Jean Améry è stato un superstite dell'Olocausto e scrittore austriaco.
Jean Améry, pseudonimo di Hans Chaim Mayer, nato da famiglia di origini ebraiche non praticante, dopo l'annessione dell'Austria alla Germania nazista nel 1938, emigra in Belgio e si unisce alla Resistenza. Nel 1943 viene arrestato e torturato a Breendonk da SS e Gestapo per poi essere deportato ad Auschwitz e poi a Buchenwald e a Bergen-Belsen, dove fu liberato dall'esercito britannico il 15 aprile 1945.
Trasferitosi a Bruxelles opera come scrittore collaborando anche con radio e televisione. Muore suicida, probabilmente per la spaccatura tra la necessità e l'impossibilità di essere ebreo, condizione che descriverà nel suo libro Intellettuale a Auschwitz.