tutto il suo antico vigore. Perciò si facea lecito a quando a quando di rammentare con qualche piccola angheria i bei giorni trascorsi agli abitanti di Wolfhope; i quali sulle prime, or più, or meno di buona voglia, si sottometteano a questo giogo, perchè accostumati da tanto tempo a riguardare i bisogni del Barone e della sua famiglia, come cose che più dei proprj loro bisogni dovessero rilevare; la stessa franchigia di cui godevano, non giungeva a persuaderli di essere in realtà independenti; simili ad un uomo, che essendo stato per lungo tempo carico di ferri, s'immagina, anche quando ne è libero, di sentirne il peso. Ma al godimento della libertà, non tarda naturalmente a venir dietro l'intimo senso de' diritti che ne sono la conseguenza; così il prigioniero disciolto, nel far libero uso delle proprie membra, ben presto s'accorge che le sue catene son veramente cadute.
Gli abitanti di Wolfhope pertanto incominciarono a bisbigliare, a resistere, e finalmente a ricusare in chiare note di sottomettersi alle pretensioni di Caleb Balderston. Egli si ricordò, e ricordò loro i tempi dell'undecimo Lord di casa Ravenswood, soprannominato l'Uomo di mare, a motivo del diletto che gli davano tutte le cose che alla marineria riferivansi. „ Questo buon Lord, così ragionava Caleb, agevolò il commercio del picciolo porto di Wolfhope, col farvi costruire un molo (ed era un cattivo argine di sassi mal accatastati gli uni sugli altri); il qual molo mettea le barche pescherecce in sicuro dalle tempeste; e in benemerenza, gli abitanti convennero di conferirgli, in tutta l'estensione della baronia, il diritto al primo pane di burro fatto col latte di ciascuna vacca che avesse figliato, e alle uova nate, tutti i lunedì dell'anno, da ciascuna gallina del feudo. „
I pretesi debitori l'ascoltarono tranquillamente; poi si misero a grattarsi in capo, a tossire, a sbadigliare, a starnutare, e Caleb sollecitandoli ad una risposta, la fecero in questi termini: „ Non sappiam che dire. „ La qual frase è il rifugio universale de' contadini scozzesi, quando viene fatta ad essi una domanda, di cui riconoscono la giustizia in loro coscienza, ma contro la quale grida la voce del loro interesse.
Allora, Caleb mise nelle mani dei notabili di Wolfhope una inchiesta formale, affinchè gli somministrassero un certo numero d'uova, e una certa quantità di burro, che equivalessero al debito arretrato di questa antica onoranza cui nessuno aveva pensato. Fu anche assai compiacente per soggiugner loro, che se gl'incomodava il pagarla in natura, non avrebbe avuta difficoltà di ricevere invece danaro o altre derrate. Indi li lasciò affinchè potessero concertare insieme in libertà sui modi del pagamento che lor più a grado tornassero.
Ma presero una risoluzione del tutto diversa dai conti che avea fatto Caleb, quella cioè di resistere ostinatamente ad una tale intimazione. Il bottaio, personaggio d'alto affare in un villaggio, ove la pesca delle aringhe era la principale bisogna, ed uno dei padri coscritti di quel comune, disse, che le loro galline aveano cantato assai lungo tempo pei lôrdi di Ravenswood, ed essere omai tempo che cantassero per chi dava loro il nudrimento e il pollaio. Gli applausi universali dimostrarono quanto garbasse all'assemblea una tale sentenza; ma la difficoltà stava nel trovare i motivi su cui fondare il rifiuto. „ Se non volete altro, ripigliò il medesimo oratore, farò un salto a Dunsa; andrò a trovare Davy Dingwall, e saremmo ben disgraziati, se non raccapezzasse qualche buon appiglio per salvarci il nostro burro e le nostre uova. „
Venne dunque assegnato un giorno per tenere nuova adunanza, in cui prendere un definitivo partito intorno all'intimazione di Caleb, il quale fu avvertito, affinchè potesse egli pure trovarvisi.
Egli venne quindi colle mani aperte e collo stomaco vôto, divisando di empir bene le une a profitto del suo padrone, e di refocillar l'altro per proprio conto, il tutto a spese dei debitori di Wolfhope. Ma ogni speranza lo abbandonò, allorchè entrando nel villaggio dalla parte di levante, vide arrivare dalla parte di ponente un tal uomo che anche troppo avea imparato a conoscere. Era questi Davy Dingwall, scaltro procuratore gran mastro di astuzie, quel medesimo che avea secondato ser Guglielmo Asthon in tutte le liti contro la casa di Ravenswood, e che munito allora di tutti i chirografi feudali di quel villaggio, veniva a sostenere giuridicamente le parti degli abitanti.
„ Spero di non avervi fatto aspettare, sig. Balderston, gli disse, in tuon di beffarlo, il procuratore. Eccomi pronto a discutere, regolare, e terminare con voi la picciola differenza insorta fra il sig. Edgardo Ravenswood.... „
„ Fra l'onorevolissimo Edgardo, lord di Ravenswood, „ sclamò con enfasi Caleb; perchè comunque prevedesse che la vittoria non si deciderebbe per lui in questo affare, voleva almeno salvar l'onore, se non potea l'interesse.
„ Sia, come vi piace! rispose Dingwall, non discuterò con voi sopra quanto è affare di semplice cortesia. Diremo dunque, insorta fra lord Ravenswood, proprietario della torre di Wolfcrag da una parte, e John Whitefish, e i rimanenti abitanti del villaggio di Wolfhope dall'altra. „
Una trista esperienza avea insegnato a Caleb, qual fosse l'avversario con cui si trovava impacciato, e che quello stipendiato campione del fôro era più formidabile di tutti i livellarj della baronia uniti insieme. Perchè, se avesse avuto che fare unicamente con essi, poteva ricorrere, appellarsi alla rimembranza dei tempi andati, mettere in campo l'antica predilezione degli abitanti di Wolfhope verso i loro Signori, rinverdir vecchie usanze, e adoperare con buon successo la sua facondia, divenuta di niun effetto a fronte di quell'impassibile rappresentante. Il fatto provò quanto i timori di Caleb fossero ben fondati. Indarno pose in opera tutti gli stratagemmi del suo ingegno e della sua arte oratoria, indarno accozzò una farragine d'argomenti tolti dalle venerabili pratiche dei maggiori, dal rispetto dovuto ai lôrdi di Ravenswood, dai rilevanti servigi che questi aveano prestati al villaggio, da quelli che prestar potrebbero per l'avvenire. Il procuratore non si dipartiva dai suoi chirografi; l'onoranza richiesta non era stata eccettuata nel riscatto generale; non v'era più luogo ad armar pretensioni per essa. E quando Caleb, volendo provare se un po' d'audacia gli riescisse meglio, motivò le conseguenze funeste che dovea aspettarsi il villaggio, ogni qual volta il Lord lo privasse della sua protezione, e si fece ancora capire che potrebbesi ricorrere a vigorosi provvedimenti per far valere i diritti del feudatario, il curiale gli rise in faccia.
„ A' miei clienti basta quella protezione che possono assicurare da se medesimi al loro villaggio, credo poi che lord Ravenswood, giacchè bisogna chiamarlo lord, abbia bastanti faccende per proteggere il castello che gli rimane. Quanto alle minacce di vie di fatto, d'atti arbitrarj, di oppressione, con cui parrebbe che il sig. Balderston ci volesse impaurire, lo prego badar bene, che il tempo presente non è il secolo dei nostri buoni padri. Noi abitiamo al mezzogiorno del Forth, lontano assai dai montanari; i miei clienti, l'ho detto, si credono in istato di proteggersi da se stessi, ma, dato il bisogno, chiederebbero al Governo la protezione di un caporale e di quattro abiti rossi, sufficienti, e al di là, per mettere il villaggio in sicuro contro ogni atto di violenza che il lord di Ravenswood, o il suo satellizio volessero sovr'esso sperimentare.
Se Caleb avesse potuto raccogliere nei suoi occhi tutte le folgori dell'aristocrazia, le avrebbe lanciate contro questo ribelle ai privilegi feudali, senza sgomentire delle conseguenze che ne fossero potute derivare. Ma i suoi fulmini non valendo nulla sopra quel capo, si vide obbligato a ritornare al castello, ove rimase una mezza giornata, invisibile e inaccessibile per chicchessia, e sino per Misia, perchè essendosi chiuso nella propria stanza, zufolò per sei ore continue una medesima arietta, impiegando tutto quel tempo a fregare un unico piatto di peltro che sperava far parere, a furia di lustrarlo, di argento.
La conseguenza di questa infelice spedizione si fu la perdita di tutti que' contingibili che potea sperare da Wolfhope, e dal distretto di Wolfhope, i quali luoghi erano per esso l'Eldorado e il Perù, e di fatto in diverse incalzanti circostanze gli aveano prestato gran giovamento. „ Il diavolo mi porti via (esclamò preso in quella memoranda giornata da un impeto di collera straordinaria), il diavolo mi porti via se metto un'altra volta piede sui sassi di questo cencioso paese! „ E mantenne, fino al giorno famoso per tutti gli avvenimenti precedentemente narrati, la sua parola, credendosi di gastigare in tal guisa i livellarj ribelli. — Chi l'avrebbe creduto? Fu questa realmente per essi una spezie di punizione. Il sig. Balderston, agli occhi di tal gente, era un uomo, anzichè no, meritevole di considerazione; il pensavano in corrispondenza con persone d'alto grado, invanivano d'averlo presente alle loro picciole feste; in varie occasioni trovavano utili i pareri del sig. Caleb; lo ascoltavano come un oracolo. „ In somma, diceano, par che manchi qualche cosa al villaggio, dopo che il sig. Balderston non esce più del castello. Ma quanto al burro e alle uova, era una domanda fuor di ragione, come glielo ha provato ottimamente il sig. Dingwall. „
Tal era lo stato scambievole delle due parti, quando Caleb, con suo grave cordoglio, si vide ridotto a scegliere fra due partiti asprissimi entrambi: l'uno di confessare alla presenza d'un ragguardevole personaggio, o del suo servo, chè era anche peggio, l'impossibilità di procurarsi di che desinare; l'altra di trasportarsi a Wolfhope per implorare la compassione di quegli abitanti. Ciascuna di tali cose non offeriva al suo animo che l'immagine dello avvilimento; pure gli fu d'uopo sottomettersi alla necessità, e imprendere il viaggio dalla torre al paese; il qual tempo venne da lui trascorso meditando agli stratagemmi da porre in opera quando vi fosse giunto.
Non vedendo l'ora di spacciarsi del suo compagno Lockard, lo condusse alla volta dell'osteria, d'onde anche prima di entrar nel villaggio, udivasi il baccano che facevano Bucklaw, Craigengelt, e gli altri della cacciatrice brigata. Un grande fuoco e molte candele accese dissipavano l'oscurità del crepuscolo vespertino già sul finire, e mandavano per traverso alle finestre una luce rossiccia, ripercossa indi da un cumulo di vecchie botti, tini e barili posti alla porta della casa del bottaio, che rimpetto all'osteria dimorava.
„ Se volete, sig. Lockard, gli disse allora Caleb, entrare nell'osteria da cui vedete uscir questa luce, e dove, a quanto mi sembra, adesso cantano Catterina d'Aberdeen, (ballata di que' giorni) voi potrete eseguire le commissioni del vostro padrone circa alla salvaggina; io penserò alle mie col sig. di Bucklaw, quando mi sarò procurato il rimanente delle cose necessarie pel pranzo. Non è già che abbiam bisogno della salvaggina di questi signori, aggiunse trattenendolo per un bottone del giustacuore, ma il gustarne è sempre una cortesia che si usa ai cacciatori. Aggiungo, sig. Lockard; se mai vi offerissero un poco di vino, non fareste male ad accettarlo; chi sa? il fulmine avrebbe potuto alterare il vino delle nostre botti, ed è cosa che temo assai, pensando ai guasti che ha prodotti in cucina. „
Disgiuntosi, ciò detto, da Lockard, attraversò la strada, andando d'un passo più grave del piombo, e nullameno più leggiero del peso che gli premeva lo spirito; fermossi un istante per pensare da qual parte gli conveniva volgere il primo assalto. Bisognava trovare qualcuno men superbo dell'idea della propria indipendenza, che sollecito dell'onore di prestare servigio ad un ragguardevole personaggio; qualcuno pronto a riguardare l'inchiesta che Caleb stava per fare, come un atto di condiscendenza e bontà, come una prova di dimenticanza degli ultimi dispareri. Ma dove trovar questo tale? Qual'era l'abitante del villaggio che avesse l'animo in questa guisa disposto? Veramente il parroco era obbligato del suo impiego al defunto Lord, ma attaccarono poi briga per cagion delle decime. La vedova del venditore di birra avea fatto credito per un pezzo; ma la sua lista era ancor da pagare, e più di una volta ella ne avea chiesto il rimborso. In somma, fra tutti quelli ai quali andava pensando Caleb non ve n'era un solo, al cui nome non succedesse un ma, che obbligava il povero intendente a fare i conti sopra d'un altro. Giberto Girder, il bottaio, del quale abbiamo parlato, era sicuramente il gallo del villaggio; e nessuno potea meglio di lui, in questo momento di strettezze, vettovagliare il castello; ma nessuno ancora era a far ciò meno propenso di lui, capo della sommossa de' livellarj recalcitranti al diritto delle uova e del burro.
„ In fine poi, così Caleb ragionò, tutto sta nel saper prendere le persone. Gli dissi, è vero, che è un solennissimo stupido, e d'allora in poi non la perdonò più alla famiglia dei Ravenswood; però ha sposata una brava giovine, la Giovannina, figlia del vecchio Lightbody, il marito della Mariuccia, cameriera allora di milady Ravenswood. Quante volte ho riso colla madre della Giovannina! Aspetta! m'han detto che è andata a stare col genero. Costui ha dei giacomi e dei giorgi; ma come li tiene stretti il furfante! Certo, se mi volgo a lui, gli fo più onore che non merita. Sciagurato ribelle! Quando anche non gli venisse restituito il danaro, se si potesse cavargliene di mano, l'avrebbe sempre accomodata bene; poi questa perdita per lui sarebbe insensibile. „
Dato finalmente bando alla irresoluzione, fece immantinente una giravolta Caleb, e fu in un subito alla porta della casa del bottaio; e alzato senza cerimonie il saliscendi, si trovò in un corritoio, d'onde potea veder dentro in casa, perchè l'uscio di cucina era aperto.
Gli si offerse alla vista uno spettacolo assai più giocondo di quelli che ogni giorno era avvezzo a vedere nella torre di Wolfcrag. Stupendo fuoco, che mandava alta la fiamma sotto il cammino; la moglie del bottaio, in piede dinanzi ad una credenza, ove stava in bell'ordine molta piatteria di maiolica e di lucidissimo e mondissimo peltro, sulla qual credenza, ella avea posto, per dar l'ultima mano ad una acconciatura più che ordinaria, uno specchietto che ne rifletteva i lineamenti di per se stessi non privi di grazia, e fatti più gradevoli dall'espressione di buon umore che li ravvivava; la madre di essa, non più Mariuccia, la più prosperosa e disinvolta vecchia fra quante, al dir di quelle commari, ve ne fossero venti miglia all'intorno, seduta presso al fuoco in abito di drappo di seta, riparato da un bianco grembiale, che stava con una pipa in bocca, vigilando ai lavori della cucina; sospesa alla catena del cammino (e questa vista, più assai di quella e della vecchia e ancor della giovine, allegrò il cuore e le viscere del degno intendente), sospesa alla catena del cammino una grande pentola, entro cui Caleb s'immaginò si stessero bollendo o un pezzo di manzo, o un pezzo di prosciutto, o forse entrambe le carni accoppiate; rimpetto al fuoco due spiedi che due fanciulli assisi a ciascun angolo del cammino faceano girare; infilzati, in un d'essi un quarto di castrato, nell'altro, un'oca grassa e due anitre salvatiche.
La vista di questa terra d'abbondanza, e il fumo che andava a ferirgli le nari, rendettero immobile per alcuni minuti Caleb, il quale volgendo indi il capo verso un altro uscio, parimente aperto, e che conducea al tinello, vide un apparato di cose non men deliziose al suo guardo. Una grande tavola rotonda allestita per dieci, o dodici persone, e decorata, per valerci della sua favorita espressione, di una tovaglia bianca come la neve; di grandi fiaschi di peltro, il contenuto de' quali, giusta ogni apparenza, corrispondea al lucido del loro esterno; di bicchieri, coltelli, cucchiai e forchette d'argento, posti a convenienti distanze. Tutte le predette singolarità annunziavano che quel campo era pronto e che sol si aspettavano i combattenti.
„ E che cosa è saltato in mente a questo sgraziato bottaio? (pensò fra se stesso Caleb, mosso da maraviglia ed invidia eguali, nell'osservare tanto sfarzoso apparecchio). É una vergogna vedere sì fatta canaglia empirsi il ventre in tale maniera, mentre... ma pazienza! Se una parte di queste vivande non prende la strada di Wolfcrag, io non sono più Caleb Balderston. „
Formata appena questa risoluzione, entra arditamente in cucina, e va ad abbracciare con modi affettuosi e cortesi la madre e la figlia. Wolfcrag era la Corte di quei dintorni, Caleb il primo ministro. Si è in tutti i tempi osservato, che, comunque i sudditi di sesso mascolino, ai quali tocca pagar le tasse, vedano di mal occhio i cortigiani che le impongono, non quindi vengono mal accolti questi dal bel sesso, al quale fanno le descrizioni delle nuove mode e delle cose che si dicono alla giornata ne' ragguardevoli crocchi. Le due donne pertanto corsero al collo di Caleb che non dovette trovarsi malcontento della ricevuta accoglienza.
„ Siete veramente voi, sig. Balderston? esclamò la giovane. É un miracolo vedervi! Sedete dunque, sedete. Mio marito avrà grande piacere in trovarvi qui. Voi non lo avrete mai veduto in vostra vita di sì buon umore. Celebriamo oggi il battesimo del nostro primo figlio, che adesso compie le sei settimane. Ma è cosa, di cui senza dubbio avrete udito parlare. Abbiamo ammazzato un castrato, e mio marito è andato col suo moschetto a passeggiare dalla parte delle paludi. Spero bene che rimarrete alla cerimonia battesimale, indi cenerete con noi. „
„ No, no, mia cara amica, rispose Caleb: non sono qui venuto che per farvi le mie congratulazioni. Avrei veramente avuto piacere di dire una parola a vostro marito; ma ho premura, e poichè non è qui.... „ e fece l'atto come se volesse partire.
„ Oh! non andrete via in questa maniera, (così dicendo il trattenne la vecchia usando del privilegio dell'antica lor conoscenza). Voi non partirete, se prima non accettate qualche cosa. Sarebbe un mal augurio pel nostro bambino. „
„ Ma vi dico che ho grande premura, mia buona mamma, (replicò il maggiordomo, che però senza molta resistenza si lasciò costringere a seder di bel nuovo). Oh! quanto poi al mangiare (aggiunse vedendo che la padrona di casa si affrettava a mettergli innanzi un piattello, un coltello ed una forchetta), quanto al mangiare, mi è assolutamente impossibile. Prevedo che un dì, o l'altro, ci troveranno morti d'indigestione al castello. Non si fa che stare a tavola dalla mattina alla sera. In verità avrei vergogna, se accettassi. „
„ Che vergogna, sig. Balderston? la giovine continuò. Voglio che assaggiate questi pudding fatti dalle mie mani. Eccovene un nero e un bianco. Scegliete. „
„ Tutti due, mia cara amica, tutti due. Faccio fede io che l'uno e l'altro sono eccellenti. Ma dopo il pasto che ho fatto, mi basta l'odore. „
E sì, il povero sgraziato non avea presa in tutta la giornata che un bicchier d'acqua.
„ Per altro, continuò, non voglio farvi un affronto, e con vostra permissione gl'involgerò in un tovagliolo, e me li porterò a casa per la mia cena. Son sì stanco dei pudding che ne dà Misia. Ella ci mette tanti ingredienti diversi, tante cose ricercate.... lo sapete, Mariuccia, ho sempre amati i pudding del paese; e anche (aggiunse volgendosi alla moglie del bottaio), le belle giovani del paese. Sapete voi, Mariuccia, che vostra figlia è tutto il vostro ritratto? tal e quale voi eravate quando vi faceste sposa a Gilly. Non si trovava un'altra ragazza così bella nella nostra parrocchia. Ma si giudica del vitello al vederne la madre. „
Le due donne risero sul complimento vôlto a ciascuna di esse, e risero ancora della premura colla quale Caleb avvolgea i due pudding entro un bianchissimo tovagliolo, che si era portato in iscarsella, a guisa di dragone che andando a fare scorreria, si munisce di un sacco per mettervi dentro quanta preda potrà capitargli.
„ E che notizie abbiamo al castello? „ la moglie del bottaio gli chiese.
„ Quali notizie? In fede mia, nessuna di grande importanza. Abbiamo adesso in casa nostra il lord Cancelliere con sua figlia. Par che il padre la voglia buttar dietro al sere di Ravenswood. Eh! se questi la riceve, perchè ella non si faccia male, fra le sue braccia, si porterà attaccati alla gonnella, ve lo sostengo io, a dir poco, tutti gli antichi dominj della casa di Ravenswood. „
„ Oh! da vero? esclamarono tutte due le donne in un medesimo tempo. É giovine? É bella? I capelli di che colore? Come veste? all'inglese, o all'usanza della sua patria? „
„ Ih! ih! ih! Mi vorrebbe una giornata per rispondere a tutte queste interrogazioni, e non ho un minuto da perdere. Vi immaginerete anche voi altre, che avendo ospiti di tal natura, non mi mancano faccende al castello. Ma dov'è dunque Girder? „
„ É andato in cerca del ministro, rispose mistress Girder, del degno e reverendo Pietro Bidebent, che sta a Mosshead. Il brav'uomo patisce un reumatismo che si guadagnò nelle caverne ai giorni della persecuzione. „
„ Sì, sì; un wigh, un puritano; (esclamò Caleb con un moto d'acrimonia, che non fu capace di padroneggiare). Ma mi ricordo, Mariuccia, che in altri tempi non vi scaldavate a queste legne, e che, pari ad altre donne di garbo, vi contentavate delle prediche e delle preghiere di un ministro della chiesa del paese. „
„ É ben vero, sig. Balderston. Ma che cosa volete? Bisogna bene che la mia Giovanna si acconci, come piace a suo marito, e canti i salmi sul tuono ch'egli desidera, e non altrimenti; perchè egli è padrone in casa sua; e più che padrone: ve lo dico io. „
„ E, domando! è egli pure che tiene i cordoni della borsa? „ chiese Caleb, ai divisamenti del quale non parea troppo favorevole la supremazia mascolina.
„ Tenace dell'ultimo quattrino, signor Caleb! Nondimeno, mia figlia, non può lamentarsi; ben nudrita, ben vestita, come vedete; dieci volte meglio di tante altre che sono d'un grado superiore al suo. „
„ Molto bene, molto bene, Mariuccia! (disse Caleb scoraggiato per vero dire, ma che nemmen per questo aveva abbandonata ogni speranza). Voi, mi ricordo, conducevate vostro marito in tutt'altra maniera; in fine ciascuno ha il suo stile. Oh! bisogna ch'io me ne vada. Avrei voluto vedere un momento Girder, perchè ho udito raccontare, che Pietro Puncheon, bottaio dei magazzini della Regina, a Leith, sia morto; e credo che, se il mio padrone dicesse una parola al lord Cancelliere, potrebbe fare un gran bene a vostro genero, Mariuccia; ma non essendo qui... „
„ Ma, ma!... aspetterete che ritorni. Oh sì! Gliel'ho predicato sempre che gli siete amico. Ma è un benedetto uomo; per ogni parola un po' di traverso, gli salta la mosca al naso. „
„ Aspetterò dunque fino all'ultimo minuto che mi resterà in libertà. „
„ Ora dunque, narratemi, disse allora la moglie del bottaio; secondo quel che vi sembra, questa miss Asthon è bella? Già bisogna che lo sia per piacere al nostro Lord che è tanto bel giovine; ha una fisonomia, un portamento, un contegno nello stare a cavallo; si prenderebbe per il figlio d'un re! dovete sapere, sig. Balderston, che quando passa pel villaggio, solleva sempre il capo verso la mia finestra; così v'immaginerete che devo conoscerlo al pari di chicchesia. „
„ A chi raccontate voi queste cose, mia cara amica? Il mio padrone non mi ha lodato le cento volte i begli occhi grandi e neri della moglie del bottaio di Wolfhope? non m'ha detto che non si trovano i compagni nè in questo distretto, nè camminando anche un pezzo più in là? — Sono gli occhi di sua madre, io gli rispondo Milord; gli ho conosciuti a mie spese. Eh! Mariuccia? Ah! ah! ah! quante volte in nostra gioventù abbiam riso insieme! „
„ Tacete là, vecchio matto! esclamava mistress Lightbody. Va parlato così dinanzi alle giovani? — Oh! Giovanna, Giovanna! Odi gridare il fanciullo? Sì, sì; è desso. Che cosa ha mai? „
E in un lampo l'ava e la madre balzarono fuor di cucina facendo a qual delle due più correa, e dandosi scambievoli gomitate per veder presto quale inconveniente avesse turbati i riposi del pargoletto eroe della sera, che in una stanza terrena avea la sua culla.
Appena Caleb s'accorse che gli rimanea il campo libero, tirò una grossa presa di tabacco per prender coraggio e francarsi vie più nelle concette risoluzioni. „ Ch'io possa morire appiccato, se Girder e Bidebent mangiano di quest'oca, o di queste due anitre salvatiche! „ indi voltosi al menarrosto, che di queste due squisite vivande aveva la cura, fanciullo di circa dieci anni: „ Ragazzetto, gli dice, mettendogli una moneta di due soldi fra le mani, ti prego; vammi a comprare un po' di tabacco alla bottega di mistress Smalltrash; ti darà pel tuo incomodo un pezzo di pane colle spezie; nè ti prender fastidio quanto allo spiede, chè sarà mio pensiere di farlo girare tanto che tu ritorni. „
Poichè l'un de' fanciulli fu partito, Caleb guardando in aria grave e burbera quell'altro che avea poco più di sei anni, e sbassò timidamente gli occhi, tolse dal fuoco lo spiedo che s'era assunto di far girare, e coperte, con un secondo tovagliolo portatosi in saccoccia, l'oca e le anitre, e tiratosi giù fino agli occhi il cappello, uscì trionfante fuor della cucina e della casa, portandosi sulle spalle lo spiedo carico de' trofei della riportata vittoria.
Si arrestò appena un istante alla porta dell'osteria per far avvertire il signor di Bucklaw, che in quella notte il suo padrone non avea letto per lui nel castello. Questo messaggio mandato con laconica brevità, non acquistò la gentilezza che gli mancava, passando per le labbra della serva dell'osteria, incaricatasi di trasmetterlo a Bucklaw, il quale lo credè un insulto sopra insulto. Il capitano Craigengelt, fra i plausi unanimi dell'intera brigata, pose il partito di dar la caccia al vecchio volpone prima che potesse raggiungnere il covo, e di farlo ballare sopra una coperta. E per verità, Caleb avrebbe corsi assai brutti rischi, se Lockard non avesse fatto comprendere così ai servi del suo padrone, come a quelli di lord Littlebrain, che ser Guglielmo Asthon intenderebbe male oltre ogni dire qualunque insulto venisse arrecato ad un servo del sere di Ravenswood. Avendo parlato con tuono abbastanza fermo per toglier loro ogni prurito di divertirsi a spese del vecchio intendente, partì dall'osteria con due servi carichi delle vivande che ivi erasi procacciate, e raggiunse all'uscir del villaggio Caleb.
CAPITOLO III.
„ Affè il dono è leggiadro. M'offron per cortesia
„ Quel ch'io senza preamboli m'era portato via. „
Spirito senza danari.
L'atteggiamento del minor fanciullo, unico spettatore dell'oltraggio che alle leggi della cortesia e dell'ospitalità Caleb avea fatto, era, di per se solo, bastante soggetto ad un quadro eccellente. Rimase immobile come se si fosse veduto innanzi uno di quegli spettri de' quali nelle lunghe sere d'inverno, avea udito narrare le dilettose storielle. Non pensando più ai doveri del proprio ufizio, dimenticò di girare lo spiedo, e aggiunse alle disgrazie di questa memorabil giornata, quella di lasciar abbruciare il quarto di castrato, sola speranza di cena rimasta allora al reverendissimo Bidebent. Uscì da questo stato di estasi, sol quando nel tolse un potentissimo schiaffo applicatogli da mistriss Lightbody, donna di robustissima complessione, e che sapea perfettamente valersi delle sue mani, come dicesi averlo provato più d'una volta il suo defunto marito.
„ Perchè lasciar abbruciare questo arrosto, brutto asinaccio? „
„ Non ne so niente io. „
„ E dov'è andata quell'altra buona lana del tuo compagno? Dov'è Gille? „
„ E dov'è il sig. Balderston? — Oh dio, dio! E dov'è, dico, l'altro spiedo coll'oca e colle due anitre? „
Mistress Girder, che in quel momento ritornava, unì alle esclamazioni della madre le proprie, e tutte due gridando nel medesimo tempo alle orecchie del povero fanciullo, e stordendolo sempre più a furia di interrogazioni, e senza dargli tempo a rispondere, non seppero il tenore delle accadute cose che all'arrivo di Gille, il quale avea veduto da lontano Caleb che, collo spiedo in su le spalle, prendea con passo deliberato il cammino di Wolfcrag.
„ Ma bene! Esclamò mistress Lightbody. Chi dovea mai pensarsi che Caleb Balderston fosse capace d'un'azione simile, e con persone d'antica sua conoscenza? „
„ Oh! che indegnità! gridava mistress Girder. Ma che cosa dirò io a mio marito? Mi ammazzerà quand'anche non vi fosse altra donna in Wolfhope. „
„ Ammazzarti! Sei matta? le disse la madre. Questa è una disgrazia, lo vedo, ma non ce ne ha da venir appresso una maggiore. Ammazzarti? Bisognerebbe che ammazzasse me prima, e ho fatti dar addietro soggettini che valevano meglio di lui. Grazie a dio! so menare le mani; basta che ne venga l'occasione. „
Intanto uno scalpitar di cavalli alla porta, annunziò l'arrivo del bottaio e del ministro, i quali non ebbero appena messo piede a terra, che si trasferirono in cucina premurosi di scaldarsi; perchè il temporale avea raffreddata l'aria, e inoltre attraversando la foresta, erano stati sufficientemente rinfrescati dalle gocciole di rugiada piuttosto densa che empiè le foglie e i rami degli alberi. La giovine confidandosi alcun poco nell'incanto delle sue vesti da festa, corse innanzi al marito per sostenere il primo impeto, intanto che la madre, come i veterani delle legioni romane, tenevasi al retroguardo per venirle all'uopo in aiuto. Entrambe cercavano di allontanare quanto si potea la necessità di scoprire il disastro accaduto; la madre mettendosi dinanzi al fuoco e facendo un antemurale della persona al luogo dello spiede mancante; la figlia intertenendo colla più cordiale accoglienza il marito e il ministro, e mostrandosi inquieta, per paura che avessero preso un raffreddore.
„ Un raffreddore! (Disse con poco garbo Girder, il quale non era nel novero di quei signori e padroni che si fanno umilissimi vicereggenti delle lor mogli). Che raffreddore? Lo piglieremo bene, se non ci lasci una volta accostare al fuoco! „
Così parlando si aperse un varco per traverso alle due linee di circonvallazione, e avendo l'occhio rapido del pari e sicuro, s'accorse subito che uno de' due spiedi mancava dal fuoco.
„ Oh diavolo, diavolo! esclamò. Moglie?...... „
„ Oibò, che parolaccia, esclamarono ad un tempo la madre e la figlia. Non vedete lì il sig. Bidebent? „
„ Ho avuto torto, disse il bottaio, ma... „
„ Veramente, soggiunse il sig. Bidebent, pronunziare il nome del maggior nemico dell'anima nostra, è una cosa... „
„ Ho avuto torto, lo torno a dire, ma.... „
„ É cosa, continuò il reverendo ministro, che ci espone ad ogni sorte di tentazioni. É un invitarlo, uno sforzarlo in qualche modo, a scordarsi dei miserabili che tien sotto le branche, per volgere i suoi pensieri a coloro che ne invocano il nome, come or facevate. „
„ Ho avuto torto, è la terza volta che lo ripeto. Quando un uomo conviene di aver torto, che cosa può fare di più? Però, permettetemi, Reverendo, di domandare a queste donne per qual motivo, prima del nostro arrivo, hanno ritirato lo spiedo dove giravano l'oca ingrassata e le anitre salvatiche. „
„ Nessuna di noi le ha toccate, Giberto; gli disse la moglie; è...... è un accidente che...... „
„ Un accidente! Disse Girder fisando l'occhio torvo sopra di lei. Voglio sperare che non abbiano fatto naufragio.... Ebbene! mi spiegherete una volta come siano le cose? „
La moglie compresa da rispettosissima tema alla presenza di un tale marito, non osava rispondergli, ma venne coraggiosamente in suo soccorso la madre. „ Sono io, Giberto, son io quella che ha fatto un dono di quell'arrosto ad un mio amico. Che cosa vorrete dirmi adesso? „
Quell'eccesso di franchezza rendè muto Girder per pochi istanti; ma poi ripigliò:
„ E voi avete regalate la mia oca e le mie anitre salvatiche, il miglior piatto del mio banchetto battesimale, ad uno de' vostri amici, vecchia strega? E chi è di grazia, questo amico? „
„ Lo stimabile sig. Caleb Balderston di Wolfcrag, „ rispose la matrona coi pugni sui fianchi, e pronta a sostenere l'assalto.
A que' detti, la rabbia di Girder non conobbe più limiti. Non vi era cosa più atta a rincalzar la sua collera, quanto l'udire che si fosse avuta la stravaganza di fare un tal dono a Caleb, e si avesse l'altra di qualificarlo coi predicati di stimabile e d'amico; a Caleb, contro il quale egli nudriva vivissimo risentimento, e già i nostri leggitori ne sanno il motivo. Sollevò sulla vecchia uno scuriscio che tenea fra le mani, ma mistress Lightbody non indietreggiò, e brandendo una grande mestola di ferro, di cui valeasi ad irrugiadare il castrato posto nello spiede, lo minacciò di rincontro. Certamente il vantaggio dell'armi era per lei, e quanto a vigor di braccio, non gliene mancava; laonde Girder pensò essere cosa più prudente il far cascar la sua collera sulla moglie, che mandava una specie di gemito isterico, intanto che il degno ministro, la più ingenua e buona creatura che vi fosse sulla terra, stava contemplandola e in suo cuore compassionandola.
„ E tu sciocca, le dicea Girder, sei stata lì colle mani alla cintola, mentre vedevi donare la mia cena ad un poco di buono, ad un ozioso, ad un insolente, ad uno staffiere, e tutto ciò, perchè veniva a grattar le orecchie di una vecchia con belle parole, dove non è una sillaba di verità? Per dinci! Le pignatte rotte le hai tu da pagare. „
Lo scuriscio fu sollevato in aria una seconda volta; ma il ministro trattenne il braccio al marito, e tra lui e la moglie si mise mistress Lightbody, sempre armata della sua formidabile mestola.
„ Sto a vedere che non mi sarà permesso di gastigare la mia donna! „ esclamò, valendosi del suo stile, il bottaio.
„ Gastigate pure le vostre donne, finchè volete, gli disse senza mostrare scompiglio mistress Lightbody; vi dico solo, che se toccate la punta di un dito a mia figlia, avrete che fare con me. „
„ Oibò, sig. Girder! oibò! disse il ministro. Io non mi aspettava mai queste cose da voi. Come? abbandonarvi ad una colpevole collera contro la persona che debb'esservi la più cara di tutte nel mondo? E in qual momento? In quello di compiere il dovere più importante di ogn'altro per un padre cristiano. Per qual motivo? Pel più spregevole fra i beni di questa terra. Per una bagattella insulsa, superflua, inutile. „
„ Ah! la chiamate bagattella? Gridò Girder. So dirvi che non ho mai veduto guazzar nell'acqua un'oca più grassa, e che non furono mai ammazzate da un cacciatore più belle anitre. „
„ Sia, amico mio! voglio crederlo; riprese a dire il ministro. Ma osservate quante cose superflue rimangono ancora sul fuoco. Vi è stato un tempo, quando un solo di que' pani che vedo sulla credenza, sarebbe stato un dono prezioso ad uomini mezzo morti di fame, vaganti per le rupi, e da caverna in caverna, per amore dell'Evangelio. „
„ Ed è quanto mi tormenta di più. (Soggiunse il bottaio che accortamente volea condurre il ministro a partecipare con lui di una collera, non priva, per dir vero, di fondamento). Non ci baderei niente affatto, se quella vecchia sgraziata avesse fatto questo donativo a qualche santo che patisse per amor di Dio, e poi, a qual si fosse altro, fuorchè a quel mascalzone di un Tory, a quel miscredente, a quel bugiardo, a quello scorridore stipendiato dagli oppressori, che in altri tempi militò, sotto il tiranno Allano Ravenswood, contro il duca di Argyle, armatosi per la buona causa. Non so che cosa non mi dicessi; dar la parte migliore del mio banchetto a un tale malvagio!...... „
„ Che cosa serve, sig. Girder? Bidebent lo confortava. E in ciò ancora non riconoscete il dito della Providenza? In questa occasione almeno, non vediamo i figli del giusto mendicare il pane; pensate che il figlio di un formidabile oppressore è ridotto a imbandir la sua mensa del superfluo della vostra. „
„ Aggiugnete, parlò allora mistress Girder, che un tal dono non è stato fatto per usar cortesia nè al sig. Balderston, nè al sere di Ravenswood, come a quest'ora Giberto lo saprebbe, se ci avesse lasciato parlare; è stato fatto per un riguardo al lord... come lo chiamano?... al lord cancelliere, che mentre parliamo è a Wolfcrag. „
„ Ser Guglielmo Asthon a Wolfcrag! „ esclamò stupefatto il bottaio.
„ Ser Guglielmo, si fece a dire la madre, ed egli e il sere di Ravenswood son fra loro come il guanto e la mano. „
„ E l'uno dà all'altro in isposa la propria figlia. „ Aggiunse la giovane.
„ E gli restituisce tutti i suoi beni. „ Incalzò la vecchia.
„ Eh, finitela! Le interruppe il bottaio. Siete due scimunite. Quel vecchio scaltro vi farebbe credere che la luna è un formaggio fresco. Il lord cancelliere e il lord Ravenswood amici insieme! Son come cane e gatto, come lepre e levriero. „
„ Ed io vi dico che sono come marito e moglie, soggiunse la vecchia, e forse anche qualche cosa di meglio. E poi, ecco qui! il bottaio Pietro Puncheon, magazziniere della regina, a Leith, è morto. „
„ E il suo impiego è da dar via „ disse mistress Girder.
„ E chi lo darà, se non è il lord Cancelliere? „ aggiunse la madre.
„ E chi parlerà di voi al lord Cancelliere, se non è il sere di Ravenswood? „ proseguì la figlia.
„ E come vorreste che il sere di Ravenswood gli parlasse di voi, senza una preghiera del sig. Balderston? „ rinforzava l'argomento la madre.
„ Zitto, zitto, una volta! gridò Girder; non so quale ascoltar delle due, e voi non mi date il tempo di ascoltarne nessuna, nè di meditare sulle cose che mi raccontate. Che cosa pensate voi di tutte queste novità, mastro Guglielmo? „ chiese al suo lavorante, che nel fervore della disputa era entrato in cucina.
„ La padrona ha ragione, questi rispose, e non v'è nulla, in quanto ella ha detto, che non sia vero. Ho veduti quest'oggi i servi del lord Cancelliere che mangiavano e bevevano all'osteria di Lucia Smalltrash. „
„ E il lor padrone è a Wolfcrag? „
„ Sì, in fede mia che vi è. „
„ In buona amicizia con Edgardo di Ravenswood? „
„ Bisogna bene che sia così, se è in casa sua. „
„ E il bottaio Puncheon è morto? „
„ Sicuro! la botte è ribaltata; il vino andato via; restan le doghe, non buone più che da gettare nel fuoco; ma quanto allo spiede ed agli arrosti, il cavallo ha ancora la sella, e se lo volete, in una galoppata raggiungo tosto il sig. Balderston, e lo costringo a restituire il mal tolto. Non può essere molto lontano di qui. „
„ Ottimamente, Guglielmo! Preparatevi a partir subito, ma prima seguitemi; v'instruirò sulle cose da dirgli, quando lo avrete raggiunto. „
Uscì per dare queste particolari istruzioni al suo lavorante, nè increbbe alle due donne, e nemmeno al ministro, di vederlo allontanato.
„ Anche questa è una vaga idea, considerava mistress Lightbody. Mandare quel povero innocente ad inseguire un uomo armato! Come se non sapesse che il signor Caleb porta sempre con se una squarcina! „
„ Non so, disse alle due donne il ministro, se sia stata una cosa ben pensata il racconto che gli avete fatto. Può derivarne una briga, e non posso per dover di coscienza starmi dall'avvertirvi, che chi è cagione del male, lo sia pur anche per imprudenza, non può riguardarsi affatto innocente. „
„ Non v'inquietate di questo, sig. Bidebent, perchè non torna mai a conto il metter la mano tra il martello e l'incude. Io so come devo impastare il mio pane, e i ministri della Chiesa non hanno da mescolarsi nelle cose che accadono tra moglie e marito, tra madre e figli. Su via, Giovanna! imbandisci la tavola, e non si parli più di questa miseria. „
Si posero a mensa, e benchè la cena fosse men sontuosa di quanto erasi sperato, Girder avea ripigliato il suo buon umore e tutto si terminò in perfetta armonia fra le parti.
Intanto il primo lavorante del bottaio, montato sopra un eccellente cavallo, e incaricato di speciali ordini del suo padrone correva a briglia sciolta per raggiungere lo scorridore Caleb.
Il vecchio maggiordomo, ognun ben se lo immagina, non perdea tempo lungo la strada; e benchè per solito proclive a cianciare, e soprattutto a narrare vecchie storie ad onore e gloria della famiglia di Ravenswood, camminava in silenzio, a fine di arrivar più presto al castello; e si limitò solamente a far osservare al sig. Lockard, che avea ordinato alla moglie del provveditore del castello di dare in fretta alcune girate sullo spiede a quella salvaggina, perchè temea che, grazie allo spavento del fulmine che avea fatto dar volta a Misia il cervello, non si trovasse, al momento del loro arrivo alla torre, preparato un fuoco abbastanza vivace. Poi dopo inculcata in pochi cenni la necessità di arrivare il più presto possibile, mandava innanzi con tanta velocità il suo cavallo, che gli altri compagni duravano fatica a tenergli dietro.
Cominciava a credersi in sicuro da qualunque sorpresa, toccando già l'altura della collina che disgiungea Wolfcrag da Wolfhope, quando udì il lontano calpestio di un cavallo, e una voce che per intervalli gridava: „ Sig. Caleb, sig. Balderston, sig. Caleb Balderston, olà! Aspettatemi dunque. „
Ed era questa la cosa, ognuno lo crederà, che men di tutte Caleb avea intenzione di fare. Primieramente, finse di non intendere nulla, sostenendo sfacciatamente ai compagni, che quanto udivano era romor di vento. Poi non potendo più dar colpa al vento, capì che qualche contadino, e non ne vedeva il perchè, lo chiamava; ma non era un motivo che meritasse di rallentare il cammino per aspettare costui. Finalmente vedendosi allo istante di essere raggiunto da chi l'inseguiva, si arrestò d'improvviso, e vôlto in fronte, risolvè di difendere la sua preda con altrettanto coraggio quanta fu la destrezza che avea usata nell'involarla. Compostosi a formidabile atteggiamento, prese con entrambe le mani lo spiede, che, carico in quella guisa, potea ad un tempo prestargli ufizio di picca e di scudo, deliberato di morire anzichè cedere la sua conquista.
Qual fu la maraviglia del nostro Caleb, allorquando vide rimpetto a se il lavorante bottaio, che, in tuono affatto rispettoso e pacifico gli veniva incontro assicurandolo del dispiacere provato dal suo padrone per non essersi trovato in propria casa, quando il sig. Balderston gli fece l'onore d'una sua visita! dispiacere tanto più grande per non averlo potuto aver commensale al banchetto del battesimo di suo figlio. Di più, aggiunse il messaggero, che sapendo mastro Girder come nel castello del sere di Ravenswood si stessero illustri ospiti, per l'accoglimento dei quali mancò forse il tempo necessario ai convenevoli apparecchi, si prendea la libertà d'inviargli un picciolo bariletto di vino di Spagna e un altro di acquavite.
Ho letta in qualche luogo la storia d'un uomo che, inseguito da un orso spacciatosi della sua musoliera, e quasi raggiunto quando non avea più forza per correre, si volse per un consiglio della disperazione, alzando contro la bestia la canna. La medesima storia racconta, che all'aspetto di quello stromento, noto all'orso per lunga esperienza, l'istinto vinse, e l'animale alzatosi sulle zampe di dietro incominciò a ballare una sarabanda. La maraviglia dell'uomo che si aspettava di essere da un istante all'altro sbranato, e si vedea inopinatamente libero dal pericolo, pareggiò appena quella da cui fu compreso Caleb, in veggendo l'uomo che ei credea suo persecutore e pronto a contendergli coll'armi la preda, venire in vece con tutta la cortesia ad aumentarla. Cessò per altro di riguardare la cosa come un mistero, quando mastro Guglielmo, sceso da cavallo, ove stava appollaiato fra i due barili, gli disse all'orecchio: „ Se si potesse far qualche cosa...... circa all'impiego vacante di Pietro Puncheon...... Giberto Girder si comporterebbe in modo che il sere di Ravenswood non rimanesse scontento di lui, e anzi, il detto Giberto bramerebbe a questo proposito parlare col sig. Balderston, assicurandolo che, in quanto lo stesso riveritissimo sig. Balderston potesse desiderare, troverebbe il suo servo Girder docile, pieghevole più di una canna. „
Caleb assumendo in quel punto un contegno di dignità, diede all'oratore quella sola risposta, che narrasi essere stata famigliarissima a Luigi XIV, vedremo. E aggiunse forte, ad edificazione di Lockard: „ Il vostro padrone ha fatto il suo debito mandandomi addietro coll'opera vostra que' due barili, de' quali non avrei potuto caricare il mio palafreno; non mancherò di far nota questa sua attenzione al sere di Ravenswood. Intanto, il mio uomo, fate una cosa; avviatevi innanzi al castello; e se non trovaste alcun servitore, cosa da temersi, perchè basta ch'io m'allontani un istante, tutti coloro si mettono a correre i campi; dunque, se non trovaste servitori, ponete quelle robe nella stanza del portinaio, a mano destra della porta d'ingresso. Il portinaio veramente non ci sarà, perchè gli abbiamo data la permissione di andare a visitare certi suoi amici. In somma, è cosa probabile che non troviate con chi parlare. Ma ponete giù i barili, e basta così. „
Dopo ricevute queste istruzioni, maestro Guglielmo continuò la sua corsa, e lasciato il carico nella deserta stanza del portinaio, senza aver veduto nessuno, come gli venne pronosticato, tornò addietro; salutò civilmente, ripassando vicino ad essi, Caleb e i suoi compagni; indi giunto a Wolfhope rendè conto delle eseguite commissioni al padrone.
CAPITOLO IV.
„ Qual sul confin d'autun l'aura brumale
„ Del verdeggiante onor spoglia le fronde;
„ I disegni del misero mortale
„ La possanza del ciel sperde e confonde. „
D'un anonimo.
Abbiamo lasciato Caleb Balderston ebbro di gioia pel buon successo che incontrarono gli artifizj da esso immaginati a salvamento dell'onore della famiglia di Ravenswood. Poichè ebbe collocate e ordinate con simmetria sulla credenza le diverse vivande che avea avuta la buona sorte di unire, rimase per un istante immobile, e come rapito in deliziosa estasi, contemplando il più sontuoso de' banchetti che si fossero da lui imbanditi a Wolfcrag, dopo la festa celebratasi all'occasione dei funerali del defunto Lord.
Il giubilo e la vanità soddisfatta faceano balzare il cuore del vecchio servo intantochè decorava la tavola di quercia d'una candida tovaglia, su la quale indi comparvero in bella mostra l'oca, le due anitre e gli altri camangiari; volgea nel tempo stesso e al padrone, e agli ospiti espressive occhiate, quasi rampognando ai medesimi la loro incredulità. Durante la sera, regalò Lockard di una lunga filza di storie, più o men vere, sull'antica grandezza dei baroni di Wolfcrag, e sull'autorità di cui per tutti quei dintorni godeano.
„ Sappiatelo, mio caro sig. Lockard, un vassallo osava appena dir suo un vitello, o un castrato, prima d'aver chiesto al sere di Ravenswood se gli fosse piaciuto accettarlo; non poteva ammogliarsi, se non otteneva prima il consenso del feudatario: su questo diritto anzi, come sopra altri, si raccontano mille piacevoli storielle. Ma quei bei tempi non sono più, esclamò sospirando Caleb; però, benchè l'autorità abbia perdute alcune delle sue prerogative, è sempre vero, e in parte avrete potuto convincervene da voi medesimo, sig. Lockard, è sempre vero, che noi altri, membri della famiglia di Ravenswood, facciamo il possibile per serbare in valore i nostri giusti privilegi, e per mantenere quei convenevoli vincoli, che vi debbono essere fra superiore e vassallo, e che sono ad ogni momento in maggior pericolo di rallentarsi per effetto della universale licenza, divenuta pur troppo predominante ai dì nostri. „
„ Ma ditemi, ve ne prego, sig. Balderston, gli abitanti del villaggio dipendente dalla torre, sono eglino generalmente persone, colle quali si possa trattare? Perchè devo confessarvi, che nel castello di Ravenswood, oggi giorno dominio del mio padrone, il lord Cancelliere, non avete lasciati, partendone voi, sudditi i più compiacenti e i più maneggevoli. „
„ Ah, Sig. Lockard! pensate che quella signoria ha cambiato di padroni; e l'antico potea sperar tutto da essi, nulla potrà cavarne il moderno. Son sempre stati, per dir la verità, inquieti e turbolenti que' sudditi di Ravenswood; figuratevi se sarà facile ad un feudatario, che questi non amano, il farli fare a suo modo, e, se arrivano una volta a cacciarsi il morso fra i denti, sfido il demonio a tenerli più in briglia. „
„ Per bacco! quand'è così, ripigliò a dire il sig. Lockard, credo che il migliore di tutti i partiti pel mio padrone sarebbe quello di stringere un buon contratto di nozze fra il giovine sere di Ravenswood, e la nostra non men giovine ed amabile padroncina. Ser Guglielmo potrebbe cucire alla veste della sposa l'antica vostra baronia; e abile e sapiente com'è, non tarderebbe, o in un modo, o in un altro, a procacciarsi un nuovo feudo non men ragguardevole. „
Crollò il capo Caleb. „ Dio tenga lontane da noi le cose cattive! ma un tal matrimonio!.... Se sapeste, sig. Lockard, vi sono certe antiche profezie intorno a questa famiglia!...... Mi tolga Dio di vederle adempite sul finir d'una vita, che è stata anche troppo spettatrice di brutti casi e disgrazie! „
„ Via! via! Mettete da un canto le predizioni e le profezie, disse a Balderston il suo nuovo amico; se questi due giovani arrivassero ad innamorarsi l'uno dell'altro, sarebbe una leggiadrissima coppia. Orsù! beviamo alla loro salute; son certo che mistress Misia ne farà compagnia. Non è egli vero, mistress Misia? Avvicinate il vostro bicchiere, che io ci versi del vino somministratoci dal compitissimo sig. Girder. „
Intantochè l'armonia e la gioia regnavano nella cucina, men gradevole sera non si trascorrea dalla brigata che stava nel salone a convito. Poichè il sere di Ravenswood ebbe presa la risoluzione di concedere al lord Cancelliere l'ospitalità, quale almeno poteva offerirla, si credette in obbligo di assumere un tuono sciolto ed aperto, e di mostrarsi allettato dalla visita che avea ricevuta. Ella è una osservazione confermata da molte esperienze, che chi si mette in mente di sostenere una data parte, conforma ad essa i sentimenti dell'animo, come se la naturale parte sua sostenesse. In meno d'una, o due ore, Ravenswood, maravigliandone egli stesso, si trovò nello stato d'un uomo, che, di tutta buona voglia e di cuore, facesse ogni sforzo per rendersi aggradevole ai proprj ospiti. A qual cagione attribuire un cambiamento così singolare? All'avvenenza di miss Asthon, all'amabile giocondità di questa donzella, alla nobile disinvoltura, con cui adattava il suo contegno ad una circostanza non priva di difficoltà? Ovvero al conversare gentile e pacifico del lord Cancelliere, fornito di quella seducente eloquenza che sa insinuarsi ne' cuori ed amicarseli? Noi non ci arroghiamo il decidere una tale quistione; ma forse entrambe le cagioni prevalevano sull'animo del giovine Edgardo.
Il lord Cancelliere, invecchiato nella politica, versatissimo in tutte le pratiche delle Corti e de' gabinetti, e che conosceva a fondo le più picciole particolarità degli avvenimenti a mano a mano accaduti nell'ultimo periodo del secolo decimosettimo, sapea parlare, giusta quanto avea veduto egli stesso, degli uomini e delle cose in guisa da conciliarsi indubitatamente l'attenzione di chiunque ascoltavalo; possedea in oltre la grand'arte di non dire mai una parola che potesse metterlo in qualche specie di obbligazione, e di farsi nondimeno credere l'uom più ingenue, e il men riservato di quanti fossero, a chi l'ascoltava. Laonde Ravenswood, ad onta delle sinistre preoccupazioni dell'animo suo e de' troppo fondati motivi che avea di risentimento contra lord Asthon, provava diletto e ad un tempo istruzione nell'udirlo; il Cancelliere intanto, così pien d'imbarazzo dianzi nel cercar fino i modi per darsi a conoscere, sfoggiava di tutta la facilità e l'eleganza al più facondo fra gli oratori addicevole.
La figlia del lord non era gran parlatrice, ma un grazioso sorriso le stava famigliarmente sul labbro, e le poche cose che ella dicea, spiravano soave dolcezza, e la indicavano studiosa di piacere e dilettare il quale studio, più che non lo avrebbe fatto una vivacità naturale di spirito, toccava le fibre del severo cuore di Ravenswood. Nè sfuggiva all'accorgimento del medesimo una delicata premura degli ospiti, per cui, in mezzo a quello stanzone vôto e peggio che disadorno, si vedea scopo ad attenzioni così rispettose, come se fosse circondato dallo splendore e dalla magnificenza che all'illustre sua nascita conveniva.
Parea non s'avvedessero che alcuna cosa ivi mancasse, o se qualche volta le osservazioni cadeano sul vôto di qualche cosa utile o aggradevole, era solamente per fare encomj alla solerzia del bravo Caleb nel ritrovare ripieghi. Se avveniva ancora che non sapessero rattenere un sorriso, non sapea questo nè d'ironia, nè d'ingiuria; era un sorriso di buon umore a cui aggiugnevano tosto qualche ben foggiato complimento per dare a divedere quanto stimassero il merito del generoso loro ospite, e quanto poco badassero alle privazioni cui costretti erano di adattarsi. Forse un tal qual sentimento d'orgoglio, in veggendo che i suoi pregi personali contrabbilanciavano tanti svantaggi della fortuna, non meno dei parlari del lord Cancelliere e dell'avvenenza di miss Lucia, disposero a più favorevoli impressioni il cuore di Ravenswood.
Giunse finalmente l'ora del riposo. La giovinetta e il padre della medesima si ritirarono ne' loro appartamenti decorati anche meglio di quello che si sarebbe potuto aspettare. É ben vero che, per ordinare men male le cose, Misia era stata aiutata da una commare del villaggio venuta alla torre, per appagare la sua curiosità e far raccolta di ciance da riportare, e che lo scaltro Caleb tenne in arresto arruolandola sotto i suoi ordini, e creandola aiutante di campo di Misia; laonde costei in vece di tornare al villaggio, descrivere l'abbigliamento della nobil donzella, e aggiungere mille comentarj su questa visita, mercè l'artifizio di Caleb, si trovò nella necessità di gareggiare di sollecitudine colla vecchia fantesca per allestire le stanze degli stranieri.
Giusta l'uso di quella età, il sere di Ravenswood accompagnò il lord Cancelliere fino nel suo appartamento, e li seguiva Caleb Balderston, il quale con tutta la formalità d'uom che tenesse fra le mani due bellissimi candelabri forniti di candide candele di cera, pose sulla tavola due candelacce di sevo, di cui si valeano i soli villani, collocate sopra due quadretti da ventola di stagno, che da lui vennero soprannomati candelieri. Fatto ciò, sparve; indi tornò ben presto con due fiaschi di terra, perchè la porcellana, diceva egli, era stata adoperata di rado dopo la morte di Milady. Uno di tali fiaschi contenea vino di Spagna, l'altro acquavite. Quanto al vin di Spagna, sostenne sfrontatamente, e senza pensare quanto fosse agevole cosa il convincerlo di impostura, che da vent'anni serbavasi nella cantina di Wolfcrag; „ l'acquavite poi, dicea, benchè a me non convenga il farne gli elogi alla presenza de' vostri Onori, è il liquor più prezioso di cui si sia mai sfoggiato in alcun banchetto; dolce come idromele; forte al paragon di Sansone; quella stessa appunto, che venne gustata in quel dì memorabile, quando il vecchio Mickletob fu ucciso sul pianerottolo della scala da Iamia di Ionklebrae per conseguenza di una disputa nella quale entrava di mezzo l'onore di lady Mairend, parente, dal lato di donne, della famiglia; nondimeno...... „
„ Per abbreviare, sig. Caleb, lo interruppe il Cancelliere, vorreste farmi la finezza di darmi un po' d'acqua? „
„ Acqua! Tolga Dio che vostro Onore beva acqua in questa casa; sarebbe un disdoro, una vergogna per una famiglia sì illustre.... „
„ Però, se tale è il desiderio di sua Signoria, soggiunse Edgardo sorridendo, parmi, Caleb, che vi ci potreste uniformare senza paura di far male; perchè o m'inganno, o non è gran tempo dacchè in questa casa si è bevuto acqua, e anche con profusione. „
„ Cioè...... in somma, se Milord brama così, non vedo grande inconveniente...... „ Partì Caleb, e tornò portando una tazza colma del desiderato elemento, e continuando il suo discorso: „ É ben vero, dicea, che un'acqua simile a quella dei pozzi di Wolfcrag non si trova in altri siti così facilmente. Nondimeno..... „
„ Nondimeno, parmi ora che lasciamo gustare un po' di riposo al lord Cancelliere. „ Così il sere di Ravenswood interruppe l'eloquenza del suo maggiordomo, che fece un profondo inchino, e voltosi verso la porta, si accinse ad accompagnare il padrone.
Ma il lord Cancelliere impedì la partenza del suo ospite: „ Dovrei dire una parola al sere di Ravenswood, sig. Caleb; onde credo che vi dispenserà dall'aspettarlo. „
Caleb fece una reverenza anche più profonda della prima, e si ritirò, intantochè il suo padrone, pallido ed immobile, aspettava con molto imbarazzo la conclusione di un colloquio che dovea por termine ad una giornata di avvenimenti inaspettati feconda.
„ Sere di Ravenswood, gli disse in aria alquanto confusa ser Guglielmo Asthon; spero conosciate troppo bene la legge della religione cristiana per non permettere che il sole tramonti lasciando rancori nel vostro seno. „
Edgardo arrossendo gli rispose di non avere in tal sera motivi per praticare questo dovere che la religione prescrive.
„ Io osava appena lusingarmene, soggiunse l'ospite, dopo i varj argomenti di contesa e di alterazione, per cui il defunto vostro padre ed io non siamo stati che troppo discordi. „
„ Bramerei, Milord, soggiunse Ravenswood, preso da un'agitazione, che reprimeva a grande fatica, io bramerei che nulla d'allusivo a tali circostanze venisse rammemorato nella casa del padre mio. „
„ In tutt'altro momento, approverei la saggezza di una tale osservazione, sere di Ravenswood; ma ora è necessario che io mi spieghi senza riserva. Già ho sofferto anche troppo per prestarmi ad un rispetto umano, che mi rattenne dall'insistere con forza maggiore onde ottenere, cosa, da me domandata, è vero, più di una volta, un abboccamento personale col padre vostro. Se avessi vinto questo fatale riguardo, quante sventure e molestie ci saremmo risparmiati a vicenda! „
„ Mi ricordo (disse Ravenswood dopo avere meditato un istante); sì mi ricordo di avere udito dire da mio padre che la Signoria vostra avea proposto questo personale abboccamento. „
„ Proposto, amico mio! perchè, permettetemi di chiamarvi con questo nome. Certamente ch'io lo proposi. Ma non bastava; avrei dovuto sollecitarlo, implorarlo come una grazia; squarciare il velo che persone, il cui interesse era di vederci nemici, aveano steso fra noi; mostrarmi, come io lo era di fatto, pronto a sacrificargli una parte rilevante ancora de' miei diritti legittimi, per un riguardo ad affetti così naturali, lo riconosco di buon grado, come quelli che lo animavano. Ma posso dire a mia giustificazione, che se vostro padre ed io ci fossimo trovati insieme tanto tempo quanto la mia propizia fortuna mi ha permesso in tal giorno d'intertenermi in vostra compagnia, questo paese forse possederebbe tuttavia uno de' membri più rispettabili dell'antica sua Nobiltà, nè mi sarebbe toccato il cordoglio di separarmi per sempre con sentimenti nimichevoli da un uomo, del quale ho ammirato ed onorato sempre il carattere. „
E dicendo tali cose si portava il fazzoletto agli occhi; e lo stesso Ravenswood si sentiva commosso; ma stava silenzioso aspettando la conseguenza di queste straordinarie rivelazioni.
„ É giusto, è necessario che voi sappiate, continuava il lord Cancelliere, rimanere ancora molti articoli da regolarsi fra noi. Ho bensì consultata una Corte di giustizia per conoscere esattamente la estensione dei miei diritti legittimi; ma non è mai stata mia mente di farli valere oltre ai limiti prescritti dall'equità. „
„ Milord, mi sembra cosa molto superflua l'intertenersi più a lungo su tale argomento. Di tutto quello che la legge vi concede, di tutto quello che può ancora concedervi, non ne godete a quest'ora? Chi pensa a mettervi ostacolo? Nè mio padre, nè io, avremmo mai accettato nulla a titolo di favore. „
„ A titolo di favore! No; non m'intendete, o a meglio dire, non siete giureconsulto. Avvi certi diritti che sono validi dinanzi alla legge, e come tali riconosciuti, senza però che un uomo di onore voglia, o possa anche giovarsene con equità in tutti i casi. „
„ Me ne dispiace, Milord. „
„ Su via! voi parlate come un giovine avvocato, che, incapace di esaminare a mente fredda le cose, si accende senza motivo. Ascoltatemi, stimabile amico. Restano ancora, vel ripeto, molti articoli da dilucidarsi fra noi. Potete voi biasimare un vecchio amante della tranquillità e della pace se trovandosi nella casa di un nobile giovine, che ha salvato lui, che gli ha salvata da morte la figlia desidera ardentemente di definire in via amichevole, e colle norme de' principj i più liberali, tutti que' soggetti che lo teneano in divisione e in discordia colla famiglia del suo benefattore? „
Nel dir le quali cose, avea presa la mano di Edgardo, e stretta fra le proprie mani la tenea. Qualunque fosse la risoluzione che questi avesse precedentemente fermata nell'animo, gli era impossibile in sì fatto istante il non dare una risposta conforme ai desiderj dell'ospite; dopo la quale si disgiunsero rimettendo alla domane la continuazione di un tale colloquio.
Ravenswood corse a racchiudersi nel salone, ove dovea passare la notte, e per qualche tempo lo trascorse di un passo rapido e in aria agitata, non sapendo egli medesimo che cosa si facesse. Avea sotto il proprio tetto il suo mortale nemico; pure i moti che provava rispetto ad esso nel cuore, non erano quelli nè di un aperto avversario nè di un vero cristiano. Sentiva che pel primo di questi motivi avrebbe dovuto lasciar libera carriera alla vendetta; che il secondo imponevagli di perdonare; entrambe le cose gli sembravano del pari impossibili, e l'animo suo intanto lo rampognava di mettere in un vile e obbrobrioso bilancio l'ira contro il padre, l'amor per la figlia. Mandava imprecazioni a se medesimo continuando a far grandi passi per quello stanzone che rischiaravano di languida luce i raggi della luna al suo tramonto vicina, e gli avanzi del fuoco quasi consumato del tutto. Apriva e chiudeva violentemente le finestre graticciate di quella sala, come se abbisognasse or di respirare le fresche aure notturne, ora di escluderle affatto. Pur finalmente, calmatasi alquanto la smania in cui s'avvolgea, si gettò sulla scranna, che in quella notte per suo letto di riposo avea scelta.
„ S'egli è vero (dicea a se medesimo, quando per ultimo il turbine delle passioni ebbe dato luogo alla calma) s'egli è vero che quest'uomo non desideri nulla più di quanto la legge gli concede, se è pronto a restringere fra termini d'equità gli stessi diritti validi e riconosciuti, qual motivo mio padre poteva avere per lamentarsi di lui? Qual motivo ne avrei io medesimo? Quelli che tennero prima di noi i nostri antichi possedimenti, soggiacquero sotto la spada de' miei antenati, lasciando ai conquistatori i loro beni, i loro dominj; e noi soggiaciamo ora sotto la forza della legge, oggidì troppo possente, perchè veruna cosa possa resisterle. Entriamo dunque in parlamento cogli odierni vincitori, come se fossimo, senza speranza di soccorso, assediati nella nostra Fortezza. Forse quest'uomo è affatto diverso da quello ch'io mel figurava da prima; e sua figlia..... Ma a questa ho deciso di non pensare. „
Avvoltosi nel suo mantello, cedè al bisogno della natura, sempre sognando Lucia Asthon, finchè i primi raggi del giorno penetrassero per traverso alle ferriate della finestra.
CAPITOLO V.
„ Noi altri; gente esperta nel vivere del mondo,
„ Quando un parente, o amico, vediamo andare a fondo,
„ Non vi credeste mica, che, per tirarlo in alto,
„ Fossimo così matti di fare in acqua un salto.
„ Sia pur la sua sventura, quanto si vuol, funesta,
„ Per levarlo di stento, un colpo sulla testa,
„ Tutto al più, gli daremo, e così sempre ho fatto.
„ Con voi, messere, il caso è differente affatto.
„ Spira ai vostri balconi il vento della sorte,
„ Vi sarò, finchè dura, amico in vita e in morte. „
Shakespeare.
Sul più duro de' letti, in cui si fosse probabilmente scontrato giammai, il lord Cancelliere avea portati quegli stessi pensieri ambiziosi, e quella medesima perplessità che bastano a sbandire il sonno anche da chi si posa su letto di calugine e fra le più morbide coltri. Com'uomo che avea navigato lungo tempo per l'oceano politico, ne conosceva ad uno ad uno gli scogli, nè niuno sentiva meglio di lui la necessità di governare il naviglio in dirittura col vento dominante onde evitare nella tempesta il naufragio. La natura del suo ingegno, e la timidità del suo carattere gli aveano comunicata la docile pieghevolezza del vecchio conte di Nortumberlandia, il quale volendo spiegare come avea conservata la propria carica, in mezzo a tutti i cambiamenti di governo accaduti nell'intervallo trascorso fra i regni di Enrico VIII e di Elisabetta, confessò francamente, che della natura del salice, anzichè della natura della quercia partecipava.
Ser Guglielmo Asthon pertanto avea sempre fatto studio di esplorare i cambiamenti, che l'orizzonte politico presagiva vicini, e prima che la lotta fosse decisa, era sollecito di conciliarsi il favore della fazione, per cui, a parere di esso, propendea la vittoria. Nè già questa indole di lui fluttuante, e all'aura delle circostanze pieghevole, ignoravasi; che anzi meritato erasi perciò lo sprezzo dei capi più intraprendenti delle due fazioni in cui si partiva lo Stato. Nondimeno, utile e prezioso si rendea per ingegno, e grandemente si apprezzavano le sue cognizioni nella giurisprudenza; le quali prerogative compensavano tanto in lord Asthon gli altri difetti, che i reggitori delle cose pubbliche, tenessero all'una o all'altra delle due parti, amavano prevalersi de' suoi servigi, e nel compensavano, senza però mai concedergli nè confidenza, nè stima.
Il marchese di Athol avea adoperata tutta la sua preponderanza, e poste in giuoco tutte le molle politiche che questa gli procacciava, affinchè seguisse un cambiamento di gabinetto nella Scozia; e i suoi divisamenti erano sì bene concetti, e con tanta forza e abilità secondati, che del prospero successo de' medesimi nessuno omai dubitava. Ciò nullameno non teneasi ancora abbastanza certo della vittoria per trascurare alcuna via che conducesse alle sue bandiere partigiani novelli. Sembrandogli che l'affezionarsi il lord Cancelliere fosse un accorgimento de' più rilevanti in questa bisogna, incaricò a tal uopo un famigliare, il quale conoscendo e l'indole e le disposizioni d'animo del personaggio desiderato in lega, della politica conversione del medesimo si fece mallevadore.
Sotto pretesto di rendergli una visita, questo negoziatore erasi trasferito al castello di Ravenswood, ove, all'atto del suo arrivo, si accorse, come le agitazioni alle quali in quel momento il Lord mostravasi in preda, derivassero dai pericoli personali che temea sovrastargli per parte del sere di Ravenswood. Il modo de' discorsi tenutigli dalla cieca sibilla (la vecchia Alisa); l'apparizione subitanea di Edgardo, venuto in armi nel recinto dei suoi perduti dominj, nel tempo stesso in cui la vecchia avea avvertito il lord Cancelliere di paventarlo; il tuono di freddezza e disdegno con cui corrispose ai sensi di gratitudine che gli espresse il Cancelliere, quando per l'opportuno soccorso di questo giovine, vide in sicuro la vita propria e della figlia; tutte le ridette circostanze si erano profondamente nella immaginazione di lord Asthon scolpite.
Non appena il negoziatore politico del Marchese si accorse da qual banda il vento spariva, incominciò ad instillare nell'animo di ser Guglielmo, timori e dubbj d'un altro genere, ma non meno atti ad agitarlo. Mostrando ferventissimo interesse per lui, gli chiese se la involuta processura, che avea fatto parlare tanto, tra le famiglie Asthon e di Ravenswood fosse stata ultimata definitivamente, e in tal guisa che non rimanesse alla parte perditrice alcuna via di appellazione. — Benchè rispondesse affermativamente il lord Cancelliere, l'interrogatore conoscea troppo bene lo stato di questa bisogna per non acchetarsi ad una tale affermazione sì facilmente. Anzi, sempre mostrandosi mosso da zelo pei vantaggi del Lord, gli enumerò con destrezza una serie d'argomenti, che non ammetteano replica, e intesi a porre in chiaro, che gli articoli più importanti, decisi a pro degli Asthon, contro i Ravenswood, poteano, semprechè la parte danneggiata si appellasse, divenir soggetto ad una nuova revisione dinanzi agli Stati del Regno, cioè al Parlamento della Scozia, vero giudice in ultima istanza.
Sulle prime, ser Guglielmo andava sostenendo che sarebbe illegale una tal processura; ma posto alle strette, cadde confessando la vera origine della sua sicurezza da questo lato, ed era l'impossibilità che il meschino sere di Ravenswood avesse nel Parlamento amici così possenti, i quali volessero prendersi, a favore di questo, l'odiosità di instituire una revisione che feriva personaggi di maggior conto.
„ Milord non s'addormenti su tale speranza, l'amico insidioso soggiunse; potrebbe avvenire che nella prossima adunata, il giovine di Ravenswood, avesse nel Parlamento più amici e protettori di quanti ne ha, oso dire, la Signoria vostra mentre parliamo. „
„ La sarebbe singolare da vero! „ rispose con aria di disdegno lord Asthon.
„ Eppure di queste cose se ne sono date e prima di noi, e ai nostri giorni. Non vediamo forse ora, reggitori della cosa pubblica que' medesimi, che, pochi anni fa, erano obbligati a nascondersi per salvare la vita? Quanti oggidì, mio caro Milord, desinano in bella piatteria d'argento, che dieci anni prima avean per grazia di mangiare una polenta di farina di vena entro scodella di legno! e quanti oggidì confusi in mezzo alla folla, andavano allora colla testa alta su tutti gli altri! Lo stato barcollante degli uomini di Stato in Iscozia, leggiadra Opera di Scostarvet, vostra Signoria, me ne ha fatto vedere il manoscritto, questo Stato da vero, è divenuto oggi più barcollante che mai. „
Il lord Cancelliere dovette, dopo aver mandato un profondo sospiro, rispondere, che pur troppo queste vicissitudini non erano cosa nuova nella sua patria, e che il regno di Scozia ne era una prova anche molto tempo innanzi alla nascita dell'autore satirico testè commemorato. „ Son corsi begli anni, soggiunse, dopo che Fordun ha citata, come proverbio già antico quella sentenza: neque dives, neque fortis, sed nec sapiens scotus, proedominante invidia, diu durabit in terra. Fatalmente è vero; nè ricco, nè forte, ma nemmen sapiente Scozzese, può durarla alla lunga sulla terra, perchè predomina troppo quella maladetta passione dell'invidia. „
„ Ah sì! E temo bene, mio rispettabile amico, che nè i lunghi servigi da voi prestati allo Stato, nè il profondo vostro sapere nelle cose di giurisprudenza, non vi gioveranno a mantenervi nel vostro grado e nelle vostre ricchezze, se il marchese di Athol arriva a comporsi un Parlamento a suo modo. Già sapete l'affinità che passava tra il defunto lord di Ravenswood e il Marchese, perchè e questi, e lady Ravenswood, parimente defunta discendeano entrambi dal barone di Tillibardin, cugini in quinto grado l'uno dell'altro. So dunque da buon canale che il marchese di Athol si prende grandemente a cuore gli interessi del giovine Ravenswood, e che pensa a metterlo su la via de' rapidi avanzamenti. Perchè, in sostanza, ci vede il suo vantaggio. Questo giovine è pieno di solerzia e d'intelligenza, buono a parole ed a fatti; i suoi amici e congiunti han piacere nel portarlo innanzi, poichè son sicuri che non resterà loro di peso fra le braccia. Se pertanto si venissero a rimestare in Parlamento le vostre faccende con lord Ravenswood, il marchese d'Athol non si starebbe, ve ne accerto, per poca voglia di farlo, dal prestarvi cattivi ufizj. „
„ Compenserebbe assai male non solamente le cure che mi sono prese per lo Stato, ma anche i riguardi de' quali mi son sempre fatto una legge verso di lui e della sua onorevole famiglia. „
„ Oh sì! (soggiunse l'astuto negoziator del Marchese) che v'è da contare sui servigi passati, o su i riguardi che si sono avuti. Servigi attuali, prove di riguardi presenti, si aspettava da voi il Marchese, nelle circostanze in cui ci troviamo. „
Il lord Cancelliere vide allor chiaramente il fine di tutta la catena de' discorsi dal comune amico tenutigli[2]. Ma troppo era prudente per legarsi con una definitiva risposta.
„ Non saprei, disse, quai servigi il Marchese potesse aspettarsi dalla scarsa mia abilità, e quai servigi io non fossi disposto a tributargli, salvo sempre i doveri che mi legano al mio re e al mio paese. „
Così non disse nulla, mostrando di aver detto molto, perchè l'ultima clausola era concepita in modo da comprendervi dentro in appresso tutte quelle esclusioni che a ser Guglielmo fossero tornate in grado. Il fatto è che il lord Cancelliere cambiò argomento, procurando di bandire affatto dai discorsi che dopo vennero, la politica. Il nostro negoziatore partì, veramente senza aver cavata dallo scaltro uomo di Stato la promessa di secondare i disegni del Marchese, ma colla certezza di avere suscitati nell'animo del suo paziente gravi timori, intorno alle cose che più gli stavano a cuore, e d'avere gettati i fondamenti di un Trattato, di non impossibile stipulazione in appresso.
Quando il politico referendario riportò gli effetti della sua negoziazione al Marchese, si accordarono entrambi nel parere di non permettere più mai al nostro Lord di tornare in quella sicurezza che dall'attuale abbiezione del giovine di Ravenswood gli derivava; ma di mantenerlo in vece in questo infelice stato di angoscia, profittando soprattutto della lontananza di milady Asthon. Ben sapeano come, s'ella vi fosse stata, lo spirito orgoglioso e vendicativo di cotesta femmina avrebbe comunicato al marito il coraggio che gli mancava. Non la ignoravano irrevocabilmente collegata colla fazione dominante, e in continua corrispondenza coi capi della medesima. Erano convinti che costei odiava a morte, senza temerla, la famiglia di Ravenswood, l'antico splendor della quale offuscava il lustro nascente della casa di suo marito; e che per tutte le enumerate considerazioni non avrebbe esitato ad arrischiare perfino i proprj veri interessi, purchè una speranza la sostenesse di portare l'ultimo crollo alla fortuna de' suoi nemici.
Il motivo della prolungata assenza di lady Asthon, fu un viaggio che da Edimburgo a Londra ella imprese; viaggio non solamente mosso dalla speranza di sollecitare meglio l'affare, per cui si era trasferita dal castello di Ravenswood alla capitale della Scozia, ma anche dalla fiducia di contribuire così al mal esito delle pratiche del marchese di Athol presso la Corte. Gli è da sapersi che questa femmina vivea in grande favore della celebre Sara, duchessa di Marlborough, e che le indoli di queste due donne aveano molti segnalati punti di somiglianza.
Fu dunque necessario al Marchese affrettare gli assalti che si voleano dare al lord Cancelliere prima che il ritorno di Milady li sconcertasse. La lettera ch'egli avea scritta al sere di Ravenswood e della quale demmo conto in uno de' precedenti capitoli[3], era stata un preliminare del meditato sistema di stratagemmi. Rammentando il tenore di quel foglio, si scorge che era concepito in modo da lasciare a chi lo scrivea la libertà di proporzionare al bisogno dei proprj divisamenti le sollecitudini a favore della persona alla quale veniva inviato. Però, benchè il marchese di Athol, nè, come uomo di stato, avesse voglia di avventurarsi, nè, com'uomo saggio, di assumere il tuono di protettore in un momento in cui non avea grazie da dispensare, dee dirsi ad onore del medesimo, che, se si valea del nome del sere di Ravenswood per tenere in trambusto l'animo di lord Asthon, non quindi nodriva men sinceramente il desiderio di una occasione per rendersi utile al suo giovin parente.
Poichè il messaggero incaricato di tale lettera dovea passare dinanzi al castello del lord Cancelliere, fra le istruzioni dategli vi fu quella, che giunto alla dirittura del viale d'onde s'arriva al castello di Ravenswood, gli si sferrasse il cavallo; circostanza che lo avrebbe costretto a ricorrere al fabbro ferraio del villaggio. Fu inoltre raccomandato a questo messo che mentre il maniscalco starebbe inteso alle fazioni del suo mestiere, si mostrasse inquietissimo per l'indugio prodotto da un tale inconveniente, e si lasciasse, nell'accecamento dell'impazienza, sfuggir detto, che portava un dispaccio importantissimo del marchese di Athol pel sere di Ravenswood.
La quale notizia, con tutte le amplificazioni d'uso, giunse per varj canali all'orecchio del lord Cancelliere, e tutti quelli che gliene parlarono, si diffondeano sul breve tempo impiegato dal corriere in tal viaggio, e sulla impazienza che per l'indugio d'una semplice mezz'ora avea dimostrata. Ser Guglielmo ascoltò silenziosamente tutte queste relazioni; poi diede segreto ordine a Lockard di spiare e coglier l'istante quando il corriere veniva addietro; di dar opera ad imbriacarlo, e alla peggio, d'impadronirsi, o per amore, o per forza, delle sue lettere. Questo disegno andò fallito, perchè era stato troppo ben preveduto da chi ideò l'altro, e il messo aveva ordine di tenere, nel venir via da Wolfcrag, un'altra strada.
Quando a quelli del castello di Ravenswood sembrò inutile l'aspettare più a lungo il ritorno di questo corriere, Lockard ebbe ordine di praticare una speciale inquisizione presso i suoi clienti di Wolfhope a fine di sapere, se in tal dato giorno, e tal ora, fosse arrivato alla torre di Wolfcrag un messaggero indicato con tali e tali connotati. Il fatto non fu difficile da verificarsi, perchè in quello stesso giorno Caleb si era trasferito a Wolfhope a fine di prendere a credenza quanto occorrea per dar da desinare ad un corriere, che il marchese di Athol avea spedito al suo padrone; oltrechè, quel povero tapino di messo rimase ammalato ventiquattr'ore in casa di mistress Smalltrash, per aver mangiato del salamone salato che era infracidito, e bevuto della mezza birra guasta. — Qual dubbio omai che non vi fosse una corrispondenza fra il Marchese e il suo giovine parente? cosa che fino allora ser Guglielmo, quasi quasi, e in certi momenti, riguardava come uno spauracchio.
Dopo di che, le paure del lord Cancelliere divennero veramente più serie. Il diritto di appellarsi al Parlamento contro le sentenze delle Corti civili di Scozia era stato posto in opera rare volte; pur sapea che ve n'erano alcuni esempj; e se il corso degli avvenimenti avesse condotto un Parlamento inclinato a ben accogliere l'appellazione del giovine Ravenswood, e a ponderare attentamente l'affare, la coscienza diceva al lord Cancelliere, che l'esito non sarebbe stato per lui il più favorevole; perchè allora la lite si sarebbe giudicata, non a stretto senso di legge; ma secondo i principj d'equità, il qual metodo, la qual norma di giudicare non gli promettea un trionfo così compiuto come lo avea, giovandosi della sua preponderanza, riportato fin lì presso tutti i tribunali.
Intanto, tutte le notizie che egli riceveva, rendevano sempre più probabile il buon successo delle pratiche politiche del Marchese; onde ser Guglielmo Asthon, cominciò a pensare, che era tempo di cercarsi una protezione contro il nembo vicino a scoppiare. La sua indole timida e irresoluta gli persuadeva sempre le vie della conciliazione, ed un accomodamento gli parea preferibile ad una lite guadagnata. Gli sembrò che l'affare del toro, condotto con destrezza, potesse agevolargli un colloquio e una riconciliazione col sere di Ravenswood. In questa occasione, così ragionava, avrebbe potuto scavare da lui come la pensasse intorno all'estensione de' proprj diritti, e sul modo di farli valere. Avrebbe forse potuto fargli accettare alcune proposizioni vantaggiose di un'amichevole transazione, cosa non mai molto difficile, quando fra le due parti la una è ricca, povera l'altra. Intanto una riconciliazione che ei si fosse procacciata, di moto proprio, col sere di Ravenswood, lo metteva in istato di far egli i patti al marchese di Athol, „ Infine poi, diceva a se stesso, sarò lodato di un atto di generosità; si dirà che ho fatto risorgere la fortuna del capo di questa famiglia, ridotta nell'abbiezione; e se accadesse che Ravenswood fosse caldamente ed efficacemente protetto da un nuovo governo, chi sa che questa mia generosità non trovasse la sua ricompensa? „
Tali erano i ragionamenti di ser Guglielmo Asthon. Così stendea una vernice di generosità sugl'interessati suoi fini, come si vede accader di frequente. Salita a questo punto la sua immaginazione, andò ancora più in su. Incominciò a dire a se stesso, che se il sere di Ravenswood, sotto una nuova amministrazione, ambisse ad una carica luminosa, se mai una unione più stretta con lui, giovasse a renderlo più moderato nelle sue pretensioni, il sere di Ravenswood finalmente non sarebbe stato il più tristo dei partiti per la sua figlia Lucia. Si poteva ottenere la revocazione del decreto che avea privata della nobiltà la famiglia dei Lôrdi di Ravenswood, famiglia d'antichissima data. Più; questo parentado legittimerebbe in qualche modo in lui il possedimento della maggior parte delle spoglie dei Ravenswood; e la restituzione del rimanente diverrebbe men dolorosa.
Intanto che questo involuto disegno andava maturandosi nel capo del lord Cancelliere, si ricordò che lord Littlebrain lo sollecitava premurosamente, affinchè si trasferisse a passare alcuni giorni con lui. Il castello di questo lord era situato a pochissima distanza da Wolfcrag, la qual circostanza lo indusse immantinente a scrivere all'amico, che avendo alcune giornate di libertà, profitterebbe del suo invito nel dì successivo; ed essendo allora fuor del castello il padrone, fu al suo arrivo, accolto nel modo più cordiale da lady Littlebrain, che aspettava da un istante all'altro il marito. Si mostrò lietissima d'imparare a conoscere miss Asthon, ordinando poi una caccia per ricercare il lord Cancelliere. Benchè non fosse questo il divertimento favorito di ser Guglielmo, ne accettò premurosamente l'offerta, perchè gli somministrava l'occasione di riconoscere le vicinanze di Wolfcrag, e forse di far conoscenza col proprietario di quella torre in rovina, se mai lo strepito de' cani e dei corni da caccia inspirava a questo il desiderio di raggiungnere i cacciatori. Ordinò nel tempo stesso al fido Lockard di cercare tutte le vie possibili per collegarsi con qualcuno degli abitanti di Wolfcrag, e vedemmo già in qual modo Lockard compiè la sua parte.
Il temporale sopravvenuto favorì, oltre le speranze, il lord Cancelliere nel suo disegno d'un abboccamento più particolare col sere di Ravenswood. Avea temuto, egli è vero, che questo giovine, trasportato dalla sete della vendetta, si portasse a qualche estremità contro di lui, ma tale paura fu diminuita dalla considerazione che, essendo il sere di Ravenswood in così speciale guisa protetto dal marchese di Athol, non gli sarebbero mancati i modi a far valere per le vie legali i proprj diritti; e pensava, con assai buone ragioni, che gli uomini si lasciano trascinare a certi atti di violenza, sol quando si vedono assolutamente sforniti d'ogni altro soccorso per aggiungnere al proprio scopo. Però il prese un segreto senso di terrore per cui agghiadò a suo malgrado, quando si vide rinchiuso nella torre solitaria di Wolfcrag, specie di Fortezza, situata in un luogo isolato, e che parea fabbricata a posta per divenire il teatro di una vendetta. Il freddo accoglimento, sulle prime usato a lui e a sua figlia, la difficoltà che provò a superare il proprio imbarazzo nel dover annunziare ad un giovine accostumato a riguardarlo come il più crudele nemico di sua famiglia, il nome degli ospiti ai quali conducea in quell'istante un asilo, non erano cose opportune a sedare le angoscie che lo premevano. Quando poi udì chiudere con violenza la porta della torre, e vide che si proibiva alla sua gente di entrarvi, le parole della vecchia Alisa, gli si pararono alla mente; pensò che si era cimentato di troppo con una schiatta feroce, siccome lo erano i Ravenswood; temè che il rappresentante attuale di questa famiglia, imitando Malisio Ravenswood, avesse aspettato e colto il momento della vendetta.
La franchezza con cui in appresso Edgardo compiè gli ufizj della ospitalità, e il cambiamento che nel tuono e contegno del medesimo seguiva gradatamente la progressione dei discorsi, calmarono finalmente nel Lord i timori che le mentovate rimembranze aveano in lui suscitati, nè ad uomo di tanta sagacia fu difficile accorgersi di essere alle grazie e all'avvenenza di Lucia debitore di queste più favorevoli disposizioni dell'animo del suo ospite.
Ma triste immagini d'altro genere gli si affacciarono alla mente, quando prese possesso della camera segreta, assegnatagli per riposarvi. Una lampada di ferro, le pareti prive di arredi, sicchè quel luogo somigliava ad una carcere anzichè ad una stanza da letto, il continuo romore de' flutti che venivano ad infrangersi contro lo scoglio su di cui si ergeva la torre, il tutto contribuiva a gettare il suo animo nell'abbattimento e nella tetraggine. Da lui certamente, e dalle sue scaltre pratiche derivava in massima parte la rovina di una famiglia, della quale abitava in quel momento l'ultimo asilo; ma essendo per indole interessato più che crudele, l'aspetto di uno squallore, di una desolazione ch'erano l'opera sua, gli producea tal sensazione molesta, qual la proverebbe una reggitrice di casa nel vedere uccidere i polli e i colombi da essa ordinati pel suo desinare.
Nel medesimo tempo, meditando la dura alternativa, o di vedersi costretto, per un decreto del Parlamento, a restituire al sere di Ravenswood la maggior parte delle sostanze di cui lo aveva spogliato, o ad adottare, quale individuo della propria casa, l'erede di una famiglia caduta in sì bassa fortuna, sentiva quell'affanno che potremmo supporre nel ragno, quando vede la sua tela, che gli è costata sì penose fatiche, battuta a terra da un fatal colpo di scopa. Oltrechè, avanzandosi di soverchio in questi suoi nuovi divisamenti, veniva in campo un'altra obbiezione, che non egli solo, ma più d'un buon marito, preso dalla tentazione di usar del proprio diritto di padronanza avrà proposta a se stesso: Che cosa dirà mia moglie? Finalmente, si appigliò alla risoluzione che suole essere il rifugio delle anime deboli, quella cioè di aspettare gli avvenimenti, e profittare delle circostanze che si offrirebbero, conformando ad esse la propria condotta. Stava in questo sistema di politico destreggiare, quando lo prese il sonno, e tranquillamente dormì.
CAPITOLO VI.
Meco di tal messaggio non vi prendete sdegno;
Per piacere all'amico, ne presi sol l'impegno.
Consolatevi poi, ch'io son uom giusto, e ho l'arte
Di tener, se fa d'uopo, per l'una e l'altra parte,
Il re che non è re. Commedia.
Avea ripresa gran parte del suo tetro umore il sere di Ravenswood, quando rivide alla domane il lord Cancelliere. Dicemmo come il primo avesse trascorsa meditando quasi tutta la notte, e con quanto stento un tardo sonno venisse a chiudergli le palpebre. Troppo forte lotta moveano in quell'animo i sentimenti che quasi, a malgrado di lui, verso Lucia Asthon lo trasportavano, e l'odio giurato da sì lungo tempo al padre della donzella. Stringere amichevolmente la mano del nemico di sua famiglia, accoglierlo in propria casa, riceverne e rendergli in contraccambio i consueti ufizj della urbanità, usar seco famigliarmente, erano ai suoi occhi altrettanti atti d'invilimento, ai quali non potea sottomettersi senza che l'orgoglio suo nel rampognasse.